La pubblicità dei denti di Berlusconi.
April 15th, 2008
Roma/Grillo batte Grillini, boom Alemanno, Rutelli delude.
April 15th, 2008
Faccio una premessa indispensabile: scrivo questo post alle 20, quando sono state scrutinate 100 sezioni su 2600, e quando la Rai ha diffuso tre proiezioni sulle elezioni comunali di Roma. La situazione, quindi, potrebbe cambiare, anche se in maniera non troppo radicale. I risultati che stanno circolando lasciano pensare. Franco Grillini, quello che doveva raccogliere i voti dei laici anti-Rutelli, avrebbe raccattato meno dell’1%. Un dato deludente, tanto che lo stesso Grillini ammette: “Non sono per niente soddisfatto, mi aspettavo di più”. Molto meglio la candidata di Beppe Grillo, Serenetta Monti: oltre il 2,5%, nonostante abbia avuto sui media una visibilità decisamente inferiore. Infine Gianni Alemanno: neanche le persone del suo entourage si aspettavano il 40,5% della terza proiezione Rai. Se il ballottaggio a Roma era cosa certa per tutti i sondaggisti, il 44,5% di Rutelli è stata una doccia fredda. Segno che anche nella città che, fino a poco tempo fa era feudo incontrastato e intoccabile di Walter Veltroni, qualcosa sta cambiando. Va male anche Francesco Storace, che secondo i sondaggi delle scorse settimane superava il 9%: pare abbia raccolto un 4% scarso. Totalizzano percentuali da prefisso telefonico, sotto l’1 per cento: la lista Under 30 per Rutelli e la Lista Bonino. Altro segnale indicativo: i consensi per Rutelli sono inferiori a quelli per i partiti che lo sostengono; quelli per Alemanno, invece, superano quelli della coalizione che lo appoggia.
E al ballottaggio? Grillini, che faceva tanto la voce grossa anti-Rutelli (”faremo pesare i nostri voti”, aveva detto”) ha già dato un’indicazione chiara: “Ci batteremo perché non vinca il centrodestra”. Serenetta Monti, invece, non sosterrà nessuno dei due candidati. Quasi certo l’appoggio dell’Udc e della Destra ad Alemanno.
Interviste/Mancuso (Arcigay): “Basta liti, costruiamo vera lobby”.
April 14th, 2008
Aurelio Mancuso, 45 anni, è, dal maggio del 2007, il presidente nazionale di Arcigay. A lui un compito tutt’altro che agevole: gestire un’associazione dalle molte ramificazioni territoriali, ognuna con i suoi vertici, le sue esigenze, le sue richieste e, a volte, i personalismi dei singoli presidenti (penso al caso romano). Nel 2006 è uscito polemicamente dai Ds, dopo 25 anni di adesione al partito: una decisione difficile, maturata in seguito “all’appiattimento del partito sulle posizioni cattoliche”. Mancuso, nella sua carica di presidente, ha preso il testimone da Franco Grillini e, in questa intervista, non si nasconde dietro ad un dito, quando gli faccio osservare delle liti che spesso dividono il movimento omosessuale. Anzi, sostiene la necessità di una nuova fase, più “unita”, in cui si possa far nascere una vera lobby Glbt, che riesca a far pesare le sue esigenze in Parlamento. Un po’ come avviene in America.
Parto dalla campagna elettorale romana: perché, secondo te, Franco Grillini ha insistito cosi’ tanto sul puntare il dito contro Rutelli? Imma Battaglia ha parlato di attacchi eccessivi, e ha detto che sosterrà Rutelli.
Voglio chiarire subito che se anche non ci fosse stata la candidatura di Franco Grillini, come Arcigay non avremmo mai potuto sostenere Rutelli, che è il nostro peggior avversario nel centro sinistra. Bisogna avere memoria e rammentarsi quante volte questo fiero difensore del Vaticano è intervenuto contro il riconoscimento dei nostri diritti. Imma Battaglia ha fatto una scelta che rispetto, ma che non condivido. La nostra critica non si ferma a quando Rutelli ha tolto il patrocinio al World Pride di Roma del 2000, ma si estende a tutta la sua azione di questi anni, che può essere comodamente visionata nelle rassegne stampa. Comunque molti gay e lesbiche voteranno Grillini come sindaco e sceglieranno una lista della sinistra o del centrosinistra, insomma attueranno il voto disgiunto. L’imponrtante è che non vinca Alemanno, ciò il rappresentante della peggiore destra omofoba italiana.
Secondo te perché ci sono dei gay che scelgono il centrodestra? La trovi una scelta incomprensibile?
Più che incomprensibile, suicida. Il centro sinistra e la sinistra hanno forti responsabilità rispetto al fatto che non è stato approvato alcun provvedimento a nostro favore, ma il centro destra ogni giorno non perde occasione per manifestare tutta la sua omofobia. Votare chi ci vuole dichiaratamente discriminare non è certamente un atteggiamento positivo.
Perché il nostro Pd, sul tema dei diritti dei gay, è cosi’ distante dai democratici americani?
