Ethan è piccolo, ha 8 anni, ma ha sempre avuto un sogno: truccarsi come una Drag Queen. Un sogno che, come racconta l’Huffington Post, è diventato realtà, quando è entrato in un negozio di cosmetici, con la madre. “Ethan  ha visto su Youtube molti tutorial e vorrebbe imparare l’arte del trucco”, ha detto la mamma. Ad accoglierli nel negozio, Joey Killmeyer, che da 15 anni lavora come truccatore. Season Wilwert, mamma di Ethan, intervistata dall’Huffigton Post si è augurata che la sua apertura mentale, verso i desideri del figlio, possa essere di ispirazione agli altri genitori, “affinché apprezzino le qualità dei loro figli”. “I bambini vanno amati incondizionatamente e incoraggiati a coltivare i loro talenti e le loro passioni”, ha spiegato. “Se i genitori li sostengono e incoraggiano, possono essere sicuri di se e credere in loro stessi. Noi genitori dovremmo essere i più grandi fan dei nostri figli. La società – ha aggiunto – deve superare gli stereotipi e accettare il fatto che un bambino possa essere truccato, per esprimere la sua vena artistica. Questo, ovviamente, non altera il suo orientamento. Lui sta giocando, in quanto bambino. Non serve essere di mentalità chiusa, perché così si farebbe del male ai bambini”.

Applauso!

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3 Responses to “Ethan, il bambino che voleva truccarsi come una Drag Queen.”

  1. cuoreconleantenne Says:

    ricorda anche certi cartoni animati

  2. Max Says:

    I figli hanno delle inclinazioni autonome e sviluppano delle passioni del tutto individuali e compito dei genitori è incoraggiare le scelte, senza temere conseguenze eccessive per il futuro. Il concetto stesso dell’educazione però implica il dover presentare/inculcare/indurre/imporre (a seconda del modello adottato dal genitore) un modello comportamentale e un set di valori che si spera possa aiutare il proprio figlio a crescere maturo e sicuro di se.

    Il genitore non potrà mai essere uno sponsor o un supporter puro, anzi, credo che sia proprio la consapevolezza dei limiti dei propri genitori sia e sia stato anche per noi uno dei più grandi motori della nostra maturità.

    Purtroppo il livello di benessere attuale fa anche passare il concetto che la felicità dipende dalla capacità di inseguire i propri sogni e desideri, più che dall’impegno, quando in realtà, se si getta uno sguardo nel passato si scopre che le opportunità che oggi abbiamo sono frutto del lavoro duro di generazioni che hanno realizzato ben poco di quanto avevano osato sognare.

    Educarli preoccupandosi dei loro orientamenti è una idiozia, ma lo è anche vedere genitori che si affannano senza sosta dietro i mutevoli sogni dei loro figli, secondo l’equazione desiderio=passione=diritto, spesso postandone sui social i progressi per alimentare più il loro desiderio di esibizionismo, che la passione dei loro figli.

    Spero vivamente che Ethan si sia, prima di tutto, divertito, visto lo splendido risultato. Se poi da grande deciderà di fare il make-up artist o, il bibliotecario, sarà lo stesso.

  3. Roberto Says:

    Che bella storia. Che bei genitori. Ce ne fossero di piu.

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