Prete inglese: “Tatuaggi sui gay, come su pacchetti sigarette”.
October 7th, 2008

Il reverendo Peter Mullen, cappellano della Borsa di Londra, ha avuto nei giorni scorsi l’uscita omofoba più “originale” del 2008. Il sessantaseienne ha, infatti, scritto sul suo blog che è necessario “scoraggiare le pratiche omosessuali, facendo ricorso agli stessi avvisi posizionati sui pacchetti di sigarette”. Secondo Mullen dovrebbe essere obbligatorio, per tutti i gay, ricevere un tatuaggio che recita: “La sodomia può seriamente compromettere la tua salute” ma anche “La fellatio uccide”. Nel suo delirio omofobo, sosteneva che i “gay osceni dovrebbero essere dichiarati fuorilegge”, e che i “gay pride sono come il fumo passivo: corrompono chi li osserva, in particolare i giovani”. Immediata la reazione del movimento omosessuale anglosassone, che è arrivato a chiedere le dimissioni del prete. Il quale, cuor di coniglio, cosa fa? Dichiara: “La mia era satira, e rispetto i gay. Ho persino degli amici omosessuali”. Ha comunque ribadito di essere contrario a chi “va in giro a predicare l’omosessualità”. Persino l’arcivescovo di Londra si è risentito, arrivando a diramare una nota ufficiale di biasimo: “Se è vero che i preti possono avere le loro opinioni, questo testo è altamente offensivo, e non rispecchia in nessun modo il punto di vista della diocesi di Londra”.
Aggiornamento/ Dopo le pressioni arrivate ormai anche al di fuori del Regno Unito, il prete ha diramato una ulteriore nota di giustificazione: “Non volevo irritare nessuno, ma mi rendo conto che i miei giudizi sono stati poco cauti e hanno offeso le persone. Voglio scusarmene. Le mie erano considerazioni scherzose sugli omosessuali, con le quali non volevo offendere nessuno. Non volevo criticare i gay, ma i promotori della cultura gay. In ogni caso, le mie frasi sono state offensive, e per questo chiedo scusa”.
Preghiera on the road.
October 6th, 2008

Per riconvertire le cabine telefoniche.

Aggiornamento/ L’opera è stata realizzata dall’artista americano e si intitola: “Public Prayer Booth”.
Il più piccolo predicatore al mondo.
October 6th, 2008
Direttamente da God Tube, il canale religioso.
La madonna degli omosessuali.
September 25th, 2008