Perché il progetto di un partito democratico in Italia si è per ora risolto in un incontro tra le vecchie culture comuniste democratiche e quelle delle varie anime cattoliche. Il tema dei diritti civili è ancora visto come una questione marginale, invece se non avanzano insieme diritti sociali e diritti civili la società non migliora, come dimostrano tutte le politiche messe in campo dai partiti socialisti europei. C’è poi da dire che negli USA la tradizione sui diritti civili è ben diversa da quella italiana. Speriamo che con il tempo anche il PD acquisisca quella volontà politica che lo faccia diventare davvero un partito moderno.
Il politico italiano più omofobo e perché.
Ce ne sono molti. Certo il più trucido continua ad essere Caldaroli della Lega, che forse è così accanito per nascondere sue turbe personali… Segue a ruota Volontè dell’UDC, un vero baciapile reazionario che non perde occasione per attaccare la nostra dignità.
Perché molti gay hanno l’impressione che le diverse associazioni omosessuali siano spesso in contrasto e lotta tra loro?
E’ un impressione corretta. Dentro il movimento lgbt italiano si litiga spesso. Poi ora che sono entrati in crisi sicuri riferimenti politici, la situazione si è fatta ancora più complicata. Credo che il movimento debba smettere di guardare al suo interno e debba invece recuperare una profonda sfiducia serpeggiante dentro il popolo gay. Come Arcigay ci stiamo ponendo il problema e nel prossimo periodo cercheremo di attuare una strategia completamente nuova. C’è bisogno che nasca la vera lobby sociale per far sì che finalmente contiamo davvero in questo curioso e faticoso paese. Ma anche le associazioni devono cambiare profondamente atteggiamento, prima fra tutte Arcigay. Il tempo dell’attenzione alla politica è finito, bisogna pensare a noi stessi a costruire una solida e diffusa comunità.

Cosa farà secondo te Walter Veltroni sul tema delle unioni civili gay?
Intanto dipenderà da quale risultato avrà il PD. Pesa poi la presenza di una agguerita pattuglia di deputati e senatori cattolici. Già ora la Binetti ed altri dicono che non voteranno mai una legge sulle unioni civili. Insomma il quadro è complicato e non sono per niente ottimista. Come Arcigay guardiamo in avanti, e ci vogliamo preparare a rendere la forza dei gay davvero pesante, percepita come coesa e determinata a contare. Certo bisognerà comunque fare i conti con il PD, perché è indubbio che sarà il più grande partito del centro sinistra. Anche in questo caso però ognuno svolga bene il suo compito in modo distinto. Noi dobbiamo rappresentare le istanze concrete dei gay e delle lesbiche, loro avanzare proposte e soprattutto renderle praticabili in Parlamento.
++ Primi instant poll, 3 punti di distacco Pd/Pdl. ++
April 14th, 2008
Popolo della Libertà e Lega Nord verso la maggioranza alla Camera. E’ quanto emerge dagli instant poll realizzati dall’Swg in esclusiva per il quotidiano online Affaritaliani.it, che river anticipa alle 14.45.
La coalizione Popolo della Libertà e Lega Nord/MpA si attesta tra il 40,0 e il 43,0%.
Partito Democratico + Italia dei Valori 37,0 – 40,0%.
Il Carroccio e il Movimento per l’Autonomia insieme oscillano tra il 7,0 e l’8,5%. Si registra una atomizzazione del voto: tra il 4,5% e il 5,5% alle liste minori.
La Destra di Storace e della Santanché è sotto al quorum alla Camera: 2,0 – 3,0%.
La Sinistra Arcobaleno in sensibile flessione, si attesta tra il 4,5 e il 6,5%. Si indebolisce l’Udc: 4,5 - 5,5%.
I sondaggi, questi innominabili (o quasi).
April 11th, 2008
I sondaggi non possono più essere diffusi, da due settimane. Lo stabilisce una legge dello Stato, sulla quale vigila l’Agcom, che interessa tutte le testate giornalistiche e tutti i media. Non dovrebbe applicarsi ai blog (anche se in alcune sentenze il proprietario di un blog è stato considerato come un direttore responsabile di una testata). Nella realtà, comunque, il divieto non è sempre stato rispettato: in questi giorni, tutti i principali candidati hanno fatto riferimento a dei “dati incoraggianti”, ad una “ripresa”, ecc. Anche adesso Silvio Berlusconi, ospite a Matrix, ha detto che il distacco è rimasto invariato. Per i giornalisti e gli addetti ai lavori, i sondaggi, comunque, sono pane quotidiano. Ne vengono sfornati in continuazione. Ho pensato di conviderne alcuni - in linea generica - con questo blog.
I dati dei diversi sondaggisti differiscono molto. Nella migliore delle ipotesi, proveniente dagli ambienti del Pd, si profila un pareggio al Senato. Sottolineo: è la migliore delle ipotesi. Nel Lazio, il Pd sarebbe in vantaggio di 3 punti sul Pdl: merito del lavoro di sindaco di Veltroni e di un partito fortemente radicato nel territorio. Quasi certe al Pdl la Lombardia e la Sicilia. Ora il punto più controverso: il distacco tra Pdl e Pd. Una settimana fa, secondo un sondaggista generalmente vicino al centrodestra, era di circa 6 punti percentuali. Ieri sera - prima della gaffe di Berlusconi su Francesco Totti - era sceso al 4,7%. Lo stesso sondaggista non nasconde il suo stupore di fronte alla perdita percentuale di Berlusconi: “In quest’ultima settimana - colpa degli attacchi a Napolitano, la polemica su Mangano e l’ultima su Totti - si è bruciato molti punti”. Ma c’è un elemento di incertezza: quello legato agli indecisi. Loro potrebbero capolvogere ogni previsione.
