Alcune sere fa, riflettevo con alcuni amici ebrei sul fatto che a Roma non si sentano sempre sicuri a camminare in strada con la kippah, il tradizionale copricapo ebraico. Non è solo la paura di andare incontro a sgradevoli incontri – per fortuna sempre più rari – con qualche testa calda antisemita. No. E’ piuttosto per evitare quella sgradevole sensazione di sentirsi gli occhi puntati addosso. Per non so quale oscuro motivo, c’è un pudore, più o meno inconscio, che impedisce loro di esibire i segni del loro essere ebrei. E’ strano, perché il senso di appartenenza alla comunità, religiosa e sociale, è molto forte. A Roma, la kippah si vede solo in occasione delle cerimonie religiose, quasi sempre nel ghetto (a proposito: il termine ‘ghetto’ è evocativo di un passato di reclusione; perché non parlare semplicemente di ‘quartiere’?). Un paio di settimane fa l’ho vista indosso ad un uomo, in via Nazionale. Era un turista. A Los Angeles gli ebrei con la kippah si vedevano anche in luoghi non religiosi: al supermarket, nei parchi, leggendo un libro in un cafè di Santa Monica Boulevard. E’ di pochi giorni fa la notizia di un ebreo, massacrato di botte a Parigi, perché sorpreso con la kippah.

Non credo che Roma sia una città antisemita. Non lo è a livello di dichiarazioni ufficiali, dalla destra alla sinistra, anche se a volte, nel chiuso di una stanza ho sentito commenti e battute molto poco politically correct. Però ho come l’impressione che ci sia qualcosa in comune agli sguardi che accompagnano un uomo con la kippah e quelli che scrutano i gay radunati sulla Gay Street del Colosseo.

Minimo sindacale: Quando si vede che, alzando la coscina, non esce più niente (battuta di M.: “Ora gli serve un Carioca per marcare il territorio”); e quando ha fatto almeno una pupù: si torna a casa.

Sportivo: quello che il cane se lo porta a correre a Villa Borghese o Villa Ada. E gli fa fare pipì e popò tra una sosta alla fontanella e un semaforo rosso.

Abitudinario: il giro del palazzo è il suo percorso preferito. Conosce a menadito gli alberi che attirano il cane. Nei due/tre punti prestabiliti sgancia i rifiuti solidi organici.

Ansioso: Il cane non è incontinente. È il padrone ad esserlo, nella sua convinzione che tre ore siano troppe per il povero bubu. E quindi su e giù, anche solo per uno schizzetto di pipì.

Asociale: Nella sua personalissima cosmogonia, la sua creatura è una potenziale vittima degli altri quadrupedi. E, quindi, meglio tenerlo alla larga da quei cagnacci brutti e pelosi. Quando ti vedono arrivare col tuo cane, loro cambiano strada. Se siete vicini, ti chiedono di tenerlo stretto – anche se stai girando con un labrador-babà. Se per sbaglio il tuo cane lo annusa, iniziano a temere che possa montarlo/a.

L’incosciente: a che serve il guinzaglio? La museruola? Un inutile fardello. Nessuno sa dominare i cani meglio di lui, e quindi al suo “alt” il cane dovrebbe fermarsi. Si crede un addestratore, e ha la pretesa di saper governare ogni suo istinto, sessuale e aggressivo. Poi quando succede qualcosa di brutto, è sempre colpa del cane altrui.

Tel Aviv+Gerusalemme.

June 20th, 2008

israele

Visto che i prezzi degli aerei stanno lievitando di ora in ora, mi sono messo davanti al pc e iniziato a pensare alle vacanze. Preso l’atlante, ho sfogliato un po’ di Paesi, e ho scelto Israele. Si parte la terza settimana di agosto, destinazione Tel Aviv. Con Alitalia (720 euro, tasse incluse). La El-Al, che ero curioso di provare, era inavvicinabile. Prossimamente sceglierò l’hotel.

Tel Aviv e Gerusalemme sono due tesori da scoprire. Ora in libreria a comprare la Lonely Planet.

