
Il canadese Pierre Fitch, classe 1981, è un volto ormai molto noto nel mondo del porno gay americano. Ex attore per la potente “Falcon Studios”, dopo essersi svincolato dalla casa di produzione che lo ha lanciato, ha iniziato a muoversi da solo, creando la Fitch Media. Si è aperto un blog, che cura con aggiornamenti regolari e foto dalla sua vita professionale e privata. E’ stato fidanzato per tre anni con la pornostar Ralph Woods. Il suo cognome è stato cambiato in Fitch, perché è un grande appassionato di Abercrombie & Fitch - oltre che di tatuaggi. Il web è popolato di numerosi suoi fan club. Il suo ultimo film - si può comprare qui (link vietato ai minori di 18 anni) - si intitola “Una notte con Pierre Fitch”. Intervistarlo non è stato facile, visti i suoi impegni: non ce la fa a stare dietro alle richieste che gli arrivano da tutto il mondo. Ringrazio Marco per l’aiuto e il lavoro da ambasciatore
Quasi tutte le pornostar hanno un loro sito vetrina. Tu hai un blog, che aggiorni spesso. Lo fai per ragioni pubblicitarie o perché ti diverti?
Posso dirti che tutte le cose che faccio, le faccio perché mi va. Non riuscirei a impegnarmi così tanto tempo solo per farmi pubblicità. E poi la pubblicità dopo un po’ finisce, mentre le persone che ho conosciuto grazie al blog sono miei grandi fan, amici, e so che continueranno ad esserci. Mi fa anche piacere far vedere alla gente che a conti fatti ho le loro stesse paure e speranze, e che facciamo una vita molto simile.
Sei fidanzato. Il tuo ragazzo non è geloso dei tuoi film?
Per niente. Prima di iniziare una relazione con una pornostar, sai cosa ti aspetta
Quindi non può essere geloso, perché non gli ho mai nascosto niente.

Perché hai deciso di lavorare nel porno? Ti diverti ancora?
Mi è sempre piaciuto essere davanti all’obiettivo, e agli inizi ero affascinato dalla tecnologia che mi permetteva di essere presente su molti siti per adulti. Anche se di fondo sono estremamente timido, allo stesso tempo ero attratto dall’idea di ballare nei locali e di essere ripreso. Adesso sono finalmente padrone della mia carriera e di tutto ciò che faccio, inclusa la vendita di Dvd. Quindi mi diverto molto.
Che ne pensi del sesso bareback nei film porno?
Il sesso non protetto non è sicuro, nella vita di tutti i giorni e nei film. Non penso che la gente che vede i film di questo tipo, poi imiti gli attori. Penso che il pubblico sia molto più intelligente. Comunque a me il bareback non piace.
Sei mai stato in Italia?
Mai. E’ un invito?

La richiesta più insolita che ti abbia fatto un fan?
Non me ne arrivano molte, anche se sono una persona di ampie vedute. Sul blog, ad esempio, non ho mai dovuto cancellare niente. E’ un bel risultato. Certo, poi può capitare che mi chiedano del seme congelato, anche se la cosa non mi interessa. Non lo faccio, ma non giudico nessuno.
E’ più facile essere attivo o passivo in un film?
E’ come con i gusti dei gelati. Molto dipende dagli attori, piuttosto che dalla posizione che si assume con loro.
Un altro lavoro che ti piacerebbe fare?
Nessuno, perché sto già facendo quello che mi piace.
Pierre tra 10 anni: dove ti vedi?
Spero di sopravvivere
Ti sei mai rifiutato di girare una scena?
Forse sono stato fortunato, ma non ho mai dovuto dire di no.
P.S. Un bacio a tutti i ragazzi italiani che mi hanno letto!

Amici/La protesta di Nemicidimaria, l’accordo Mediaset/Msn/Rivideo.
April 22nd, 2008
Della vicenda del forum di “NemicidiMaria”, chiuso per protesta dopo che Mediaset ha fatto cancellare da Youtube tutti i filmati relativi ad Amici, ho già scritto. E se qualcuno aveva dei dubbi sul fatto che dietro alla cancellazione dei video ci fossero ragioni economiche, proprio ieri mi arriva un comunicato stampa in cui si annuncia la partnership tra Msn e Mediaset per la diffusione di contenuti multimediali. Adesso è possibile vedere i migliori filmati di Amici collegandosi a Msn (vedi foto a lato foto iniziativa). Iniziativa che si aggiunge a quella di Rivideo, il canale a pagamento dove saranno diffusi i video Mediaset. Per capirci qualcosa, River ha intervistato Etabeta, la creatrice del forum Nemicidimaria. Forum che nasce il 5 marzo 2004, si avvale dell’aiuto di 12 collaboratori, con 1323 utenti registrati. Il canale su Youtube con i video di Amici - quello cancellato su richiesta di Mediaset - era diventato il 40esimo nella classifica mondiale.
Da quello che mi è sembrato di capire, Mediaset ha ordinato a Youtube di cancellare tutti i video di Amici. O solo quelli caricati da voi?
Per quanto ad oggi ci risulta, al momento è stato rimosso il solo canale di “Etabetabetissima”: facile pensare che abbiano voluto colpire il canale più noto e popolare nella rete. Non abbiamo notizia certa di una segnalazione Mediaset ma, anche qui, è facile presumere una azione pensata a tutela dei propri copyrights, che, sia chiaro, qui nessuno contesta. Ciò che lascia quantomeno perplessi è la tempistica di tale rivendicazione, avvenuta, letteralmente, all’indomani della fine della settima stagione della trasmissione. Una questione non giuridica, ma come già scritto di fairplay nei confronti di avversari “Nemici” che non hanno fatto altro che da (gran)cassa di risonanza ad uno show altrimenti povero di spunti ironici e godibilità. Che gli autori e l’entourage tutto di Amici, non ne siano consapevoli è cosa tanto strana da risultare, francamente, improbabile. Tanto più che Chicco Sfondrini, per sua stessa ammissione a un nostro moderatore, legge il nostro forum e si diverte pure, e che ci conoscano e ci ritengano popolari lo dimostra il fatto che hanno citato Nemici nel libro “Ad un passo da Sogno” da loro scritto. Senza contare che i ragazzi di Amici ci hanno citato spessissimo durante i pomeridiani, sia per i soprannomi che troviamo loro, sia per i fotomontaggi che li vede protagonisti. Federico, il vincitore dell’anno scorso, portò un nostro fotomontaggio addirittura nella trasmissione Verissimo. Cosa poi possa accadere in questi giorni, non è dato saperlo, non possiamo sapere se altri canali coi medesimi contenuti verranno censurati. Anche se l’azione parrebbe alquanto “mirata”…
Perché avete deciso di chiudere il vostro forum?
La chiusura e’ stata concordata con tutto lo staff dei collaboratori, per dare alla epurazione del Canale tematico di Youtube la giusta dose di risonanza nel Web. La indubbia notorieta’ del nostro sito/forum ha gia portato numerose manifestazioni di solidarieta’ nel mondo collegato alle nostre iniziative nonostante la sofferta decisione presa per protestare contro l’inopportuna decisione dei rappresentanti RTI di colpire il canale anche nell’archivio storico delle passate edizioni, che con il businnes Rivideo (il canale a pagamento Mediaset con i video, ndr) non c’entrano nulla. Sarebbero bastati pochi contatti civili per ottenere una meno drastica soluzione del caso copyright.
Lo riaprirete?
Riapriremo il sito solo per pubblicare documenti multimediali di protesta e di scherno alla impopolare presa di posizione di Golia vs. Davide cercando in tal modo di aprire gli occhi ai numerosi adolescenti che utilizzavano il materiale prelevato gratuitamente per incensare attraverso i Fan clubs i loro idoli di cartapesta. Di certo non compariranno piu’ video in chiaro, ma solo eventuali link che condurranno al pagine di particolare interesse o curiosita’ sempre a tema con il sito.