Il mio seggio è sotto casa. Non vedo l’ora di leggere i primi exit poll.
Interviste/Grillini: “A Rutelli chiederò registro unioni civili”.
April 11th, 2008

Franco Grillini è soddisfatto. I sondaggi degli ultimi giorni lo danno al 2,5-3%. Una piccola vittoria, in una sfida elettorale che, a Roma, vede correre 14 persone per la poltrona di sindaco. Mentre molti candidati – al di fuori dei big Rutelli ed Alemanno - sostengono, con quel tanto di sfacciataggine politica che non fa mai male, di poter arrivare al ballottaggio, Grillini è stato onesto, sin da subito. “Voglio raccogliere più voti possibili, per far valere la nostra laicità in caso di ballottaggio”, ha detto. Ma, soprattutto, per portare sul piatto da servire a Rutelli, in caso di ballottaggio, il registro delle unioni civili. Un boccone che sarà sicuramente amaro per il candidato del Pd che, in più di una occasione, ha detto che la questione delle unioni civili non compete ai comuni, ma al Parlamento. River ha intervistato Grillini, nel giorno della chiusura della sua campagna (grazie a Stefano per l’aiuto).
Partiamo da quella che ha definito campagna acquisti: Imma Battaglia e Cecchi Paone sosterranno Rutelli. Perché secondo lei i gay non riescono a compattarsi intorno ad un nome storicamente legato alla difesa delle loro problematiche?
A mio parere i gay si sono compattati attorno alle loro problematiche e hanno compreso la mia candidatura. Ho ricevuto il sostegno da decine e decine di attivisti, militanti o semplici simpatizzanti e da pressoché tutto l’associazionismo glbt. (link: http://www.arcigay.it/sosteniamo-forza-franco-grillini-sindaco-roma). I due nomi che fai corrono da soli, questo non significa che non abbiano diritto a pronunciarsi, ma il loro rimane solo un punto di vista isolato.
Cosa pensa dei gay che votano a destra?
Sono necessari alla battaglia comune per i diritti gay. E’ anche grazie a loro se le democrazie cristiane nord europee hanno votato a favore delle unioni civili. Tuttavia in Italia a parte poche eccezioni come Gaylib, che appoggia la mia candidatura, potrebbero fare molto di più facendo pressione sulla loro parte politica che è la più omofoba d’europa e meriterebbe uno stimolo molto forte e deciso, che invece non ha. Ovviamente, dal mio punto di vista, la soluzione delle questioni gay, e non, può venire solo da sinistra.
I sondaggi parlano, nel suo caso, di una percentuale compresa tra il 2,5% il 3%. Visto che, quasi certamente si andrà al ballottaggio, quale sarà la sua prima richiesta che farai a Rutelli in caso di incontro?
Un registro per le unioni civili. E’ il suo tallone d’achille: quando era alla Camera diceva di no, ora che corre per il Comune sostiene che la questione sia di competenza della Camera. Gli chiederò garanzie precise di una amministrazione laica.
Se Rutelli dovesse dire “no” al registro delle unioni civili, lo sosterrà comunque?
Decideremo il da farsi, democraticamente, insieme ai miei sostenitori, la sera del 14 aprile. So comuque che Rutelli sta già cercando sostegno al centro, nella Rosa Bianca, i neodemocristiani…
Paola Concia, Ivan Scalfarotto, Andrea Benedino: i gay nel Pd. Riusciranno ad avere la meglio sull’ala teodem del partito?
Sono tre contro 120 parlamentari cattolici che il Pd eleggerà. Valutate voi.
Anche Imma Battaglia e Cecchi Paone con Rutelli.
April 10th, 2008
In principio fu l’Arci Gay di Roma: la prima associazione gay a mollare ufficialmente il candidato sindaco dell’Arci Gay, Franco Grillini, e a sostenere Francesco Rutelli. Una mossa inaspettata, soprattutto perché Rutelli ha chiaramente lasciato intendere che non ha nessuna intenzione di appoggiare la creazione di un registro delle unioni civili a Roma. Il Mario Mieli, invece, non ci ha pensato per niente: “Noi appoggiamo Grillini”. Non hanno potuto mandare giù il fatto che Rutelli, da sindaco, ritirò il patrocinio al Gay Pride del 2000. L’ultima sortita è di pochi minuti fa: arriva da Imma Battaglia, leader dell’associazione DìGayproject. Anche lei sosterrà Rutelli. La motivazione? Eccola:
“C’è un dato clamoroso che salta agli occhi: su 66 dichiarazioni di Franco Grillini, 61 sono contro Francesco Rutelli, solo 5 contro Alemanno e ben zero contro Storace. Questo mi ha definitivamente convinta a sostenere Rutelli al primo turno per non consegnare la città di Roma ad una destra razzista, omofoba e nemica dei diritti civili”.
