Lagerfeld contro matrimonio e adozioni gay. by you.

L’eccentrico stilista che guida la maison Chanel boccia i matrimoni gay. Lo fa in un’intervista pubblicata sulla rivista Vice: a fargli le domande è il regista Bruce Labruce.

Questo il suo pensiero:

“Sono contrario, per una ragione molto semplice: negli anni Sessanta tutti dicevano che avevamo il diritto di essere diversi. Oggi, tutto ad un tratto, vogliono una vita borghese”.

Lo stilista ne ha anche per le adozioni gay: “Per me è difficile immaginare uno dei due papà mentre lavora, e l’altro a casa col bambino. Come si troverebbe quel bambino? Non lo so. Vedo più lesbiche sposate con bambini, che uomini sposati con bambini. Credo di più nella relazione tra madre e figlio, che tra padre e figlio. Non mi piace l’idea di allontanare i bambini dai loro contesti. Se ci fosse un bambino che vorrei adottare, cercherei di dare i soldi a quella famiglia, per farlo crescere in quel contesto“.

Ultima nota, sui casi di violenza omofoba: “Mai visto niente del genere in vita mia. Ho vissuto una vita superprotetta. Per cosa dovrei combattere? Non saprei cosa fare. Non è mai successo a me, e neanche alle persone che conosco“.

Di una banalità disarmante. Quasi spaventosa.

Dolci affettuosità allo stadio Maracanà, durante il match tra Vasco da Gama e Flamengo. Al 35′ del primo tempo, Willians stende l’avversario Philippe Coutinho provocando un calcio di rigore netto. Il giocatore è dolorante per terra: è allora che Willians si avvicina e lo bacia.

Un river-lettore ha visto la notizia trasmessa a “Studio sport”. Ma prima che il video andasse in onda, la giornalista ha avvisato il pubblico, specificando che era vietato ai minori di 18 anni (grazie Davide!).

Di Chinedu Thiomas Ehiem, per gli amici Mike, si è ormai letto tutto – o quasi. Il nigeriano all’interno del coro della Cappella Giulia, è stato indicato dagli inquirenti, nell’indagine sugli appalti per il G8 e per le Grandi opere, quale procacciatore di marchette per Angelo Balducci, l’ex numero uno del Consiglio superiore dei lavori pubblici, dal 10 febbraio a Regina Coeli. Già. Una presenza “imbarazzante”, tanto che il giorno dello scandalo, il Vaticano si è affrettato a puntualizzare che il 40enne di colore non era un “seminarista o un religioso”, salvo poi comunicare fiero di averlo allontanato.

bartolucci by you.

Dopo questo scandalo, che è solo la punta di un iceberg (l’iceberg chiamato “gay sotto la cupola di San Pietro”), parla monsignor Domenico Bartolucci, Maestro Emerito e Perpetuo della Pontificia Cappella Sistina, il coro del Papa (in foto, sopra, è insieme a Ratzinger). Lo fa tramite il sito di tradizionalisti Pontifex. Le sue dichiarazioni sono in linea con quelle dei cattolici più oltranzisti, e volgarmente omofobi. “Guardi che la storia del corista nigeriano della Cappella Giulia non mi meraviglia, conferma quello che dico da tempo”, dice il religioso, classe 1917, che poi sembra voler puntare diritto all’iceberg di cui sopra: “Non mi soprende nulla, l’omosessualità, che é una malattia, é diventata una cosa normale, spuntano come funghi velenosi. La Chiesa con la sua eterna mania della compassione sta cedendo o già ha ceduto. Le coppie omosessuali o i divorziati risposati sono chiamati irregolari invece che pubblici peccatori e così la stessa idea del peccato va a farsi benedire“. Gli omosessuali, a suo dire, dovrebbero rintanarsi nei tombini, circa: “I gay spuntano come funghi ed invece di vergognarsi, esaltano questa piaga e la stessa chiesa minimizza situazioni peccaminose. La omosessualità in sé non é peccato, non si può castigare un malato. Ma lo diventa se tracima in abominevole pratica, una cosa vergognosa. Penso che prima di chiamare un soggetto del genere in un coro, che ormai é roba da dilettanti, avrebbero dovuto scegliere con maggior cura. Ma ormai la prudenza non esiste, specie poi se sono di colore, nel nome del pietismo“.

