Il candidato ai raggi x.

May 28th, 2008

In America chi vuole aspirare alla poltrona più ambita del Paese deve sottoporsi ad una analisi invasiva del suo passato: frequentazioni, lavori, denunce, amori. Non solo: i giornali investigano anche sulle condizioni di salute. Così, nei giorni scorsi, alcuni giornali hanno pubblicato questa sorta di bollettino medico sulla salute di John McCain, il candidato repubblicano.

Non sta messo proprio bene.

Si è da poco concluso l’incontro in Comune tra le associazioni romane dei gay e il sindaco Gianni Alemanno. Come era facilmente prevedibile, il Comune non darà alcun patrocinio al Gay Pride. Deluso l’Arci Gay: “Si tratta di una decisione che ci vede profondamente amareggiati: un segnale negativo sul tema dei diritti civili che rischia di peggiorare l’immagine di Roma nel mondo e che rompe con la tradizione delle precedenti amministrazioni di sostenere il Pride e il suo patrimonio di valori positivi”. Ma durante l’incontro si è parlato anche d’altro, e qualche “concessione” c’è stata: “Abbiamo discusso - spiega sempre Arci Gay - anche di come rispondere al clima omofobo di questi giorni e delle politiche che il Comune intende mettere in campo per contrastarla e per rispondere al bisogno di sicurezza che viene dalla comunità lesbica, gay e trans. Su questi temi abbiamo rilevato dei segnali di apertura da parte dell’Amministrazione, che speriamo si possano trasformare in politiche e soluzioni concrete”. Più “realista” Rossana Praitano, del Mario Mieli: “L’incontro è andato bene ed è stato un confronto franco e sincero. La scelta di Alemanno di non dare il patrocinio al Pride non ci stupisce perché è coerente con la sua posizione politica. Non è propriamente una discriminazione ma una visione politica che non condivide le coppie di fatto”. Analogo il punto di vista della Rosa Arcobaleno: “Credo che sia stato un confronto come non avveniva da molti anni la giunta di centro destra pur contraria a diritti civili ha fatto delle interessantissime aperture per diffusione di un clima più sereno e contro le discriminazioni. Il sindaco è stato chiaro e si è mostrato disponibile con tutte le associazioni gay. Alemanno ci ha assicurato che sarà fermo contro le discriminazioni anche più di quanto lo sono stati i governi di centro sinistra”.

E Alemanno cosa ha detto? “E’ stato un confronto franco - ha dichiarato - e io ho spiegato perché il Comune non darà il patrocinio: è una manifestazione di identità con rivendicazioni ben precise che per alcuni aspetti non condivido come i matrimoni gay e le coppie di fatto: rivendicazioni per cui e’ un diritto di manifestare ma non possono essere appoggiate da questa amministrazione”. Ma dal sindaco ci sono stati anche dei timidi segnali di apertura: “Abbiamo accolto le proposte di carattere formativo e culturali e di assistenza contro ogni forma di discriminazione”. Da qui la decisione di istituire un “coordinamento tra il Comune e le associazione per una serie di proposte”: tra queste i corsi di avviamento al lavoro per combattere il rischio di prostituzione e disagio sociale.

Unica perplessità: che c’entra il rischio di prostituzione con Gay Pride e omofobia?

L’incontro tra il sindaco e le associazioni gay della capitale era in programma da tempo, ma adesso, dopo l’aggressione di un conduttore di Deegay.it, è da vedere sotto una luce diversa. Non è un caso che, tra le richieste che l’Arcigay presenterà al sindaco, ce ne saranno alcune direttamente legate al tema dell’omofobia. Qui di seguito, il documento in sei punti che, domani, l’Arcigay sottoporrà ad Alemanno, nel corso dell’incontro in Campidoglio. Dai sei punti è escluso volutamente il Gay pride che, dicono le associazioni, “non si tocca”. Anzi, al sindaco chiederanno “il riconoscimento del valore sociale e culturale del Pride: un momento di visibilità e valorizzazione per tutte le differenze e minoranze che rappresenta un patrimonio della nostra città e per il nostro Paese”.