Aggiornamento/ Anche Cecchi Paone, ex candidato di Forza Italia, si è schierato con Rutelli: “Nei giorni scorsi ho avuto un colloquio telefonico con Francesco Rutelli, candidato sindaco di Roma per la coalizione di centrosinistra. Un colloquio cordiale durante il quale ho ribadito la richiesta di un impegno sui temi della laicità e dei diritti civili delle persone gay, lesbiche e trans. Ho trovato interessante il programma specie per quanto riguarda le proposte che tutta la coalizione ha fatto per garantire i bisogni delle coppie di fatto e per l’istituzione di un centro di cultura lgbt, cosa alla quale tengo particolarmente. Da gay e da uomo di cultura ho scelto di impegnarmi in questa campagna elettorale perché a Roma sia garantita un’amministrazione laica, moderna ed europea che garantisca i diritti di tutti. Per questo, pur essendo amico di Franco Grillini, sosterrò alle prossime amministrative Francesco Rutelli fin dal primo turno ed invito la comunità gay a fare altrettanto. In questo modo evitiamo di consegnare la città nelle mani di una destra omofoba e arretrata e consentiamo al centrosinistra di proseguire una stagione di riforme. Prometto ai cittadini romani che se Rutelli sarà eletto mi farò garante in prima persona del rispetto degli accordi presi nel programma e della promozione dei diritti delle persone lesbiche, gay e trans”.
Grillini scaricato da tutti?
La Bonino scarica i gay? La delusione del Mieli.
April 7th, 2008
Emma Bonino è tra i politici più stimati dai gay. Una che, in passato, si è sempre battuta - in linea con le posizioni del suo partito - per i diritti della comunità Glbt. Il suo ingresso nel Pd, tuttavia, deve aver fatto scattare in lei la molla dell’”opportunità”. Il ministro uscente, infatti, ha dichiarato, in un comizio avvenuto nel municipio X, a Roma, che “sulle Unioni civili deve legiferare il Parlamento“. E’ la stessa linea di Francesco Rutelli, che ha escluso le unioni delle coppie di fatto dal suo programma, con la “scusa” che il tema va affrontato in Parlamento. Ormai sembra essere questa la linea del Pd a livello locale. Dura la presa di posizione del Mario Mieli (mentre Arcigay Roma sembra essere sempre di più allineato sulle posizioni di Rutelli), che ricorda come “i Radicali di Roma siano stati fortemente impegnati per il registro delle unioni civili fino a pochi mesi fa“. Quindi, “questa svolta repentina appare sorprendente e fortemente condizionata dal legame che hanno stretto con il Pd sia a livello nazionale che locale, persino nel sostegno a un candidato come Rutelli che non offre alcuna garanzia di laicità e di progresso sui diritti civili. Ma, Ministro, forse possiamo dire che oggi Roma val bene una messa?”. Ancora: “Ci dispiace che la Ministra Bonino, nella quale abbiamo sempre riposto fiducia, possa oggi piegarsi a queste logiche compromissorie, e le sue affermazioni, che indicano come anche battaglie di decenni possano essere accantonate su pressioni dei clericali teodem, ci rafforzano nelle nostre scelte e nelle nostre indicazioni per cui ribadiamo che l’unica opzione laica, riformista e coraggiosa a Roma è un voto per Franco Grillini sindaco“.
Interviste/ Il candidato gay dell’Udc: “Pari diritti per tutti”.
April 7th, 2008
Massimiliano De Marco, detto Maximo, classe 1969, per chi ama le etichette è “il candidato gay” dell’Udc. E’ anche un uomo dal passato sui generis, sicuramente non in linea col classico curriculum di un candidato del partito di Casini: autore di video dove la religiosità è trattata in maniera “poco ortodossa”; gestore di un privè gay; protagonista di foto hot. Amico di Claudia Koll, oltre che regista del film “Petali di Rosa”, interpretato dalla stessa attrice, ha iniziato insieme a lei un “cammino di conversione”. Maximo è candidato nella posizione numero 23 al Comune di Roma, nella lista dell’Udc per Ciocchetti sindaco. River-blog lo ha intervistato (grazie alla redazione di Notizie Gay per la segnalazione del personaggio), e ha scoperto – con suo grosso stupore - che Maximo non ha nessun problema a dire di essere a favore delle unioni civili, anche dei gay.
Sei stato definito l’unico candidato omosessuale dell’Udc. Non vedi una contraddizione nell’essere gay e nel correre per un partito che si è schierato contro le unioni gay?
L’Udc è l’unico partito con valori cristiani in cui credo fermamente. Gesù disse: “che merito abbiamo se amiamo chi già ci ama?”. Il merito è amare chi non ci ama e indurli a capire. Con questo non dico che l’Udc odia i gay, semplicemente non riescono a comprendere, perche’ nessuno sino ad oggi ha cercato un dialogo con loro. Questo è ciò che sto facendo e che continuerò a fare.
C’è chi sostiene, tra le associazioni omosessuali, che i gay che votano a destra non siano coerenti. Tu che ne pensi?
In quale partito c’é la coerenza? Tra i vari schieramenti la sinistra e la destra sono peggio perché giocano con l’inganno, hanno governato per anni, hanno fatto tante promesse, e non hanno mantenuto mai niente. Questa la chiami coerenza?