Caro signor Maestro, lo sa che questi malati deve anche stanarli innanzitutto dai piani alti del palazzo Apostolico?

Tel Aviv, un "gay bus" girerà l'Europa. by you.

La gay-friendly Tel Aviv in tour per l’Europa, con uno speciale “love bus”. La seconda città di Israele tiene molto alla sua immagine di metropoli amica della comunità GLBT. Nel 2009, ha speso oltre 10mila euro per campagne promozionali per attrarre turisti gay. Quest’anno la cifra è destinata ad aumentare ancora di più, fino a decuplicarsi. Tel Aviv, infatti, ha intenzione di finanziare un autobus, che farà il giro dell’Europa, promuovendo l’immagine di città aperta e tollerante. Un’iniziativa concordata con il ministero degli Affari esteri, che ora dovrà dare l’ok definitivo. L’autobus, che avrà i colori dell’arcobaleno, dovrebbe visitare vari festival europei, partendo da Madrid, e passando per Berlino, Varsavia, Londra e Roma. Ballerini saluteranno il pubblico, mentre saranno anche offerti alimenti tipici israeliani. Tel Aviv si è già candidata ad ospitare il Gay Pride internazionale del 2012.

Due volte non mi sono bastate, e appena potrò ci tornerò. Ho voglia di fare una passeggiata su Rotschild Avenue.

Interviste/Parla il campione di wrestling Usa: "Perché lotto per i diritti GLBT". by you.

Quando, la scorsa settimana, ho letto sul sito Outsports le parole di Hudson Taylor, il campione americano di wrestling (è numero 3 nazionale nella sua categoria), ero rimasto colpito dalla naturalezza con la quale sembrava volesse dire l’ovvio: battersi per i diritti dei gay non può e non deve essere una prerogativa dei gay. Siccome ritengo che il movimento GLBT italiano riuscirà veramente a “sfondare” solo quando saprà coinvolgere nella sua lotta le persone eterosessuali, ho cercato di approfondire il punto di vista del 23enne Hudson. Il ragazzo, fidanzato con Lia (una ragazza la cui famiglia è originaria di Lucca), è stato molto disponibile e mi ha risposto a tempo di record. Quando parla di quelli che dovrebbero essere gli obiettivi da conseguire da parte dei gay – nella prima domanda – usa l’espressione “nostri obiettivi”. (Photo Credits: Amateur Wrestling Photos)

- Dal punto di vista italiano, in America i diritti dei gay sono ad un livello certamente più “evoluto”. Eppure anche i gay americani devono ancora fare molto. Puoi spiegarci cosa manca alle persone GLBT del tuo Paese?
Un obiettivo primario è quello di far sì che tutte le persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, dal sesso, dall’identità di genere, vengano trattate nello stesso modo e in maniera giusta davanti alla legge. Tra i nostri obiettivi politici, c’è la legalizzazione, a livello federale, delle unioni tra persone dello stesso, le adozioni gay, e l’abrogazione della disciplina del “don’t ask don’t tell”. Quest’ultima si applica all’ambito militare, ed impedisce a chi è gay, lesbico o bisessuale dichiarato di arruolarsi. Allo stesso modo, penso che anche la comunità transgender si trovi di fronte a sfide importanti in America: in particolare quella di combattere le discriminazioni. Dobbiamo darci da fare per superare questa condizione. Infine, dobbiamo impegnarci perché l’America possa diventare un Paese nel quale le persone GLBT (soprattutto quelle giovani) siano libere e si sentano a loro agio quando fanno coming out. Obiettivi difficili da conseguire, ma sono certo che riusciremo, prima  o poi, a cambiare le nostre leggi e strutture sociali.

