Israele, preparazione.
August 21st, 2008

Di Paesi ne ho girati parecchi, anche abbastanza “a rischio”, e di una cosa posso essere certo: non esiste al mondo un posto sicuro. Laddove il concetto di sicurezza, oggi, è qualcosa di molto labile ed evanescente: sicurezza da cosa? Dagli attentati? O dal rischio che un aereo precipiti (vedi la SpanAir)? Esistono scale di rischio, quello sì, ma penso che, ad oggi, i casi più critici in assoluto siano quelli dell’Iraq e dell’Afghanistan. Il resto dipende molto dal buon senso di ogni singola persona. Andarsene con una T-Shirt e la stella di David a Ramallah non è saggio.
Preparando il viaggio in Israele (mitica Lonely Planet) mi sono imbattuto, per pura curiosità, nella pagina che il nostri ministero degli Esteri dedica al Paese. Immagino che il tono allarmistico sia utilizzato per evitare grane ai nostri diplomatici in loco. Cito alcuni passaggi:
- Zone di Cautela: Con riferimento al rischio attentati, nessuna zona del Paese può essere definita sicura per il momento.
- Nel territorio israeliano vero e proprio (distinto da Cisgiordania e Gaza), il rischio di attentati terroristici, per loro natura imprevedibili, è elevato, a causa dell’attuale crisi israelo-palestinese. Nel valutare la sicurezza occorre distinguere i viaggi individuali (di chi non conosce il Paese ed intende esplorarlo senza guida – viaggi che si sconsigliano), e viaggi di lavoro e di affari con referenti sul posto.
Si attira l’attenzione sulla necessità di mantenere un atteggiamento di cautela. Si consiglia in particolare:
· di evitare luoghi affollati, quali mercati all’aperto, strade pedonali, grandi centri commerciali, fermate dell’autobus e qualsiasi assembramento inusuale di persone.
· di evitare, assolutamente ed in ogni caso, l’uso di autobus di linea o di taxi collettivi (frequenti obiettivi di attentati), sia nei centri urbani che per gli spostamenti all’interno del Paese. Il Paese è geograficamente poco esteso ed è facile, trovandosi in località attigue alla Cisgiordania, sconfinare in zone a rischio, spesso distanti pochi chilometri da aree ove la situazione è tranquilla.
- Le aree confinanti con la Striscia di Gaza sono da evitare a causa dei razzi lanciati dalle milizie palestinesi e delle attività militari dell’esercito israeliano. Il numero dei razzi lanciati contro Israele e’ aumentato e permane il pericolo entro il loro raggio di gittata.
Non sto qui a dire che Israele è sicuro come la spiaggia di Fregene. Ma francamente, anche dopo essermi fatto un giro su vari siti di associazioni locali, mi sembra che i nostri Esteri siano un po’ allarmistici. Io in autobus ci andrò, perché i trasporti, mi hanno detto, funzionano benissimo (che esagerazione quell’”assolutamente ed in ogni caso”). L. è stato richiamato per lavoro a Mosca, e quindi non potrà venire: inconvenienti di una prenotazione fatta un mese e mezzo fa. Starò due giorni a Tel Aviv e quattro a Gerusalemme, ma sicuramente visiterò Betlemme, Nazareth. Altri desiderata: Ramallah e alcune città della Cisgiordania. Alla faccia degli Esteri.
Buona notte blog.
Bucarest/ Sogno d’ambasciata.
August 8th, 2008

Le ambasciate italiane all’estero sono delle piccole oasi di italianità, spesso dei piccoli paradisi con un arredamento da palazzo principesco. E’ così con quella di Bucarest, due piani in pieno centro, protetta da una vigilanza che è stata rafforzata dopo che i media rumeni hanno criticato il governo italiano per la misura delle impronte prese ai loro connazionali. In ambasciata non mancano mai: le foto appese o adagiate su pianoforti o tavolini di non so quale secolo, che testimoniano le visite eccellenti di capi di Stato; un cuoco italiano in grado di cucinare qualsiasi piatto (da Pechino a New York, tagliatelle forever); personale extra-chic, con vari gradi di simpatia (come capita in tutte le amministrazioni pubbliche).
Bucarest, di corsa.
August 8th, 2008

