Alex Pettyfer, posa dannata.
February 26th, 2010

Torna una delle bellezze più promettenti della cinematografia attuale: il biondo 19enne Alex Pettyfer. In questo servizio fotografico esibisce i suoi tatuaggi, uno splendido dito indice (attenzione: non tutto il dito, troppo cicciotto; ma prevalentemente l’unghia), un basso ventre statuario, e uno sguardo un po’ fatto. E’ meglio quando fa il ragazzo acqua e sapone.

Ronaldo, saluti negli spogliatoi.
February 22nd, 2010

Cristiano Ronaldo ha incontrato negli spogliatoi, al termine del match del Real Madrid contro lo Xerex, gli amici della formula 1 Rubens Barrichello, Felipe Massa e Lucas di Grassi.


Ancora una dimostrazione – se ancora ce ne fosse bisogno – che Ronaldo non ha bisogno di photoshop.
L’ascella depilata di Ronaldo.
February 13th, 2010

Degli scatti di Cristiano Ronaldo, concentrato di sessualità (senza n) zora, mi ha colpito l’ascella. Depilatissima.
Brutta. Un po’ di pelo, là (e pure là sotto), ci vuole sempre.
(E, comunque, la cosa più bella di questo scatto è la vena che attraversa il quadricipite).
Matt Lanter per Vman.
February 10th, 2010

Video di backstage del servizio fotografico realizzato dal giovane Matt Lanter (modello e attore americano) per la rivista Vman.
In bilico sul precipizio.
February 8th, 2010
Henry Rochatin, arzillo 65enne, celebra i suoi 60 anni di carriera da artista del trapezio, con un esercizio ad alta quota. In bilico, su due sedie, sostenute da 4 bicchieri, senza protezioni.
Paura sul Raccordo, schivando travi.
January 23rd, 2010
12.30. Io e Allstarboy siamo in auto, direzione casa. A Roma è una bella giornata, e il sole cerca di raddrizzare i nostri neri umori post-scazzo mattutino-universitario. Sto parlando al telefono - ovviamente con l’auricolare, date le velocità cui si presta la strada – quando in lontananza, a non più di cento metri, vedo tre travi di legno in volo. Letteralmente. Erano cadute da un camioncino bianco, non erano state fissate e stavano rimbalzando pericolosamente. Tra me e il camion ci sono altre due auto. Riescono a schivarle, inchiodando e sterzando. Quando è il mio turno, sono già in terra: ci devo per forza passare sopra, per non fare manovre troppo brusche. Niente chiodi. Il furgoncino si è successivamente fermato – non subito - quando una delle due auto che avevo davanti gli si è accostato. Mi accosto anche io, inizio ad urlargli contro una serie di insulti. Mi fermo in corsia d’emergenza, insieme alle altre due macchine. Non ci penso neanche un secondo, e chiamo i carabinieri, che girano subito la chiamata alla polizia stradale. Il Raccordo è competenza della Polstrada, che di incidenti così ne mastica fin troppi. Fornisco le coordinate (ancora devo capire qual è la corsia esterna e quale quella interna), e loro mi chiedono la targa del mezzo. Spiego che non l’ho presa, data la rapidità con cui tutto ciò è successo. L’autista del furgone, intanto, sta recuperando le travi: è letteralmente sceso in strada, e se le carica in spalla, una ad una. Le auto lo schivano. Ripenso a tutti gli incidenti mortali di cui ho scritto, in questi anni, e mi dico che non la deve passare liscia. A un certo punto, raccolte le travi, il camion viene verso di noi. Ne scende un ragazzo rumeno, sui 30 anni. Chiede se è successo qualcosa, e io gli dico subito: “No, ma ti denuncio, tranquillo”. Inizia a dirmi che ha la madre malata, che andava di corsa, e così via. “Qui rischiavi di uccidere tre famiglie”, e tronco subito la sua lagnosità. Nelle altre due auto ci sono una giovane coppia, e un signore con l’anziana madre. Passano poco più di 5 minuti e gli altri due automobilisti danno segni di “cedimento civico” (per usare un eufemismo). Il primo va di corsa, il secondo si rende conto che, non avendo la patente, ha paura di affrontare la stradale. “Non c’è problema, resto io”, gli dico, mentre ASB scatta le foto al mezzo. La cosa assurda è che l’autista rumeno, intanto, viene da me e mi dice che ora le travi sono fissate bene. Vado a controllare, e vedo che le tiene legate con un fil di ferro sproporzionato rispetto alla loro grandezza. Glielo faccio notare, e lui mi fa: “Va bene, esco alla prossima e le sistemo”. Siamo alle comiche. L’attesa comunque dura poco, la stradale arriva dopo pochi minuti. Ci chiedono subito se ci sono feriti o danni alle cose, mentre il pazzo delle travi si affretta a pregarll di farlo andare. “Grazie, ora procederemo noi”, mi dice l’agente. Multa e, per quanto ne so, denuncia.