1) Per l’asilo politico di gay lesbiche e trans perseguitati o condannati a morte in altri Paesi: molti sono clandestini e con le nuove leggi rischiano il rimpatrio immediato nella propria nazione. Roma si attivi per far abolire le condanne a morte e per sostenere progetti di accoglienza e di cittadinanza.
2) Nuove tutele e servizi per le coppie di fatto, eterosessuali e omosessuali, secondo le competenze dell’amministrazione, per rafforzare e incrementare i servizi e le opportunità offerte a tutte le forme familiari, a prescindere dal tipo di riconoscimento giuridico, come ad esempio per quanto riguarda l’assegnazione delle case popolari e il sostegno economico alle giovani coppie.
3) Analisi sulle condizioni di vita delle persone lesbiche, gay e trans finalizzate a individuarne le problematiche e la percezione sociale dell’omosessualità e della transessualità, per elaborare e incrementare i servizi rivolti alle persone lesbiche, gay e trans sul territorio.
4) Sostegno e riconoscimento delle iniziative culturali della comunità lesbica, gay, e trans, riconoscendo le iniziative della Gay Street di via di San Giovanni in Laterano come luogo di aggregazione, visibilità e dialogo.
5) Azioni formative nelle scuole, nella pubblica amministrazione, nelle aziende municipalizzate per il contrasto del bullismo, dell’omofobia e della transfobia; incrementare l’inserimento professionale anche attraverso specifici programmi di formazione specie per le persone trans.
6) Azioni mirate a supportare gli eventi sportivi contro la discriminazione per le persone lesbiche gay e trans, come avviene in molte città europee.

DSC_5714Ho avuto la possibilità di intervistare e conoscere Nicola Zingaretti, attuale presidente della Provincia di Roma, ben prima della sua recente carriera ai vertici del Pd regionale. Gli incontri sono avvenuti anni fa, sempre in occasione dei Gay Pride romani. Lui veniva sia a titolo personale che come rappresentante del suo partito (i Ds). E non era come quei politici che si facevano vedere alla testa del corteo, una mezz’oretta, rilasciare interviste, salvo poi andarsene. Camminava a lungo, e, da europarlamentare, ci teneva a sottolineare che l’Italia, sul tema dei diritti civili, era indietro. Si confondeva tra la gente e si vedeva che ci teneva a essere lì.

Oggi, da presidente della Provincia, Zingaretti sceglie di prendere una posizione chiara a proposito del Gay Pride. Poteva non parlare - il Pride, in fondo, non riguarda il suo ente - o scegliere una linea defilata. E, invece, prende posizione. Le sue parole mi suonano come le più illuminate in tutto il Pd.

 ”Il Roma Pride 2008 è un appuntamento che merita rispetto e attenzione da parte di tutte le istituzioni - esordisce in un comunicato - Di norma, le manifestazioni si organizzano con il duplice obiettivo di mettere in campo delle rivendicazioni e di rivendicare una identità. È così anche in questo caso. Aggiungo che le libertà vanno difese, tanto più quando esse non ledono né offendono le libertà degli altri. Garantire a tutti l’esercizio dei propri diritti, e chiedere a tutti di rispettare questa impostazione, è per noi di fondamentale importanza, perché rappresenta il sale della democrazia. Odio qualsiasi forma di discriminazione fondata sull’etnia, la religione, il colore della pelle, l’età, il genere, il patrimonio o l’orientamento sessuale. Proprio in tempi nei quali fra i cittadini si diffonde un senso di insicurezza, chi ha responsabilità pubbliche deve stare più attento a non fomentare le paure criminalizzando il diverso da sé e favorendo la ghettizzazione delle minoranze”. “Piuttosto che indicare nemici, per sconfiggere le paure, dobbiamo trovare soluzioni ai problemi. Per questo nei prossimi giorni l’amministrazione provinciale approverà, nell’ambito delle sue competenze, una serie di provvedimenti che rispondono in modo positivo ai temi sollevati dal Gay pride, sostenendo concretamente l’impegno contro l’omofobia, il bullismo nelle scuole, la xenofobia e incentivando la solidarietà nei confronti di chi ha bisogno”.