Di una visita lampo resta ben poco. Una sequenza di immagini senza didascalia, catturate dal taxi in corsa o nel breve tragitto da una istituzione all’altra. Parole confuse di sottofondo, un inglese parlato non ovunque e comunque con difficoltà. Resta la sensazione di una città grigia, dove il sole sembra essersene andato e dove - sarà colpa di agosto? - anche i giovani sembrano aver abbandonato le strade. Ce n’erano di più sul volo che li portava in Italia, forse in vacanza, che su quello sgangherato per Bucarest (grazie Alitalia per le tendine del finestrino immobilizzate, causa guasto). Di certo, quelli che ho incrociato amavano le infradito: non alla moda, ma comunque necessarie per sopportare l’afa (nonostante i 30 gradi, la percezione di appiccicume caldo era assai maggiore). Il Paese, con mio sommo gaudio, è air-conditioned friendly. Hotel, negozi e uffici. Le istituzioni pubbliche - in particolare il ministero dell’Interno - tendono ad essere arredate con un insano gusto kitsch - dai divani alle cornici in simil-oro, passando per i tappeti da casa della famiglia Addams. I militari di guardia hanno un qualcosa di perennemente scoglionato. Per quei pochi rumeni che ho incontrato, gli italiani sono ormai identificati con “quelli delle impronte ai loro connazionali”; ma nessuno mi ha guardato particolarmente storto e, anche se i giornali rumeni, nelle scorse settimane, hanno condotto una dura campagna di stampa contro il governo italiano, non ho riscontrato particolari ostilità.



Rientro a casa e mi ritrovo sul portone un fiocco azzurro. Era da tanto che non mi imbattevo in questa usanza. Mi ricorda quella, ancora più arcaica, di far affiggere ai muri dei paesi la comunicazione di morte di una persona.
Qui gli scatti in strada, dal taxi. Qui quelli in/dall’ hotel.
Lusso Emirates.
August 7th, 2008




Che la Business e la First class degli Emirates siano tra le migliori al mondo è un dato di fatto. Adesso, il lusso viene portato anche sul primo Airbus A380 utilizzato dalla compagnia aerea araba. Un blogger ha avuto la fortuna di viaggiarci, e ha testimoniato il tutto con un reportage fotografico. Imbarazzante. I 15 passeggeri di prima classe (due foto sopra) possono contare su una cabina con tanto di porta e hanno anche a disposizione due docce. Per loro, e quelli di Business, al piano superiore c’è un cocktail-bar. La cabina è silenziosissima. E’ possibile seguire decollo e atterraggio grazie ad una telecamera posizionata sulla coda dell’aereo. Anche le poltrone di Economy sembrano molto comode (foto sotto). L’aereo ospita 489 passeggeri; al piano inferiore 399 posti di economy; a quello superiore 76 di Business e 14 suites di Prima classe. Divine. Qui la pagina ufficiale della Emirates.



Veniamo alla parte dolorosa, il prezzo. Da domani l’A380 vola esclusivamente da Dubai a New York (i voli inaugurali hanno avuto luogo il primo e 3 agosto). Un biglietto andata e ritorno in First costa 6300 euro. La Business, invece, viene 4.030 euro.
Bucarest.
August 6th, 2008
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Preparato la borsa. Si parte, domani pomeriggio, per Bucarest. Un giorno e mezzo. Non mi porterò il pc. Non so se qualche anima pia (forse L.) ce la farà ad occuparsi del blog. Confesso che questo viaggio non mi va proprio. Speriamo che all’Alitalia basti la benzina.
Il meteo è ottimo. Leggi: niente tempeste, ecc. ecc. Però ci sono sempre i volatili. E siccome voglio essere pronto al peggio, mi sono guardato un video in cui viene dimostrata la pericolosità degli uccelli (animali).
Attacco di panico in volo.
August 5th, 2008
Gli attacchi di panico in volo sono una cosa seria, e richiedono personale con un minimo di preparazione spefifica. Non basta dire “stia tranquillo, non precipitiamo”. La cosa migliore è farsi un giro in cabina e parlare col comandante - ma con le leggi post 11 settembre è praticamente impossibile. Quel che è certo, è che questo passeggero, in preda ad un gravissimo attacco (urla “sto per morire”), ha ricevuto il peggior trattamento immaginabile. Ammanettato con dei lacci di plastica, viene tenuto fermo da due persone (passeggeri?), mentre gli assistenti di volo non sembrano particolarmente preoccupati.
Ryan air contro il governo, “se ne frega dei passeggeri”.
July 25th, 2008

