Johnny in calzamaglia.
June 16th, 2008

Depp - soprannome americano donkey dick - è qui immortalato durante il film “The Daily Record”. Mi sembra un po’ perplesso.
Gay a Cannes.
May 17th, 2008

Questa è la locandina di “I love you Philip Morris”, in bella mostra a Cannes.
Come coppia gay sono poco credibili.
Quando i musulmani fanno paura.
March 31st, 2008
Geert Wilders è uno dei deputati xenofobi e filonazisti che vagano per la scena politica europea in cerca di anime da conquistare alla causa destrorsa. Il signore in questione, olandese, avrebbe probabilmente continuato ad essere uno sconosciuto se non fosse stato per un filmato che racconta, dal suo punto di vista, l’Islam. Si tratta di un video di circa 15 minuti, dal titolo “Fitna”. In questi giorni, Wilders si è conquistato grandi titoli sui giornali di tutto il mondo, perché quel film è stato rimosso dai server di “Live Leak” (una sorta di Youtube olandese). Il motivo? Anonimi (ergo: vigliacchi) musulmani avevano iniziato a far arrivare minacce alla piattaforma di condivisione video. Da qui la decisione di rimuovere quel film. C’è chi ancora lo mostra: è il caso di Google video e di Youtube. E, da adesso, su questo blog. La sua visione è indicata ad un pubblico maggiorenne.
Ashton, con peli, sul set.
March 28th, 2008
Questa foto arriva dal set di “What happens in Vegas”, il film, in uscita a maggio, che vede come protagonisti Ahston Kutcher e Cameron Diaz. Lo scatto, rispetto a quelli di qualche giorno fa in piscina, dimostra: che Ashton si depila il petto; che il mignolo del piede non ha praticamente l’unghia. Il film è molto divertente, e i due sono molto affiatati.

HollywoodIntruder/David Duchovny e le voci sulla “dotazione”.
March 28th, 2008
Rientrato finalmente a casa dopo tre settimane di pellegrinaggi sui set in cui lavorano alcuni nostri clienti. River non me ne voglia, ma proprio non ce l’ho fatta a buttare giù i miei pensieri. Al limite mi sarei buttato al fiume, tanto ho lavorato. Sono stato a Vancouver, sul blindatissimo set del nuovo film di X-Files e a Sidney per un sopralluogo a Cockatoo Island dove stanno girando Wolverine. Avevo più valigie al seguito della povera amica stylist di Gillian Anderson che si portava dietro una cinquantina di vestitini nuovi (e finalmente guardabili) per la bella detective.
A Vancouver abbiamo fatto una due giorni con i giornalisti provenienti da tutto il mondo che hanno potuto assistere ad alcuni momenti delle riprese e intervistare, a gruppi, oltre ai due protagonisti anche quel genio di Chris Carter, l’inventore della serie. C’erano giornalisti da ogni dove: incluso il Giappone. C’è davvero moltissima attesa intorno a questo film, e le pressioni per far trapelare dettagli sono moltissimi. Devo anche dire che il fascino che David Duchovny esercita sulle giornaliste, e su alcuni giornalisti, è rimasto immutato. Sarà forse anche per quel che si dice, a Hollywood, della sua dotazione… più o meno a misura di Oscar (nella foto, in basso, è ripreso in un momento di pausa a Vancouver).

