L’abito di Gwyneth.
November 6th, 2008

Lei ha la dolcezza stampata in viso. Ma questo abito, la Paltrow dovrebbe buttarlo via.

Il cane che dice Obama.
November 6th, 2008
Ormai è Obama-mania.
Al festival dei testicoli di toro.
November 5th, 2008

Anthony Bell, uno dei partecipanti all’Hunterville Huntaway Festival, mentre prende in bocca un testicolo di toro. Fa parte di una gara, cui hanno preso parte 56 persone, in cui si deve correre tenendo quella parte anatomica in bocca.
Buongiorno blog. Alle 14.30 appuntamento su Radio Centro Suono 101.3.
RadioBlogger/5. Anche le prostitute bloggano.
November 3rd, 2008
Quinta puntata di RadioBlogger, su Radio Centro Suono, dedicata alle prostitute che bloggano. Reali o immaginarie (chi può dirlo), raccontano le loro esperienze di vita a luci rosse. Qualche tempo fa, Alessandro Gilioli, de l’Espresso, ha realizzato una bella inchiesta sul tema. La prima che segnalo scrive da Madrid, e il suo blog - senza immagini - è un esempio di crude realtà, on-line dal 2006. “Ho amici sparsi in giro per l’Europa - scrive - e nessuno di loro conosce la mia vera vita. Vendo sesso. Non è squallido, per me, come fatto in sè. E’ squallido il resto, il fatto che sia necessario nascondersi, che si corrano rischi, che non si venga accettati da nessuno, nè amici, nè amori”. Tra i racconti delle feste cui ha preso parte, quella di un “riccone russo”: “Come me c’erano altre sei “animatrici”, per circa una quindicina di invitati maschi (tra i trenta e i quaranta anni) e una ventina di bodyguard. Tipi rozzi, qualcuno parlava male inglese, gli altri si limitavano al russo (almeno così sembrava). Tremila euro, per un giorno e mezzo di disponibilità. Alla fine, a parte qualche esibizione più del solito, ho avuto sedici clienti, tutti serviti con cura e pazienza”. Tante le considerazioni, spesso amare, sulla sua professione: “Il mondo di oggi non ha spazio per quelle come me. Le usa, le getta, ma non le accetta. Ci sono eccezioni, ci sono luoghi e persone che riescono a guardarti come un essere umano, ma sono rari, e non sempre è facile trovarli. Chueca è il quartiere gay di Madrid, e le persone che vivono lì hanno una grande tolleranza verso tutto quello che riguarda il sesso Non riesco a ritagliarmi una vita in un angolo del mondo, e andarne fiera al di fuori di esso. Mi sento sbagliata. So di non esserlo, ma la società, le persone, mi portano a sentirmi così. Questo blog è un grande strumento, una liberazione. Riesco ad espormi, senza espormi, riesco a raccogliere commenti, impressioni, apprezzamenti, e purtroppo anche insulti, potendomi però difendere con la barriera dell’anonimato”. Più scherzoso il blog di Alexia, che si diverte, tra le altre cose, a fare l’elenco delle divise che le piace indossare: poliziotta, Hostess, cameriera, infermiera e così via. Rita, austriaca di 46 anni, gestisce il blog IoProstituta. Definisce il suo sito “una piattaforma di discussione su questo mestiere” in cui parla di sé e della sua vita, commenta le notizie uscite nei giornali sulla prostituzione, ma chiede anche ai clienti opinioni sulle loro esperienze con le lucciole. “Parlo della vita di tutti i giorni, di politica, società, economia. Ci tengo a far capire che siamo persone normalissime, non solo prostitute. Mette anche annunci su siti dedicati”. “Internet - spiega - mi porta in media 3-4 clienti al giorno, gente più istruita e generosa di quella che si trova con le inserzioni sui quotidiani. Nessuno sfruttatore e meno pericoli, perché non rispondo mai alle chiamate anonime. Non il mio blog, che non uso per trovare clienti”. Poi c’è Mara. La sua storia è molto lontana dal lusso: casalinga, quattro figli, abita in un paese vicino a Perugia dove il marito fa l’operaio e i soldi non bastano. Un paio d’anni fa, mentre stava chattando in Rete, ha ricevuto una richiesta di sesso a pagamento. Ha accettato e da allora ha iniziato a farlo con regolarità, due o tre giorni al mese: prima con annunci sui siti gratuiti, poi anche con il suo blog. “Penso che prostituirsi attraverso la Rete sia il modo migliore: chi ti contatta è gente che sta in ufficio, professionisti. Sono disposti a pagare più che per strada, anche se naturalmente vogliono un servizio migliore”, dice. “Io faccio tutto di mia volontà - sottolinea - senza sfruttatori, conoscendo prima il cliente per telefono. Certo, anche Internet ha i suoi lati negativi: quando in paese hanno scoperto il mio blog, tutti ne hanno parlato e mi hanno mandato perfino gli assistenti sociali. Ma io non mi vergogno, anche perché non faccio niente contro la legge”. Mara ha anche una ricetta per regolarizzare la prostituzione: la professione può essere svolta solo in abitazioni private (o in un equivalente messo a disposizione dai Comuni) da un massimo di 3 persone e in strada nei quartieri appositamente creati; creazione di un albo professionale; creazione da parte del ministero delle finanze di una tabella per stabilire i contributi comunali; creazione del libretto sanitario per le professioniste; ricevuta fiscale senza il nominativo del cliente; condomini possono lamentarsi e richiedere l’allontanamento delle professioniste dopo approvato disturbo. 
Le creme per il viso servono a qualcosa?
November 2nd, 2008

