Il fotografo a #trecolonne.

December 21st, 2015

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Le chiamano fisse. Tipo quella per Simone Le Bon nel film cult in cui tutte, pardon, tutti ci siamo identificati e continuiamo a farlo. Quell’idea di innamoramento superficialissimo e molto passeggero, il tempo di una notte insieme, macché, di due corpi che si intrecciano e via. A volte quei corpi si intrecciano solo nelle fantasie onanistiche, ma va bene così. I sogni aiutano a vivere meglio (cit. Marzullo). La mia fissa di questo mese (ehm…) è per il fotografo che immortala le notti del GIAM. E’ nuovo. Arrivato fresco fresco dalla fabbrica dei manzi. Ha un look più da Amigdala/Glamda e, per questo, spicca molto. Niente sneakers, ahinoi. Anzi, sabato scorso indossava mocassino senza calzini (ti prego, dimmi che avevi almeno i fantasmini). In ogni caso, surfando la rete mi sono imbattuto in una sua pausa pranzo. Già. Lui e una ciotola di riso. E poi c’era il #trecolonne in mezzo, baciato dal sole e apparecchiato per alimentare fantasie sconcissime.

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Ed è subito amore eterno. “Sposerò il fotografo a #trecolonne”, regia e testi di River.

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3 Responses to “Il fotografo a #trecolonne.”

  1. Marco Says:

    Ma non è che ha in tasca un filoncino per accompagnare il suo pranzo? ;-)

  2. william Says:

    …fuori il suo nome ed ovviamente facebook!!!

  3. fra Says:

    ma si sa come si chiama?? eddai!!!

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