- Sei un atleta eterosessuale, e ti batti per i diritti GLBT. Come hanno reagito i tuoi colleghi sportivi a questo approccio?
Ho sempre dichiarato il mio punto di vista, a livello politico e sociale, e non ho alcun problema a parlarne con i miei compagni di squadra. Allo stesso modo, i miei colleghi sono abituati al mio impegno per i diritti gay. Molti wrestler hanno una personalità complessa e sono aperti verso nuove idee e approcci alla vita. Molti accettano le mie posizioni. A volte mi capita di ricevere delle critiche da parte di chi non è d’accordo. Inoltre, sono anche impegnato per eliminare le distorsioni bigotte nel nostro vocabolario. Mi arrabbio quando sento espressiono omofobe, sessiste o razziste. Cerco sempre di fare in modo che le persone si trattino con rispetto, dignità e gentilezza. E, per far ciò, penso sia importante scegliere le parole giuste. Un punto che a volte mi trova in disaccordo con alcuni wrestler.

- Il wrestling non sembra uno sport molto aperto, dal punto di vista dei gay. C’è un alto tasso di omofobia?
L’omofobia è diffusa in molti sport maschili. In realtà penso che tutto il mondo sportivo debba fare dei passi in avanti, per dare il giusto peso agli atleti GLBT. Il wrestling è uno sport unico, perché prevede il corpo a corpo, nel quale gli uomini sono a stretto contatto tra di loro. La gente che non conosce questo sport, ti chiede se si tratti di un’attività gay oppure omoerotica. Domande che imbarazzano i wrestler, perché non c’è niente di omoerotico o gay in questo sport. Purtroppo, il tema dell’omosessualità diventa un tabù proprio per una serie di fraintendimenti. In ogni caso, come ho detto prima, molti wrestler sono aperti sul tema.

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- Come ti senti quando un ragazzo ti fa i complimenti? La tua ragazza si è mai ingelosita nei confronti di un altro maschio?
Sono una persona defilata, e non tendo ad esibire molto il mio corpo. Quello lo riservo solo per la mia ragazza. Siamo innamorati e la nostra è una relazione monogama. In ogni caso, non vedo alcuna differenza tra gli apprezzamenti di una donna e quelli di un uomo. Rispetto entrambe le posizioni e i tipi di attrazione. E posso dire di essere lusingato da chi apprezza il mio corpo, indipendentemente dal sesso della persona. Anche la mia fidanzata la pensa così. E’ possessiva, perché in fondo sono il suo futuro marito. Ma devo dire che reagisce nello stesso modo quando qualcuno o qualcuna mi fa i complimenti. Cerchiamo sempre di non far dipendere i nostri approcci alle persone dalla classificazione di genere.

- In Italia l’omofobia è diffusa tra i giocatori di calcio. Alcuni sono bisessuali o gay, ma non sono dichiarati. Perché pensi che per loro sia difficile fare coming out?
Questa è una domanda difficile. Da atleta etero non ho mai dovuto affrontare le sfide di un atleta gay. Non ho mai dovuto trovare il coraggio per reagire all’odio e all’ignoranza. Posso solo immaginare quando sia difficile fare coming out. Deve essere una decisione intensamente personale. In ogni caso, non conosco quello che succede a questi giocatori di calcio. In generale, però, penso che gli atleti maschi tendano a mostrare un atteggiamento eterosessuale. E questo rende più difficile il coming out di quelli gay. C’è un’enorme pressione a conformarsi agli stereotipi della mascolinità. Una pressione che deriva dai compagni di squadra, dagli sponsor, ma anche dai fa.

- I gay dovrebbero poter adottare figli? 
Assolutamente sì! I gay hanno le stesse capacità di crescere i figli delle persone eterosessuali. Penso che le relazioni gay salutari e positive abbiano lo stesso grado di “validità”, romanticismo e ispirazione di quelle etero. La sessualità non dovrebbe essere mai una discriminante che ci fa giudicare se una persona sa prendersi cura di un altro essere umano. Il matrimonio e la famiglia sono fondamentali per moltissime culture. Impedire ai gay di prendere parte a queste due gioie basilari è qualcosa di devastante. Non riesco a trovare una ragione valida per la quale una persona non possa adottare un bambino per via del suo orientamento sessuale.

