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Arrivi nella mia vita con un commento. Abbastanza ininfluente. E’ sulla pagina di apeRIVER. Non lo faccio sempre, ma quell’immagine di profilo con il ring mi spinge a farlo. Qualche intreccio con i pugili mi ha fatto apprezzare la categoria di questi bestioni, spesso buoni dentro. Professione: studente universitario. Con l’hobby del pugilato. Non hai tue foto di profilo, solo una in cui ti hanno taggato. Un braccio tatuato, occhi chiari, biondo, sembri alto. E, soprattutto, sei massiccio. Rispondo al commento. E poi trasferisco la discussione in privato. Sei simpatico. Un po’ pazzo, penso. Entriamo subito in confidenza. E, così, sabato scorso decidiamo di vederci. Tu sei pigro. Ti definisci orso, io aggiungo tigre in cattività. Ti sei appena lasciato con la ragazza. Negli ultimi cinque anni hai avuto due storie: una di quattro anni e una di sei mesi. Ora sei single. Un eterosessuale single. Mi ricordi subito #coinquilinoetero. Per i modi un po’ distratti, l’approccio da coccolone sbadato, ma anche per la curiosità che ti porta verso di me. Ti vengo a prendere a Piramide, anche se odi prendere la metro e mi spieghi che quando esci con le ragazze sono loro a venirti a prenderti. Divah. Ammetti pure di esserlo, “più di me”. Sull’altezza non mi ero sbagliato: 1.95. Magro, ma le braccia grandi, il petto pure. Indossi Vans, jeans strappati, una t-shirt con il petto scollato. Neanche un pelo. All’inizio non mi guardi negli occhi. E’ una timidezza mista a diffidenza, credo. A tavola – solita piazza San Cosimato, dagli Spaghettari – ti sciogli. E mi inizi a raccontare pezzi della tua vita. Sei figlio unico. Figlio di un papà gay. Nato con una maternità surrogata, una ventina di anni fa. Hai attraversato periodi bui, molto bui, cose di cui non hai parlato quasi a nessuno, neanche a tuo padre. E ne parli a me. Negli ultimi cinque anni la tua vita è stata dettata dalle fidanzate. Roma la conosci pochissimo, perché quando uscivi, ti portavano sempre negli stessi posti. E così non sei mai stato all’Isola Tiberina, dove ovviamente ti porto. E come #coinquilinoetero mi stupisci quando appoggi la tua mano intorno al mio collo, sulla spalla, o quando la infili nel mio braccio, passeggiando tra la gente. Più mi parli e più ti percepisco come un leone ferito, dalla vita. Una persona che ancora deve capire che direzione prendere, e con chi. Con le donne hai un rapporto strano, esclusivamente fisico. Mi spieghi che sono sempre loro a fare il primo passo, che ti scrivono su Facebook, che tu non le cerchi. E che se ti vogliono, ti concedi. Zero testa, solo fisicità. Che è un po’ il motivo per il quale le tue ex ti hanno lasciato. Sull’erba ti accarezzo la caviglia, e tu non la ritiri. Il sole ci bacia, ti lamenti perché fa troppo caldo. Dici che sudi. Ma profumi. Sento il tuo odore, naturale. Ti riporto a casa. Da quel giorno, contatti quotidiani su Whatsapp, tra università e palestra. Le tue giornate sono abbastanza ripetitive, studio e ring. La sera non ami uscire. E quando hai qualche tresca, preferisci portarla a casa. Sei pigro, ma giovedì sera mi proponi di rivederci. Venerdì sera. In centro. Destinazione piazza Navona. Passeggiamo. Stavolta indossi le Allstar. E i fantasmini, ovvio. Camminiamo e mi appoggi sempre la tua mano sulla spalla. Qualche volta mi spintoni, e mi ricorda quando cercavamo, per giocare, il contatto fisico con il compagno etero di scuola che altrimenti non avremmo mai potuto sfiorare. Torniamo all’isola Tiberina. Qualcuno passeggia, anche se è l’una di notte. Mi racconti altri pezzi di te, il collage prende corpo, illumini le parti più buie del tuo passato, anche recente. Di amici nei hai pochi, proprio perché sei sempre stato concentrato su queste due storie. Ed è mentre parliamo che ti abbraccio. Prima mi appoggio con la testa sulla spalla. Tu non ti ritiri. E’ allora che ti stringo forte. E tu resti immobile, all’inizio. Poi ricambi. Mi stringi forte. Sento i muscoli delle tue braccia che si irrigidiscono. La gente passa, ma a te non importa nulla. Importa più a me, pensa. Non mi faccio molte domande sugli abbracci, che presto diventano carezze e morsi. Sì, ti mordo il braccio tatuato. E tu mi lasci fare. Non voglio baciarti, non ci penso. Mi accontento di appoggiare la testa sulle tue gambe e di stringerti, forte.

