Passanti usa e getta.
May 6th, 2008

Che succede se si attacca una macchinetta fotografica usa-e-getta ad una panchina? Qui tutte le foto.


So che la battuta è scontata, ma da noi se la sarebbero rubata.
L’anonimo della settimana/ Piazza by night.
May 4th, 2008

Servendo al tavolo accanto al mio. Piazza Mazzini. Cameriere alle primissime armi: gentile e premuroso. Un modello di educazione. (La qualità della foto è pessima: capita quando non si usa la modalità notturna)
Condom/Boy.
April 22nd, 2008

Volontario nella campagna di Franco Grillini. Distribuiva preservativi.
L’anonimo della settimana/ Al supermarket.
April 20th, 2008

La bellezza è tutta nella posizione d’apertura verso destra.
L’anonimo della settimana/Verso l’università.
April 12th, 2008


In metro ha iniziato a leggere un libro di letteratura. Era ancora impacchettato. Alzava la testa solo per sorridere ad un bimbo francese, accanto a lui.
L’anonimo della settimana/ English looking boy.
March 22nd, 2008

Tre turisti, in vena di cazzeggio. Sono scesi a Spagna.
Scatti metropolitani, in entrata.
February 16th, 2008



Progetto molto river-iano (le foto in metro). Ma qui c’è una metodicità e serialità che mi piace. E’ stato sintetizzato col termine di “faceboarding“.





Intimità al wc.
February 16th, 2008

Tutti insieme, appassionatamente. Ecco, io così non riuscirei a fare niente di niente (sul water).
Sulla beltà.
February 10th, 2008
Questa foto rappresenta, secondo il mio personalissimo parere, l’esempio della Bellezza Assoluta. Non so neanche chi sia, immagino un modello.
- Occhi: tralascio il colore (anche un comunissimo marrone può essere molto bello); la cosa più convincente è il taglio, morbido e delicato, perfettamente bilanciato col resto del viso.
- Bocca: i denti, da quel poco che si intravede, hanno una forma da manuale odontoiatrico. Le labbra non sono troppo pronunciate, e il colore è in tinta con quello della pelle circostante.
- Naso: Piccolo e armonico, pur nelle sue sue lievissime imperfezioni.
- Pelle: pulita, qualche macchia solare che aumenta la sua naturalezza; la barbetta incolta è un inno alla spontaneità senza troppi fronzoli.
L’anonimo della settimana/ Colazione.
February 10th, 2008

L’anonimo della settimana/ Pensieroso.
January 27th, 2008

Fermata metro Repubblica. Scale mobili, in salita. Mattina.
L’anonimo della settimana/ In fila, alla Tim.
January 4th, 2008
Il tuo commentare ad alta voce il Venerdì della Repubblica mi avrebbe spinto ad alzarmi, se non altro perché essendo io il numero 33, e partendo dal 20, arrivato al banco per ritirare il cellulare mi sarei presentato con un esaurimento nervoso. Però. C’è qualcosa di conviviale nel tuo leggere ad alta voce, il bisogno di confrontarti, di chiacchierare, di ingannare l’attesa in quella sauna che puzza di attesa nevrotica. E così cedo, e iniziamo a parlare. Scopro presto che sei una specie di Valerio Mastandrea che, ai suoi esordi, se ne usciva dal palco del Costanzo Show con delle perle di saggezza, che solo un ragazzo di borgata poteva tirare fuori. Hai 22 anni. Ti lamenti della Telecom, e della nuova Alice da 7 mega, “peggio di quella che c’era prima”. “Quando la ragazza dell’assistenza mi ha invitato a scaricarmi l’assistente virtuale, le rispondo: ‘non hai capito. Te la faccio io l’assistenza. Vista non è compatibile col vostro programmino, un po’ scaduto’”. Il ragazzo lavora al Mc Donald’s dietro fontana di Trevi. E’ fiero di quel lavoro, e ne parla come di un gioiellino, pur sapendo che ha dei limiti oggettivi innegabili. “Meglio che stare a casa o lavorare in un call center – dice mentre si allunga, mostrando una pancia senza neanche un pelo, carnagione chiarissima – Lì ho un contratto, e siamo tutti giovani”. Lavora tra la cucina e la cassa. “Meglio in cucina, almeno non ti devi sorbire quello che non vuole il cetriolo, quell’altro che lo vuole ben cotto, l’altra che non ama la cipolla”. E la pulizia? “Ci stanno molto attenti, davvero sono rimasto colpito”. Poi entra un ragazzo, sculetta, vestito volgarmente (ha 45 anni, indossa jeans lacerati, si vanta delle doti amatorie del suo compagno straniero 20enne, presente), e lui: “Ammazza che frocio”. Ma lo dice con un’ingenuità e un’onestà che non ti danno fastidio, e, anzi, ti fanno sorridere. Si deve sbrigare, perché alle 19.30 la Snai chiude, e vuole fare un’ultima scommessa sulle partite. “Mia madre mi ha mandato qua a fare la fila. Bella fregatura. La prossima volta ci mando lei”. 25, tocca a te. Sei alto, una camminata da rapper sgangherato, tuta bianca. Prima di andartene torni indietro e mi dai la mano.
Un sorriso, ragazzo che ti sputa la vita in faccia.
L’anonimo della settimana/ Leggendo, al bar.
December 21st, 2007