Bonfire of the Brands è un sito dedicato a smontare il consumismo e i tic che ne derivano. Tra i video realizzati, ce n’è uno che prende di mira le costose creme di bellezza per lui. Neil Boorman, curatore della pagina web, compra una crema da 120 euro, e si sottopone ad un trattamento di due settimane. Ma, nonostante il prodotto prometta di farlo sembrare “in salute e più bello”, lui non nota miglioramenti. Con una foto scattata prima e dopo la cura, va in giro per la strada a chiedere conferma. Alla fine torna nel negozio dove ha comprato la crema, chiede del manager, e lui, molto educatamente, gli fa notare che “non si può paragonare ai modelli esposti in negozio” (”non riuscirà a diventare come loro”), e che per diventare come loro dovrebbe sottoporsi ad una plastica. L’autore del video ha anche scritto un libro: “Come ho imparato a vivere senza marche”.
Anche io sono fermamente convinto che queste creme siano fondamentalmente inutili.
Sciolti, giù per lo scarico.
October 26th, 2008

Una nuova pratica di “gestione” dei cadaveri sta facendo discutere chi, in America, tratta questa materia (le pompe funebri e gli obitori). Una pratica fortemente criticata dalla “national Catholic Cemetery Conference” americana. In pratica, il cadavere viene sciolto, grazie ad una soluzione liquida. Il processo si chiama “idrolisi alcalina”. Al momento viene utilizzato dall’università della Florida e dalla Mayo Clinic, anche se ve ne sarebbero altri non “dichiarati”. Secondo chi lo approva, si tratta di una pratica molto più economica della cremazione. E’ stato inventato nel 1992, per “versare” via le carcasse degli animali. Il direttore di una pompa funebre del New Hampshire ha chiesto il permesso di poter offrire questa soluzione. Ma i cattolici sono contrari: “Viene violata la sacralità del corpo umano”.
Dopo aver letto “Stecchiti”, penso che non l’unica cosa che vorrei evitare è la lenta e inesorabile decomposizione. E poi ho troppa paura di essere chiuso in una bara da vivo.
Un massaggio con i serpenti.
October 22nd, 2008

Una spa israeliana offre un massaggio “a base” di serpenti. Con 60 euro è possibile farsi strisciare sulla schiena sei rettili: pare faccia molto bene nel caso di muscoli doloranti. “E’ un’esperienza rilassante - dice la proprietaria del centro benessere - e i miei clienti sono tutti entusiasti”. Questo genere di massaggio viene offerto dal 2006.
Per l’igiene intima maschile.
October 21st, 2008

Man Junk è una linea di shampoo organici, specificatamente formulata per lo scroto. L’idea dietro a questo prodotto, è che quelli tradizionali non sono sempre in grado di combattere l’odore di quelle zone e, soprattutto, di non favorire le irritazioni. Un flacone costa 25 dollari. C’è anche un video.

Obama diventa un vibratore.
October 17th, 2008

Per adesso viene venduto solo quello di Obama, ma da quel che ho capito se ne faranno anche altri. Costa 22 dollari e si compra qui. Spese di spedizione incluse per ordini superiori a tre vibratori. “Ami il tuo candidato? - si legge nel sito - Lascia che lui possa contraccambiare il tuo amore”.
Le specifiche tecniche: 19 centimetri di lunghezza; 5 centimetri in diametro; made in Usa; impermeabile; non necessita di batterie.
Nel naso.
October 17th, 2008

Riuscirà a respirare?
Rushdie senza scorta, in metro.
October 16th, 2008

Gawker, blog gossip/chic/pop/smart, ha pizzicato Salman Rushdie, l’autore condannato a morte per i “Versetti satanici”, sulla linea numero 6 della metropolitana di New York. Anche Giovanni Falcone quando andava in America non era protetto dalla massiccia scorta che lo tutelava in Italia. Aria di sicurezza?
Penso che anche Saviano avrebbe voglia di andarsene in metro così.
Di cane vestiti.
October 14th, 2008

Il fotografo Erwan Fichou si è divertito a immortalare persone un po’ particolari: indossano capi ricavati dai peli dei loro animali. Qui tutte le foto.

Kessler evergreen.
October 7th, 2008

Soltanto la Clerici poteva farsi venire in mente di far ballare le sorelle Kessler (classe 1936!) sulle note di YMCA dei Village People.

Meravigliose.
Pacs e matrimonio, in Francia.
October 6th, 2008

Un river-lettore, appena rientrato da Parigi (grazie Andrea), mi segnala che in città sono comparsi molti manifesti per pubblicizzare la fiera del matrimonio. In Francia, dove sono secoli più avanti di noi, si chiama: “Salon du mariage et du Pacs”. Qui il sito ufficiale.







