Non ho scritto di unioni civili, in questi giorni, perché volevo aspettare che chi ci rappresenta – noi gay, noi italiani, noi cittadini – si chiarisse le idee. Che sedimentassero accordi, più o meno dichiarati. Che tutti si chiarissero le idee. Che il governo capisse fino a che punto era pronto ad arrivare. Insomma: se era disposto a metterci la faccia. Per noi gay. Le cronache delle ultime ore sono un colpo al cuore. Raccontano di un governo che scende a compromessi con gli omofobi – chi ci nega diritti non deve essere definito in altro modo – pur di darci un contentino. Meglio le unioni civili che niente, hanno detto in queste ore autorevoli esponenti del movimento Glbt (penso a Paola Concia e Ivan Scalfarotto). Già. Perché è un primo passo, ci dicono. Meglio di niente. Meglio non darla vinta all’esercito di bigotti che vogliono continuare a farci rimanere cittadini di serie B. E, invece, io credo che sia sbagliato. E’ sbagliato cedere, su un diritto fondamentale. Ovvero il diritto all’amore. Ho letto tanti pareri, autorevoli colleghi (Tommaso Cerno) hanno persino incitato alla rivolta fiscale (“non paghiamo le tasse”), senza pensare alle conseguenze per uno che ha uno stipendio di mille euro al mese e non ha certo i mezzi per gestirla, una rivolta contro la macchina del Fisco. Ma tant’è. Sono stanco, deluso, scoraggiato. Il 5 si manifesta in piazza, e mi chiedo a cosa serva. Io penso che se anche non manifestassimo, se anche al Family Day fossero scese in piazza 2 milioni di persone e 200 persone a Svegliati Italia, ecco, il governo avrebbe comunque dovuto approvare una legge su unioni civili e stepchild adoption. Siamo rimasti indietro, l’Europa ci guarda come i bigotti, quelli che continuano a discriminare i gay e a non voler entrare nel gruppo di Paesi che quei diritti, invece, li concedono. Penso che se avessi un fidanzato, un amore, una persona stabile al mio fianco, sarei costretto ad andare all’estero, a sposarla. Penso che il Paese al quale sto dando il mio tempo, le mie energie, la mia creatività, anche il mio cuore, non mi tiene in considerazione. E penso che questo non sia giusto. Semplicemente. Non è giusto, caro presidente del consiglio che dovresti parlare anche in mio nome.

Non ho le forze per guidare battaglie, agitare le masse, e non vedo neanche qualcuno in grado di farlo per me. Non questo movimento Glbt, frammentato, diviso da liti, spaccato anche sulla linea da tenere nei confronti della proposta del governo di allearsi con Ncd e di sbianchettare quelle “adozioni”, così scomode e così poco amate dalle gerarchie cattolicheggianti. Abbiamo perso, ancora una volta. Non abbiamo trovato nessuno in grado di tutelarci, a fondo. Siamo la lobby (cit) più debole, sgangherata e inconcludente che ci possa essere. E, infatti, non siamo lobby.

Sono stanco. E credo che questo Paese non meriti quelli che, come me, vogliono solo che il proprio amore venga riconosciuto.

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13 Responses to “Unioni civili, stepchild adoption: e una gran voglia di andare via.”

  1. roberto Says:

    Siamo un paese-schifezza,e lo dico con rammarico. Quasi invidio chi può ricostruirsi all’estero..

  2. Riccardo Says:

    Ciao River,
    condivido in pieno il tuo pensiero…
    Ieri sera ero talmente deluso, amareggiato e insofferente che me la sono presa con il mio compagno (è un comportamento stupido, naturalmente, ma tutta la negatività doveva uscire in qualche modo)… Poi mi sono scusato condividendo il mio risentimento.
    Il disegno di legge delle Unioni Civili senza la Stepchild Adoption è come darla vinta alla congrega del Family Day, Bagnasco, Alfano, ecc…
    Preferisco non avere nulla che una legge pagliacciata e di facciata come quella che si prospetta; e mi incazzo anche con quelli che dicono che è “un primo passo”… NON E’ UN PRIMO PASSO!! E’un inciampo, una caduta nel fango da cui si faticherà ancora di più ad uscirne per riuscire ad essere un paese minimamente civilizzato!
    Già il disegno di legge era una mediazione al ribasso rispetto al matrimonio, ma così è ancora peggio, uno specchietto per le allodole, un contentino per i benpensanti.
    In questo momento sono incazzato con tutto e con tutti, dopo aver visto un barlume di luce ed aver iniziato a sperare, è tornato il buio e la fredda realtà dei giochi di potere e dei compromessi si è palesata come una secchiata d’acqua gelata.

    E’ uno sfogo, un’esternazione del mio pensiero (in questo momento) molto negativo, la condivisione di un malessere che mi attanaglia.