Raffaele Ciotola, artista napoletano 44enne, mi ha scritto alcuni giorni fa per segnalarmi questa sua opera. Si chiama “la madonna degli omosessuali” ed è dedicata alle vittime gay durante il periodo del nazismo. Vittime di cui, troppo spesso, si parla solo marginalmente. L’intento è tutt’altro che provocatorio, anche perché l’autore è credente. Come spiega l’artista sul suo sito, nasce dal collegamento di quello che è successo ai gay negli anni nazisti, e il dolore di tante madri, che hanno perso i loro figli, con quello della Madonna, “madre di tutti”. Anche degli omosessuali.
L’autore dell’opera, rispondendo ad alcuni commenti, ci tiene a spiegare qual è la differenza tra questa e le altre Madonne: ”Gesù porge alla madre 2 simboli maschili (di marte), e 2 femminili (di venere), e sono doppi per ogni cordoncino, per indicare appunto che sono gay”. E ancora: “Quest’opera vuole ricordare a chi non vuole, che queste vittime in un modo o in un altro, bisogna ricordarle”.
Un river-lettore musulmano, “l’Islam ha portato diritti alle donne”.
September 24th, 2008
L’anno scorso avevo scritto un post, in cui riportavo una frase tratta dal Corano. Frase in cui si ribadiva la superiorità degli uomini sulle donne. Oggi mi arrivano via email alcune considerazioni da un ragazzo musulmano. Confesso di essere rimasto colpito dalla relativa gentilezza con cui ha reagito al post (il titolo era forte: “Idiozie coraniche”). La sua mail contiene, secondo me, alcuni spunti di riflessione.
- L’ignoranza e l’immodestia nel giudicare cose che non si conoscono è il gioco più subdolo che sta alla base dell’odio e del razzismo. Grazie comunque a tutti per le vostre considerazioni. La Pace sia con voi. Permettetemi però allora di chiarire cosa insegna l’Islam, che non si scopre leggendo superficialmente un versetto. Intanto la traduzione è tendenziosa e fuorviante. Questa è più vicina al significato originario in arabo: “Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande.” Il termine usato può essere appunto tradotto con “preposti“, cioè l’uomo ha più responsabilità della donna perché Dio gli ha dato più forza e gli ha imposto di sostenerla economicamente. Questo gli dà l’autorità, che non è usata per capricci suoi, ma per guidare la famiglia a rispettare ciò che la fede impone.
- Prima dell’Islam (e ancora oggi) l’uomo appena vedeva un problema urlava se non alzava le mani, l’Islam ha insegnato la pazienza. Il termine usato poi per “battere” assolutamente è impossibile da tradurre come picchiare, se non si è faziosi, perché in arabo indica chiaramente il dare buffetti o colpi leggeri. Inoltre il Profeta (pbsl), la cui Sunna (insegnamenti, detti) chiarisce e completa il Corano ha esplicitato che non bisogna alzare le mani alle donne e se mai si arrivasse a quel punto: 1 è proibito colpire in qualsiasi maniera il viso 2 è permesso solo con oggetti come un fazzoletto o un siwak (una radice che si usa per pulire i denti). Il battere è quindi ovviamente simbolico.
- L’”insubordinazione” di cui si parla è verso la Legge di Allah e non certo le brame dell’uomo. Ci sono una marea di hadith (detti del profeta saws) in cui lui proibisce di far male alle donne, ad esempio disse: “come potete picchiare le vostre donne come i vostri cammelli e poi giacere con loro”?
- Se poi studiaste un minimo l’Islam sapreste che ha portato immensi diritti alle donne che oggi le occidentali neanche si sognano e per questo migliaia di loro entrano nell’Islam. Io sono italiano musulmano e posso testimoniare che 2 nuovi musulmani su 3 sono donne qui come in tutto l’Occidente. La parità dell’uomo e della donna è evidente nel Corano. Mentre il Cristianesimo dibatteva se la donna fosse un animale, un diavolo o un corpo senz’anima fino ancora al 1400.
Che ci sia parità tra gli uomini e le donne, nei Paesi musulmani, è un’affermazione non veritiera. Comunque apprezzo la pazienza e la civiltà della sua mail. Altri che hanno criticato il Corano sono stati trattati in modo “diverso”.
Il sesso fa bene. La battaglia del pastore americano.
September 4th, 2008

Il sesso fa bene e anche Dio pensa che sia un bene farlo. E’ la tesia di un pastore battista 27enne, che ha lanciato una vera e propria campagna sul tema, in Arizona. A partire dal 7 settembre condurrà una serie di sermoni sul tema del sesso. Per convincere la gente a parteciparvi, Jeremiah McDuffie ha inviato circa 35mila cartoline, con la foto di 4 piedi, ad altrettanti residenti di Tucson. Inoltre, ha creato un sito dal nome chiaro: “Pure Sex Tucson“. McDuffie, che esercita nella Chiesa della Comunità degli elementi, è convinto che Dio vuole che la gente faccia del gran sesso. “Il sesso - secondo McDuffie, lui stesso prima un dipendente di porno - non è stato inventato in una valle oscura dietro a un negozio pornografico. Ma è parte del disegno di Dio”. Ma all’Associazione battista locale sono arrivate proteste da parte dei fedeli della comunità, disgustati. “Le proteste che abbiamo ricevuto sono arrivate per lo più da gente che diceva che questo non dovrebbe essere un tema trattato dalla chiesa, che è inappropriato”, ha replicato McDuffie.
I piedi, stavolta, sono etero. Chissà il pastore cosa ne pensa del sesso omosessuale.
Gerusalemme/ Il soldato danzante.
August 28th, 2008
Sempre sulla strada commerciale - Ben Yehuda street - stasera c’erano questi ragazzetti che ballavano su un camion, ricoperto di scritte in ebraico. Accanto dei deejay con la kippah. Chiedo al signore del negozio di cambio che sta proprio di fronte di cosa si tratti, e mi spiega che sono dei religiosi, che si ispirano ad un rabbino, il quale voleva trasmettere felicità a tutti. Insomma, ballano per far divertire la gente. “Non mi piacciono - mi dice il signore, che indossa la kippah - Anche io sono religioso, ma quella è un’altra cosa”. Nel video si vede un soldato che, col fucile a tracolla, si mette a ballare con la gente.
Tel Aviv/ Religiosità al mare.
August 24th, 2008