Adoro Sydney perché per me vuol dire Hugh Jackman. Il preferito tra i miei. Adorabile, affettuoso e molto fisico. Ho visto molte persone perdersi nei suoi abbracci di saluto. L’aneddoto che racconta spesso ai giornalisti sulla sua normale e disinvolta vita da star del cinema mondiale è che la moglie gli ordina ancora, ogni mattina, di portar fuori la spazzatura perché, “nessuno è una star a casa propria”. Invidiatissima donna: God bless you.
Scamarcio scultore per Rubini.
March 17th, 2008
Riccardo Scamarcio ha presentato oggi in conferenza stampa “Colpo d’Occhio”, per la regia di Sergio Rubini, in uscita il 20 marzo. L’appuntamento era al cinema Adriano: affollatissimo (sarà l’effetto Scamarcio?). Nel film, Scamarcio, che interpreta lo scultore Adrian, incarna “la perfetta ambiguità” della sua giovinezza e, al tempo stesso, della maturità. Del lavoro con Rubini, l’attore ha detto: “La vera sfida è stata quella di soddisfare la sua attenzione alla battuta, quasi portandomi ad un livello di costrizione. Io vengo da esperienze in cui ha dominato spesso il metodo dell’improvvisazione. Con Sergio non è possibile”. Scamarcio ha anche confessato di avere un rapporto “occasionale” con l’arte: “Non vado spesso alle mostre. Per il film abbiamo girato delle scene all’ultima Biennale di Venezia. E’ stata la mia prima volta a questa mostra, una bella esperienza”. Rubini ha raccontato anche come ha incontrato l’attore: “Conoscevo Scamarcio da un po’ di tempo. Sapevo che nutriva una certa simpatia e stima per me, ma non avevo ancora un ruolo adatto per lui. La sua vera particolarità è l’ambivalenza, il suo essere ancora un ragazzo, ma anche un giovane uomo, il suo essere in grado di poter interpretare un uomo. Così ho voluto incontrarlo a casa mia”.



Devo dire che dal vivo Scamarcio non è brutto. Se la crede, quello sì. Ah, il pacco è molto dissimulato, quasi piatto; le mani in compenso sono belle.
Esordienti/ Tra calcio e consulenze, Jon ci prova.
February 27th, 2008

Se dovessi giudicare Jon Mycroft dal curriculum, probabilmente non gli avrei dedicato neanche mezzo post. Il ragazzo ha fatto solo un film, e neanche come protagonista. Anno 2005, “La Belle Dame Sans Merci“. Quando però mi sono stati sottoposti due suoi scatti, non ho potuto fare a meno di rimanere colpito dalla bellezza dei suoi lineamenti. Nato nell’Inghilterra del sud-est, prima di fare l’attore, all’età di 18 anni, ha giocato a calcio per la Columbia University, a New York. Qui ha studiato teatro. Nel 2003, subito dopo la laurea, ha vissuto tra New York e Los Angeles, recitando in diversi cortometraggi. Attualmente lavora a Londra in una società di consulenza. E’ fidanzato, ma ogni volta che viene a Roma per ragioni di lavoro, è seguito da sospiri e ammiccamenti. Lui, però, non si scompone anche se apprezza cotante attenzioni.


Film/ “Penso che un sogno così”: la scommessa di Marco.
February 20th, 2008

Marco de Luca è uno dei tanti – ma forse sono troppo pochi – visionari coraggiosi e dotati di un pizzico di follia che credono nella forza di un progetto. Artisti che, pur lavorando in un settore – quello cinematografico – spesso troppo avaro e chiuso nei confronti dei giovani, puntano i piedi e vanno avanti per la loro strada. De Luca è il regista di “Penso che un sogno così”, il suo primo lungometraggio. Un film realizzato con tanta fatica e innumerevoli sacrifici: a cominciare dai 9000 euro che sono stati raccolti per finanziarlo. Ha messo insieme un gruppo di giovani attori volenterosi, disposti a contribuire alle spese di produzione. Le riprese sono durate due settimane, tra Roma e Firenze, mentre gli attori, che De luca definisce “votati al sacrificio, motivati e pieni di talenti”, hanno iniziato a confrontarsi sul testo un mese prima.
Marco ha studiato tra la Gran Bretagna, la Francia e gli Stati Uniti, ma la cosa più importante nella sua formazione è stata l’ammissione al corso di regia del The European Film College in Danimarca. Tornato a Roma ha collaborato come assistente alla regia su vari film e fiction (spesso americani) per poi approdare a Sky come regista di format televisivi sui giovani, continuando sempre a dirigere cortometraggi selezionati in vari festival (dal Fano film festival al Paris Tout Court al Philadelphia film festival).