Interviste/Parla il campione di wrestling Usa: "Perché lotto per i diritti GLBT". by you.

- Il papa è contrario ai matrimoni gay. Un tema complesso per i cattolici. Tu cosa ne pensi?
Intanto vorrei chiarire che con la mia risposta non voglio assolutamente mancare di rispetto al papa. Sono certo che il suon fine ultimo sia quello di preoccuparsi per il bene dell’umanità. Allo stesso tempo non penso che quello del matrimonio gay sia un tema complesso. In realtà, è una facceda semplice e scontata. Mi piace credere che il cristianesimo incoraggi i concetti di amore, devozione e impegno. Il vero amore tra due persone, etero o gay, è qualcosa di bello e straordinario. E spero che il papa possa, in cuor suo, riconoscerlo.

Devo aggiungere altro? Hudson mi ha davvero spiazzato. Penso che tutto sarebbe molto più bello se ci fossero più persone come lui.

(English version here)

HudsonTaylor1 by you.

Hudson Taylor incarna un etero più unico che raro. Quello che, non avendo alcun problema a livello di sessualità (gli piace la topina, senza se e senza ma), non corre il rischio di avere rirgurgiti omofobi o simili devianze. Ma Hudson, un campione del wrestling, fa di più. Lui si batte per i diritti dei gay, al punto che in molti lo considerano un paladino della causa. Per capire chi è il personaggio: Hudson, che studia all’università del Maryland ed è terzo classificato a livello nazionale nella sua categoria di wrestling, ha chiesto alla ragazza di fidanzarsi con lui dopo aver visto “Milk”. Già. Nelle gare, sul suo casco, campeggia un adesivo di una campagna per i diritti umani. “Per me e la mia generazione – ha detto il 23enne, intervistato da Outsports – i diritti GLBT sono pressanti. Se ritengo che qualcosa sia ingiusto, sento di essere responsabile e di dover fare qualcosa per cambiare questa cosa”. Il giovane, poi, sottolinea di non avere amici o parenti gay. “La mia passione per i diritti GLBT nasce come desiderio di lotta contro qualcosa di ingiusto”, ammette, facendo crollare con ciò la solita solfa che ci propina chi dice “di avere tanti amici gay”, e di “capire cosa si provi”. Buffonate.

10, 100, 1000 Hudson Taylor.

Se tua mamma fosse lesbica…

February 23rd, 2010

Se tua mamma fosse lesbica... by you.

Un river-lettore che vive a Lisbona mi invia la foto di questa pubblicità della Ilga, vista per le strade della capitale portoghese (grazie vittorio!).

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Padre Gabriele Amorth, professione esorcista, pensa che ci sia una correlazione tra Satana e l’omosessualità. Che i gay siano in qualche modo figli di Satana. Ah, come se non bastasse, secondo lui l’omosessualità è un “disordine mentale”.

Andiamo con ordine. Partiamo coi gay malati:

“L’omosessualità certamente é un gravissimo disordine mentale, una forma di pensare assolutamente innaturale. Diventa poi un peccato gravissimo e si traduce in una attività contro natura, quando sfocia in atti sessuali concreti e dunque assurdi”.

Tocca poi a Satana.

“Ogni fatto peccaminoso e che va contro Dio é gradito all’ Avversario, al Maligno e da questo punto di vista si può tranquillamente dire che sia nella omosessualità, che nella condotta, ci sia lo zampino,la zampata di Satana. L’imbeccata di Satana ci sta tutta. Tutte le condotte peccaminose sono gradite ed hanno il placet di Satana. Per la pratica omosessuale ancora di più, in quanto si concreta in atti che vanno contro la natura, offendono l’armonia del creato e lo stesso piano predisposto da Dio che prevede due soli generi, maschile e femminile volti alla procreazione. La pratica omosessuale é contro natura, dunque aberrante, in quanto si propone un fine che urta contro il progetto di Dio e la legge naturale. Pertanto questa condotta é gradita in special modo a Satana che apprezza ogni condotta lasciva e lussuriosa, come appunto la omosessualità spinta alla pratica e alle sue estreme conseguenze. Io la ritengo senza dubbio, pur nella libera scelta umana, figlia e conseguenza di una tentazione satanica”.