Duro attacco di Ryanair, tramite il suo sito ufficiale, al governo italiano (grazie O. per la segnalazione). Colpevole, a detta della compagnia irlandese, di “supportare le alte tariffe di Alitalia”, e “i suoi frequenti scioperi”. La comunicazione della low cost è sempre stata aggressiva. Ricordo qualche conferenza stampa del suo patron, Michael O’Leary, che non ha mai avuto peli sulla lingua. Spesso, però, mi ha dato l’impressione di voler dar scandalo a tutti i costi con frasi ad effetto.
Da passeggero Ryan Air non mi piace. Ci ho volato una sola volta e la trovo scomoda. Anche un po’ sporca. E, se proprio devo dirla tutta, neanche troppo sicura (ma questa è una valutazione a pelle). Detto ciò, riconosco il suo alto valore sociale: ha contribuito a rendere il mondo alla portata di tutti (o quasi).
Quando l’assistente di volo ha sonno.
June 24th, 2008

Beati loro. Io non dormo neanche sulla poltrona-letto.

P.s. In caso di emergenza si sveglieranno?
Tel Aviv+Gerusalemme.
June 20th, 2008
Visto che i prezzi degli aerei stanno lievitando di ora in ora, mi sono messo davanti al pc e iniziato a pensare alle vacanze. Preso l’atlante, ho sfogliato un po’ di Paesi, e ho scelto Israele. Si parte la terza settimana di agosto, destinazione Tel Aviv. Con Alitalia (720 euro, tasse incluse). La El-Al, che ero curioso di provare, era inavvicinabile. Prossimamente sceglierò l’hotel.
Tel Aviv e Gerusalemme sono due tesori da scoprire. Ora in libreria a comprare la Lonely Planet.
Viaggi illimitati, a 249 euro.
May 29th, 2008
Si chiama “All you can fly” ed è l’innovativa iniziativa dedicata agli studenti tra i 16 e i 26 anni, che sarà lanciata nei prossimi giorni, dalla TuiFly, una compagnia aerea tedesca a basso costo. A partire dal 2 giugno sarà possibile acquistare uno speciale biglietto, che dà diritto ad un numero illimitato di viaggi sulle rotte TUIfly nel periodo che va dal 1 luglio al 31 agosto 2008. Il prezzo del biglietto è di 249 Euro, tasse e spese incluse. L’iniziativa è valida non solo per le rotte che collegano l’Italia alla Germania ma, una volta raggiunta la destinazione tedesca prescelta, si può proseguire verso qualsiasi altro Paese servito dalla Compagnia. La prenotazione si può effettuare tramite il sito, o chiamando il call center al numero 199 192 692, le agenzie di viaggi o le biglietterie aeroportuali (in quest’ultimo caso può essere richiesto un supplemento aggiuntivo).
Tutte le rotte passano per la Germania, da dove è possibile raggiungere: Malaga, Bilbao, Manchester, Fiume, Berlino, Valencia, Dubrovnik, Newcastle, Parigi.
Se avessi l’età, lo avrei fatto.
Myair, una giornata di disagi.
May 7th, 2008
A proposito di MyAir, piccola compagnia low cost italiana creata da un gruppo di ex dirigenti di Volare, mi è capitato spesso di leggere a proposito di casi di disservizi e di voli cancellati. Per questo non mi stupisce la mail che mi arriva da un river-lettore, a proposito di quello che gli è successo il primo maggio. Partenza prevista alle 9.30, effettiva ore dopo, in serata.
“Avevo organizzato di andare a Pantelleria con degli amici per il ponte; Volo con la compagnia charter my air, l’ unica che arriva sulla minuscola isoletta. Prenotiamo un volo alle 9:30 del mattino di giovedì primo maggio. Il lunedì precedente mi contatta l’ agenzia dicendomi che il volo sarebbe partito a mezzogiorno. Una volta arrivato in aereoporto scopro che il volo ha subito un altro ritardo e che sarebbe decollato solo alle 17.30. L’ aereo nel ritardo parte puntuale, e alle 17:30 si stacca da terra. Quando siamo ormai quasi arrivati il comandante ci informa che a causa della nebbia non sarà possibile l’atterraggio, e l’ aereo viene dirottato a Palermo. Siamo lasciati per 3 ore in una sala d’ attesa, dove arrivano anche i passeggeri di un volo per Pantelleria partito da Bologna, fino a che ci viene comunicato che la nebbia si è diradata e che l’ atterraggio sarà eseguito. Veniamo caricati tutti assieme su un aereo più grande, e una volta in volo nella meraviglia di tutti il comandante ci avvisa che l’Enac non ha ancora acconsentito all’ atterraggio e che probabilmente saremo costretti a tornare agli aereoporti di partenza, prima a Bologna e poi a Bergamo. Fortunatamente siamo riusciti ad atterrare, ma personalmente mi ha dato molto fastidio il fatto che non ci abbiano comunicato la possibilità di un fiasco prima di imbarcarci”.
Penso che se un comandante mi informasse in volo che le condizioni per l’atterraggio non permettono di scendere, promuoverei un referendum tra i passeggeri per cambiare immediatamente destinazione. Scherzi a parte, ti consiglierei di rivolgerti ad un’associazione di consumatori (magari l’Adoc), per verificare se ci siano le condizioni per poter chiedere qualche rimborso.
Thailandia/Accarezzando la tigre.
April 14th, 2008