La storia. La racconta de Luca stesso: “Una ragazza di 25 anni trascorre la sua vita
semplice e monotona tra gli studi, un ragazzo che l’adora e un rapporto difficile con la madre. Quando le viene diagnosticata una grave malattia, la ragazza decide di portare il suo fidanzato e i suoi amici, nella villa al mare dei suoi genitori. Un luogo pieno di ricordi dove non tornava dalla morte del padre. Durante il soggiorno in villa, Elisa scoprirà che i legami che uniscono i 4 ragazzi sono di natura malata e i continui scontri porteranno ad un terribile confronto finale”. La prima del film è prevista domenica 2 marzo, alle 21, da Bibili, in via dei Fienaroli 28. Prossimamente una river-intervista.
Moccia e Bova a scuola, liti e polemica.
January 21st, 2008

Al liceo romano Giulio Cesare, stamattina, l’aula magna ha ricevuto uno che ai giovani parla in continuazione (e che a loro deve gran parte del suo successo): Federico Moccia. L’autore era accompagnato da Raoul Bova, interprete dell’ultimo film “Scusa, ma ti chiamo amore” (assalito dalle ragazze che, con diari e foglietti, hanno chiesto autografi).
Le prime rogne iniziano prima ancora dell’incontro con i giovani: nell’aula magna sono ammesse 4 classi di studenti, contro le 55 della scuola. Il risultato è che un gruppetto di studenti si è piazzato in cortile e ha iniziato a fischiare e urlare contro la preside della scuola. “I posti sono limitati per ragione di sicurezza“, dice la preside ai numerosi giornalisti presenti. Archiviate le proteste, tocca ad un giornalista dell’Avvenire rompere le uova nel paniere. Cosa fa? Protesta perché la preside ha osato trasmettere quel film in una scuola. Sacrilegio, o quasi. ”E’ un film altamente diseducativo - ha tuonato il novello moralizzatore avveniristico - visto che racconta la storia d’amore tra una minorenne e un quasi quarantenne“. E ancora: “Siamo al limite della pedofilia“. La preside, però, s’è fatta rispettare, eccome: “Chi si arroga il diritto di decidere cosa è educativo e cosa no?”.

Non ho mai letto Moccia, e penso che non lo farò, ma le posizioni preconcette non mi sono mai piaciute.
Braccio in strada.
December 4th, 2007
Recitazione.
October 18th, 2007

Mica facile baciarsi.

Presentazioni/ Festa del cinema 2007.
September 27th, 2007

Odio le conferenze stampa dove si fa a cazzotti per sedersi o afferrare, alla fine, una misera tartina al salmone. Siamo mica al discount rumeno. E’ il secondo anno che vado alla presentazione in pompa magna della Festa del cinema e, quasi certamente, per il secondo anno non andrò neanche una volta all’Auditorium. E’ una mera questione di pigrizia intellettuale, fisica e di allergia alle sale piene. Per chi, come me, è un cultore dell’ultima fila del cinema, preferibilmente in una sala piena per 1/4, il festival romano fa venire i pruriti.
Venendo alla conferenza. L’onnipresente Tiziana Rocca, pr e roba varia, sfoggia delle oscene scarpe da ginnastica bianche: sarà lei a organizzare diversi vip per questa o quella star (a Roma sono attesi 10 premi Oscar). E’ la fiera dei critici: c’è Vincenzo Mollica, mollicoso come sempre; la moglie di Ferrara; Tullio Kezich;una miriade di giornalisti della carta stampata e la mitica Piera Detassis, splendida e tremendamente nervosa, visto che a lei tocca presentare la sezione “Premiere”, quella a più alto tasso di vip. Il paffuto Gianni Minà stringe mani, mentre Veltroni fa fatica a liberarsi dalla cappa di colleghi che cercano di sfilargli una parola. Dei film non dico nulla, uscirà tutto sui siti di settore. Tra i vip che arriveranno a Roma: Tom Cruise, Rbert Redford, Sean Penn, Robin Williams, Colin Firth, oltre a tantissimi italiani.
Sull’amore, davanti ad un falò.
September 20th, 2007
“Belli e dannati” è stato il film col quale ho iniziato ad amare River Phoenix. E’ stato anche un film che ha segnato gli anni dell’università, le mie conoscenze, le mie prime frequentazioni nei locali gay.
Questa è una delle scene più dolci. Il narcolettico Mike (River Phoenix), davanti ad un falò, confessa all’amico Scott (interpretato da Keanu Reeves) di amarlo. Ma lo fa sapendo che quella storia non andrà da nessuna parte. Keanu fa sesso coi ragazzi solo per soldi, e alla fine si sposerà con una donna. Lo sguardo di River è poesia.
Scamarcio torna a scuola.
September 18th, 2007