Bene. Padre Amorth è posseduto. Dalla Binetti.

“Trovo che sia giusto legalizzare la convivenza tra due persone dello stesso sesso, perché uno può così vantare dei diritti sull’altro, qualsiasi cosa accada, bella o brutta, proprio come avviene per una coppia etero. Non sono d’accordo, invece, sul matrimonio canonico, istituzione che anche a me ha portato sfortuna”. Parola di Antonella Clerici, in un’intervista che sarà pubblicata su Diva e Donna il prossimo 24 febbraio. La Clerici si è detta anche contraria alla possibilità di consentire le adozioni alle coppie gay. “Per un proprio equilibrio personale e per una questione anche di natura, un figlio deve avere un padre e una madre. Su questo non transigo. E conosco tantissimi omosessuali che la pensano come me”.

Sì, brava. Io non la penso come te.

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La squadra gay-friendly di Toronto, il Muddy York Rugby Football Club, fa ricorso alla barzelletta della saponetta caduta in terra per cercare nuovi iscritti.

Mi chiedo: ma i gruppi sportivi gay, sono dei pretesti per trombicchiare? O fanno *solo* sport?

5 milioni di gay in Italia.

February 12th, 2010

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Ieri a Perugia sono iniziati i lavori del 13esimo congresso nazionale Arcigay – che festeggia anche i 25 anni dalla fondazione. E Franco Grillini, presidente onorario dall’associazione, ha detto che nel nostro Paese gli omosessuali sono 5 milioni.

E la domanda è: esclusi o inclusi i bisessuali, le velate, le indecise, le represse, le gayperunabottaevia?

Sono perplesso, sinceramente. E non penso che una stima, in tal senso, sia realisticamente possibile da fare.

Un river-lettore mi ha segnalato la nuova pubblicità di Foxlife per San Valentino. Nello spot si mostrano coppie, uomo+uomo, donna+uomo, donna+donna, di ogni età. C’è pure la variante uomo+cane. (grazie Luca!)

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Ah, quest’anno niente post-lagna su San Valentino. Se lo festeggerò, lo deciderò la mattina.

Manifesti anti-gay, a Roma.

February 11th, 2010

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Mi erano già arrivate un paio di segnalazioni da river-lettori, circa questi civilissimi manifesti del civilissimo partito di estrema destra, Forza Nuova. Ieri sera, tornando a casa, l’accoglienza. I manifesti sono stati affissi abusivamente, negli spazi ufficiali.

Sul concetto di famiglia.

February 10th, 2010

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“Per me la famiglia è quella dove c’è un bambino. Sebbene non competa alle Regioni, credo che non ci sia bisogno di una famiglia di serie B. I diritti civili comunque devono essere esigibili con velocità da chi fa scelte diverse”.

Renata Polverini, candidata per il centro-destra alla presidenza della Regione Lazio, parlando poco fa durante la trasmissione Dossier56 di Teleroma 56.

Caspita, me lo scordo sempre di aver scelto di essere gay. Magari domani cambio idea.

P.s. Una nota di colore: Renata Polverini è sposata, ma non ha figli. Quindi non è famiglia.

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Un river-lettore mi segnala uno dei tanti siti che raccolgono annunci di Bed & Breakfast – un genere che conosco molto poco. Immagino che, a differenza degli hotel, ci si trovi di fronte ad una dimensione più “familiare”. Quello che mi ha stupito, è che scorrendone 5, ho notato che avevano una cosa in comune. Alla voce “gayfriendly”, tutti indicavano “no”.

Cosa vuol dire, di preciso, che una struttura ricettiva NON è gay friendly? Niente baci in pubblico? Due uomini, due letti singoli?

P.s. Noto che quando viaggio all’estero, e sono con un ragazzo, alla risposta “letto matrimoniale, grazie”, nessuno batte ciglio. Qualche amico, invece, mi ha detto di aver riscontrato qualche faccia da ebete dalle nostre parti (ma va?).