Rimanere appesi ad uno sguardo. No, anzi, ad una serie di sguardi. Della stessa persona. Lo conosco, non direttamente, l’ho visto in giro sui social, una volta ci siamo anche scritti su Grindr, con quei calzini colorati non ho potuto fare a meno di condividere un apprezzamento. Poi più nulla. Lady Tatoo me ne aveva parlato, prima che partissimo con l’esperienza di apeRIVER: “Sarebbe un ottimo Pr”. Ricordo che lasciai cadere l’argomento, fondamentalmente perché non sapevo nulla di lui e non avrei mai voluto affidare una mia “creatura” a chi non ne condivide filosofia e storia. Poi una sera ci siamo incrociati. Ed è stata una prima volta, vera. Sarà che non avevo mai notato che gli occhi erano blu, di un blu non caldo, ma gelido. E’ difficile che qualcuno riesca a intimorirmi con uno sguardo, ma lui ci è riuscito. E così, al suo sorriso, delicatamente accennato, ho risposto con un’espressione abbastanza da ebete, anzi, credo anche di essermi girato da un’altra parte. Non per indifferenza, più perché ero convinto che si fosse sbagliato. E, invece, quella notte, in mezzo a tante persone, i suoi sguardi hanno continuato a raggiungermi. Curiosità? Non lo so. Da quella sera, però, non ci siamo più rivisti. Rivedo i suoi amici, vorrei chiedere loro qualcosa, ma non si fa. Due miei amici, che lo conoscono, hanno risposto: uno con una smorfia (come a dire “non mi piace”), l’altro con uno “se la tira”. Vorrei lasciare scivolare via il ricordo di quella notte, che non potrà portare a nulla di buono, ma non ci riesco. I suoi post acchiappalike (e li acchiappa perché quello sguardo è una calamita) sono uno specchio della vita dello #gnocco medio romano (e, in fondo, milanese). Alto livello di socialità rigorosamente under 30, un numero imprecisato di spasimanti (oltre al blogger romantico che gli dedica post…), e una connessione a Grindr che è il reparto macelleria del supermarket, un catalogo 18-30 (anni) da sfogliare e il pezzo di carne da scegliere. Sceglie lui, #occhiblu è lì, seduto al leggìo, che dispensa sguardi e attenzioni. Ama riceverne, ma raramente li ricambia. Un po’ mi è venuto il dubbio che abbia la sindrome della profumiera. Insomma, uno che ama farlo annusare in giro, senza mai darlo. Ma sono sensazioni basate su nulla di concreto. Io l’ho cercato, ma non l’ho più trovato. Qualche like qui e lì, per dirgli che lo seguo. Ricambiato – anche se erano ad un paio di ragazzi che avevo postato (che vorrà dire? Loro più di me?). Insomma, sono rimasto appeso a quella notte in cui ci siamo incrociati. Lo sguardo mi ha regalato fantasie su fantasie, che non sono sessuali, perché quando una persona mi interessa, l’ultima cosa alla quale penso è quella di farci sesso. Il sesso non ci fa apprezzare le piccole cose, le carezze, i baci, i morsi. Meglio le coccole, gli abbracci, quelli forti, da togliere il respiro. L’altra sera, al GIAM, ho incrociato un ragazzo. Era fiorentino. L’ho incontrato in un angolo buio. E l’ho abbracciato. Lui si è fatto stringere. Alza lo sguardo e mi sussurra nell’orecchio: “Che bello che mi abbracci, non capita spesso”. Abbracciavo lui, ma in realtà abbracciavo l’idea di affetto e vicinanza ad una persona che mi vuole bene. Se devo essere realista, non penso che #occhiblu mi possa offrire nulla. E’ nella fase in cui vuole leggerezza, quella in cui ci si circonda di bellezza perché la reputazione social è importante (il suo Instagram sembra un catalogo della Elite…), quella in cui se si esce con qualcuno è soprattutto per aggiungere una medaglia al catalogo dei premi vinti. Non so se ci rivedremo, forse all’aperitivo o forse dove lavora – in linea d’aria siamo a un chilometro e mezzo scarso dalla sua occupazione diurna – ma non ci penso più di tanto. Questi anni mi hanno abituato a non farmi male quando mi scontro con i muri altrui, a capire le ragioni dell’indifferenza e, soprattutto, a non offendermi se i miei bisogni difficilmente potranno essere recepiti dai ragazzi ai quali resto appeso.

E’ bello incrociarsi per una notte. Senza parlarsi. Immaginandosi, però, abbracciati, su un muretto, al Gianicolo. E sognando di avere qualcosa da dirsi, giorno dopo giorno.

Ciao #occhiblu, è bello ricordarti.

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4 Responses to “Quando quegli #occhiblu ti entrano dentro.”

  1. Matteo Says:

    Mi trovo nella stessa situazione:peccato che nel mio caso è anche un amico!

  2. Luiso Viaroma Says:

    uno e due t’innammmori. Ma com’è stu fatto? Fotti e futtitinne #consiglispassionati #occhiblunontrombipiu’ #love #frociumevario #maperchèandarealleseratesecègrindr #perchègrindrfapiùschifodelleserate LovvoVi Luiso

  3. riverblog Says:

    Innamorato? Tesó, mi sa che qui, chi si fa i film e svalvola, sei tu.

  4. beckenbauer Says:

    Forse è meglio avere un cuore di pietra che un cuore di carta, ma vale la pena scrivere su un cuore di carta delle cose così belle. Dopotutto il cuore ha bisogno di sogni immaginati oltre che di storie vissute, sempre…e rendersene conto rende il rapporto con la felicità un po’ meno complicato. Leggere post come questo me lo ha ricordato. Un abbraccio.

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