Sei stato protagonista di foto hot e hai gestito un gay privè. Resistenze dal mondo dell’Udc?
In passato sono stato un brillante imprenditore di locali gay e non. Ne ho aperti ben 10 in tutta Roma: penso che questa citta’ abbia bisogno di giovani imprenditori per rilanciare il turismo, anche se vanno abbattuti gli iter burocratici e favorita la liberalizzazione delle licenze per dare piu’ opportunita’ ai giovani. Non vedo cosa potrebbe importare ad un partito la tipologia di locali che ho aperto: ho sempre lavorato onestamente ed e’ questo ciò che conta. Ho aperto a Roma la prima discoteca apertamente gay nel centro (il Maximilian multiclub), in anni in cui la gente aveva paura solo a dire che era gay. Io quando credo in qualcosa non ho paura di niente, non sopporto la vigliaccheria. La stampa ha esagerato con le foto hot, io non sono mai stato un porno attore, sono stato semplicemente un artista un po’ “ribelle”, che cercava di dare voce a problemi sociali. La mia non e’ mai stata una “provocazione gratuita”. Ho realizzato un calendario contro il terrorismo dopo l’attacco delle Torri Gemelle in America e mi sono fatto fotografare come un angelo nudo caduto sulla terra, ricoperto di sangue per essere stato colpito a morte. Ho realizzato un video musicale contro lo sfruttamento della prostituzione ed uno contro l’omofobia parlando di un amore incompreso tra due ragazzi. Sono stato il primo ed unico artista a subire tre censure in Italia solo perche’ viviamo in un paese di finti perbenisti. Oggi non rinnego il mio passato ma userei un atteggiamento piu’ amorevole e meno aggressivo per comunicare i disagi sociali. Questo perche’ solo da un anno ho incontrato Gesu’ nella mia vita e ho compreso cosa significa davvero amare il prossimo e dare tutto per gli altri. Il mio cammino di conversione e’ un qualcosa di cosi’ intimo che non mi sarei mai aspettato che venisse messo al bando dai media come hanno fatto in questi giorni con me! E’ una grande sofferenza, ma da quando ho compreso cosa ha passato Gesu’ durante la sua passione, non ho alcun rancore verso nessuno.
Tu cosa ne pensi delle unioni civili per persone dello stesso sesso?
Tutti gli esseri umani in un Paese democratico e civile devono avere gli stessi diritti civili e giuridici.
Hai affermato: “Tra le varie comunità quella GLBT e’ fra quelle che fa più gola ai politici… ma che subito dopo le elezioni vengono ricacciati nel loro ghetto a tacere..”. E l’Udc cosa è pronto a fare
per la comunità Glbt?
Sono certo che l’Udc sul piano civile e giuridico saprà far valere la giustizia e la democrazia. Io sono qui per battermi per il riconoscimento dei pari diritti per tutti.
Al secondo turno delle elezioni comunali, a Roma, si prospetta una sfida tra Alemanno e Rutelli: tu per chi voterai?
Ancora Rutelli? No grazie! Alemanno neanche a pensarci. Ho imparato a scrivere solo un nome: Luciano Ciocchetti.
Cosa ne pensi del candidato sindaco Franco Grillini?
Mi hanno molto infastidito le sue affermazioni su papa Giovanni Paolo II. Un politico che non ha rispetto non merita di rappresentarci. Inoltre, non condivido la sua lobby di potere basata sull’associazionismo. Io sono contro l’associazionismo perche’ e’ ghettizzante e sono a favore della liberalizzazione di ogni cosa. Comunque penso sia importante il dialogo, l’unione, cosa che non c’e’ mai stato nella comunita’ glbt e questo dipende anche da chi e’ stato al governo. Ho letto il suo programma da sindaco di Roma, parla ossessivamente di laicita’, di aprire spazi ai naturisti…con tutti i problemi che ci sono, penso che un sindaco dovrebbe affrontare ben altre emergenze! Roma e’ al primo posto in Europa per gli omicidi a carattere omosessuale: questo e’ un problema serio. La vita va tutelata prima di ogni altra cosa, il bullismo nelle scuole andrebbe combattuto aspramente insegnando cosa significa la convivenza. Questi e tanti altri sono i problemi seri che riguardano la vita di tutti. Io ho vissuto e combattuto per la comunita’ Glbt e per i giovani di questa citta’ per piu’ di 20 anni e so quali sono le vere priorita’. Per questo vorrei istituire tre commisioni tecniche al Comune: una per le problematiche giovanili e il mondo artistico per dare piu’ possibilita’ nel mondo lavorativo; una per il mondo cristiano, per non perdere quei valori importanti che aiutano al dialogo e alla comprensione reciproca; e una per la comunita’ glbt e le minoranze sociali per combattere le discriminazioni e vivere in una citta’ che sia davvero una capitale europea.

Un nuovo Binetti si è affacciato sulla scena politica italiana? Si chiama Mauro del Vecchio, ex comandante delle truppe italiane in Afghanistan ed è candidato con il Pd nel collegio del Lazio. Poco fa Del Vecchio è stato intervistato da Klaus Davi su Youtube, e ha regalato alcune perle di saggezza militaresca. Quella che interessa me riguarda i gay.