Amici: un fenomeno, a giudicare dai dati di ascolto dell’ultima edizione. Cosa non va, secondo te, nella gestione del programma?
Il programma sarebbe facilmente migliorabile recuperandone la sua iniziale formula e abbandonando il crescente trash programmato che ha inquinato le 3 ultime edizioni di Amici relegandolo negli spettacoli televisivi diseducativi e illusori per migliaia di ragazzi che vedono nel format la facile risoluzione alle loro speranze pseudo artistiche. L’dizione appena terminata ha beneficiato di una diffusa informazione nella rete internet, sempre e facilmente accessibile 24 ore su 24. A contribuire a questa successo di ascolti voglio pensare che anche noi come informatori/diffusori online di materiale pubblicitario mirato alle vicende del programma, siamo stati un mezzo per avvicinare ad Amici tutti quelle persone impossibilitate per varie ragioni a seguire il programma nei tempi canonici di diffusione televisiva. Visto il giro d’affari e la solerzia nel volersi riappropriare di immagini e video verrebbe da dire: nulla! In termini mediatici ed economici, il programma è una macchina infallibile. Quanto alla gestione prettamente “di spettacolo”, parecchie sarebbero le cose da rivedere, ma a noi va bene così. Noi non puntiamo alla censura Amica, anzi, incoraggiamo i comportamenti zanforliniani e sfondrinistici. Guai se non fossero così.
Cosa ne pensi delle denunce dell’Adoc in merito alla regolarità del programma?
Forse basterebbe una sola parola: PONGO. Il Pongo, che sta a significare l’estrema (?) malleabilità, modellabilità dei vari regolamenti “amiciani”, da solo vale a giustificare tutto ciò che è denunciabile ,ivi compreso il costumista promosso a stilista della sig.ra De Filippi.
Interviste/Mancuso (Arcigay): “Basta liti, costruiamo vera lobby”.
April 14th, 2008
Aurelio Mancuso, 45 anni, è, dal maggio del 2007, il presidente nazionale di Arcigay. A lui un compito tutt’altro che agevole: gestire un’associazione dalle molte ramificazioni territoriali, ognuna con i suoi vertici, le sue esigenze, le sue richieste e, a volte, i personalismi dei singoli presidenti (penso al caso romano). Nel 2006 è uscito polemicamente dai Ds, dopo 25 anni di adesione al partito: una decisione difficile, maturata in seguito “all’appiattimento del partito sulle posizioni cattoliche”. Mancuso, nella sua carica di presidente, ha preso il testimone da Franco Grillini e, in questa intervista, non si nasconde dietro ad un dito, quando gli faccio osservare delle liti che spesso dividono il movimento omosessuale. Anzi, sostiene la necessità di una nuova fase, più “unita”, in cui si possa far nascere una vera lobby Glbt, che riesca a far pesare le sue esigenze in Parlamento. Un po’ come avviene in America.
Parto dalla campagna elettorale romana: perché, secondo te, Franco Grillini ha insistito cosi’ tanto sul puntare il dito contro Rutelli? Imma Battaglia ha parlato di attacchi eccessivi, e ha detto che sosterrà Rutelli.
Voglio chiarire subito che se anche non ci fosse stata la candidatura di Franco Grillini, come Arcigay non avremmo mai potuto sostenere Rutelli, che è il nostro peggior avversario nel centro sinistra. Bisogna avere memoria e rammentarsi quante volte questo fiero difensore del Vaticano è intervenuto contro il riconoscimento dei nostri diritti. Imma Battaglia ha fatto una scelta che rispetto, ma che non condivido. La nostra critica non si ferma a quando Rutelli ha tolto il patrocinio al World Pride di Roma del 2000, ma si estende a tutta la sua azione di questi anni, che può essere comodamente visionata nelle rassegne stampa. Comunque molti gay e lesbiche voteranno Grillini come sindaco e sceglieranno una lista della sinistra o del centrosinistra, insomma attueranno il voto disgiunto. L’imponrtante è che non vinca Alemanno, ciò il rappresentante della peggiore destra omofoba italiana.
Secondo te perché ci sono dei gay che scelgono il centrodestra? La trovi una scelta incomprensibile?
Più che incomprensibile, suicida. Il centro sinistra e la sinistra hanno forti responsabilità rispetto al fatto che non è stato approvato alcun provvedimento a nostro favore, ma il centro destra ogni giorno non perde occasione per manifestare tutta la sua omofobia. Votare chi ci vuole dichiaratamente discriminare non è certamente un atteggiamento positivo.
Perché il nostro Pd, sul tema dei diritti dei gay, è cosi’ distante dai democratici americani?
Perché il progetto di un partito democratico in Italia si è per ora risolto in un incontro tra le vecchie culture comuniste democratiche e quelle delle varie anime cattoliche. Il tema dei diritti civili è ancora visto come una questione marginale, invece se non avanzano insieme diritti sociali e diritti civili la società non migliora, come dimostrano tutte le politiche messe in campo dai partiti socialisti europei. C’è poi da dire che negli USA la tradizione sui diritti civili è ben diversa da quella italiana. Speriamo che con il tempo anche il PD acquisisca quella volontà politica che lo faccia diventare davvero un partito moderno.
Il politico italiano più omofobo e perché.
Ce ne sono molti. Certo il più trucido continua ad essere Caldaroli della Lega, che forse è così accanito per nascondere sue turbe personali… Segue a ruota Volontè dell’UDC, un vero baciapile reazionario che non perde occasione per attaccare la nostra dignità.
Perché molti gay hanno l’impressione che le diverse associazioni omosessuali siano spesso in contrasto e lotta tra loro?
E’ un impressione corretta. Dentro il movimento lgbt italiano si litiga spesso. Poi ora che sono entrati in crisi sicuri riferimenti politici, la situazione si è fatta ancora più complicata. Credo che il movimento debba smettere di guardare al suo interno e debba invece recuperare una profonda sfiducia serpeggiante dentro il popolo gay. Come Arcigay ci stiamo ponendo il problema e nel prossimo periodo cercheremo di attuare una strategia completamente nuova. C’è bisogno che nasca la vera lobby sociale per far sì che finalmente contiamo davvero in questo curioso e faticoso paese. Ma anche le associazioni devono cambiare profondamente atteggiamento, prima fra tutte Arcigay. Il tempo dell’attenzione alla politica è finito, bisogna pensare a noi stessi a costruire una solida e diffusa comunità.

Cosa farà secondo te Walter Veltroni sul tema delle unioni civili gay?
Intanto dipenderà da quale risultato avrà il PD. Pesa poi la presenza di una agguerita pattuglia di deputati e senatori cattolici. Già ora la Binetti ed altri dicono che non voteranno mai una legge sulle unioni civili. Insomma il quadro è complicato e non sono per niente ottimista. Come Arcigay guardiamo in avanti, e ci vogliamo preparare a rendere la forza dei gay davvero pesante, percepita come coesa e determinata a contare. Certo bisognerà comunque fare i conti con il PD, perché è indubbio che sarà il più grande partito del centro sinistra. Anche in questo caso però ognuno svolga bene il suo compito in modo distinto. Noi dobbiamo rappresentare le istanze concrete dei gay e delle lesbiche, loro avanzare proposte e soprattutto renderle praticabili in Parlamento.
Interviste/Grillini: “A Rutelli chiederò registro unioni civili”.
April 11th, 2008