Ti riporto a casa. Ti accarezzo la gambe. Tu qualche volta appoggia la tua mano sulla mia, e io la stringo. Ci salutiamo. Il sabato è il giorno delle ragazze, delle visite, mi dici. E’ strano, non provo nessuna gelosia verso quei corpi usati randomicamente. Anzi. Penso che sia uno strumento per dare a te la possibilità di passare del tempo con me, serenamente. Sono tante le parole che non ci diciamo e che non ci diremo, ma mi hai reso felice, di nuovo.

Benvenuto #pugilebiondo

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15 Responses to “Se un giorno, per caso, incontri un #pugilebiondo.”

  1. luke7 Says:

    fra un pò comincerai ad essere geloso…

  2. nicola83 Says:

    Uhm… questo incontro non lascia presagire nulla di buono…

  3. rock63 Says:

    Certo che hai una vocazione quasi fisiologica a farti del male affettivamente parlando eh ?

  4. Funto Says:

    La storia si ripete. Ci sono passato anche io, due volte. Leggo queste parole e mi viene l’ansia a pensare al dopo. Spero non mi ricapitino più cose simili. Le cose è bello condividerle, al 100%. La tua è solo l’arte del farsi del
    male. Spesso non si riesce a farne a meno, purtroppo.

  5. fedecas89 Says:

    Eh River, ma è un vizio allora ;)

  6. Federico Says:

    Potrebbe essere l’inizio di una cosa bella. Io sono stato nel ruolo dell’altro, poi ho messo a posto le mie cose, e stiamo insieme da quasi due anni. Anche per me era iniziata come una cosa “random”, o almeno così mi piaceva pensarla all’inizio.. Ben presto ho capito quanto fosse tutt’altro che casuale, direi piuttosto un passo necessario per me. Ciò che ne è derivato, il coming out totale (amici,lavoro, famiglia, ed ex ragazza ex convivente) è qualcosa che mi resterà sempre e comunque, indipendentemente da come andrà in futuro..ci sono occasioni buone che diventano ottime quando il momento è quello giusto..

  7. Davide G. Says:

    L’amicizia tra gay ed etero è molto positiva, stimolante e proficua per entrambi, ma deve restare pura e vera amicizia, se inizia a spuntare qualche interesse sessuale sono solo guai.

  8. dubbioso... Says:

    #coinquilinoetero,come forse #pugilebiondo sono eteri come io sono Madonna, anzi La Madonna – che è più reale. La vita è molto più semplice di quella che ti dipingi: se non vengono con te, probabilmente non li tiri abbastanza. Profumiere, insomma, come ami dure tu. E tu lo psuedo-vip che è sempre piacevole irretire. E poi, scusami, ma con te pare davvero tutto troppo facile. Ti ci vuole 15 minuti e sei bello che condito.

  9. koppel berman Says:

    Perché tutta questa negatività? “male affettivo”, “nulla di buono”… ogni esperienza è unica e può rivelarsi costruttiva.
    Mai alzare barriere per paura che possa (ri)capitare qualcosa di spiacevole o di dover rivivere momenti dolorosi!

  10. dubbioso... Says:

    @koppel berman et al. dimmi gioia, appesi sulla culletta per farti addormentare, avevi per caso i cristalli di Pollyanna? Perché mi sembrate di una immaturità e di una superficialità spaventosa. Se a River piace – e gli piace, s’è ormai capito – questa sorta di sadomasochismo affettivo, libero di farlo. Ma quando sento parlare di “barriere”, “negatività”, “esperienza proficua e stimolante”, l’unico stimolo che ricevo è il vomito. Rosa, naturalmente. I guasti dei genitori cresciuti con il mito di Candy-Candy e Sailor Moon si vedono adesso, purtroppo. Per quanto la rigiriate, il mondo è vario, ma molto meno di quanto vi sembri.

  11. Giuseppe Says:

    Sappiamo tutti che, almeno razionalmente, sarebbero cose da evitare.
    Eppure.
    Eppure il caso continua, per fortuna, ad offrirci nuovi imprevisti da vivere. E allora la ragione viene meno.
    Cos’e’ la vita se ogni tanto non ci lasciamo cullare dalla corrente? Siamo grandi, sappiamo che può far male, ma il tempo trascorso tra il possibile male o il possibile non si sa mai è talmente intenso che credo sia plausibile non pensarci troppo mentre te lo vivi.

  12. koppel berman Says:

    @dubbioso quando hai smesso di aver voglia di vivere?

  13. dubbioso... Says:

    @koppel berman con la maturità. Ti auguro di arrivarci, senza troppi danni.

  14. skagerrach61 Says:

    Quoto dubbioso.

  15. Ugo Says:

    … e alla fine come è andata a finire?

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