“I gay nell’esercito sono inadatti. Io rispetto ogni scelta legittima e lecita della persona, ma credo che nell’ambito di una struttura come l’esercito, dove le attività si svolgono sempre insieme, è opportuno non dichiarare ed evidenziare la propria omosessualità. Anche nella mia carriera mi sono imbattuto in episodi di omossessualità ed ho fatto in modo che quelle situazioni non si verificassero di nuovo, che chi ne era coinvolto venisse ricollocato ed impiegato in altre aree. In ogni caso, non ho mai mandato via nessuno dall’esercito perché gay”.
Alcune considerazioni:
1) “I gay sono inadatti“, se il signor Del Vecchio è rimasto legato ai filmini modello “Il Vizietto”, dove veniva presentata una caricatura col boa di struzzo. Le piume possono ostruire il fucile, in effetti.
2) “Rispetto ogni scelta della persona“. Giusto per la cronaca: l’omosessualità, così come l’eterosessualità, non è una scelta. Ah, comunque grazie del rispetto e della mancata fucilazione.
3) “Mi sono imbattuto in episodi di omossessualità ed ho fatto in modo che quelle situazioni non si verificassero di nuovo, che chi ne era coinvolto venisse ricollocato ed impiegato in altre aree“. A casa mia questa si chiama discriminazione. Ma si sa, nell’esercito non ci sono sindacati o associazione per la tutela dei diritti delle minoranze.
4) “Episodi di omosessualità“. Ma quindi esistono anche “episodi di eterosessualità”?
Spero che dall’anima più laica del Pd (c’è?) si levi qualche considerazione critica.
Aggiornamento/1 Su sollecitazione dei vertici del Pd (mi hanno riferito di una telefonata infuocata, tra un alto dirigente e lo stesso Del Vecchio) il generale ha smentito le sue affermazioni. “Ho visto che alcune mie dichiarazioni stanno suscitando polemiche. Vorrei precisare che interpretare come un pensiero compiuto qualche frase detta con un pò di ingenuità sarebbe sbagliato. Ho evidentemente peccato di inesperienza politica, prestandomi ad una sorta di intervista che ho interpretato come scherzosa e irrituale. Voglio però precisare che non nutro alcun sentimento di omofobia, che la mia adesione al programma del Pd è piena, avendolo sottoscritto e condiviso in tutte le sue parti. Allo stesso modo sono miei i valori di fondo di questo partito che comprendono rispetto e tolleranza. Se le mie parole hanno permesso interpretazioni che hanno offeso qualcuno me ne dispiaccio sinceramente e me ne scuso. Insistere con le polemiche sarebbe a questo punto sbagliato”. Una nota: Del Vecchio ha detto quello che pensava. La cosa mi sembra palese. Ma è meglio questa marcia indietro di niente. O no?
Aggiornamento/2. Lo stesso Walter Veltroni, poco fa, ha dichiarato: “Le parole che il generale Del Vecchio ha pronunciato sono assolutamente sbagliate e lontane anni luce dal programma del Partito Democratico e dai suoi valori. Ho visto che il generale le ha rapidamente corrette e sostanzialmente smentite, confermando la sua piena adesione al programma del Pd. E questo mi pare chiuda ogni possibile polemica che sarebbe strumentale“.
La presa di posizione di Veltroni mi convince. Sarà pure “tattica”, ma almeno ha detto qualcosa di netto e inequivocabile.
Quando i musulmani fanno paura.
March 31st, 2008
Geert Wilders è uno dei deputati xenofobi e filonazisti che vagano per la scena politica europea in cerca di anime da conquistare alla causa destrorsa. Il signore in questione, olandese, avrebbe probabilmente continuato ad essere uno sconosciuto se non fosse stato per un filmato che racconta, dal suo punto di vista, l’Islam. Si tratta di un video di circa 15 minuti, dal titolo “Fitna”. In questi giorni, Wilders si è conquistato grandi titoli sui giornali di tutto il mondo, perché quel film è stato rimosso dai server di “Live Leak” (una sorta di Youtube olandese). Il motivo? Anonimi (ergo: vigliacchi) musulmani avevano iniziato a far arrivare minacce alla piattaforma di condivisione video. Da qui la decisione di rimuovere quel film. C’è chi ancora lo mostra: è il caso di Google video e di Youtube. E, da adesso, su questo blog. La sua visione è indicata ad un pubblico maggiorenne.
Comunali/ I gay romani divisi (again).
March 21st, 2008
Nei giorni scorsi, in più di una occasione, l’Arci Gay di Roma comunicava di aver raggiunto un’intesa con il candidato sindaco al Comune, Francesco Rutelli. Anche l’esponente del Pd, ci teneva a far sapere di aver trovato un accordo con i “gay romani”: quasi certamente dovrà andare al ballottaggio, e ogni voto è essenziale. Poco fa, Rossana Praitano, presidente del Mario Mieli, altra storica associazione gay della capitale, ha diramato un comunicato in cui prende nettamente le distanze dalla posizione di Arci Gay Roma.
