Ormai ho smesso di fare bilanci. Di dare i voti agli anni appena vissuti. Di cercare di capire, marzullianamente, come sia stato l’anno appena passato. Se debba finire nella lista dei buoni o di quelli cattivi. Ho smesso, perché non serve a nulla. Perché Natale non è un giro di boa. Perché nel minestrone della vita, le cose belle si sovrappongono a quelle brutte e il gioco delle somme e delle sottrazioni non porta a niente. Sono stato felice, è vero. Ho scoperto di avere due nuove amiche. Già le conoscevo, ma questo è stato l’anno in cui ho ufficialmente iniziato a chiamarle, quando avevo un problema. Quando avevo voglia di sfogarmi. Sono anche le persone che mi hanno seguito nella principale novità del 2015, l’apeRIVER, esperimento “social” nato da un blog, ma ormai del tutto indipendente da questo. Un esperimento che mi sta dando molto, perché ho la possibilità di conoscere nuove persone – storie, sguardi, racconti – cammini che si intersecano con il mio, il tempo di un aperitivo e un minilive. Ma non è stata l’unica cosa ad avermi reso felice. Dopo più di 4 anni, finalmente, sono riuscito a risalire su un aereo. Da solo. Londra, due volte. E poi l’idea di trasferirmici. Ci lavoro, sempre. Ma, in fondo, non ho fretta. Ci sono, dentro di noi, tanti timer, ognuno settato verso un evento che ci farà piacere o ci darà sofferenza. C’è il sabato al GIAM, valvola di sfogo dopo una settimana di lavoro, recinto in cui ormai ritrovo tanti volti amici. C’è la tripletta, generalmente una volta al mese: i tre giorni di riposo consecutivo (ven-sab-dom). Poi ci sono gli appuntamenti dal dentista (capitolo negativo), con quella maledetta devitalizzazione che ho iniziato ma che non sono riuscito ancora a portare avanti. E poi ci sono le vacanze: alle prossime non penso ancora, programmarle da solo mi mette ancora troppa tristezza. Sono come una medicina amara: la prendi e poi gradualmente stai meglio. Ma lo scopri solo facendo il salto, da solo, su un aereo, in un hotel, una nuova città. E nel 2016 ci sarà, promesso. Al fidanzato, quello mancato e l’ex che non c’è più, non ci penso più, non nello stesso modo degli anni passati. Credo – e qui mi ripeto – di essere uscito dalla fase dell’amore, quella in cui vivo sapendo, prima o poi, di potermi intrecciare con qualcun altro, al di fuori del sesso. Non lo so cosa sia accaduto dentro di me, ma so solo che quando conosco un ragazzo, ormai, sono del tutto disilluso e so già che il copione si chiuderà nello stesso e identico modo, due strade parallele che si allontanano senza mai avvicinarsi troppo. Sì, il sesso non è la stessa cosa, ma lo prendo per quello che è, pasticcino consumato in fretta, buon sapore, che non nutre mai il cuore. Ma in fondo sono felice, adesso. Credo di esserlo, forse sono anestetizzato nei confronti del dolore, lucida ubriachezza che ti porta a non soffermarti sulle ferite. Il segreto per continuare ad esserlo è non fermarsi, mai. Chi si ritrova con le giornate piene non ha tempo di turbarsi, lagnarsi, autoflagellarsi. Che poi è lo stesso motivo per il quale è difficile pensare di uscire di scena, per sempre. Quando mi fermo a pensare, generalmente alle due di notte, luci spente, nel letto della mia stanza, ogni tanto si riaffaccia la cantilena “vorrei una persona accanto a me”, ma la scaccio subito via, pensando agli impegni del giorno dopo. Al prossimo aperitivo. All’estate. All’appuntamento di lavoro. Anche i pensieri di morte, coi quali ho convissuto una quindicina di anni fa, ormai vengono neutralizzati subito. Troppa paura di morire, per andare a buttarmi tra le braccia della morte. E anche se esistesse un metodo indolore, avrei troppa paura di sentire qualcosa. Ho pensato che se avessi a disposizione un pulsante dell’autodistruzione, avrei paura di far rimanere troppe persone. I miei genitori, qualche collega, gli amici che sento più spesso. Già. Si va avanti, per forza, e si cerca di farlo col sorriso, più o meno vero.