L’aria condizionata si ama o si odia. Non ho mai conosciuto persone che rappresentassero una normale via di mezzo. Io appartengo a quanti hanno quasi un rapporto feticistico col proprio condizionatore. Me ne prendo cura – ehm, salvo quando mi scordo di far cambiare i filtri – e alla prima e ultima accensione stagionale lo ringrazio per il lavoro svolto. Lavoro egregio, visto che senza aria io non riuscirei a campare. Un bel problema, perché se ogni appartamento installerà un condizionatore, siamo destinati a prosciugare in fretta le nostre risorse elettriche. Ma tant’è. Quando vivevo con i miei genitori - che non ne volevano sapere di un impianto - mi comprai il primo Pinguino da camera: lo pagai 1.800.000 lire, una cifra consistente per l’epoca. Ormai i prezzi sono molto più accessibili. Chi odia il condizionatore, è un po’ come quelle persone che non sopportano il fumo: si alzano dal tavolo se il vicino – anche all’esterno – si accende una sigaretta; protestano col titolare del locale se l’areazione è cattiva; insomma: diventano dei petulanti attaccabrighe. Per me un ristorante senza aria è un posto dove non andrò mai. La convivenza tra chi ama e odia il condizionatore è complicata. In genere vince la carica più alta: se il capo decide che si lavora al fresco, quella decisione non si contesta. Del resto non ci sono molte opzioni: non è possibile creare stanze non-condizionate, men che mai aprire le finestre: il caldo finirebbe con l’invadere lo spazio refrigerato. Quelli che non tollero sono i tassisti freddolosi: hanno una bella auto, ma viaggiano, anche il 15 agosto, con l’aria spenta e i finestrini abbassati. L’ultimo oggi pomeriggio: dovevo spostarmi sul sedile a seconda dell’inclinazione del sole, sopportando il vento calda in faccia. Avrei voluto chiedere lo sconto-sudata. A casa non ho molti problemi: appena rientro dal lavoro si accende. E’ nel salotto, non nella camera da letto: questo perché sei anni fa mi presi una bronchite, e il medico mi sconsigliò dal tenere l’aria nella stessa stanza del letto. D’estate, comunque, dormo col piumone: mi piace respirare il fresco. Con i suoi 18mila Btu, il nuovo condizionatore è molto potente: raffredda tutta la casa. Anche il cane la adora: rinuncia a dormire, come fa sempre, ai piedi del letto, per piazzarsi in salotto, poco distante dal getto. Quando ho vissuto in America, mi sono trovato di fronte a dei veri e propri eccessi. In palestra, tanto per fare un esempio, si facevano gli esercizi con la felpa, anche d’estate: il sudore non aveva neanche il tempo di formarsi, tanto faceva freddo. Ma il condizionatore è civilmente igienico: è anti-puzze, nel senso che evita l’effetto sudorazione da metropolitana.

L’aria condizionata è stata una delle più belle invenzioni del genere umano.

Ora consegna cane: 12.45.

Conclusione intervento: ignota.

Ora ritiro cane: 15.50 (dopo che il veterinario mi ha chiamato per dirmi che abbaiava in continuazione).

Esito intervento: denti puliti, gengive un po’ irritate.

Lui è fiacco. Quando mi siedo per pagare (180 eu), si appoggia col muso sulla coscia, tra le mie gambe. Per salire in auto lo devo spingere sul sedere. A un semaforo, quando freno, cade dal sedile. Le analisi del sangue sono andate benino: ha le transaminasi un po’ alte, ma per il veterinario dipende dall’età

In sala d’attesa parlo con una signora che tiene in braccio una cagnetta nera, come fosse un neonato. Le accarezza la zampina. Ha un tumore. E’ là per farsi togliere i punti, dopo il quinto intervento. E’ un tumore che attacca tutto il corpo. “Ma ora ho deciso di non operarla più, ha sofferto troppo”.

Non so come reagirò quando si ammalerà sul serio.

Parcheggi canini.

June 8th, 2008

Parcheggio l’auto alle 21.30 per appuntamento al giappo di via degli Scipioni (lo Zen Sushi). Davanti a me, in una Fiat Uno con i finestrini abbassati, un cane lupo dagli occhi tristi. Penso che l’abbiano parcheggiata là per poco tempo. Finita cena, alle 23, il cane è sempre là. Non mi sono azzardato ad infilare la mano, ma la tentazione è stata forte. Gli occhioni mi hanno fissato mentre mi allontanavo verso la mia auto.

Ordine consegnato.

June 5th, 2008

A tre giorni dalla comunicazione di invio del mio ordine, le polo di Abercrombie sono arrivate. Spese doganali come previsto (25% del prezzo totale): 94 euro. Gli slip sono meravigliosamente contenuti in una scatolina di cartone rigido.

 

Ecocardiografia canina.

June 4th, 2008

“Contrattilità. Rapporto Ao As nella norma. Valvola atrio ventricolare nella norma. Nessuna ipertensione polmonare”.