Franco Grillini è soddisfatto. I sondaggi degli ultimi giorni lo danno al 2,5-3%. Una piccola vittoria, in una sfida elettorale che, a Roma, vede correre 14 persone per la poltrona di sindaco. Mentre molti candidati – al di fuori dei big Rutelli ed Alemanno - sostengono, con quel tanto di sfacciataggine politica che non fa mai male, di poter arrivare al ballottaggio, Grillini è stato onesto, sin da subito. “Voglio raccogliere più voti possibili, per far valere la nostra laicità in caso di ballottaggio”, ha detto. Ma, soprattutto, per portare sul piatto da servire a Rutelli, in caso di ballottaggio, il registro delle unioni civili. Un boccone che sarà sicuramente amaro per il candidato del Pd che, in più di una occasione, ha detto che la questione delle unioni civili non compete ai comuni, ma al Parlamento. River ha intervistato Grillini, nel giorno della chiusura della sua campagna (grazie a Stefano per l’aiuto).
Partiamo da quella che ha definito campagna acquisti: Imma Battaglia e Cecchi Paone sosterranno Rutelli. Perché secondo lei i gay non riescono a compattarsi intorno ad un nome storicamente legato alla difesa delle loro problematiche?
A mio parere i gay si sono compattati attorno alle loro problematiche e hanno compreso la mia candidatura. Ho ricevuto il sostegno da decine e decine di attivisti, militanti o semplici simpatizzanti e da pressoché tutto l’associazionismo glbt. (link: http://www.arcigay.it/sosteniamo-forza-franco-grillini-sindaco-roma). I due nomi che fai corrono da soli, questo non significa che non abbiano diritto a pronunciarsi, ma il loro rimane solo un punto di vista isolato.
Cosa pensa dei gay che votano a destra?
Sono necessari alla battaglia comune per i diritti gay. E’ anche grazie a loro se le democrazie cristiane nord europee hanno votato a favore delle unioni civili. Tuttavia in Italia a parte poche eccezioni come Gaylib, che appoggia la mia candidatura, potrebbero fare molto di più facendo pressione sulla loro parte politica che è la più omofoba d’europa e meriterebbe uno stimolo molto forte e deciso, che invece non ha. Ovviamente, dal mio punto di vista, la soluzione delle questioni gay, e non, può venire solo da sinistra.
I sondaggi parlano, nel suo caso, di una percentuale compresa tra il 2,5% il 3%. Visto che, quasi certamente si andrà al ballottaggio, quale sarà la sua prima richiesta che farai a Rutelli in caso di incontro?
Un registro per le unioni civili. E’ il suo tallone d’achille: quando era alla Camera diceva di no, ora che corre per il Comune sostiene che la questione sia di competenza della Camera. Gli chiederò garanzie precise di una amministrazione laica.
Se Rutelli dovesse dire “no” al registro delle unioni civili, lo sosterrà comunque?
Decideremo il da farsi, democraticamente, insieme ai miei sostenitori, la sera del 14 aprile. So comuque che Rutelli sta già cercando sostegno al centro, nella Rosa Bianca, i neodemocristiani…
Paola Concia, Ivan Scalfarotto, Andrea Benedino: i gay nel Pd. Riusciranno ad avere la meglio sull’ala teodem del partito?
Sono tre contro 120 parlamentari cattolici che il Pd eleggerà. Valutate voi.
Interviste/ Il candidato gay dell’Udc: “Pari diritti per tutti”.
April 7th, 2008
Massimiliano De Marco, detto Maximo, classe 1969, per chi ama le etichette è “il candidato gay” dell’Udc. E’ anche un uomo dal passato sui generis, sicuramente non in linea col classico curriculum di un candidato del partito di Casini: autore di video dove la religiosità è trattata in maniera “poco ortodossa”; gestore di un privè gay; protagonista di foto hot. Amico di Claudia Koll, oltre che regista del film “Petali di Rosa”, interpretato dalla stessa attrice, ha iniziato insieme a lei un “cammino di conversione”. Maximo è candidato nella posizione numero 23 al Comune di Roma, nella lista dell’Udc per Ciocchetti sindaco. River-blog lo ha intervistato (grazie alla redazione di Notizie Gay per la segnalazione del personaggio), e ha scoperto – con suo grosso stupore - che Maximo non ha nessun problema a dire di essere a favore delle unioni civili, anche dei gay.
Sei stato definito l’unico candidato omosessuale dell’Udc. Non vedi una contraddizione nell’essere gay e nel correre per un partito che si è schierato contro le unioni gay?
L’Udc è l’unico partito con valori cristiani in cui credo fermamente. Gesù disse: “che merito abbiamo se amiamo chi già ci ama?”. Il merito è amare chi non ci ama e indurli a capire. Con questo non dico che l’Udc odia i gay, semplicemente non riescono a comprendere, perche’ nessuno sino ad oggi ha cercato un dialogo con loro. Questo è ciò che sto facendo e che continuerò a fare.
C’è chi sostiene, tra le associazioni omosessuali, che i gay che votano a destra non siano coerenti. Tu che ne pensi?
In quale partito c’é la coerenza? Tra i vari schieramenti la sinistra e la destra sono peggio perché giocano con l’inganno, hanno governato per anni, hanno fatto tante promesse, e non hanno mantenuto mai niente. Questa la chiami coerenza?
Sei stato protagonista di foto hot e hai gestito un gay privè. Resistenze dal mondo dell’Udc?
In passato sono stato un brillante imprenditore di locali gay e non. Ne ho aperti ben 10 in tutta Roma: penso che questa citta’ abbia bisogno di giovani imprenditori per rilanciare il turismo, anche se vanno abbattuti gli iter burocratici e favorita la liberalizzazione delle licenze per dare piu’ opportunita’ ai giovani. Non vedo cosa potrebbe importare ad un partito la tipologia di locali che ho aperto: ho sempre lavorato onestamente ed e’ questo ciò che conta. Ho aperto a Roma la prima discoteca apertamente gay nel centro (il Maximilian multiclub), in anni in cui la gente aveva paura solo a dire che era gay. Io quando credo in qualcosa non ho paura di niente, non sopporto la vigliaccheria. La stampa ha esagerato con le foto hot, io non sono mai stato un porno attore, sono stato semplicemente un artista un po’ “ribelle”, che cercava di dare voce a problemi sociali. La mia non e’ mai stata una “provocazione gratuita”. Ho realizzato un calendario contro il terrorismo dopo l’attacco delle Torri Gemelle in America e mi sono fatto fotografare come un angelo nudo caduto sulla terra, ricoperto di sangue per essere stato colpito a morte. Ho realizzato un video musicale contro lo sfruttamento della prostituzione ed uno contro l’omofobia parlando di un amore incompreso tra due ragazzi. Sono stato il primo ed unico artista a subire tre censure in Italia solo perche’ viviamo in un paese di finti perbenisti. Oggi non rinnego il mio passato ma userei un atteggiamento piu’ amorevole e meno aggressivo per comunicare i disagi sociali. Questo perche’ solo da un anno ho incontrato Gesu’ nella mia vita e ho compreso cosa significa davvero amare il prossimo e dare tutto per gli altri. Il mio cammino di conversione e’ un qualcosa di cosi’ intimo che non mi sarei mai aspettato che venisse messo al bando dai media come hanno fatto in questi giorni con me! E’ una grande sofferenza, ma da quando ho compreso cosa ha passato Gesu’ durante la sua passione, non ho alcun rancore verso nessuno.
Tu cosa ne pensi delle unioni civili per persone dello stesso sesso?
Tutti gli esseri umani in un Paese democratico e civile devono avere gli stessi diritti civili e giuridici.
Hai affermato: “Tra le varie comunità quella GLBT e’ fra quelle che fa più gola ai politici… ma che subito dopo le elezioni vengono ricacciati nel loro ghetto a tacere..”. E l’Udc cosa è pronto a fare
per la comunità Glbt?
Sono certo che l’Udc sul piano civile e giuridico saprà far valere la giustizia e la democrazia. Io sono qui per battermi per il riconoscimento dei pari diritti per tutti.
Al secondo turno delle elezioni comunali, a Roma, si prospetta una sfida tra Alemanno e Rutelli: tu per chi voterai?
Ancora Rutelli? No grazie! Alemanno neanche a pensarci. Ho imparato a scrivere solo un nome: Luciano Ciocchetti.
Cosa ne pensi del candidato sindaco Franco Grillini?
Mi hanno molto infastidito le sue affermazioni su papa Giovanni Paolo II. Un politico che non ha rispetto non merita di rappresentarci. Inoltre, non condivido la sua lobby di potere basata sull’associazionismo. Io sono contro l’associazionismo perche’ e’ ghettizzante e sono a favore della liberalizzazione di ogni cosa. Comunque penso sia importante il dialogo, l’unione, cosa che non c’e’ mai stato nella comunita’ glbt e questo dipende anche da chi e’ stato al governo. Ho letto il suo programma da sindaco di Roma, parla ossessivamente di laicita’, di aprire spazi ai naturisti…con tutti i problemi che ci sono, penso che un sindaco dovrebbe affrontare ben altre emergenze! Roma e’ al primo posto in Europa per gli omicidi a carattere omosessuale: questo e’ un problema serio. La vita va tutelata prima di ogni altra cosa, il bullismo nelle scuole andrebbe combattuto aspramente insegnando cosa significa la convivenza. Questi e tanti altri sono i problemi seri che riguardano la vita di tutti. Io ho vissuto e combattuto per la comunita’ Glbt e per i giovani di questa citta’ per piu’ di 20 anni e so quali sono le vere priorita’. Per questo vorrei istituire tre commisioni tecniche al Comune: una per le problematiche giovanili e il mondo artistico per dare piu’ possibilita’ nel mondo lavorativo; una per il mondo cristiano, per non perdere quei valori importanti che aiutano al dialogo e alla comprensione reciproca; e una per la comunita’ glbt e le minoranze sociali per combattere le discriminazioni e vivere in una citta’ che sia davvero una capitale europea.
Com’è la vita vista attraverso gli occhi di un sieropositivo? Me lo chiedo spesso, occupandomi qui e là di Hiv e di campagne di prevenzione in giro per il mondo. Grazie ai commenti di questo blog – spesso un mondo di umanità in pillole – sono entrato in contatto con Davide (il nome è di fantasia, perché non ha parlato a tutti della sua condizione). Si discuteva di sesso non protetto. Gli ho chiesto di parlarmi della sua malattia, sotto forma di un’intervista.
Davide nasce a Milano, nella seconda metà degli anni Sessanta e lavora come libero professionista nel settore della comunicazione. Compiere quarant’anni, per lui, è stato raggiungere un obiettivo importante: “Per la prima volta nella vita non c’era più nulla da dimostrare – racconta - avevo una professione, un reddito, una casa, un affetto stabile; avevo raggiunto un po’ di obiettivi insomma, e recentemente tutto questo sembrava diventato ancora più definitivo ed evidente, insomma ero convinto di potermi finalmente ‘godere il viaggio’, verso la vecchiaia”. Poi, un giorno, tutto cambia. Va a fare il test, dopo un paio di anni. E’ tranquillissimo. Là scopre “di aver vinto la lotteria della sfiga” e di essere sieropositivo.
Come è avvenuto il contagio?
Ovviamente con un rapporto sessuale non protetto. Ho sempre cercato di “ridurre il rischio”: da quando sono sessualmente attivo non ho mai deliberatamente accettato una cosa così folle come il passaggio di sperma, e per lungo tempo ho creduto che questa attenzione fosse sufficiente a ridurre significativamente il rischio. Col senno di poi è stato come confidare nel coito interruptus quale metodo anticoncezionale…Se c’è quindi un insegnamento è che non basta “non farsi venire dentro”: non so cosa succeda, probabilmente si tratta di emissioni non avvertite, o forse si tratta proprio di scambio attraverso microlesioni… ma insomma l’attenzione non basta, ci vuole il profilattico.
Riusciresti a individuare il momento preciso, il rapporto “incriminato” ?
Sì, direi di sì. È stato nel primo semestre del 2005. È una ricostruzione su forti elementi indiziari, ossia un legame causa-effetto abbastanza evidente, senza nessun sintomo evidente (non sempre ci sono), ma una immediata e inspiegabile prolungata febbre altissima, con spossatezza, insomma la battaglia del sistema immunitario… poi la vita è continuata tranquilla, senza stranezze che mi lasciassero sospettare alcunché, fino alla scoperta casuale qualche mese fa.
Interviste/Scalfarotto (Pd): “La comunità Glbt italiana la più derelitta e trascurata d’Europa”.
March 20th, 2008
Per Ivan Scalfarotto le prossime elezioni rappresentano la seconda sfida nel mondo politico italiano. La prima, nel 2005, lo ha visto scendere in campo per le primarie del centrosinistra. In quell’occasione ci fu chi lo definì un folle, chi un visionario, chi - fu il caso di molti miei amici che lo sostenevano - un idealista che stava cercando di cambiare qualcosa in questo Paese. Da outsider, che si serviva solo di internet e qualche endorsement (da Adriano Sofri a Michele Serra), raccolse quasi 27mila voti (pari allo 0,6%). Stavolta, nella seconda discesa in campo, con il Partito democratico, subisce un meccanismo elettorale che, avendo abolito le preferenze, rende di fatto impossibile misurare il riscontro, in termini di voto, del consenso. E’ candidato nel collegio della Lombardia, e il suo ingresso nella Camera dei deputati è strettamente collegato all’eventuale vittoria del Pd a livello nazionale. E’ uno di quelli che vengono definiti i “candidati gay” del Pd, anche se, come spiegherà in questa intervista che ha gentilmente concesso, lui non parla solo alla comunità Glbt. In questi giorni è stato diffuso su Youtube e sul suo sito il video per la campagna elettorale, diretto da Paolo Virzì (dal titolo: “Comunque mi chiamo Ivan“). Blogger anche lui, è direttore del personale di un istituto finanziario.
Chi è Ivan Scalfarotto?
42 anni, da 6 anni vivo e lavoro all’estero – prima a Londra ora a Mosca – faccio politica dal 2005, quando ho partecipato alle Primarie che incoronarono Prodi. Raccolsi la fiducia di 27 mila italiani e da allora continuo a lavorare per un paese più moderno, più laico, più aperto e più inclusivo. Sono nell’Assemblea Costituente Nazionale del PD, sono stato uno dei 100 componenti della Commissione che ha scritto lo Statuto del Partito e sono attualmente candidato alle Camera dei Deputati nel collegio Lombardia 1.
Tu, insieme a Paola Concia e Andrea Benedino, siete stati giornalisticamente definiti i “candidati gay del Pd”. La “condizione” di omosessuale viene prima di ogni altra cosa, programma politico incluso?
Non direi proprio. Vedi, tra i tanti problemi di questo paese uno dei più gravi è il corporativismo che invade ogni settore della nostra vita civile. Io non credo di essere un “politico-gay” e cioè uno che fa politica rappresentando una piattaforma tutta legata ai diritti dei cittadini GLBT, sarebbe come essere il capo del Partito Pensionati o della Federcasalinghe: tutta gente che in Italia ha fatto brillanti carriere politiche basate sul solo fatto di essere i rappresentanti di un questo o quel gruppo di interessi. Io mi ritengo un “politico-e-basta”, uno che si occupa di diritti ma anche di economia, di lavoro, di politica internazionale. Insomma, io combatto per i diritti dei gay non tanto perché sono gay ma semplicemente perché ritengo che sia giusto: del resto combatto per i diritti delle donne, dei precari e degli immigrati senza essere parte di nessuna di queste tre categorie. Poi, certo, sono un cittadino omosessuale e in quanto tale porto nella discussione il mondo visto dalla mia prospettiva e credo che avere intorno al tavolo dove vengono prese le decisioni più persone che offrono punti di vista oggi non sufficientemente rappresentati aiuta certamente la politica a governare meglio.
La campagna elettorale della Sinistra l’Arcobaleno e dei Socialisti punta molto su alcuni cari alla comunità gay. Il Pd, secondo la sinistra e alcuni gay, sembra essere un po’ latitante. Cosa ti ha convinto a scegliere il Pd?
Mi ha convinto la piattaforma complessiva del PD, il tentativo di lavorare ad un paese non diviso e lacerato, un paese che metabolizzi il fatto che qui o si cresce tutti insieme o non cresce nessuno; mi ha convinto poi la scelta di andare da soli e di assumersi finalmente le responsabilità dell’attuazione di un programma di governo coerente, senza mercanteggiamenti con alleati che votano sempre per senso di responsabilità e mai per convinzione… insomma mi ha convinto il PD, al di là della sua piattaforma per i diritti GLBT. Vedi, io credo che i diritti civili non debbano appartenere a questo o quel partito: in Francia e in Gran Bretagna le leggi sulla tutela dei diritti di cittadinanza sono state promosse da governi di sinistra ma nessun partito di destra, una volta giunto al potere, ha poi cancellato quelle leggi. Lo stesso Rajoy in Spagna ha detto in campagna elettorale che in caso di vittoria si sarebbe limitato a cambiare il nome del matrimonio per i gay in “unione”, lasciando però inalterato il contenuto dei diritti riconosciuti ai partner. E’ dunque certamente importante che persone come me siano rappresentate all’interno del partito, ma il consenso su questi temi dev’essere trasversale ed andare ben al di là di un partito solo. Che poi nel PD (come anche nel’altro partito maggiore) ci siano sensibilità molto diverse tra loro su questi temi, beh, è assolutamente vero.
Come immagini, in caso di elezione, la convivenza con la Binetti?
Come ti ho appena detto, è assolutamente normale che un partito che vuole rappresentare oltre un terzo degli elettori italiani veda al suo interno delle sensibilità diverse su alcuni temi: la linea politica è data da un segretario e da una classe dirigente eletta democraticamente da tre milioni e mezzo di persone. In caso di elezione tutti i parlamentari del Pd, Binetti ed io inclusi, lavoreremo per l’attuazione del programma del Partito; è chiaro poi che io mi batterò per fare del PD un partito laico e lei, probabilmente, farà una battaglia contraria. Vedi, finché ci sarà gente come me nel Partito Democratico, qualcuno potrà rivolgere alla prof.ssa Binetti la stessa domanda che tu hai posto a me: professoressa, come immagina in caso di elezione la convivenza con Scalfarotto? Anzi, perché non cominci a chiederglielo tu?