“E’ da diversi giorni - scrive la Praitano - che Francesco Rutelli afferma di aver raggiunto un’ intesa con le Associazioni glbt romane. In concreto, Rutelli ha incontrato Arcigay Roma e Arcilesbica Roma, sottoscrivendo alcune loro proposte. Riteniamo importante che un candidato sindaco incontri il mondo dell’associazionismo, nello specifico quello glbt, dobbiamo però ricordare che solo nella città di Roma, che Rutelli si vanta tanto di conoscere, le realtà associative gay, lesbiche e transgender sono più di 10, ognuna portatrice di stimoli e rappresentatività diversi”.
Il Mario Mieli ha già dichiarato di appoggiare ufficialmente Franco Grillini, “ritenendolo, tra tutti i candidati , la sola alternativa laica presente in città“. In verità, lo stesso candidato dei Socialisti, è sostenuto da Arci gay nazionale. Solo la sezione romana, molto legata al Pd, si è distinta. L’affondo del Mario Mieli contro Rutelli è pesante: “Le proposte per la comunità gay presenti nel programma di Rutelli sono in parte tardive e in parte sembrano più il famoso specchietto per le allodole che un reale intento di occuparsi dei diritti civili di tutti i cittadini“. Rutelli, da parte sua, ha rilasciato ieri un’intervista molto tattica a gay.it, in cui cerca di strizzare l’occhio alla comunità.
Scalfarotto cerca casa.
March 21st, 2008

Messaggio elettoral-immobiliare: Ivan Scalfarotto cerca casa. Insomma, non proprio lui, ma il comitato elettorale che lo segue nella campagna delle Politiche. Il candidato del Pd in Lombardia cerca una sede in centro a Milano, dotata di wireless, a partire da martedì e fino al 20 aprile. E’ disposto a pagare per l’affitto ma si accettano eventuali donazioni. La mail per proposte, in tal senso è unufficioperivan@gmail.com
Interviste/Scalfarotto (Pd): “La comunità Glbt italiana la più derelitta e trascurata d’Europa”.
March 20th, 2008
Per Ivan Scalfarotto le prossime elezioni rappresentano la seconda sfida nel mondo politico italiano. La prima, nel 2005, lo ha visto scendere in campo per le primarie del centrosinistra. In quell’occasione ci fu chi lo definì un folle, chi un visionario, chi - fu il caso di molti miei amici che lo sostenevano - un idealista che stava cercando di cambiare qualcosa in questo Paese. Da outsider, che si serviva solo di internet e qualche endorsement (da Adriano Sofri a Michele Serra), raccolse quasi 27mila voti (pari allo 0,6%). Stavolta, nella seconda discesa in campo, con il Partito democratico, subisce un meccanismo elettorale che, avendo abolito le preferenze, rende di fatto impossibile misurare il riscontro, in termini di voto, del consenso. E’ candidato nel collegio della Lombardia, e il suo ingresso nella Camera dei deputati è strettamente collegato all’eventuale vittoria del Pd a livello nazionale. E’ uno di quelli che vengono definiti i “candidati gay” del Pd, anche se, come spiegherà in questa intervista che ha gentilmente concesso, lui non parla solo alla comunità Glbt. In questi giorni è stato diffuso su Youtube e sul suo sito il video per la campagna elettorale, diretto da Paolo Virzì (dal titolo: “Comunque mi chiamo Ivan“). Blogger anche lui, è direttore del personale di un istituto finanziario.
Chi è Ivan Scalfarotto?
42 anni, da 6 anni vivo e lavoro all’estero – prima a Londra ora a Mosca – faccio politica dal 2005, quando ho partecipato alle Primarie che incoronarono Prodi. Raccolsi la fiducia di 27 mila italiani e da allora continuo a lavorare per un paese più moderno, più laico, più aperto e più inclusivo. Sono nell’Assemblea Costituente Nazionale del PD, sono stato uno dei 100 componenti della Commissione che ha scritto lo Statuto del Partito e sono attualmente candidato alle Camera dei Deputati nel collegio Lombardia 1.
Tu, insieme a Paola Concia e Andrea Benedino, siete stati giornalisticamente definiti i “candidati gay del Pd”. La “condizione” di omosessuale viene prima di ogni altra cosa, programma politico incluso?
Non direi proprio. Vedi, tra i tanti problemi di questo paese uno dei più gravi è il corporativismo che invade ogni settore della nostra vita civile. Io non credo di essere un “politico-gay” e cioè uno che fa politica rappresentando una piattaforma tutta legata ai diritti dei cittadini GLBT, sarebbe come essere il capo del Partito Pensionati o della Federcasalinghe: tutta gente che in Italia ha fatto brillanti carriere politiche basate sul solo fatto di essere i rappresentanti di un questo o quel gruppo di interessi. Io mi ritengo un “politico-e-basta”, uno che si occupa di diritti ma anche di economia, di lavoro, di politica internazionale. Insomma, io combatto per i diritti dei gay non tanto perché sono gay ma semplicemente perché ritengo che sia giusto: del resto combatto per i diritti delle donne, dei precari e degli immigrati senza essere parte di nessuna di queste tre categorie. Poi, certo, sono un cittadino omosessuale e in quanto tale porto nella discussione il mondo visto dalla mia prospettiva e credo che avere intorno al tavolo dove vengono prese le decisioni più persone che offrono punti di vista oggi non sufficientemente rappresentati aiuta certamente la politica a governare meglio.
