Sono giornate complicate. Roba che neanche uno sceneggiatore di Un posto al sole riuscirebbe ad inventarsi. Perché non c’è solo l’organizzazione di apeRIVER – con una grande novità in arrivo per metà marzo – ma anche il trasloco. La proposta di affitto per la casa nuova era stata firmata. Il trasloco già fissato per il 6 marzo. Io avevo già comprato una trentina di scatole, e avevo liberato le due librerie; venduto il letto della stanza degli ospiti; dato la disdetta alla linea internet. Insomma, era tutto pronto. Poi sono andato all’agenzia immobiliare per prendere l’appuntamento per la firma del contratto. Inizialmente mi avevano detto che ci saremmo potuti vedere, per la consegna delle chiavi, il giorno dopo, che avrei firmato, pagando il dovuto con due assegni (uno per le due mensilità; un altro per l’agenzia). Fin qui tutto ok. Se non fosse che poche ore dopo la nostra conversazione, l’agente immobiliare mi ha chiamato per cambiare le carte in tavola: niente assegno (“dobbiamo vedere se è coperto, prima di darle le chiavi di casa”), ma solo un bonifico. E ‘sti cazzi se pure lì ci vogliono due-tre giorni perché risulti (“tanto abbiamo un Cro”). Ovviamente non ho accettato, ce li ho mandati  (insomma, immaginare che non abbia qualche migliaio di euro sul conto è abbastanza offensivo, soprattutto perché avevo mostrato loro la mia busta paga) e ho girato la pratica al mio avvocato. Il quale avvocato, però, aveva appena trovato un accordo con i proprietari dell’attuale casa: i quali mi avrebbero “abbuonato” tre mesi di mancato preavviso (mentre ne avrei dovuti pagare tre). Mancava solo da firmare l’intesa. Il litigio con l’agenzia immobiliare, però, ha stravolto tutto. Ergo: l’avvocato ha richiamato i padroni di questa casa e comunicato che resto fino alla fine dei sei mesi di preavviso (fine luglio). In compenso, faranno presto i lavori al soffitto della camera da letto. All’agenzia è arrivata una diffida, con la quale viene “invitata” a restituirmi la mensilità che dovrebbe essere versata all’atto della eventuale controfirma della proposta da parte del proprietario: cosa che non è mai avvenuta, perché il padrone della casa nuova vive a Palermo e non è ancora mai venuto a Roma.

Insomma: si resta a Monteverde. Per adesso. E, in fondo, la cosa non mi dispiace. Neanche al gatto.

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