Cosa pensi dei gay che votano a destra?
Io non riesco proprio a vederla, ma chiaramente queste persone devono ritenere esserci una convenienza nel farsi governare da chi li discrimina apertamente. Li rispetto ma francamente non li capisco.
Tre punti cardine del tuo programma elettorale.
Primo: promuovere il valore del merito. Quindi proporrei l’abolizione degli ordini professionali, per garantire l’accesso alle professioni senza assurde barriere d’ingresso, e l’abolizione del valore legale del titolo di studio, per sradicare la cultura del “pezzo di carta”, favorire la competizione tra le università e combattere il baronato. Secondo: promuovere i diritti e l’uguaglianza dei cittadini. Quindi una legge contro la violenza sulle donne e sulla parità di genere e una legge sull’estensione della possibilità di unirsi in matrimonio per tutte le coppie di maggiorenni non consanguinei che lo desiderino. Terzo: promuovere la trasparenza dei mercati e la libertà di informazione. Quindi una legge che dia indipendenza vera alla RAI dal potere politico, una seria legge antitrust e una legge che tuteli le minoranze nelle società per azioni.
Rutelli, a Roma, ha detto che il tema delle unioni civili va affrontato in Parlamento. Ma partire dai Comuni non è un primo passo?
Il problema non è tecnico-giuridico: il problema è politico. Sarebbe quindi auspicabile che tutte le istituzioni, a qualsiasi livello, affermassero principi di accettazione e di inclusione. Esattamente come fa il Partito Democratico nel cui Statuto è stata inclusa, su mia proposta, una norma anti-discriminazione che esplicitamente include l’orientamento sessuale.
Tu lavori all’estero. Saresti pronto a trasferirti a Roma?
Dimmi: tu tra Mosca e Roma cosa sceglieresti? A parte gli scherzi - tra l’altro Mosca è una città bellissima - è chiaro che avendo accettato una candidatura in caso di elezione mi dedicherei al 100% alla mia attività politica.
Cosa ne pensi dei contrasti che, spesso, esistono tra le diverse associazioni gay italiane?
Non ne penso bene. La comunità GLBT italiana è la più derelitta, trascurata, disorganizzata e priva di diritti d’Europa: chi ha diretto il movimento gay in Italia dovrebbe prenderne atto, guardare a cosa ha ottenuto per esempio Stonewall in Gran Bretagna, chiedersi se per caso non è stato fatto qualche grave errore negli ultimi decenni e ripartire da lì.
Non lo faccio mai, perché i commenti alle interviste li lascio a chi passa di qui: in quest’ultima risposta c’è una drammatica verità, che solo una persona che ha vissuto all’estero ma, soprattutto, ha conosciuto le realtà Glbt straniere, può sintetizzare con una tale crudezza.
Interviste/La “porno-prof”: “Sono pronta a tornare a scuola”.
March 10th, 2008
I principali siti di informazione italiana l’hanno ribattezzata la “porno prof di Pordenone”. Un’etichetta che non le va giù per niente: “Io col porno non c’entro proprio niente”. Lei si chiama Anna Ciriani, e sul web usa il nickname di “Madameweb”. Professoressa di lettere a Pordenone, in un corso serale per adulti, è stata sospesa dall’insegnamento, dopo che la direzione regionale scolastica del Friuli è venuta a conoscenza della sua vita virtuale. Una vita fatta di foto e video a luci rosse, ma sempre chiaramente distinta da quella reale. I vertici scolastici se la sono presa dopo che su internet hanno iniziato a circolare le foto di una sua “frizzante” performance alla fiera dell’Eros di Berlino. Lei, adesso, gestisce un sito e un forum, e continua a raccogliere moltissimi attestati di solidarietà, soprattutto dal popolo del web. River-blog l’ha intervistata (grazie a Notiziegay per l’interessamento).
Il capitolo “insegnamento” è chiuso del tutto per te?
No, sono in attesa di conoscere il provvedimento disciplinare che l’istituzione scolastica prenderà nei miei riguardi. Io non sono stata licenziata, bensì sospesa: pertanto a breve saprò quando potrò fare ritorno a scuola.
La cattiveria più brutta che abbiano scritto su di te.
Di gente cattiva il mondo è pieno, lo sappiamo tutti, ma devo ammettere con sincerità che ho ricevuto molta solidarietà. Le cattiverie tendo a dimenticarle, mentre ricordo, con grande piacere e riconoscenza, le buone azioni e gli interventi positivi che la gente fa nei miei confronti. Chiaramente, il mio modo di vivere libera ha suscitato molte critiche e polemiche, ma unicamente da quelle persone che io ritengo siano ipocrite, moraliste, invidiose e frustrate. Sono le stesse persone che poi discriminano e perseguitano chi non la pensa come loro o sono diverse nel proprio modo di essere e di vivere.
C’è stato qualche politico che ti ha dato la sua solidarietà?
No, nessuno! Anzi hanno solo strumentalizzato il mio caso per farsi propaganda politica. Uno su tutti l’Onorevole Volontè dell’UDC che ha chiesto un’interrogazione parlamentare sul mio caso e ha definito imbarazzante il silenzio del Ministro Fioroni. Oggi come oggi, i politici non perdono occasione per strumentalizzare a loro vantaggio tutto ciò che la cronaca riporta! Ecco che fatti devastanti come le morti bianche dei lavoratori o fatti di minore importanza come il mio,
vengano strumentalizzati non per una vera e giusta causa, ma solo per richiamare l’attenzione dei media e far vedere alla gente che il loro partito si muove per risolvere i problemi. Molto spesso i politici parlano a sproposito, senza cognizione di causa e senza conoscere i fatti. Ci vorrebbero meno parole e più fatti, oltre che più onestà e sensibilità!
Sei rimasta in contatto con i tuoi studenti?
Premetto che insegno agli adulti e che la scuola in cui io insegno si trova a 25 km dalla mia città, pertanto non è semplice incontrarli. Sono comunque rimasta in contatto atttraverso un mio collega che puntualmente mi porta i loro saluti e la loro solidarietà per il difficile momento che sto attraversando.
Un insegnante pedofilo ha avuto la possibilità di tornare tra i banchi. Tu hai fortemente criticato questa scelta. Due pesi e due misure?
Si, è così! Partiamo da una premessa: io non ho mai avuto comportamenti o atteggiamenti compromettenti in ambito professionale! La mia integrità morale e il mio ripsetto per la scuola e gli alunni sono sempre stati impeccabili! Quanto la scuola mi ha contestato, è avvenuto unicamente per i miei comportamenti privati in occasione della fiera a Berlino. Diverso è stato per l’insegnante condannato per pedofilia, che utilizzava i computer della scuola per commettere i suoi sporchi reati, così come diversa era la situazione della pornoprof di Lecce che si faceva palpare in classe da alunni minorenni, o peggio, della pornoporf di Nova Milanese scoperta da una collega mentre aveva dei rapporti sessuali in aula con i suoi studenti
minorenni. Il pedoprof è stato condannato e sospeso, ma il giudice del lavoro l’ha reintegrato a scuola, stessa cosa per l’insegnate di Lecce alla quale sono stati dati due mesi di sospensione da parte delle autorità scolastiche e ha un procedimento penale in corso per i reati contestati. L’insegnante di Nova Milanese è stata giustamente radiata per la gravità dei reati commessi. Nel mio caso non ci sono reati commessi né a scuola nè fuori. Quanto mi viene contestato sotto il profilo disciplinare riguarda unicamente il mio comportamento tenuto al di fuori del mio ambito professionale in quanto mi
trovavo in un altro Stato, a oltre 1000 km di distanza e con mio marito. Ricordo anche che vi sono leggi che mi danno ragione, a partire dalle L. 675 del 1996 e il D.L. 196 del 2003 che recitano: “Un dipendente statale non può
essere sospeso per i suoi comportamenti sessuali”!
Come l’ha presa la gente che vive intorno a te?
La maggior parte dell’opinione pubblica si è schierata dalla mia parte, viste le numerose email che ricevo ogni giorno di solidarietà e affetto. Ho avuto anche molta solidarietà da parte di persone che mi riconoscono per strada o in luoghi pubblici, che mi salutano e mi danno conforto con le loro parole. Comunque ci sono anche delle persone che la pensano diversamente e che mi giudicano negativamente per quello che ho fatto. Io rispetto la loro opinione, non voglio giudicare nessuno! Sono molto contenta della reazione che i miei amici e conoscenti hanno avuto a seguito di questa vicenda, perchè tutti mi sono stati vicini, alcuni parlandone apertamente e dimostrandomi la loro solidarietà e immutata stima, altri facendo finta che nulla sia mai successo. Per quel che riguarda la mia famiglia ho avuto subito molto sostegno, anche se ho avuto sempre una grande serenità interiore, senza avere mai pianto per quello che mi è accaduto!
Interviste/ Melchionna riporta a Roma gli attori-prostitute.
March 6th, 2008
A novembre river-blog aveva recensito lo spettacolo ”Dignità autonome di prostituzione”. Niente biglietto all’ingresso, ma una serie di ticket che venivano usati per pagare gli attori, considerati/trattati come prostitute. Ognuno di loro, riceveva il suo pubblico/cliente in una stanza. Un’opera coraggiosa, con corpi nudi e travestiti che intrattengono il pubblico, tra provocazioni e giochi sguardi, oltre che di parole. A volte ho avuto l’impressione di trovarmi in una centrifuga emotiva. Dietro a questa idea c’è Luciano Melchionna, regista di quel pugno nello stomaco che è stato “Gas“, e che è riuscito a coinvolgere nel progetto anche nomi come quello di Carolina Crescentini: un’attrice che non ha avuto problemi a passare dal cachet cinematografico a quello che il teatro riserva oggi ai suoi talenti. Per chi si fosse perso la prima edizione della piece, potrà tornare alla Fonderia delle Arti (Via Assisi 31), dove Dignità Autonome sarà in scena dall’8 marzo al 13 aprile (per info: 06 7842112 - associazionelaclessidra@gmail.com). River-blog ha intervisto il regista Melchionna.
Tornate a Roma, per fare un bis. Ve l’aspettavate?
Da quando è terminata la prima edizione – con una retata della buoncostume, ad onor di cronaca - non sono mai cessate le proteste per la chiusura del “bordello” e le richieste pressanti da parte di un nutrito numero di “clienti”. Non ci aspettavamo un successo di tali proporzioni e tanto immediato, così sapevamo che saremmo tornati ad “esercitare” appena pagato la cauzione…
Dietro a questo spettacolo, sembra anche esserci il messaggio che l’attore faccia una vita da prostituta. Aggiungo io: una prostituta spesso pagata male. Che difficoltà avete incontrato nel portare in scena questo spettacolo?
Lo spettacolo diretto da me ma pensato sempre da me insieme ad Elisabetta Cianchini nasce esattamente dall’esigenza di dare un luogo protetto, strappare dal marciapiede gli artisti che ormai son costretti comunque a prostituirsi per sopravvivere… dal punto di vista della burocrazia ne abbiamo trovate molte, devo dire, di difficoltà. Come ogni novità, spaventa e si scontra con un sistema che non tollera e non tutela davvero la volontà di fare, sembra averne paura, sembra solo schiacciare sotto i cavilli e le tasse ogni tentativo. Devo dire però che qua e là abbiamo trovato grandi disponibilità a risolvere,come in SIAE dove ci hanno trovato una soluzione legale e fattibile per attuare la “contrattazione” cliente/prostituto. Tanta fatica comunque ancora ora, nonostante il successo. Lo spazio che ci ospita è una scuola di musica e teatro ma non un vero e proprio teatro con tutte le conseguenze che potete immaginare. I produttori interessati cercano in realtà di lucrare e io non permetto assolutamente che un eventuale incasso arricchisca altri piuttosto che gli artisti per i quali abbiamo creato tutto questo. Preferisco continuare a sobbarcarci di tutte le immense spese produttive, pur di essere liberi e lavorare in armonia e professionale passione per ciò che facciamo.
Una critica che non vi sareste aspettati?
Il fatto che ci fossero troppi spettatori/clienti e che alcuni non fossero riusciti a veder ciò che volevano per la troppa fila. Un complimento, più che una critica.