La campagna elettorale della Sinistra l’Arcobaleno e dei Socialisti punta molto su alcuni cari alla comunità gay. Il Pd, secondo la sinistra e alcuni gay, sembra essere un po’ latitante. Cosa ti ha convinto a scegliere il Pd?
Mi ha convinto la piattaforma complessiva del PD, il tentativo di lavorare ad un paese non diviso e lacerato, un paese che metabolizzi il fatto che qui o si cresce tutti insieme o non cresce nessuno; mi ha convinto poi la scelta di andare da soli e di assumersi finalmente le responsabilità dell’attuazione di un programma di governo coerente, senza mercanteggiamenti con alleati che votano sempre per senso di responsabilità e mai per convinzione… insomma mi ha convinto il PD, al di là della sua piattaforma per i diritti GLBT. Vedi, io credo che i diritti civili non debbano appartenere a questo o quel partito: in Francia e in Gran Bretagna le leggi sulla tutela dei diritti di cittadinanza sono state promosse da governi di sinistra ma nessun partito di destra, una volta giunto al potere, ha poi cancellato quelle leggi. Lo stesso Rajoy in Spagna ha detto in campagna elettorale che in caso di vittoria si sarebbe limitato a cambiare il nome del matrimonio per i gay in “unione”, lasciando però inalterato il contenuto dei diritti riconosciuti ai partner. E’ dunque certamente importante che persone come me siano rappresentate all’interno del partito, ma il consenso su questi temi dev’essere trasversale ed andare ben al di là di un partito solo. Che poi nel PD (come anche nel’altro partito maggiore) ci siano sensibilità molto diverse tra loro su questi temi, beh, è assolutamente vero.
Come immagini, in caso di elezione, la convivenza con la Binetti?
Come ti ho appena detto, è assolutamente normale che un partito che vuole rappresentare oltre un terzo degli elettori italiani veda al suo interno delle sensibilità diverse su alcuni temi: la linea politica è data da un segretario e da una classe dirigente eletta democraticamente da tre milioni e mezzo di persone. In caso di elezione tutti i parlamentari del Pd, Binetti ed io inclusi, lavoreremo per l’attuazione del programma del Partito; è chiaro poi che io mi batterò per fare del PD un partito laico e lei, probabilmente, farà una battaglia contraria. Vedi, finché ci sarà gente come me nel Partito Democratico, qualcuno potrà rivolgere alla prof.ssa Binetti la stessa domanda che tu hai posto a me: professoressa, come immagina in caso di elezione la convivenza con Scalfarotto? Anzi, perché non cominci a chiederglielo tu?

Cosa pensi dei gay che votano a destra?
Io non riesco proprio a vederla, ma chiaramente queste persone devono ritenere esserci una convenienza nel farsi governare da chi li discrimina apertamente. Li rispetto ma francamente non li capisco.
Tre punti cardine del tuo programma elettorale.
Primo: promuovere il valore del merito. Quindi proporrei l’abolizione degli ordini professionali, per garantire l’accesso alle professioni senza assurde barriere d’ingresso, e l’abolizione del valore legale del titolo di studio, per sradicare la cultura del “pezzo di carta”, favorire la competizione tra le università e combattere il baronato. Secondo: promuovere i diritti e l’uguaglianza dei cittadini. Quindi una legge contro la violenza sulle donne e sulla parità di genere e una legge sull’estensione della possibilità di unirsi in matrimonio per tutte le coppie di maggiorenni non consanguinei che lo desiderino. Terzo: promuovere la trasparenza dei mercati e la libertà di informazione. Quindi una legge che dia indipendenza vera alla RAI dal potere politico, una seria legge antitrust e una legge che tuteli le minoranze nelle società per azioni.
Rutelli, a Roma, ha detto che il tema delle unioni civili va affrontato in Parlamento. Ma partire dai Comuni non è un primo passo?
Il problema non è tecnico-giuridico: il problema è politico. Sarebbe quindi auspicabile che tutte le istituzioni, a qualsiasi livello, affermassero principi di accettazione e di inclusione. Esattamente come fa il Partito Democratico nel cui Statuto è stata inclusa, su mia proposta, una norma anti-discriminazione che esplicitamente include l’orientamento sessuale.
Tu lavori all’estero. Saresti pronto a trasferirti a Roma?
Dimmi: tu tra Mosca e Roma cosa sceglieresti? A parte gli scherzi - tra l’altro Mosca è una città bellissima - è chiaro che avendo accettato una candidatura in caso di elezione mi dedicherei al 100% alla mia attività politica.
Cosa ne pensi dei contrasti che, spesso, esistono tra le diverse associazioni gay italiane?
Non ne penso bene. La comunità GLBT italiana è la più derelitta, trascurata, disorganizzata e priva di diritti d’Europa: chi ha diretto il movimento gay in Italia dovrebbe prenderne atto, guardare a cosa ha ottenuto per esempio Stonewall in Gran Bretagna, chiedersi se per caso non è stato fatto qualche grave errore negli ultimi decenni e ripartire da lì.
Non lo faccio mai, perché i commenti alle interviste li lascio a chi passa di qui: in quest’ultima risposta c’è una drammatica verità, che solo una persona che ha vissuto all’estero ma, soprattutto, ha conosciuto le realtà Glbt straniere, può sintetizzare con una tale crudezza.