Nonostante i suoi 13 anni il cane sta benissimo, col cuore di un teen-ager. Ma fare l’ecografia è stato uno strazio (almeno non è costata troppo: 70 euro). Intanto l’ho dovuto tenere fermo quando il tecnico gli ha depilato il petto con un rasoio. Durante l’analisi, andava fatto stare in piedi sul tavolo (ovviamente essendo pigro, tendeva ad appoggiare il sedere). Non solo: la zampa destra doveva essere tenuta in posizione larga, per permettere all’apparecchio di scivolare bene sul cuore. Di tanto in tanto, infine, gli andava chiuso il muso. Durata del tutto: 15 minuti. A tenerlo eravamo in due. Ora bisogna solo decidere quando fare l’ablazione del tartaro. Penso tra qualche giorno, impegni di lavoro permettendo.

Shopping A&F.

May 31st, 2008

Peccato per le spese di spedizione altine (75 dollari). Ma per il resto il sito di Abercrombie conviene, anche più dei rivenditori su Ebay (Le polo costano 49 o 59 dollari; i pantaloncini 49; gli slip 19). E poi i colori di A&F sono troppo belli.

Pillole river-iane.

May 30th, 2008

- Hanno clonato il bancomat dietro casa mia. Proprio quello dove avevo prelevato martedì scorso. La banca mi ha avvisato e ha sospeso, in via cautelativa, la mia carta. Non hanno prelevato niente. La cosa assurda è che, leggendo di quanto abili siano i clonatori, controllo sempre che non ci sia niente attaccato sulla fessura e, digitando il codice, copro la mano (i clonatori attaccano una tele camerina per copiare il codice).
- Il cane ha il tartaro. Ma pesante. Il veterinario mi ha consigliato di rimuoverlo: per evitare che possa danneggiare il cuore. Per fare l’intervento (inevitabile l’anestesia locale), dovremo fare un’ecocardiografia e un prelievo del sangue. Preso appuntamento mercoledì.
- Week end di riposo, ma lavoro lunedì. Mi dovrò sorbire di nuovo la sfilata militaresca ai Fori imperiali.
- Sto scrivendo, molto. Cosa? Per adesso non mi va di parlarne.
- Il condizionatore a casa borbotta. Del resto ha almeno cinque anni di vita. Così ho preso appuntamento con un tecnico, e lo farò sostituire. Ne userò uno che era stato comprato per la redazione, ma si è usato solo due mesi: ha il doppio della potenza. Costo della manodopera: 400 euro. Prezzo di favore.
- Sto attento a mangiare schifezze, da un paio di mesi. Eliminato il cornetto a colazione. Non bevo più bibite gassate. Ma non riesco a rinunciare allo snack televisivo post-cena: in genere latte (parzialmente scremato) e cereali.
- Il palazzo di giustizia di piazzale Clodio è un’isola di inefficienza, sporcizia e fancazzismo. I bagni sembrano quelli di un treno in un Paese in via di sviluppo. La gente non ha voglia di fare niente. Tantissimi rom in attesa di udienza.
- Il Comune di Roma ridurrà le strisce blu: decisione suicida. Si rischia il caos.
- Dovrei tornare a Parigi, presto.
- Ho perso quasi una taglia di pantaloni. Li ricompro tutti o aspetto?
- Prima o poi mi prenderò una pausa, qui sul blog. Mi sento come un corridore impegnato in una maratona, a un chilometro dall’arrivo. A volte mi manca il fiato.
- Ferie estive: di certo c’è la durata, un mese. Ma non so se partirò.

Alessio tifava la Roma. Giocava a calcetto, e con i suoi amici cercava sempre di seguire le partite dalla Magica. Lavorava in una videoteca e, insieme alla fidanzata, Flaminia, frequentava la facoltà di Economia. Si amavano, e qualche volta parlavano di matrimonio. Un po’ per scherzo, data la loro età – avevano entrambi 23 anni – anche se sotto sotto quell’amore era ammirato da tutti i loro amici. Gli amici, quelli delle serate a bere qualcosa, o a progettare una vacanza insieme. Gli stessi che, oggi, li hanno salutati. “Ale e Flami non vi scorderemo mai”, hanno scritto su una corona di fiori, mani cariche di affetto e dolore.

A Prima Porta, ora, riposano assieme. Salutate in chiesa da centinaia di persone, stamattina, le bare bianche con i loro corpi sono state sepolte una accanto all’altra. Sui loculi non ci sono ancora le lapidi, e i parenti, per adesso, hanno sistemato una foto che li ritrae vicini, mentre sorridono.

Sorridevano.

Alessio aveva un suo spazio, su Facebook. Ci sono andato. C’è ancora l’elenco di chi lo ha aggiunto ai suoi contatti. Flaminia era sua amica. Lui è sdraiato su un muretto, rivolto verso il sole.

Quella pagina è una ferita aperta.