Gli uomini sono ammessi il lunedì, mercoledì e il venerdì; le donne la domenica, il martedì e il giovedì. Chiusi il sabato. Stamattina era affollatissima. Le donne ne uscivano coperte con strati di abiti da morir dal caldo.
Salvami dall’omosessualità.
August 13th, 2008

Esce nelle sale newyorchesi il 5 settembre, il film-denuncia “Save me“, mostrato in anteprima al Sundance film festival (qui il trailer). La pellicola racconta la storia di un ragazzo gay, sex e drug-addicted, che viene mandato in un ritiro religioso di “ex-gay”, per essere curato e guarito dalla sua omosessualità. Peccato che finisca per avere una storia con un altro ospite (foto sotto). Tra gli interpreti Chad Allen, Robert Gant, Judith Light, e Steven Lang.

Aggiornamento/ Il regista, rispondendo ad una mia email, mi ha spiegato che il film si vedrà, in Italia, “ai festival” (non specificando quali) e in dvd.
In fuga dall’Opus dei, il dramma di Veronique.
August 10th, 2008
Ci sono alcuni libri, che ti pongono continuamente di fronte all’interrogativo di come la storia che narrano sia potuta accadere. Vorresti che fossero dei romanzi, opere di fiction, arricchite da una massiccia dose di inventiva dell’autore. E, invece, no. Quello che è successo a Veronique Duborgel è drammaticamente vero. Il suo libro, “Fuga dall’Opus Dei”, è uscito in Francia, lo scorso anno, ed è stato un successo. Arrivato in Italia, è finito per caso nelle mie mani e mi ha messo davanti alla nuda verità di di una donna che per 13 anni ha fatto parte dell’Opus Dei. Un movimento che, oggi, non solo è considerato “rispettabilissimo” ma, anzi, degno persino di ricevere ogni genere di onore dal papa in persona. Un racconto drammatico, in cui Veronique sottolinea quanto quel movimento, così caro a Giovanni Paolo II e allo stesso Ratzinger, abbia tutti i connotati della setta. A cominciare dal suo arruolamento, avvenuto in maniera blandissima e quasi casuale; al graduale indottrinamento, sempre più severo. Alle reprimende. Alle assurde regole di vita. Dopo 13 anni e 9 figli, la decisione di fuggire via, anche dal marito, membro pure lui della setta.
- Per i membri dell’Opus Dei l’apparenza è tutto. Si rappresenta il movimento e, quindi, si deve essere sempre al meglio. Anche quando si è tristi, si deve sorridere. Bisogna sempre dissimulare i propri sentimenti. L’abbigliamento è importantissimo: le donne devono sempre essere eleganti, e non mostrare troppa “carne”.
- Mai dare confidenza, a nessuno. Neanche al marito. L’unico referente per un membro dell’Opus dei è la propria guida spirituale. Le amicizie, anche tra soci, sono fortemente scoraggiate. Meglio passare il tempo insieme a pregare. Bisogna fare sempre amicizia con persone della setta; quelle esterne sono sempre viste con diffidenza.
- Anche se Veronique era una soprannumeraria (un membro laico, diverso dalle numerarie, che fanno voto di povertà e castità), doveva rispettare momenti di preghiera e raccoglimento, ogni giorno: in tutto 2 ore, tra preghiere e rosari. C’erano poi le riunioni settimanali, quelle mensili, e quelle annuali. Guai a mancare. Una soprannumeraria è stata invitata ad andare ad una riunione, e a rinunciare ad assistere alla morte del padre.
- Le preghiere e molte delle regole non vengono scritte. L’Opus Dei ha il terrore che possano filtrare all’esterno. Tutto deve essere imparato a memoria.
- La donna è come un cane. Non è una battuta, anzi, è una frase pronunciata da un prelato. Nell’Opus Dei la donna è succube dell’uomo e a lui deve sottostare in ogni aspetto. A lei toccano pulizie e cure dei figli. Ogni famiglia deve avere numerosi figli. Guai a vivere in un appartamento piccolo o avere una macchina non di classe - come era capitato a Veronique - in quel modo non si dava una buona immagine dell’Opus dei. Inoltre, donne e uomini sono sempre separati: le riunioni avvengono in luoghi diversi. Del resto all’inizio l’Opus Dei era riservato solo agli uomini.
- L’Opus dei non possiede nulla. Solo villa Bruno Buozzi a Roma. Tesi ripetuta fino alla nausea. Ma poi ogni membro era chiamato a versare soldi: circa 400 euro al mese, per la famiglia di Veronique. Data la cifra, l’Opus si preferisce arruolare gente benestante.
- Ogni membro deve cercare di reclutare più persone possibili. Ma c’è un minimo annuo: 3. Chi non riesce a far iscrivere queste tre persone, si verrà duramente ripreso. Si tiene una specie di registro, con nomi e cognomi: è la lista, che vedono tutti i vertici locali del movimento, dei potenziali membri.
- Tra i membri vige la regola del sospetto: ognuno, infatti, può essere sottoposto ad un rimprovero formale da parte del compagno. Per i capelli troppo lunghi. Perché accavalla le gambe in chiesa.
- Facile entrarne, difficile uscirne. Quando Veronique ha preso la sua decisione, dopo 13 anni, si è trovata di fronte ad una campagna diffamatoria nei suoi confronti. I vertici dell’Opus dei hanno contattato le sue amiche soprannumerarie, per dirle che cattiva donna fosse, e così via.
- Dopo la fuga, Veronique si è messa in contatto con moltissime altre donne e uomini come lei, nelle sue stesse condizioni (qui un sito che li aiuta). Perché, si chiede polemicamente Veronique, prima di beatificare il fondatore dell’Opus dei, Escriva, non si sono anche ascoltate le testimonianza delle moltissime persone che hanno vissuto, sulla loro pelle, l’organizzazione settaria di questo movimento?
Mi chiedo come, certi segreti, possano essere nascosti così bene, nel 2008.
Chiesa domestica.
August 4th, 2008