La serata in cui ho assistito allo spettacolo, c’erano anche persone over 45: come definireste/descrivereste lo spettatore tipo?
La cosa straordinaria è che non esiste uno spettatore tipo di Dignità… abbiamo avuto pubblico di ogni età ed estrazione, soprattutto giovani e giovanissimi che han fatto file anche di tre ore e sotto la pioggia pur di entrare. Ma anche sessantenni tornati dalle sei alle otto volte: clienti abituali a iosa, insomma.
Tentativi di censura ce ne sono stati?
La nostra provocazione è bonaria – non servono le bombe, a mio avviso, è più efficace affidarsi ai piccoli gesti: sono contagiosi se funzionano, come i sorrisi o gli sbadigli rilassanti – e non si avvale di parolacce o oscenità di alcuna sorta. Noi vendiamo pezzetti d’arte, non i corpi e tanto meno l’anima che mostriamo però senza pudore. C’è stata qualche reazione razzista riguardante soprattutto i travestiti che giocano da noi sull’ambiguità ma piccole manifestazioni puerili e assolutamente scollate – a priori, sempre per paura – dal contesto reale.
Qualcuno tra il pubblico ha mai scambiato un attore/attrice per una prostituta vera, avventurandosi in proposte indecenti?
Assolutamente sì ma non ha trovato appigli di sorta. Come in ogni bordello, alcuni clienti si innamorano di una prostituta in particolare. Nessuna avance volgare, fiori semmai. Niente “borsettate”, dunque, e meno male perché non amiamo le armi.
Amici/ Mingolla: “Il talento si vedrà a telecamere spente”.
March 5th, 2008

Vincenzo Mingolla, 23 anni, viso e fisico molto televisivi, era uno di quei ballerini che, nella scuola di Amici, avevano già un curriculum ricco d’esperienze. Al serale non è riuscito ad accedere, per via della sfavorevole posizione in classifica. Non ha cavalcato molte polemiche nate nella scuola e, forse anche per questo, ha ottenuto una minore visibilità. Vive a Roma, in zona Flaminia. In programma ha una tournée teatrale, con “La febbre del sabato sera”. River-blog lo ha intervistato, poche ore prima della partenza per una vacanza.
Parlami dei tuoi progetti futuri. Che farai dopo Amici?
Innanzitutto una bella vacanza: parto domattina per 8 giorni, destinazione Santo Domingo. Il 3 aprile, poi, debutto a Catania, al teatro Metropolitan (date e città saranno pubblicate sul mio sito - on line tra 2 giorni): qui inizia la nuova tournèe del musical “La febbre del sabato sera” (regia di M.R. Piparo) in cui interpreto “Double J”, un ruolo che mi porterà a ballare, cantare e recitare nei più grandi teatri italiani. Prevedo anche ospitate in giro per l’Italia in radio e televisioni che mi stanno dando spazio.
Con chi ti senti ancora dopo l’uscita dalla scuola?
Con i ragazzi che ancora fanno parte del programma non possiamo avere contatti in quanto non hanno cellulari con loro. Tra quelli che stanno fuori mi sento spesso con Maria Luigia, la ragazza più spontanea e simpatica della scuola. Proprio pochi giorni fa mi ha fatto una bella sorpresa in piazza del Popolo a Roma e me la sono trovata di fronte senza sapere niente; sta nascendo una bella amicizia e la cosa mi fa molto piacere.
In una scuola in cui il talento non è la cosa fondamentale, secondo te qual è la componente più valorizzata? Le polemiche?
Si sa che non si tratta di una scuola meritocratica e poi giustamente essendo un programma televisivo uno più diventa un “personaggio” più ha la possibilità di restarci. Io mi sento personaggio nella vita e continuerò ad essere spontaneo e rispettoso non solo davanti alle telecamere.