Stamattina, dopo un po’ di tempo, sono sceso a Repubblica per un appuntamento di lavoro. Le scale mobili sono state cambiate un paio di mesi fa, nell’ambito di un processo di rinnovamento complessivo. A causa del maltempo, stava piovendo anche nella metro. Non una pioggia fitta, ma gocciolamenti intensi, da ombrello. Il risultato è che le scale mobili sono andate in corto circuito.

Perché Roma non può avere una metropolitana a dei livelli europei?

Correva l’anno 2007 e vicino alla redazione aveva aperto un negozio di fiori. Era una piccola bottega, con pochissime piante, esposte in terra e su delle mensole ai due lati del negozio. Un giorno, passeggiandoci davanti durante la pausa pranzo, vedo all’ingresso una bellissima pianta. Sembrava secca. Chiedo informazioni e mi spiegano che quello è il suo aspetto: era un nocciolo. La compro, a circa 40 euro. La piazzo all’ingresso. Mese dopo mese non fa alcuna foglia. “Sarà il tipo di pianta”, penso. Poi una sera arriva un amico, e mi fa, senza neanche toccarla: “Guarda che è morta”. Spezzo un paio di rami e vedo che erano secchi. Insomma: avevo nutrito per un anno e mezzo una pianta morta. L’ho sostituita, a malincuore, con un tronchetto della felicità. Il negozio vicino alla redazione, nel frattempo, aveva chiuso.

Buongiorno blog.

La spesa on-line.

May 7th, 2008

Impossibilitato a uscire - ad eccezione di rapidissime parentesi canine - mi sono messo a cercare qualche sito che offrisse la spesa online. L., cresciuto in Emilia, mi aveva subito suggerito la Esselunga: peccato che non siano mai scesi nel Lazio. Così come il servizio della Despar, “Spesa On Line“: non scendono più giù di Milano. Basko si spinge fino a Genova. Mi chiedo: il centro-Sud non è considerato remunerativo? Il primo sito con consegna a Roma che trovo è Pronto Spesa: la consegna avviene in tempi relativamente rapidi (ordinando la sera, il fattorino arriva la mattina seguente), e a sei euro circa di spesa. Peccato che non vendano prodotti freschi: niente carne, niente frutta e verdure, e così via. La Pam, invece, informa che il servizio di consegna a domicilio è cessato (non rendeva?). Alla fine ho optato per la Coop: vendono ogni tipo di prodotto, con una spesa di consegna di 5,90 euro e a prezzi concorrenziali. Sono un po’ più lenti: ordinando la merce ieri, mi arriverà domani mattina. Però val la pena di provare. Puo’ essere una soluzione per quando si devono comprare i miei amati litri di succhi d’arancia (o l’acqua, visto che quella di rubinetto di Roma non mi convince più dopo che ho visto gli effetti sul mio scaldabagno).

PRODOTTO QTA PREZZO TOTALE
====================================
ACQUA MINERALE NATURALE cl 50 X 6 1 1,73 1,73
SUCCO COOP ARANCIA 100% 5 1,31 6,55
PASTA ALL’UOVO TAGLIATELLE RASAGNOLE N. 6 2 1,13 2,26
PESTO ALLA SICILIANA 1 1,50 1,50
OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA DA AGRICOLTURA BIOLOGICO COOP 1 5,51 5,51
ARANCE TAROCCO BORSA 1 2,68 2,68
BANANE CHIQUITA VASSOIO KG 1 (conf. 800 GR) * 1 1,82 1,82
CAROTE JULIENNE COOP 1 0,98 0,98
INSALATA COOP SERENA DA AGRICOLTURA BIOLOGICA 1 1,98 1,98
LATTE FRESCO MICROFILTRATO PARZIALMENTE SCREMATO COOP 1 1,05 1,05
YOGURT MAGRO 0,1% FRAGOLA 2 VASETTI 2 0,87 1,74
CREMA YOGURT MULLER FRUTTI DI BOSCO 2 VASETTI 1 1,33 1,33
YOGURT ALBICOCCA 2 VASETTI 2 1,38 2,76
YOGURT INTERO YOMO AGRUMI DI SICILIA 2 2,18 4,36
FORMAGGIO FRESCO CERTOSA DELIZIA 1 1,65 1,65
CRACK PREMIUM SALATI SAIWA 1 1,39 1,39
WAFER CREMKAKAO LOACKER 1 0,99 0,99
MELE GOLDEN A.A.COOP (conf. 1000 GR) * 1 1,59 1,59
VIT/LO BOCCONCINI KG 1 (conf. 400 GR) * 1 4,16 4,16
SNACK SALATI NACHO CHIPS UNCLE BEN’ S 1 2,98 2,98
==========
SUBTOTALE 49,01
==========
MAGGIORAZIONE 0,76
CONSEGNA 5,90