Gianni Alemanno, intanto, ha fatto sapere di voler convocare nei prossimi giorni una riunione del Tavolo di coordinamento delle associazione lesbiche, gay e trans della Capitale.

Il sindaco 19enne.

May 15th, 2008

John Hammons ha 19 anni ed è appena stato eletto sindaco della cittadina di Muskogee, 38mila anime. Frequenta l’università dell’Oklahoma. Il ragazzo ha raccolto il 70% dei consensi. “Continuerò i miei studi, ma cercherò di trasferirmi in un’università più vicina al mio comune”, spiega.

Su questo blog, tempo fa, avevo lanciato un sassolino nello stagno. Per vedere se qualcuno lo avrebbe raccolto. L’idea era quella di un coordinamento tra tutte le associazioni gay. Mi riferivo alla realtà romana, chiamata a “coalizzarsi” contro un sindaco, Gianni Alemanno, che certo non spenderà parole dolci per la comunità Glbt. A pochi giorni dal suo insediamento in Comune, registro la prima lite tra le associazioni.

Oggi pomeriggio, Arcigay, Arilesbica e DigayProject mandano un comunicato stampa congiunto, sotto forma di lettera indirizzata ad Alemanno, per richiedere di un incontro: “La invitiamo ad essere promotore di un percorso virtuoso, di ascolto e di confronto. Senza dare un colpo di spugna a quanto fatto in questi anni sia a Roma, sia nel resto d’Italia, auspichiamo che Lei metta concretamente in pratica quanto detto, e che a breve sia dunque possibile un incontro per discutere del Gay Pride di Roma e della questione lgbt in questa città“.

Mi ero stupito del fatto che la lettera non fosse firmata dal Mario Mieli. Passano circa due ore e tac, arriva il comunicato in cui ci si dissocia dalla lettera delle altre associazioni. “Il circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, organizzatore del RomaPride 2008, precisa che non è stata avanzata alcuna richiesta d’incontro al sindaco di Roma Alemanno in merito alla manifestazione del 7 giugno prossimo, mentre sono in corso le varie richieste tecnico-amministrative del caso. Tale precisazione si rende necessaria per fugare eventuali dubbi - prosegue la nota - dopo la lettera politica inviata al neo sindaco da tre associazioni romane (Arcigay Roma, Arcilesbica Roma, Di’Gay Project), dove si fa anche accenno ad un confronto sul Pride. Il desiderio di qualunque associazione di fare confronti politici con chiunque è legittimamente segno del proprio percorso, ma non può riguardare ovviamente una manifestazione come il RomaPride, che raccoglie una ben più ampia compagine di realtà associative e di diverse sensibilità, oltre all’esistenza di una struttura organizzativa che si fa carico di esporre ciò che è condiviso dalla totalità. Inoltre in questa fase organizzativa dell’evento RomaPride è impossibile per qualunque organismo istituzionale e politico conoscere, comprendere ed esprimersi compiutamente su tale manifestazione, non essendo ancora uscito pubblicamente il relativo documento politico e la piattaforma rivendicativa, in fase di ultimazione e condivisione collettiva”.

Se Alemanno se la ride, fa bene. 

Passeggiata notturna col cane. Diversi manifesti, senza logo, ma solo con questo slogan dal sapore vagamente destrorso.

Si va a nanna. Buonanotte blog.