Quella di leggere al bar/caffè/ristorante è un’abitudine tipicamente americana. Mi ricordo che quando B. veniva a trovarmi a Roma, si stupiva sempre di quanto fossimo sbrigativi al bar. E, invece, soprattutto in posti come Starbucks, ci si va anche per starci delle ore (complice anche la wi-fi gratis). Riconosco l’americanità di questo ragazzo dal fatto che se ne stia tranquillamente a leggere un libro, in un posto tipicamente affollato di impiegati nella loro pausa pranzo. E’ un testo splendido, un altro pezzetto dei miei 20-something: “The catcher in the Rye“, di J.D. Salinger. Lo legge in inglese. Ci scambio una battuta, tanto per dirgli che ci sono passato anche io. Un sorriso e ciao.
Your lips looked tender.
L’anonimo della settimana/ Levità.
November 7th, 2007

La danza mi affascina. Perché è così tremendamente lontana da me. L’armonizzazione tra la musica e i gesti del corpo. Del tuo, di corpo, mi colpiscono le lunghe gambe affusolate, strette nei jeans neri. Sei insieme ad un amico e un’amica: loro parlano di lezioni di ballo, tu ascolti in silenzio, con gli occhi che incrociano i miei una sola volta. Apri una borsa col logo del Royal Ballet, e io resto fulminato dal dorso delle tue mani. Lisce, dal colore chiaro. Immagino di percorrerle scivolando lungo il percorso delle vene.
Gli anonimi della settimana/ Peccati di gola.
October 23rd, 2007

Sembravano in estasi.
L’anonimo della settimana/ Capelli e peli.
October 6th, 2007

Sono allergico alle magliette dell’Hard rock cafe: un ricordo scontato, che si paga anche caro. Ma passo oltre: mi colpisce il contrasto tra i peli scuri e i pantaloncini chiari, che sono adagiati sulle gambe di questo ragazzo. Tutto il tempo del viaggio parla con la sua amica, salvo controllare il cellulare nell’unico tratto a cielo aperto, tra Flaminio e Lepanto. E’ la seconda volta che i capelli ricci mi piacciono. Un caso, forse.
La tranvia di Firenze e i tornelli degli studenti.
September 25th, 2007

Quando leggo le dichiarazioni dei vertici delle Ferrovie dello Stato sulla necessità di aumentare ancora i biglietti ferroviari, mi verrebbe voglia di invitarli nei cessi dell’Eurostar Firenze-Roma delle 18.43. Prima classe (ma sarebbe grave in qualsiasi altro luogo), intasati di carta, con l’urina o altri liquidi che colano in terra. Il tutto alla modica cifra di 47 euro: 94 euro andata e ritorno. E ’sti cazzi che le nostre tariffe sono le più basse d’Europa.
Toccata e fuga fiorentina, a trovare un amico. Visito una specie di casa studentesca, con all’ingresso i tornelli che hanno montato nelle stazioni della metropolitana di Roma (trattano gli studenti come viaggiatori o viceversa?). Solita confusione, accenti soprattutto meridionali, anche se incrocio tanti stranieri (la stazione ferroviaria è stata invasa da un plotone di americani). In un taxi decorato con un topolino che neanche le fan di Zac Efron si comprerebbero, non vedo nemmeno un lavavetri. Leggo però, in viale Morgagni, molti cartelli di protesta contro la nuova tranvia: per costruirla si dovrebbero abbattere decine di alberi. Gli ambientalisti o pseudo-tali sono ovunque. Persino Beppe Grillo è sceso in campo.

L’anonimo della settimana/ Riccioli in giro.
September 22nd, 2007

Capelli ordinatamente arruffati, prima di salire in metro studi la mappa della città, con le fermate della linea A. Non sei un turista, piuttosto sembri un adolescente alle sue prime uscite in metro. Le mani sono massicce, mentre la camminata è timidamente scoglionata. E’ un orario strano, per uno che teoricamente dovrebbe studiare all’università. Forse oggi vai a farti un semplice giro in centri. Scendi a Termini.