La persona che, secondo te, non meritava di essere ad Amici?
Gennaro: un mix di presunzione, superficialità e poco impegno. La poca umiltà per chi vuole fare questo lavoro credo sia una cosa sbagliata; e poi lancia un messaggio negativo al telespettatore. Spesso discutevamo io e lui sul suo sentirsi superiore e spesso lo giustificavano dicendo che ha 18 anni; io non la penso assolutamente così e anzi ho molta più stima di chi ha 18 anni perché già da giovani (lo sono anche io!) si può essere sufficientemente maturi per affrontare questo lavoro con molta più umiltà e passione!
Chi dovrebbe vincere il programma?
Che domanda: io!
Sono stati bravi però a buttarmi fuori perché mi temevano: sono uno tra i più completi di questa edizione! In realtà, mi dispiace che non sia rimasto nessuno bravo in tutte e tre le discipline. Comunque in finale credo che arriveranno Marco, Roberta e Francesco e volendo valorizzare la mia categoria tifo per Francesco.
Un litigio che è avvenuto nel residence e di cui non si è parlato nel programma?
Ce ne sono stati diversi con Gennaro. Nelle riunioni che facevamo il venerdì sera per decidere chi si doveva esibire il sabato pomeriggio lui iniziava dicendo: “tutti i balli devo farli io perché sono più bravo di Vincenzo e Steve vota sicuro me”. Inizialmente stavo la a sgolarmi poi me ne andavo dicendo “si vedrà fuori chi veramente vale e chi continuerà a lavorare”. A me i litigi per dovermi esibire mi fanno pena. Affronto la danza e l’arte in genere come un dono che sicuramente non ha niente a che fare con schiamazzi fino alle 2 di notte nella stanza di un residence. Questo non ha giocato a mio favore dal punto di vista di permanenza nel programma perché la gente ha avuto poco modo di conoscermi. Io, comunque, ho la mia personalità e la mia gioia di vivere e di danzare, che esistono al di sopra ogni cosa: non le scambio con niente per rimanere in un reality show. Spero che nei prossimi lavori teatrali e/o televisivi la gente possa conoscere meglio chi è il vero Vincenzo!
Alessandra Celentano punta molto sul fattore talento. Non pensi che lo stia facendo apposta?
La Celentano, come tutti gli altri professori, è diventata una dei veri protagonisti del programma. Basta video “ WE CAN” o “WE WILL” ma più esibizioni e meno polemiche; chi ha veramente talento si vedrà dopo, quando le telecamere di quello studio si spegneranno e da soli si ricomincerà a fare casting su casting “senza rvm”.
Cosa ti rimarrà dell’esperienza ad Amici?
E’ stata sicuramente una bellissima esperienza e una vetrina per farsi conoscere. Nei 2 mesi in cui sono stato nella scuola ho cercato di essere come una spugna e di trarre maggiori insegnamenti dai professori e anche da Maria: penso alla semplicità e alla professionalità con la quale affrontava tutti gli incontri e le puntate con noi. Prima del serale si facevano tante lezioni dalla mattina alle 9,30 fino alle 19 con tanto di campanella che suonava ogni fascia oraria; una scuola a tutti gli effetti dal punto di vista didattico . Poi però è normale che essendo un programma televisivo a volte la polemica prende il sopravvento. Però gli autori non ci hanno mai detto cosa dire o fare.
Interviste/ Per smascherare il politico gay e omofobo.
March 4th, 2008
E’ una trasmissione che sta facendo discutere prima ancora di essere partita. “Outing-Identità svelate”, è la creatura di Pino Gagliardi, fondatore e direttore di Eco Tv (Sky 906). Un programma che, senza mezzi termini, vuole “sputtanare i politici omosessuali ma omofobi”. Una squadra di persone è già al lavoro per raccogliere “indizi di omosessualità” sui politici italiani. Non solo: non appena partirà (dopo le elezioni) si inviterà la gente a telefonare per “confermare i sospetti”. Incerto il nome del conduttore: tra le ipotesi, quelle di Grillini e Luxuria. Io, personalmente, vedrei benissimo Platinette. O, meglio ancora, un conduttore etero. Quella che segue è l’intervista realizzata da river-blog a Gagliardi.
Non avete paura di stabilire il primato come trasmissione col più alto numero di querele?
Cercheremo di stare attenti e documenteremo ogni singola segnalazione, in questi casi è facile cadere nelle illazioni.
L’idea di questa trasmissione è di “inchiodare” politici omofobi che, però, nella vita privata si concederebbero a incontri di tipo omosessuale. Ma la vita privata non dovrebbe rimanere tale?
La privacy va tutelata a patto che coincida con i proclami della vita pubblica. Le faccio un esempio: mettiamo il caso che un giorno veniamo a sapere che Boselli o Giordano hanno tendenze omosessuali, ebbene in quel caso non abbiamo nessun diritto di sputtanarli perché la loro battaglia politica a difesa dei diritti civili è palese e pubblica. Viceversa se veniamo a sapere di Casini o Buttiglione, visto che la loro battaglia politica è fortemente incentrata sulla tutela della famiglia tradizionale. In quel caso ci sentiremmo autorizzati ad informare i cittadini della condotta privata di chi in pubblico si comporta da moralizzatore. In questo caso prevale il diritto di informazione dei cittadini sul diritto alla privacy del singolo.
State ricevendo molte segnalazioni su politici?
Molte e inaspettate, e coinvolgono tutto l’arco costituzionale…
Come fate a distinguere tra fatti e delazioni prive di fondamento?
Le delazioni di solito sono singole non un fenomeno di massa.
La cosa peggiore che sia stata detta su questa trasmissione?
Che è l’ennesima trovata per parlare di gay.
Qualcuno vi ha già diffidati, anche indirettamente?
Purtroppo ancora no. In ogni caso siamo sempre disponibili alle smentite.
Cesare Salvi ha una stazza da rugbista. Alto, i capelli curati, è un uomo dai modi cortesi ma molto decisi. La sua storia politica inizia nel Partito comunista italiano, di cui è stato membro della segreteria – nel 1990 – prosegue nel Pds, nei Ds, e, più recentemente, nella Sinistra Democratica, l’ala “ribelle” che, con Fabio Mussi, si è staccata nel 2007 dal Pd. Ora è confluito nella Sinistra L’Arcobaleno, quella “Cosa” a sinistra del Pd che – sondaggi alla mano – è destinata a dare del filo da torcere alla triade Pd-Idv-Radicali. Fratello del magistrato Giovanni Salvi, che alla Procura di Roma ha trattato alcune delle indagini italiane più delicate (come il disastro aereo di Ustica), il senatore Salvi è il presidente uscente della commissione Giustizia al Senato. Da sempre attento alle problematiche relative alle unioni di fatto, ci tiene molto a prendere le distanze, nelle sue affermazioni e prese di posizione, dal Pd veltroniano e dalla cosiddetta filosofia crozziana del “ma anche”. Tra le altre cose, punta il dito contro l’idea che, secondo il segretario del Pd, “siamo tutti uguali”. “Se così fosse – ha detto pochi giorni fa a Radio Radicale – saremmo già in un comunismo realizzato. Ma così non è. L’operaio non è uguale all’imprenditore, e lo dimostrano, tanto per fare un esempio, le morti sul lavoro, che sono un dato di fatto nel nostro Paese”. Una campagna elettorale difficile, quella della Sinistra Arcobaleno, perché “in Italia c’è un’impressionante lottizzazione degli spazi
televisivi e di informazione: si parla solo di Veltroni e Berlusconi”. Quelli della Sinistra Arcobaleno hanno le idee ben definite su alcuni temi caldi: “Siamo per la pace, contro la guerra in Afghanistan, cosi’ come siamo per la laicita’: purtroppo gli elettori del Pd votano al buio”. Infatti sulla 194 o sulla fecondazione o sulle coppie di fatto, “un elettore che sceglie il Pd - si e’ chiesto Salvi - per chi vota: per la Binetti che e’ contro l’aborto o per la Bonino che invece e’ a favore? Noi di Sinistra arcobaleno su questi temi siamo chiari e netti: la 194 non ha bisogno di alcun tagliando e alcuna revisione perche’ spetta alla donna decidere”.
I socialisti hanno incentrato la loro campagna sui diritti dei gay. Qual è la posizione di Sinistra democratica sul tema delle unioni civili ?
Mi sono personalmente molto impegnato, come presidente della Commissione giustizia del Senato e come relatore, per una legge sulle unioni civili, etero ed omosessuali: i Contratti di unione solidale, simili ai Pacs francesi. Nella prossima legislatura bisognerà impegnarsi per una legge di questo tipo: non sarà facile, perché nel programma del PD si è andati indietro anche rispetto ai Dico, ma è una battaglia di civiltà.
L’Italia, oggi, è pronta per le unioni civili? Lo sarà mai?
Per l’esperienza e il dibattito di questi mesi affermo con sicurezza che è una battaglia che si può e si deve portare avanti. Certo, senza cadere nella trappola dello scontro muro contro muro, ma costruendo in positivo una coscienza – che è ben presente anche nella nostra Costituzione – sulla necessità di assicurare a tutti i cittadini italiani pari diritti, soprattutto in materie delicate come la previdenza, la salute, anche l’eredità. Del resto, nella nuova Costituzione europea è scritto con chiarezza che il principio di eguaglianza vale non solo tra uomo e donna, ma anche con riferimento all’ “orientamento sessuale”.
Come giudica la candidatura della leader GayLeft - Paola Concia - nelle liste del Pd?
Credo che il Parlamento si possa solo arricchire dalla presenza di persone intelligenti, capaci di intervenire sui temi più diversi che un parlamentare deve studiare e affrontare.
Che opinione ha dei gay che votano a destra?
Nessuna.
Qual è secondo lei il politico italiano più omofobo?
Questa è una domanda divertente, è un po’ come il “gioco della torre”. Non saprei scegliere: c’è chi è omofobo per atavici convincimenti culturali, chi per paura di confrontarsi con la realtà o con se stesso.
C’è più omofobia nel Parlamento italiano o nel mondo del calcio ?
Una bella gara!
Chi la spunterà, sul tema dei diritti civili dei gay, tra i teodem del Pd e i radicali?
So chi l’ha spuntata: i teodem. Come ha rivendicato (giustamente, dal suo punto di vista) l’on. Carra, nel programma del PD si è dato un colpo di spugna anche sui DICO, e si parla solo di diritti individuali nei conviventi: cioè di qualcosa che in buona parte è già nelle leggi. In generale questa politica del “ma anche” (la Binetti “ma anche” la Bonino) che Veltroni sta portando avanti porterà in Parlamento più contraddizioni che soluzioni. Quando insieme a tanti altri compagni dei DS abbiamo scelto di non entrare nel Pd, ma di lavorare al progetto per unire la sinistra, avevamo chiaro il nostro obiettivo: un grande partito di sinistra con delle proposte chiare e concrete, per il lavoro, per i diritti civili, per la pace. Oggi è questo grande partito di sinistra che si presenta alle elezioni, con il simbolo “Sinistra arcobaleno”, che ha in sé tutti i colori ma proposte condivise e chiare.
Rutelli è il favorito nella corsa a sindaco di Roma, ma ha già detto che la questione delle unioni civili va affrontata in Parlamento. Un modo per evitare la grana?
Ho già chiesto pubblicamente che i cittadini di Roma si esprimano con un referendum: credo che la gente, il popolo, abbia meno retorica e più sensibilità dei politici .
Interviste/ Ronin, amante “quasi” perfetto.
February 5th, 2008