Giorgia Meloni mi sta simpatica, a pelle. Non l’ho mai intervistata, ma mi sembra una ragazza molto sveglia, e, da molti punti di vista, fuori dagli schemi aennini. Oggi è l’intervistata di turno per la trasmissione di Klaus Davi che sarà messa on-line su Youtube. Tra i tanti temi affrontati, questo è il suo pensiero circa il Gay Pride:

“Ho amici gay e non ho mai manifestato alcuna forma di repulsione o discriminazione verso il mondo omosessuale, mentre ho manifestato e continuo a manifestare una forma di disappunto verso il Gay Pride, una ostentazione che ho trovato fastidiosissima perché si sono viste scene sinceramente raccapriccianti, scene che fanno male anche ai gay. Le persone omosessuali di buon senso se ne rendono conto meglio di me. Inoltre mi sembra che siamo di fronte a forme di privilegio, altro che discriminazione, considerato che, ad esempio, a me nessuna amministrazione locale ha mai dato dei soldi per andare a manifestare i miei gusti sessuali”.

Hillary t-shirts.

May 2nd, 2008

Arrivato il pacco con le t-shirt di Hillary Clinton. Oltre ai 45 euro - incluse le spese di spedizione - m’è toccato pagare 20 euro di spese doganali. Resteranno comunque un bel ricordo.

Gianni Alemanno è il nuovo sindaco di Roma. Con un risultato che neanche lui si aspettava, ha sconfitto il più quotato Francesco Rutelli. Era una sfida difficile, il cui risultato era difficilissimo da prevedere, anche per il sottoscritto e per i sondaggisti con cui mi era capitato di parlare nei giorni scorsi (”Una previsione? Impossibile. 50 e 50″ mi ero sentito direi solo ieri). Ma la sconfitta rutelliana era nell’aria. Walter Veltroni è stato il miglior sindaco che Roma abbia mai potuto avere. Un sindaco che si sporcava le mani con le questioni di tutti i giorni, e che ama la politica, col cuore e con lo stomaco. Ma Rutelli, a sentire molte persone di sinistra, non era per niente amato. Scorbutico, arrogante, saccente: gli aggettivi che ho sentito più spesso da chi parlava di lui.

E adesso? Scelgo la prospettiva della comunità gay romana, da sempre divisa, spesso per banalissime questioni di soldi (penso agli accordi dell’ArciGay di Roma con la giunta Veltroni per una linea telefonica d’ascolto - accordo ‘promesso’ anche da Rutelli; penso agli inutili scontri tra il Mario Mieli e Digayproject; alle polemiche sui partiti da sostenere). Ecco, io penso che di fronte alla vittoria di una destra che certamente non si batterà per i diritti gay (Rutelli lo avrebbe fatto?), venga offerta una possibilità. La possibilità di compattarsi, di fare fronte unico contro l’omofobia che è spesso latente nella destra italiana, così diversa da quella Usa. I gay della capitale possono fare quello che a livello nazionale non è mai stato fatto: unire le forze, creare una sigla forte, in grado di smuovere interessi, politici ed economici. Insomma, fare una lobby vera e propria, come avviene in America.

Detto ciò, viviamo in un paese di centrodestra. Ormai credo sia un dato di fatto.

Piccoli fascisti.

April 26th, 2008

Mc Cain per il Viagra.

April 23rd, 2008

Immagino si tratti di una presa in giro del candidato presidenziale per i Repubblicani, John McCain. Fatto sta che a Los Angeles (per chi ci vive: all’incrocio tra La Cienega e Pickford Place)  è apparso questo manifesto, con tanto di logo della Pfizer: “Voglio essere eretto”, e sotto “Viagra”.

Tanti auguri Hitler.

April 22nd, 2008

Il politico dell’Indiana Tony Zirkle ha festeggiato, insieme ad altri nazisti, il compleanno di Adolf Hitler. Avrebbe compiuto 119 anni.

Condom/Boy.

April 22nd, 2008

Volontario nella campagna di Franco Grillini. Distribuiva preservativi.