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Parliamo di quei pantaloncini.

Amavo il Frank Matano di una volta. Quello degli scherzi telefonici su Youtube. Poi, con la tv, come spesso accade, questi ragazzetti made in social si perdono. Vogliono crescere e, invece, fanno passi indietro. Che è un po’ quello che è accaduto a Frank, che pare essere precipitato nella spirale della satira più becera, alla “I soliti idioti”, con la serie “Mago Matano”. L’ex disturbatore telefonico, in pratica, è un mago che interviene nelle situazioni più insolite. C’è il nipote disoccupato che vuole comprarsi un iPhone: il nonno non gli dà i soldi perché la pensione è bassa, così Mago Matano arriva, uccide il nonno e porta il nipote dal notaio per vedere il contenuto dell’eredità del parente defunto (un iPhone appunto). In un altro episodio, ancora più brutto, Mago Matano aiuta una ragazzina adolescente a tornare a “fare la zoccola” (testuale) sui social. Perché si sa, le ragazzine quello fanno (almeno secondo i maschilisti).

Davvero non sono riuscito a ridere, neanche un po’. E non voglio credere che questa comicità così becera e intrisa di luoghi comuni, oggi, possa davvero piacere.

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Dopo la pausa per le festività pasquali, torniamo in pista giovedì 31. Sempre da Marmo, ovviamente, dove ci sentiamo sempre di più a casa nostra. Questo nuovo appuntamento, che sarà dedicato al giovane cantautorato, vedrà un graditissimo ritorno: quello di Andrea Maestrelli (detto anche #occhiblu), in arrivo da Empoli appositamente per il pubblico di apeRIVER. La sua performance, ovviamente dal vivo, ci aveva molto colpiti, qualche mese fa. E così abbiamo deciso di chiedergli di tornare (e grazie alla Rusty Records). Ricordiamo che Andrea – ragazzo dal cuore d’oro – ha vinto il premio Lunezia con quel gioiello di canzone di “Holden”. Oggi è in promozione con il suo primo album: “E’ arrivato Remo”. Andrea, che gioca anche nella Nazionale cantanti, sarà accompagnato dal giovanissimo Diego Conti, che ha partecipato all’ultimo brano sanremese del rapper Clementino, per il quale ha suonato le chitarre. Sul palco salirà poi Machella, ex concorrente di XFactor e voce di programmi radiofonici come “Interviste Cantate” su Radio2 oppure “Un Giorno da Pecora”. Molteplici le sue presenze anche al “Festival di Castrocaro”; ha vinto il Premio Daolio con il singolo “Invisibile”. Lo scorso febbraio ha aperto il concerto dei Nomadi.

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Nella sezione Palco Aperto, momento dedicato all’intrattenimento romano ed ai talenti emergenti (P.s. chi volesse proporsi, può farlo, tramite la pagina di apeRIVER), siamo felici di ospitare i ragazzi di “Siamo Tutti Gay“, spettacolo diretto dalla regista Lucilla Lupaioli, in scena già dalla scorsa stagione teatrale e che continua a collezionare repliche ed apprezzamenti. Il cast ci regalerà una piccola performance, studiata per noi (mentre loro saranno in scena fino al 5 aprile al teatro Lo Spazio).

Ci si vede il 31 marzo. L’ingresso, come sempre, è gratuito :)

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Jeff Buckley se n’è andato nel 1997. Quattro anni dopo River Phoenix. Qualche giorno fa, è uscito un nuovo album postumo, dal titolo “You and I”. Dieci tracce, quasi tutte mixate nel 1993, e totalmente inedite. Sono state riscoperte negli archivi Sony Music durante le ricerche per il 20esimo anniversario dell’album-capolavoro “Grace”. In “You and I”, Jeff presta la sua voce a una serie di cover: Bob Dylan (“Just Like a Woman”); Sylvester Stewart (“Everyday People,” interpretata da Sly & the Family Stone); Joe Green (“Don’t Let the Sun Catch You Cryin’,” interpretata da Louis Jordan, Ray Charles e altri); Bob Telson (“Calling You,” interpretata da Jevetta Steele per il film Bagdad Café del 1987); Morrissey e Johnny Marr (“The Boy with the Thorn in His Side” e “I Know It’s Over,” interpretata dagli Smiths); Booker T. Washington “Bukka” White (“Poor Boy Long Way from Home,” da una registrazione del 1939 di John Lomax) e John Paul Jones/Jimmy Page/Robert Plant (“Night Flight,” interpretata dai Led Zeppelin). In aggiunta alle cover, due tracce originali: la primissima versione mai registrata di “Grace” e “Dream of You and I”.

Condivido “I know it’s over” che rimane, per me, la colonna sonora dei nostri amori finiti, degli addii, dei capitoli chiusi. Emozionante.