Gli impegni di queste ultime settimane mi avevano quasi fatto dimenticare nel cassetto l’intervista a Roni. Il ragazzo, nato 24 anni fa a Tel Aviv, ha iniziato da poco a girare il mondo, come modello. Si è fatto vedere con Paris Hilton e, nel suo Paese, è stato sovente al centro delle attenzioni dei paparazzi. E’ di poche parole, come si potrà intuire dalla brevità delle sue risposte.
La cosa che preferisci di questo lavoro.
Naturalmente viaggiare, mi piace molto. Hai la possibilità di incontrare molte persone. Ah, poi c’è anche il fatto che nei backstage è sempre pieno di donne.
Il tuo stilista italiano preferito?
Io adoro Dolce & Gabbana. Riescono a creare gli abiti perfetti in ogni stile.
La parte del tuo corpo che ami mostrare?
In assoluto è il mio ombelico.
Si dice che i ragazzi di Tel Aviv siano degli amanti straordinari. Ti senti l’amante perfetto?
Nessuno è perfetto, ma io credo di andarci vicino – in quel senso. E, poi, è meglio che chiedi alle mie ex ragazze
Che tipo di biancheria intima indossi?
Boxer corti e aderenti.
Andresti mai su una spiaggia di nudisti?
No, per carità.
Ti hanno mai offerto dei soldi per sesso?
Direi che è una domanda retorica. E’ successo, anche più di una volta.
I tuoi posti preferiti quando sei in Italia.
Per uscire mi piace molto il Gold di Dolce&Gabbana e l’Hollywood. Per lo shopping, in genere, vado nella zona intorno al Duomo. Ah, poi la cosa che preferisco di Milano è San Siro: sono tifoso del Milan! Non mi dispiace neanche il Paper Moon. Delle altre città che ho visto, mi sono piaciute molto Roma, Venezia, Como, la Toscana e la Sardegna.
Che rapporto hai con i paparazzi?
Non mi dispiace, se stanno ad una distanza debita e, ovviamente, se scattano belle foto. A volte, però, mi fanno innervosire. Capita quando sto in vacanza o quando sto semplicemente facendo shopping. Insomma, ci sono dei momenti in cui me ne voglio stare da solo, e loro sono ovunque.

Amici/Interviste, Barbagallo: “Vorrei una mia compagnia di danza”.
January 16th, 2008
Luca Barbagallo è il ballerino eliminato dalla scuola di “Amici”, in una sfida con l’esterno Mattia de Salve. Un’uscita controversa, che a lui non è mai andata giù. Luca, per chi non se lo ricordasse, è il ragazzo che durante un’esibizione indossò dei tacchi a spillo. Una scelta provocatoria, e sicuramente coraggiosa. A me non dispiace la sua schiettezza, e il fatto che dica, senza troppi peli sulla lingua, di considerarsi un talento (a differenza di altri allievi che si comportano da primedonne, covando in silenzio il loro sentirsi novelle Carla Fracci). Tra l’altro il suo curriculum è ricco di esibizioni e premi. River lo ha intervistato.
Partiamo dall’esperienza nella scuola. A distanza di qualche settimana dall’esclusione - che sicuramente ha bruciato - come la definiresti? Positiva in ogni caso?
L’esperienza di Amici è sicuramente forte sotto il punto di vista emozionale. Non ci sono però parole per descrivere la mia “insoluta” uscita dalla scuola. Non ti nego che una volta iniziata l’esperienza avrei voluto portarla a termine come tutto quello che faccio nella vita in genere. La trasmissione nasce come un talent-show e hanno buttato fuori un Talento. Mi dispiace per loro e per tutte le persone che mi avevano regalato il primo posto in classifica, il giorno stesso della sfida, spendendo tanti soldi per me.
La persona che ti ha deluso di più dentro alla scuola.
Lo staff di Amici è eccezionale. Tutti si sono comportati bene nei miei confronti facendomi sentire a casa. Trovo poco sensibile il trattamento un po’ freddo che mi hanno offerto il giorno della sfida. Ringrazio però tutti i professori di danza per aver preferito me!
Mattia de Salve, alla fine, è stato eliminato. Contento? Te lo aspettavi?
Mattia è un bravo ballerino che, pochi giorni dopo la sua uscita, è già tornato sugli schermi televisivi. Sicuramente non doveva entrare al mio posto (non trovo sia giusto neanche il paragone tra me e lui), ma ti posso dire che nella sua seconda sfida contro Vincenzo meritava di restare, ha ballato decisamente meglio! Alla mia eliminazione, tanti giornali hanno parlato della mia strana ed insolita uscita dal programma e questo mi ha fatto piacere; ho letto tante email dove dicevano e si lamentavano per l’accaduto! Il pubblico italiano non è stupido ed ha visto poca giustizia, quindi un po’ mi aspettavo la sua uscita.
Francesco Mariottini è stato un mese circa senza fare nulla (o quasi), per via dei problemi fisici. Non ti sembra strano?
Francesco è un ballerino stupendo. E’ un piacere guardarlo in tv, quindi anche se fosse rimasto fermo due mesi è giusto che un buon elemento rimanga nella scuola!
Partiamo ora dalla vita fuori dalla scuola. Progetti immediati?
Voglio avere presto la possibilità di creare una mia Compagnia di Danza e poter mettere in atto le mille composizioni coreografiche che mi frullano in testa. Oltre ad essere un danzatore riconosco ancor di più un talento innato come coreografo… tanti primi premi nei concorsi internazionali mi danno conferma e tante personalità artistiche nel mondo della danza mi spronano a farlo.
Se dovessi tornare indietro, rifaresti i provini di Amici?
Non vivo mai di rimpianti, trovo inutile farlo, quindi rifarei tutti i fantastici e divertenti provini e auguro ad ogni persona di poter vivere le mie stesse emozioni. Mi ero prefissato di voler entrare ad Amici, ci sono riuscito, e ne sono contento! Il Talento l’ho portato via con me quindi, Amici rimane uno splendido ricordo adesso continuerò a volare in alto con la mia danza!
In una intervista a Eva3000 Mattia De Dalve ha detto che nella scuola va avanti solo chi fa polemica. Sei d’accordo?
Forse Mattia avrà parlato così dettato dalla rabbia. Nella vita quotidiana esistono le polemiche, lì sembrano amplificate perchè i ragazzi sono 24 ore su 24 insieme davanti alle telecamere. Mi sembra umano litigare: anche io con Vale Mele litigavo sempre ma perchè eravamo diversi caratterialmente e non perchè facendo polemica salivamo in classifica. Personalmente sono stato al 3° al 4° e al 1° posto in classifica e non perchè litigavo ma per il mio talento.
Con chi sei rimasto in contatto?
Sento sempre le mie dolcissime Marina e Simonetta; Gennaro il pazzo…Pasqualino e Cassy tramite messaggi… Spero che al di fuori degli impegni riesca ad andarli a trovare tutti quanti.
Chi vincerà la trasmissione secondo te?
Spero Marina, perché è una grande in tutto! Il vincitore finale, però, è difficile da prevedere come del resto è stato con la mia uscita.
Interviste/ Stefano sogna “il trono di Uomini e donne”.
January 7th, 2008
Stefano Lisi è stata una piacevole scoperta di River, che una sera l’ha visto mentre stava partecipando, in qualità di concorrente, alla trasmissione di Enrico Papi. Ovviamente non sono stato l’unico a notarlo: poche settimane dopo è stato “preso” a Uomini e Donne, in qualità di corteggiatore di una ragazza. Dopo parecchio tempo – non ama stare al pc – si è accorto di questo blog e si è fatto vivo. Quindi la proposta di intervistarlo. Stefano ha 24 anni (li compie il 9 gennaio), vive a Padova (parla con un forte accento) e attualmente è testimonial per l’intimo di Lotto, oltre che della Frau. Ha iniziato a lavorare come modello per puro caso, visto che il padre è un fotografo di moda. Nel frattempo ha lavorato (nel 2007) in un negozio di telefonia e adesso ha iniziato a seguire le orme del padre. Il suo sogno più contingente, per ora, è salire sul trono di Uomini e Donne e, anzi, prega le donne di votarlo sul forum della trasmissione. Ama le moto, i cani, e le donne: “Spesso ho l’impressione che la loro mente sia superiore alla nostra”.
Ti hanno aiutato a rimorchiare più i servizi fotografici di intimo che hai fatto o partecipare a Uomini e donne?
A dire il vero i servizi fotografici non mi hanno mai aiutato a “rimorchiare”. Uomini e donne, a dispetto di quello che pensavo, mi ha dato parecchia notorietà: e pensare che mi si è visto solo 4 volte! Le ragazze si fanno avanti con la scusa del programma e quindi è tutto più facile. Io però sono una persona difficile e finora non si è ancora fatta avanti la ragazza “giusta”.
Sei entrato come corteggiatore di una ragazza. Quanto ti piaceva davvero?
Esteticamente la trovavo bella. Poi l’ho conosciuta e mi è calata.
Molte persone dicono che il programma è tutto “costruito”. Tu che ne pensi?
Avendolo vissuto da protagonista, posso dirti che è un reality “vero”. Pensa che in esterna ci vediamo solo a telecamere accese, e se devono cambiare il nastro, ad esempio, si mettono in mezzo tra noi e ci proibiscono di scambiare anche solo mezza parola. Nessuno ti dice quello che devi fare o dire, è tutto a tua discrezione e se sei un “pirla” fai la figura del “pirla”! L’avrò fatta ?
Nella vita hai fatto e stai facendo altri lavori, oltre a quello del modello. Ma che vuoi fare da grande?
Lavoro come fotoritoccatore, fotografo di still life e qualche composite o book. Il mio sogno nel cassetto, però, è quello di fare l’attore.
Hai partecipato da concorrente anche alla trasmissione di Papi. Differenze tra Papi e la De Filippi?
Da Papi ero un concorrente a tutti gli effetti, e venivo trattato come tale. Papi a telecamere spente ai miei occhi risultava diverso, mentre Maria è proprio come la si vede, è come se la sua vita fosse la tv…è una donna in gamba.
Se ti chiedessero di posare nudo in cambio del trono di Uomini e donne?
Non sono un uomo pudico, e non mi farei troppi problemi a farlo. Lo farei anche solo per un servizio fotografico: vendo la mia immagine, non ci vedo niente di male e non do troppo peso a chi critica queste cose. Sottolineo però che parlo di nudi artistici, non foto volgari.
Una donna che non corteggeresti mai.
La domanda successiva?
Che effetto ti fa ricevere complimenti dai gay?
Sono super etero, ma ho moltissimi amici gay (non solo in Italia) e trovo che i loro siano i complimenti più belli: non sono mai scontati…del tipo “che begli occhi che hai”. Da quello che ho visto, i gay riescono a vedere cose che magari noi non notiamo facilmente.