Riccardo Scamarcio non mi piace. Ha qualcosa di deliberatamente uomo-che-puzza, e un aspetto sempre oleoso. In una fastidiosa intervista a Vanity Fair difendeva a spada tratta la mascolinità dei maschi. Vabbé. Chi lo ha visto recitare (non ho avuto ancora questa fortuna), parla di un’esperienza traumatica.
Giovedì alle 11.30, il bel Riccardo sarà in una scuola romana, il Galileo Galilei (in via Conte Verde, all’Esquilino), per incontrare gli studenti, nell’ambito di una serie di dibattiti sul cinema italiano, condotti dalla vulcanica Piera Detassis (la direttrice di Ciak). Gli organizzatori lavorano da giorni a questo incontro. Due i problemi con cui si trovano a fare i conti.
1) Gli studenti. Anzi: le studentesse. Ci si aspetta un’invasione di teen scatenate, con l’abito della domenica, litri di profumo, e brufoli schiacciati per l’occasione. Intanto si deve studiare l’uscita e l’entrata dell’attore: anche se si teme un assedio a oltranza.
2) I giornalisti. Scamarcio è stato chiaro: vengo per gli studenti, non per la stampa. Tradotto: niente domande. “Altrimenti me ne vado”, avrebbe tuonato.
Staremo a vedere.
Inconvenienti?
July 15th, 2007

Sequenza tratta da “I think I love my wife“. Film comico.
Maschi.
June 30th, 2007
Spesso l’affetto e l’attrazione fisica si mostrano attraverso comportamenti pseudo-violenti e un atteggiamento aggressivo. Ho sempre visto qualcosa di ambiguo nelle botte tra maschi alle superiori, quando ci si ruzzolava tra la spiaggia o sull’erba. Questo cortometraggio irlandese (la lingua è davvero difficile da comprendere), dal titolo “Chicken”, racconta questa ambiguità in maniera egregia. Tre minuti di dolcezza latente.
Esordi e incontri milanesi.
June 1st, 2007

Ho sempre sostenuto che il mondo fosse piccolo. Mentre me ne stavo fermo in via Dante a spedire un sms vengo avvicinato da un tizio, con amico al seguito. Ha gli occhiali da sole, nonostante a Milano stia piovendo. Mi chiede come arrivare al Duomo. Riconosce l’accento romano e scherza: “Ammazza, proprio a un romano semo annati a chiede”. Lo guardo bene: è Andrea Dianetti. Non se lo fila nessuno e penso che ci sia rimasto male che non ho dato segni di stupore.
Intanto sono comparsi i poster promozionali che annunciano l’uscita nelle sale, da oggi, di “Cardiofitness“. Protagonista è Federico Costantini, giovane esordiente romano dal viso molto promettente. River è stato tra i primi ad intervistarlo, l’anno scorso.
In bocca al lupo - anche a me che alle 22 salirò per la prima volta sull’Embraer 170 per tornare a Roma (pioggia e nuvole nere, sigh). Ma prima si va a cena da Nobu.
Hostel/ Castrazione al cinema.
May 31st, 2007

Andrò a vedere Hostel 2 (dal 22 giugno), costringendo L. che, dopo il primo, mi aveva giurato di non voler vedere manco mezzo sequel.
Intanto ecco una scena in anteprima. Roger Bart, di Desperate Housewives, è legato ad una sedia. Una donna glielo prende in mano e lo strappa via. Davvero raccapricciante.

Il video - davvero forte e vietato ai minori di 18 anni - è qui. Per vedere le foto di quella che dovrebbe essere una protesi, si può cliccare qui.