    Riccardo

  3. lemmy Says:

    aspettavo questo post e ti ringrazio. vorrei solo fare notare a molti (troppi purtroppo) di noi che continuano a sostenere il M5S: se avessero votato mercoledì non saremmo arrivati a questo punto. diciamocela tutta sostenere il M5S è nel giusto per uno di noi è come immaginarsi a votare forza nuova (e non è un paragone azzardato). ormai, è vero e lo sappiamo tutti, non è più una questione politica, è semplicemente buon senso e giustizia
    grazie river
    s

  4. LucaM Says:

    Il blame game, il giochino di trovare la colpa, per questa legge che sarà un disastro annunciato (disastro perché ci daranno il contentino e ci diranno pure che non bisognerà lamentarci perché è già tanto che abbiamo avuto quello), è già iniziato da tempo e continuerà per molto.
    Io stesso ho un’idea abbastanza chiara delle responsabilità politiche di questo risultato.
    Eppure, alla fine, conta poco, perché nessuno ne esce veramente bene da tutta questa storia. Per questo motivo non voglio iniziare pure qui a discutere del chi.

    Volevo dire piuttosto che sono d’accordo col fatto che il discorso del primo passo è una gran cazzata. E se le associazioni lgbt italiane facessero davvero il loro lavoro e adempissero al loro ruolo sociale, dovrebbero chiamare al boicottaggio di questa legge, se alla fine ne uscirà mutilata come sembra.
    Ci credi tu che lo faranno? mah.

  5. dubbioso... Says:

    @Riccardo…non so come dirtelo…ma…hai per caso, anche di sfuggita letto il DDL? Ti pare davvero NULLA tutto quello che c’è? oltre la Step Child Adoption, naturalmente. Come si fa a dire una cazzata come la tua? Certo hanno tolto un pezzo, ma rispetto ad oggi ne hanno dati cento. Per cortesia, tu e gli altri, leggetevi il testo: è il matrimonio. Intendi? È assolutamente e completamente comparabile al matrimonio civile. Ti pare ancora così poco? Preferisci nulla? Non parlare per luoghi comuni, per cortesia.

  6. dubbioso... Says:

    prima che mi dipingi la scena madre con te che muori e lasci il tuo figliolo solo e spaesato ad affrontare i mali del mondo, ti faccio presente che da anni c’è l’istituto dell’affido preferenziale che precede l’adozione, semplicemente passerai per un giudice tutelare. Ma diventa un pro-forma nel momento in cui una legge riconosce il legame tra te e il tuo compagno, ne discende per conseguenza legale, quindi sono sentenze di affido/adozione pressoché automatiche. Riesci a capire? Vuoi un disegno? O vuoi continuare a fare la madonna dolente?

  7. LucaM Says:

    @dubbioso, Alfano ha dichiarato testualmente “Se ci dovesse essere con il premier un accordo su un emendamento che riscriva il testo di legge sulle Unioni civili con l’eliminazione delle adozioni e dell’equiparazione al matrimonio, si potrebbe votare con la fiducia”
    quindi che sia “assolutamente comparabile al matrimonio civile” mi sembra più una pia illusione che una realtà.
    Comunque vedremo a legge finita.

  8. dubbioso... Says:

    Alfano si riferisce al fatto che nel DDl si fa riferimento ai medesimi articoli del Cc che regolamentano il matrimonio. Sono semplici richiami formali perché il DDl entra nel merito di ogni aspetto e quello che produce ha i medesimi contenuti del matrimonio civile. Qualcosa di meno lo hanno invece le coppie di fatto eterosessuali. Ma cazzo, è una cosa che vi riguarda, leggete!!!

  9. M. Says:

    Approvo e sottoscrivo !

  10. Karlo Says:

    Se potete scappate da quel paese.

  11. torrente Says:

    Temo invece che ne usciremo ben peggio
    con i giudici che si troveranno le mani legate dal legislatore
    se avessi le risorse prenderei le mie figlie e me ne andrei.

  12. Jerome Says:

    Ciao River,
    Hai proprio detto tutto.
    Infatti, più che la notizia in sè – ahimè aspettata perché il dibattito si focalizzava troppo sulla stepchild adoption per essere in grado un argomento che arrivava a buon finr – è l’asdenza totale di reazione da parte della comunità gay.
    Roba da matti.
    Sogno di una rivolta “popolare”, di una discesa in piazza dei gay e non gay (perché la questione tocca non solo noi).., ma facciamoci sentire porca miseria !
    Un bel boicottaggio economico, noi spendaccioni, due settimane senza spendere per dimostrare che siamo tantissimi… Non lo so…
    Invece c’è il silenzio accondiscendente.

    Pensavo essere il solito ribelle incazzato e per fortuna vedo che non è così…

    Drammatico pensare che c’è tutto a favore : un vaticano relativamente più aperto, un governo di sinistra, mass media che spingono e Unione Europea che ci multa… Eppure ancora questa volta, la bigotteria retrograda vince.

    Non c’è più nulla da sperare da questo paese.

  13. Beps Says:

    …a distanza di qualche settimana direi che siamo ancora tutti vivi. I politici hanno delegato ai giudici il discorso della stepchild, ma posso dirvi che, in maniera meno fluida, si può fare comunque.Nulla è perso, anzi magari le associazioni imparino che con maggiore coesione si potrà affrontare il futuro.

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