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A Fiumicino, dentro Parco Leonardo, un river-lettore (che ringrazio) ha pizzicato un commesso di  H&M che sembrava essere un po’ barzotto. O, in alternativa, ben messo. E noi gli facciamo anche i complimenti per la scelta delle scarpe.

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Ne hanno parlato tutti, qualcuno anche a sproposito. E come faccio sempre, non ho letto una singola recensione di questo film osannato dal mondo Glbt. Non leggo le recensioni, perché penso che ognuno abbia il suo modo diverso di vivere un film e, quindi, un parere terzo non fa altro che alterare la nostra percezione naturale di quella data storia. Ora che ci penso, il fatto che sia ritornato al cinema rappresenta un po’ un evento. Da quando è finita la storia con Allstarboy – agosto 2011 – ci sono andato una sola volta (con un mezzo architetto, andammo piazza della Repubblica, il “nostro” cinema, e mai decisione fu sbagliata). E mi fa senso anche solo scriverlo. Con Allstarboy andavamo una o due volte a settimana e, quindi, non sono mai riuscito a superare il trauma dell’interruzione di quell’abitudine. Di quella e di molte altre, ovviamente. Torno al cinema con un ragazzo, vicino di casa, conosciuto qualche settimana fa su Facebook. Mi ha mandato prima un “poke” (roba di cui avevo dimenticato l’esistenza), e poi mi ha scritto un messaggio un po’ in stile Grindr. Altezza spropositata – siamo sul metro e 95 – capelli rasati, studente (te pare…) e, soprattutto, appassionato di cinema. Sabato scorso, alla serata “Poppe” (my first time, e quanto mi sono divertito…), ci siamo baciati in pista e poi altre volte da me, a casa. Zero sesso, solo coccole. Lo sento più come amico, ma chissà. Comunque, vado con lui, via delle Quattro Fontane. Non so di cosa parli il film, niente di niente. Ho intuito che si tratta di una storia di amore. Mi ci vuole poco a capire che, in realtà, è un po’ la storia della mia vita recente. E non solo dopo Allstarboy.

Weekend è la storia di due ragazzi, uno emancipato, l’altro no, uno dolce, l’altro più aggressivo, che si incontrano, in un locale dove non si va per discutere d’arte o d’amore, ma dove ci si scambia sguardi di intesa anche nei cessi. Un locale da rimorchio. Si conoscono lì e tra i due nasce qualcosa, subito. Quell’alchimia che porta due persone a volersi rivedere, subito. Che è un po’ la dinamica che caratterizza tanti miei rapporti recenti, dal bacio in su. I due dormono insieme, fanno persino colazione insieme, con lui che porta il caffè caldo all’altro (primo segnale che c’è un’intesa, niente fuga dopo l’orgasmo), parlano e decidono di incontrarsi di nuovo, quel giorno stesso. A metà film la rivelazione: uno dei due deve partire, dopo 36 ore, per l’America. Sostituisci America con Torino o Madrid o (…) e l’identificazione è pressoché totale. Il film è il racconto di un amore a tempo, della clessidra capovolta dove i granelli sono i baci e gli orgasmi che i due si concedono, prima di dirsi addio. Il rapporto cresce, ora dopo ora, aumentano le confidenze, i due cercano di farsi un riassunto delle puntate precedenti, in fretta, e ci riescono. Parentesi cocainomane (un vero peccato macchiare una storia d’amore con quella polvere bianca che, per fortuna, viene ignorata dalla stragrande maggioranza di noi) e poi, infine, l’ultima notte insieme, l’ultimo risveglio. Si salutano in stazione – e questo è un piccolo colpo di scena, quando uno dei due decide di raggiungerlo, senza avvisarlo. La fine è quella che ho vissuto n volte, si intuisce dall’inizio, non spoilero nulla. La fine è vita.

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Guardo negli occhi lo spagnolo che ho conosciuto stamattina. E’ qui con la famiglia, una decina di persone (madre, padre, fratelli, nonni) fino a mercoledì. Lo guardo mentre gli tengo la mano, dopo che abbiamo fatto all’amore. Ci siamo visti a Largo Argentina, ero rimasto colpito dall’altezza, il ragazzo, studente pure lui, è mingherlino. Barbetta, collabora con un sito internet spagnolo, scrive di politica, si interessa di arte. Parliamo di lavoro – il suo inglese non è il top, ma riusciamo a capirci – e ci abbracciamo, come se ci conoscessimo da tanto tempo. Cinque tatuaggi. Alcuni pianeti colorati sul braccio (in onore a un gruppo spagnolo, Los Planetas), uno sul petto e un’altro sul fianco. Mani belle, curate, piccole, ma forti. E uno sguardo deciso, con quegli occhi neri in cui mi sono perso dopo il secondo bacio. Gli scatto delle foto, le carico su Instagram davanti a lui, la cosa sembra fargli piacere. Mi chiede come mai non faccia il dj, visto che in Spagna tanti blogger gay lavorano nel mondo della notte. Bah. Mi accontento di aver messo su un aperitivo, lo invito, so che non verrà, ma chissà. E’ single e, anzi, si lamenta del fatto che non riesca a trovare un fidanzato. “Come me”, gli faccio notare, e ridiamo, anche se poi gli avrei voluto dire “e allora rimani, no?”. Ma si sa, Madrid rimane scomoda, nonostante la Ryanair. Lo saluto a Corso Vittorio Emanuele, dietro al suo hotel. Faccio per salutarlo con un bacio sulla guancia, lui mi prende e me lo dà in bocca. Forse ci rivedremo domani, prima della sua partenza.

