Sabato in piazza, appunti.

January 25th, 2016

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Sì, io c’ero. Nonostante la febbre e il mal di pancia. Nonostante l’umore un po’ così, dopo una settimana di lavoro infernale e il bisogno di decompressione nel letto. C’ero perché bisogna esserci, farsi vedere, gridare, dire: “Ci siamo e vogliamo pari diritti”.

– Le piazze erano piene, davvero. Non me lo aspettavo. Per una volta si è fatto più di quanto auspicato dalle associazioni. Hanno vinto i social, con la loro capacità virale di smuovere le persone in nome di un’idea.

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– Mi diverto troppo a vedere i fotomontaggi che gli omofobi del Family Day stanno facendo circolare e che dimostrerebbero il Flop della giornata. Fanno sorridere. Propaganda in stile nazista, che fa capire con chi abbiamo a che fare.

– Dopo Barilla, anche Italo scivola sul tema Glbt. Più che la decisione in sé (concedere sconti a chi partecipa al Family day), mi ha turbato la risposta, la difesa dei cosiddetti “diritti individuali”. Insomma, la toppa peggio del buco. Eppure è un’azienda che riconosce le unioni tra persone dello stesso sesso (facendo viaggiare gratuitamente i compagni e le compagne del personale viaggiante). Sarà difficile, d’ora in avanti, continuare a sceglierli.

– Ho visto tante persone che non vedevo in piazza da tempo. Anche se erano ai margini, incuriosite e, forse, intidimite.

Ex incontrati: zero. E mi chiedo: che fine hai fatto? Sì, tu.

#occhiblu non c’era. Ed è stato meglio così. Non voglio più rimanere appeso a quella che si sta rivelando una profumiera.

– I volti più belli erano quelli dei bambini e delle bambine delle famiglie Arcobaleno: è anche per loro che dobbiamo batterci.

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– Fiero dei miei amici londinesi, che hanno manifestato davanti all’ambasciata italiana a Londra. Proud of u guys!

– Unico neo organizzativo: quando a Imma Battaglia è stato detto che non sarebbe potuta salire sul palco. Solo l’intervento di Mario Colamarino, presidente del Mario Mieli, è riuscito a impedire che venisse censurata una militante storica del movimento.

– Commosso dai ragazzi venuti con le madri e i padri. Già.

– Ricordiamocelo: la ragione non è dalla parte di chi smuove 1, 2, 3 o 12 milioni di persone. Che le persone gay debbano avere pari diritti lo dicono organismi internazionali, che hanno già mandato dei warnings all’Italia. Lo dice, soprattutto, il buonsenso.

– Tristezza sui social per i battibecchi tra gli organizzatori dei presidi. “Questa pagina non è quella ufficiale, solo la nostra lo è”, ecc. ecc. Vi prego, piantatela e, per una volta, facciamo gruppo.

E il 28 si iniziano i presidi al Senato. Mi raccomando.

 

 

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2 Responses to “Sabato in piazza, appunti.”

  1. cuoreconleantenne Says:

    :-) è stato un bel pomeriggio!

  2. etero(padre) Says:

    Forza ragazzi !

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