Non so perché questo incidente mancato mi abbia colpito così tanto. Forse perché stamattina all’andata, qualche chilometro più avanti, proprio mentre andavo a prendere ASB, sono rimasto bloccato mezz’ora. Una Smart si era rovesciata. Cocci ovunque. Eliambulanza e altre due ambulanze. Birilli a delimitare ciò da cui noi tutti eravamo scampati. Vari feriti e, forse, qualcosa di più.
La vita, a volte, si gioca in pochi secondi.
L’angolo di Coco/In palestra.
December 18th, 2009

Pagherei per averla nella mia palestra, con quei tacchi (grazie Marcello!).
Alex Pettyfer, sul water.
November 11th, 2009

Un river-preferito, ormai. L’attore-modello Alex Pettyfer, in uno scatto (sotto ce ne sono altri), che compare nel libro fotografico di Greg Gorman, “In their youth”. Una raccolta di oltre 200 ritratti, quasi tutti di attori negli anni della loro giovinezza.
E lo scatto dimostra che Alex riesce bene anche sul cesso (e lode a lui che non legge niente: a me una sbirciatina allo Sky Magazine serve sempre).
Levi Johnston nudo per Playgirl, l’attesa infinita.
November 9th, 2009

Di lui si è iniziato a parlare durante la corsa alla presidenza USA, quando venne fuori la notizia che aveva messo incinta Bristol, una delle figlie della ex candidata repubblicana alla vicepresidenza Usa, Sarah Palin. Ma da qualche mese, in America, Levi Johnston è al centro delle cronache per un servizio fotografico. Servizio ancora da realizzare, per la rivista Playgirl. I blogger – soprattutto quelli GLBT, particolarmente “attratti” dal modello 19enne dell’Alaska – si dilettano in discussioni su cosa mostrerà, come lo mostrerà, e, se non lo dovesse mostrare, cosa voglia nascondere. Insomma, è diventato il pene più chiacchierato del web. Alla fine pare che Levi, che vanta un passato da giocatore di hockey, si mostrerà nudo. Tante le ipotesi sulla sua iniziale resistenza: ha poche cose da mostrare? O, banalmente, non vuol mettere in difficoltà Sarah Palin, in vista di una ricandidatura per le presidenziali del 2012? La trattativa con Playgirl è stata serratissima: la discussione sui soldi procedeva di pari passo con i centimetri di carne da mostrare in foto (gli scatti saranno realizzati da Greg Weiner). Ora Levi si trova a New York per il servizio. I responsabili della rivista sembrano aver messo le mani avanti: “Se dovesse essere piccolo, non butteremo certo via il lavoro”. La foto che ne uscirà, prevedo, sarà una delle più cliccate del 2009 – saremo ai livelli di Michael Jackson.

Daigoro Timoncini, lottatore dagli occhi blu.
October 9th, 2009


Azzzuro, di divisa e occhi, Daigoro Timoncini, lottatore greco-romano (a Pechino è arrivato fino agli ottavi). Classe 1985, fidanzatissimo e innamoratissimo, è originario di Faenza; 1.83 per 96 chili, di professione guardia forestale. (grazie a Mercuzio)


Andrea Baldini, campione-modello.
October 7th, 2009

Questo blog si unisce ai festeggiamenti per l’oro del 24enne Andrea Baldini, ai mondiali di scherma in Turchia.


(Va bene, lo ammetto: di scherma non capisco niente e questo è solo un pretesto per introdurre Andrea - un livornese, a detta di molti, dal cuore d’oro).
Alex Pettyfer, versione bestiale.
October 1st, 2009

Lui è ormai entrato nel gruppo dei river-preferiti. Non siamo ai livelli di James Franco, of course. Alex Pettyfer, versione bello (sopra) e bestia (sotto), truccato per “Beastly”.

James Franco per Vman (con poco senso).
September 18th, 2009

Impiegherò un po’ di tempo a capire il senso della storia di copertina della rivista Vman, che vede per protagonista James Franco, volto perfetto del cinema contemporaneo e river-preferito. Soprattutto vorrei che qualcuno mi spiegasse il senso di Franco col volto ricoperto di schiuma da barba, mentre parla al telefono.


Ah sì, dimenticavo. L’arte non ha senso.
25mila dollari per una cena con Sarah Palin.
September 9th, 2009

Le aste con questo o quel vip possono avere un loro perché. A me uno spago all’amatriciana con Anthony Ogogo farebbe piacere. Ovviamente, sempre e solo se il fine è benefico. Capisco un po’ meno l’asta con la loser Sarah Palin, una Gabriella Carlucci americana. Prezzo di partenza: 25mila dollari. E, ad oggi, non c’è stata manco un’offerta. Ma c’è tempo fino al 18 settembre.





