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L’incontro è di quelli che piacciono a me. Totalmente imprevisto. Perché venerdì notte, a Mucca, avevo la testa altrove. Tra #occhiblu che continua a essere un chiodo fisso (e sì, era lì), gli amici e la voglia di cazzeggiare. Ti incrocio alla fine, nel privé del piano terra (sala pop), dopo aver preso la Schweppes lemon d’ordinanza. Mi sorridi, ricambio con un “ciao”. Non altissimo, capelli neri, del Sud, carnagione scura, intorno ai 30 anni (record…). Sono le 4 di mattina, la serata sta per chiudersi. E, infatti, dopo quel saluto tu prendi la giacca e vai via. Mi passi davanti, sono all’ingresso del privé, parlando con uno dei Pr. Ti avvicini di nuovo: “Ciao allora”. Pausa: “Comunque mi chiamo XXX”. Ha un nome strano. “Mi fai una cortesia – gli rispondo – mi aggiungi tu su Facebook?”. A posteriori, credo di aver fatto un po’ la figura della splendida. Ma tant’è. “Ma non ti ricordi?”, mi chiede. Panico. Inizio a scorrere velocemente la lista degli incontri di lavoro, di sesso, di tutto. Niente. “Ti ho scritto l’altro giorno su Grindr, ma ero al lavoro e, quindi, ho chiuso”. Non ricordo uguale, ma vabbè. Ci salutiamo con due baci sulla guancia. Ovviamente appena esce lo aggiungo. Gli scrivo la mattina dopo. E’ al lavoro. Lavora come commesso in una grande catena. E’ il secondo che conosco dall’inizio dell’anno. Sarà il trend del 2016. Non può parlare molto. Ci riscriviamo ieri sera. E parliamo. Delle sue due lauree (!), delle aspettativa, della venuta a Roma, tanti anni fa. Del fatto che quella a Mucca fosse stata la sua prima serata in un locale gay, in otto anni. Di giorno lavora sempre, come me. Ergo sarà difficile vederci, ma non impossibile. Inizio già a farmi i film, tipico, dentro di me spero che la legge sulle unioni civili passi, così gli potrò chiedere di sposarmi. La sua ultima storia, di 4 anni, è stata con un mio coetaneo (anzi, uno più grande di me di un anno). Sembra che abbia la testa a posto, poi magari mi sbaglio, le prime impressioni, in genere, non sono mai quelle contano. I social distorcono la realtà delle persone, solo gli incontri vis-à-vis sono rivelatori. Sulla carta è tutto perfetto. Fino a quando non parliamo della nostra situazione abitativa. Perché quando gli dico che vivo con un gatto, arriva la doccia fredda: è allergico. Ma pesantemente. Non può stare in nessun ambiente in cui si trovano anche dei gatti e deve sempre portare con sé del cortisone. In compenso ama i cani. Già vedo gli incontri in auto, tipo due adolescenti, o quelli a casa sua, quando non c’è il coinquilino.

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Domani parte, torna a casa sua, per tre giorni. L’ho invitato all’apeRIVER di giovedì, ma sarà dura, perché atterra a Fiumicino alle 20.30. So solo che non vedo l’ora di incontrarlo e parlarci, semplicemente. Senza il gatto.

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4 Responses to “Incontri a Muccassassina e allergie.”

  1. Casualboy Says:

    Coltivalo bene, le premesse ci sono, l’eta’ per la serieta’ che cerchi pure… Per il gatto non fasciarti la testa, troverai una soluzione :D

  2. Giorgio Says:

    Non tutti i gatti causano allergia. Il tuo si lecca molto?

  3. Pablo Says:

    ma chi scrive “un abbraccio con tanto affetto”?!

    ma dai, su…

  4. clolove Says:

    Mi dispiace ma l’allergia è un grosso ostacolo, il tuo gatto viene prima.

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