Interviste/ Emmanuel, tra Bibbia e tanga.
December 24th, 2007

Emmanuel, una laurea in ingegneria e un viso che, in pochi mesi, gli ha già fatto bruciare molte tappe nel mondo della moda, è nato a Malta e ora vive a Milano. 24 anni, dice che il suo libro preferito è la Bibbia, ed è un appassionato di Hesse, Levi, Baudelaire e De Lillo. Attualmente è single.
Ti sei iscritto a ingegneria per dimostrare che non tutti i belli sono stupidi?
Io direi che Dio mi ha fatto dono di molto cose nella vita. L’unico modo di ringraziarlo è investire queste doti…Non credo si debba dimostrare nulla a nessuno se nn a se stessi.
La tua carriera è iniziata da pochi mesi. Per recuperare tempo accetteresti di andare a letto con qualcuno/a?
Troppa fibra morale purtroppo. Quindi la risposta è no.
La cosa che meno ti piace dei backstage delle sfilate?
…a dire il vero il backstage è divertentissimo, finché non ti chiedono di indossare un tanga, e ci sono tante donne alle quali non vorresti far sapere che lo hai dovuto indossare :/
Una settimana di sfilate retribuite al massimo o due notti di sesso sfrenato?
Parliamoci chiaro, il sesso fa bene alla salute e allo spirito, ma non ti sfama, né tantomeno paga l’affitto…

I belli fanno molto sesso oppure ne fanno meno degli “average men” ?
….il problema è definire gli standard di ognuno nel trovare un partner per fare sesso…io personalmente ne faccio meno di un “average men”…too busy!
L’offesa più brutta che ti sia mai stata fatta.
Una volta ho litigato con il mio miglior amico e lui mi disse che ero invidioso…Sono stato male per due motivi:il primo è relativo al fatto che a dirlo fosse il mio miglior amico, il secondo è che l’invidia è un sentimento che nn si dovrebbe provare soprattutto nei confronti degli amici (preferisco la traduzione inglese gelosy, è meno severa)
Una fantasia sessuale ricorrente?
Bendarla e farla urlare di piacere senza che lei muova un dito….
Un obiettivo per il 2008 ?
Essere felicemente me stesso.

Tra un lavoro a tempo pieno nella moda e uno come ingegnere?
Se il lavora a tempo pieno fosse anche a tempo indeterminato ammetto che sarebbe accattivante…la moda non è solo fare il modello ma è una forma di espressione che può entrare in sinergia con altre forme d’arte come l’architettura.
Ti è mai capitato di sfilare con un capo orrendo? Riesci a dissimulare il tuo “schifo” ?
L’unico capo orrendo che finora ho dovuto indossare è un tanga, sotto dei pantaloni (per fortuna), e più che dissimulare lo “schifo” il difficile è stato smettere di fare quel gesto che si compie quando le mutande ti si infilano la “in mezzo”.
Interviste/ Milan, “dormo da solo e sogno Cavalli”.
December 12th, 2007

Il 23enne Milan è simpatico e, soprattutto, vuole imparare l’italiano. Sarà per questo che ha preteso che ogni scambio via email avvenisse nella nostra lingua. E in Italia, in particolare a Milano, tornerà la prima settimana di gennaio: resterà una quindicina di giorni, per lavorare. Intanto è in Slovacchia, dove si mantiene come agente immobiliare e, di tanto in tanto, fa qualche pubblicità - sostenuto da un fan club locale(qui altre sue foto).
A letto sono più brave le italiane o le slovacche?
Non lo so, davvero. Sono stato a Milano per 8 mesi, e non sono stato a letto con nessuna ragazza italiana. Magari la prossima volta, noi si sa mai.
Ora lavori come agente immobiliare. Ti manca fare il modello?
Continuo a fare moda, anche qui. Ho iniziato dopo l’esperienza di Milano. Una volta rientrato, ho concluso alcuni lavori con le principali agenzie del mio Paese. Ho fatto una pubblicità per un’agenzia di viaggi, una a Praga per Harper’s Bazaar, ho sfilato per Hugo Boss e altri.

Il commento più bello ricevuto da un gay?
Ne ho ricevuti davvero tanti, impossibile ricordarli. Comunque tutti molto carini.
Faresti mai sesso per soldi?
Mai. A Milano mi sono trovato in una situazione difficile, addirittura senza un posto dove andare a dormire. Ma sono bravo, e non ho bisogno di fare sesso per soldi.

Una pubblicità che ti piacerebbe fare?
Mi piace molto Roberto Cavalli. Vorrei fare una pubblicità su un’isola vuota, un grande party sulla spiaggia: insomma, lo stile Cavalli. Sai, sono un grande romantico. Al limite, mi piacerebbe fare qualche pubblicità per i profumi, come capita a tutti i modelli.
Un feticismo che non ti piace?
Tu sei matto
Davvero non lo so.
Preferisci dormire da solo o in coppia?
Da solo, perché ho bisogno di tanto spazio, solo per me. Però prima di dormire, mi fa piacere stare con la mia metà.
Cosa fai subito dopo aver fatto all’amore?
La riempio di baci e abbracci.
Ti è mai capitato di essere visto nudo da qualcuno?
Certo. Non ho problemi a mostrarmi nudo. Mi piace il corpo umano, e penso che il mio sia bello. Questo ovviamente non vuol dire che giri sempre senza vestiti.
Meglio un orgasmo o un servizio fotografico?
Un orgasmo durante un servizio ![]()
Amici/ Zanfo’s version.
November 30th, 2007
Dopo il mio commento di ieri sera su Twitter in merito ad una chiacchierata chiari-fica-trice con Luca Zanforlin, autore di Amici, sono stato subissato dalla curiosità abnormemente normale dei river-lettori. Di cosa si è parlato? Ovviamente delle recenti “questioni” sulla sessualità dei ragazzi della scuola. Intanto Zanforlin non condivide qualsiasi tipo di discussione sull’orientamento di una persona: “Non è importante, e non capisco la curiosità che c’è sull’argomento. Che ci importa se un ragazzo dorme con altri ragazzi?”. Eh vabbè. Quanto al caso di Sebastiano Formica, l’attore eliminato in una sfida pochi giorni dopo il suo outing da parte di un’altra allieva, è categorico: “In sette anni di Amici abbiamo probabilmente avuto più allievi gay che etero. Ogni volta che uno veniva eliminato era discriminazione? Assurdo“. E ancora: “Nella puntata che va in onda oggi, Sebastiano dice tutto quello che vuol dire, senza tagli“. Naturalmente gli ho fatto notare che molte critiche gli sono piovute proprio dall’ambiente gay: “Lo trovo ridicolo, con tutto quello che ho fatto per la ‘causa’. Quello che non sopporto sono i gay che discriminano loro stessi. La piantassero“. Confesso che Zanforlin mi ha convinto e, per quanto mi riguarda, mi sento di credere alla sua sincerità.
E’ il tot-esimo post sul tema Amici. Sarò drogato?