Quanti “forse” ho dovuto digerire, quanti baci ho dato appoggiandoli sull’incertezza di un futuro che mi ha – finora – sempre allontanato dall’oggetto delle mie attenzioni, quanti Weekend di coccole e baci, prima di dirci addio.

E sì, continuerò ad essere così, a rincorrere un sogno e ad andare a sbattere, perché soltanto emozionandomi sento di essere vivo. Prima o poi, tanto, lo spiccheremo il volo, insieme.

Gente da metropolitana.

March 16th, 2016

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Incontri che non capita mai di fare a Roma. Siamo tra Londra e New York.

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Questione di occhi.

March 16th, 2016

Torno con lui. Intendo, qui, sul blog. Poi con lui andrei un po’ ovunque.

Ciao blog.

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Anche stavolta le foto di apeRIVER – queste sono del 10 marzo – sono una valanga di sorrisi e buon umore. Nonostante la pioggia (marzo piovoso, eh). Fabio Canino è stato di una dolcezza unica (e speriamo di trovarlo questo fidanzato…), Paola Pessot, con le sue pillole sull’amore, esilarante; Roberta Carrese ha conquistato tutti e Federico Baroni, che ha cantato di nuovo la sua “River”, si è confermato il talento che è. Il suo chitarrista, invece, dovrebbe aggiudicarsi il premio #gnocco #aperiver #2016.

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Il saluto speciale a River di @fabiocaninoreal ❤❤❤❤ #apeRIVER #rainbowrepublic

Un video pubblicato da River (@riverblog) in data:

Qui si trovano tutte le foto della serata! 

Prossimo appuntamento con #apeRIVER dopo la settimana di agnelli e colombe: il 31 marzo, sempre da Marmo!

Giornate in pillole.

March 9th, 2016

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Scrivo questo post da Padova. Due giorni di pit-stop prima dell’apeRIVER di domani. Sono salito a trovare Giusva. Relax totale.

– E’ tornato il mal di gola. Venerdì un collega aveva tosse e mal di gola. Credo che me l’abbia attaccato. Ho aspettato due giorni, ma domenica – con le tonsille grandi come due palline da tennis – sono tornato a riprendere il benedetto Augmentin. E oggi sto meglio.

– Venerdì scorso è venuto a trovarmi #berlinese. E’ la quarta volta che viene a Roma. Siamo stati bene. Gli sono sempre più affezionato. Week-end discotecaro, si è divertito molto. Mi ha promesso che tornerà a Roma per il Gayvillage.

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– A casa non hanno ancora riparato il soffitto in camera. Le infiltrazioni continuano. Ma non ho molte alternative, ora che ho chiuso trattativa con l’agenzia immobiliare (che, alla fine, ha restituito l’assegno di caparra). Resterò qui, sicuramente. E ad aprile cercherò accordo per rinnovo del canone, a partire da fine luglio. Ovviamente voglio scendere con il prezzo mensile di almeno un centinaio di euro.

– La manifestazione di sabato 5 per i diritti è stata bella. Nonostante il diluvio. Nonostante i 30 interventi sul palco (davvero troppi, ne bastavano 5). Emma straordinaria. Paola Turci pure. E’ bello sentirsi comunità e sapere che c’è un movimento pronto a scendere in piazza.

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– Il capitolo #torinese è stato definitivamente chiuso, con serenità. E’ venuto a Roma, alla manifestazione. Me l’ha detto A., ha visto una sua foto su Instagram, taggata qui. A me è servito a capire molte cose, e va bene così. Meglio chiudere definitivamente un capitolo, che trascinare un rapporto agonizzante in maniera inutile.

– Inizia ad essere urgente il tema pipì del gatto: continua a farla ovunque. Solo quella. Il resto nella gabbietta. Dispetto? Malessere? Del resto è da un bel po’ che non lo porto dal veterinario.

– Quando smette di piovere, grazie?

Ciao blog. A presto.