Uno studio di architetti olandesi ha trasformato una chiesa, a Utrecht, in un appartamento (di lusso). L’intervento architettonico ha lasciato inalterato l’organo, che si trova nella sua posizione originaria. Nell’ultima foto la chiesa com’era originariamente.



Chiesa portatile.
July 18th, 2008


La chiesa di San Martino è probabilmente la più piccola al mondo. E’ anche una chiesa portatile. Nasce su input di un gruppo di artisti berlinesi, nell’ambito del progetto “Nothing but printing”. All’interno la chiesa presenta decorazioni fatte a mano dall’autore, Dave. “La mia chiesa vuole offrire un momento di riposo e meditazione nel caos della vita di tutti i giorni”.


Esorcismi russi.
June 30th, 2008
Questa trasmissione è andata in onda su un canale televisivo russo, ed è stata web-diffusa su Youtube il 26 giugno scorso. Sono 8 minuti che raccontano gli esorcismi - veri o presunti tali - condotti in una chiesa. Le persone “possedute” urlano e si dimenano, al contatto con l’acqua santa e la croce.
Non so fino a che punto sia vero, ma fa impressione.
Il Pride dei metodisti.
June 22nd, 2008

Una chiesa metodista di Broadway ha esposto, in occasione delle recenti celebrazioni Usa per il Pride, un cartello molto gay-friendly, con tanto di bandiera arcobaleno: “Celebrate il Pride durante tutto il mese“. Ma ci sono anche chiese - sempre metodiste - che, durante il Pride fanno sventolare la bandiera simbolo del movimento omosessuale.

Lo confesso: il metodismo mi sta incuriosendo. I membri della sua chiesa sono tra i pochi a sfilare ai gay Pride, in tutto il mondo. Anche in Italia esistono varie comunità (qui quella di Milano; ma c’è anche a Roma).
Una risposta implicita all’intolleranza cattolica?