E’ Natale. Per me significa poco. Non festeggerò con i miei. Mio padre è influenzato e ci ha detto che preferiva saltare il veglione. Ci vedremo direttamente il 26. Stasera ceno con la famiglia di C. Idem domani a pranzo. In fondo le famiglie sono anche quelle che ci circondano con il loro affetto, al di là dei certificati anagrafici. Io in questo blog continuo a mettere tutto me stesso, senza filtri, senza doppi fini. Ci sono tutto. E quando qualcuno dice “sì, ma manca la foto”, faccio notare che le cose che ho scritto qui in tanti anni sono così intime da valere molto di più di un banalissimo scatto grindriano. Scrivo di meno, è vero, ma perché rimugino di meno sulle cose – vedi sopra – e quando c’è un neo, ci passo una mano di trucco sopra e via, non mi metto ad analizzarlo con la lente di ingrandimento. Non fermarsi, per guardare avanti. Dietro c’è chi non mi ha voluto più seguire, e che non merita più la mia attenzione.

Tanti auguri. A tutte le persone che, dopo 13 anni, continuano a passare per queste pagine. A voler curiosare nella “vita-secondo-River”. A essere interessate a quello che ho da dire, nel bene e nel male. Sono fiero di questa famiglia, lo dico sempre, perché siamo una cosa unica e speciale. Alcuni si sono palesati, dal vivo. Altri continuano a rimanere dietro lo schermo, e io le rispetto.

Un abbraccio.

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18 Responses to “Christmas time, bilanci e abbracci, a tutti.”

  1. Panit Says:

    Fiero io di essere una delle piccole lucine che illuminano il tuo orizzonte. Auguri Riv.

  2. Matteo Says:

    Per me anche questo Natale lo passerò con il mio cagnolino
    Un abbraccio a tutti

  3. Marco Says:

    Buon Natale caro River.

  4. etero Says:

    Buon Natale Marescia’ 😛

  5. ex-xxcz Says:

    Buone feste ma soprattutto grazie per averci aperto il tuo cuore anche nel 2015

  6. Luigi Says:

    Ciao, River. Buon Natale! :)

  7. Roberto Says:

    Per me è un Natale buio,ma è bello sapere di essere una (piccolissima)parte di una grande famiglia. Grazie Riv.

  8. macsib Says:

    Auguri River.

  9. Giacomo Says:

    Auguri Riv :)

  10. nicola83 Says:

    Tanti auguri River.

  11. londonluke Says:

    Buon Natale a tutta la River famiglia :)

  12. Eddie Says:

    Auguri River e grazie per il tuo rispetto

  13. Gabriele Says:

    River caro,
    ti volevo chiedere se conosci quello psichiatra che si chiama Massimo Fagioli. Solo ultimamente ho capito che gestisce una specie di setta, e ho pensato di chiedertelo perché fa le sue sedute collettive a San Cosimato, e per le sue opinioni terribili sugli omosessuali. E’ talmente famoso a Roma che è praticamente un fenomeno di costume, e quindi magari ne avevi parlato.
    Grazie!

  14. Davide Says:

    Auguri caro!!

  15. MrX Says:

    Auguri di cuore River

  16. Divo90 Says:

    Ciao Riv,
    Mai fermarsi..mai arrendersi!
    So stato un po’ impicciato ma ho ripreso subito, anche nel 2016, la sana abitudine di leggerti..silenziosamente.
    Con affetto
    Divo90

  17. elena Says:

    buon anno river… le feste servono solo a capire chi fa parte della famiglia che ti sei creato… ci sono sempre delusioni e a volte dei colpi di scena… e purtroppo bisogna sempre fingere con le persone che sei costretto a sopportare, ma consoliamoci con chi ci vuole bene sul serio! ti auguro davvero di trovare qualcuno che esalti le tue virtù e attenui i tuoi difetti… qualcuno che ti renda sereno e ti aiuti nelle difficoltà della vita. te lo meriti davvero. e anche se non conosco il tuo volto, mi hai dato modo di conoscere tanto di te. per questo ho deciso di non usare più il mio nick (lela6), ma il mio vero nome. e ti dedico questa canzone che sto ascoltando mentre leggo il tuo blog! viviti al meglio…

    https://www.youtube.com/watch?v=zV_XMAE2VX4&index=8&list=RDMCdzrhdRFSU

  18. riverblog Says:

    Grazie Elena, di cuore. Ti abbraccio.

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