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La data di giovedì di apeRIVER si arricchisce di un altro nome, al quale tengo particolarmente. Non solo perché, di tanto in tanto, passa sulle pagine di questo blog, ma anche per la sua verve, ironia e, da quello che so, il suo buon cuore :) Fabio Canino verrà a presentare il suo nuovo libro “Rainbow Republic” (edito da Mondadori)

“Cosa succederebbe se un giorno la Grecia, ridotta in ginocchio dal default economico, venisse progressivamente acquistata e occupata dalla comunità omosessuale globale? La risposta ce la dà Canino in questo romanzo: quella che un tempo fu la culla della civiltà occidentale diventerebbe una terra promessa per gay, lesbiche e trans di tutto il mondo, uno Stato a loro immagine e somiglianza, con istituzioni e leggi in linea coi loro gusti e le loro manie. In questa Grecia arcobaleno, per esempio, la moneta ufficiale è diventata la Dragma, in onore alle drag queen più famose della storia, chi indossa antiestetici pinocchietti rischia di essere arrestato dalla Polizia del Buongusto, l’ospedale per bambini è il Candy Candy International Hospital, esistono corsie preferenziali per portatrici di tacchi a spillo, e i locali che trasmettono musica anni Ottanta possono godere di esenzioni fiscali. Ma in primo luogo tutti hanno gli stessi diritti e quella che gli analisti hanno soprannominato Pink Economy ha portato la Grecia a essere una delle maggiori potenze al mondo. A testimoniare tutto questo Ulisse Amedei, giornalista italiano che, accompagnato dalla giovane e avvenente Khloe, avrà il compito di raccontare alla retrograda Italia – quella che ormai è chiamata Repubblica Italo-Vaticana – ogni singolo aspetto di questa Grecia all’avanguardia. Una satira pungente e divertente del mondo omosessuale, ma soprattutto un inno all’amore e ai suoi tanti e diversi colori, che in queste pagine dense di personaggi e di situazioni spesso al limite dell’assurdo trovano tutti – dal rosa Barbie al rosso Prada – il loro modo di risplendere. Nessuno escluso”.

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Fabio  sarà intervistato da Giusva e firmerà anche le copie del suo libro!

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Chi conosce il River-mondo, sa che ormai dietro ad apeRIVER c’è sempre la volontà di creare un prodotto sempre nuovo, puntando sui talenti, sulla loro musica dal vivo e anche sul calore dei nostri Riverboys, diretta emanazione dei ragazzi pubblicati su questo blog. Il prossimo 10 marzo, sempre da Marmo, abbiamo pensato di introdurre una novità: una breve performance teatrale dedicata all’amore. La porterà in scena Paola Pessot, volto noto di fiction tv, e alla quale sono molto affezionato: non solo per la sua bravura, ma anche per l’energia che sprizza da ogni poro. Qualche settimana fa, a Roma, ha portato in scena il suo “L’amore è una sostanza stupefacente”, in cui rifletteva sul rapporto tra coppie di ogni genere ed orientamento sessuale. E il 10 marzo ci regalerà un estratto da questo spettacolo dolce-amaro. Ovviamente nel nostro appuntamento non mancherà la musica, con la nostra special guest, Roberta Carrese, seconda classifica nella passata edizione di The Voice, che sarà accolta dal nostro sempre presente Giusva. Attualmente sta lavorando al suo nuovo album e al pubblico di apeRIVER presenterà in anteprima alcune sue creazioni.

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La sezione Palco Aperto, dedicata agli emergenti, sarà particolarmente ricca. Intanto con il gradito ritorno di Federico Baroni, lo Youtuber che nello scorso appuntamento ha presentato il suo inedito “River”, ispirato ad un incontro tra due ragazzi, un romano e un torinese, per una dolce parentesi (chiusa) di 48 ore. Sul palco di Marmo canterà, oltre a River, altre canzoni che ha scritto lui stesso e poi delle cover. Oltre a lui, Licia Missori, pianista e compositrice, che ha collezionato un’attività concertistica internazionale, con un tour europeo che la vede collaborare con molte realtà musicali oltreconfine. Ha all’attivo quattro album pubblicati, di cui Neverland, è l’ultimo nato. Lo scorso anno ha condiviso il palco con Giancarlo Giannini, per lo spettacolo “Omaggio a Massimo Troisi”.

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Ci si vede il 10 marzo, da Marmo, a piazzale del Verano. Dalle 19 fino alle 2. Ingresso sempre gratuito.

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Pietro Boselli, uno che si è fatto notare facendolo annusare a mezzo web (oltre che alle persone giuste), finisce ancora una volta su Attitude, ovviamente in slip. Pose sia da attivo che da passivo, ché bisogna far sognare un po’ tutti.

(le foto sono di Daniel Jaems)

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