Una lettrice mi segnala un reportage fotografico di due fidanzatini, in Thailandia. Lo confesso: li invidio moltissimo.



Crosswind, e l’aereo non ce la fa.
March 2nd, 2008
Il vento di traverso - crosswind - è una delle cose peggiori che ci possa essere. Più in generale, l’atterraggio con vento forte è qualcosa che non augurerei a nessuno. Questa ripresa è stata realizzata ieri ad Amburgo: protagonista un Airbus 320, che rischia di schiantarsi al suolo. Alla fine è costretto a riprendere quota.
Volo Francoforte-Londra, per lavoro. Un volo breve, brevissimo. Raggiunta Londra veniamo informati dal pilota della Lufthansa che a causa del vento forte non potevamo scendere. Giriamo mezz’ora in circolo. Poi, a un certo punto, inizia la discesa. Io avevo accanto a me la hostess, seduta nel senso contrario. Mi ricordo che sbattevo la testa sul sedile davanti a me, e per questo dovevo tenermi forte con le mani. Avanti e indietro, su e giù, e poi ancora fortissime oscillazioni destra-sinistra. La hostess - alla cui mano mi ero aggrappato come un pupo - mi diceva: “Non guardi fuori”. Io però fuori c’ho guardato, e vedevo l’ala che veniva sbattuta su e giù. Diverse persone, in quei quindici interminabili minuti di discesa, hanno vomitato. I bambini piangevano e urlavano. Mi ricordo solo che quando sono uscito dall’aereo ho iniziato a piangere. Ho telefonato subito i miei.
Genova/ Appunti di viaggio.
February 17th, 2008

- I 13 Airbus 320 nuovi di zecca che la AirOne ha inserito nella sua flotta dal 2007 (ne arriveranno ancora altri 10) sono uno schiaffo agli scomodi e sgangherati Md80 di Alitalia (ma anche rispetto agli Airbus che usa Alitalia). Non solo: penso che, in assoluto, rispetto a molte compagnie, siano anche i più belli. Poltrone in pelle, lo spazio tra le file non è assurdo come su Ryanair, tanto per citarne una. Ognuno ha uno schermo individuale. E poi salire su un aereo nuovo di zecca fa il suo effetto. Gli assistenti di volo sono educati (a parte il capocabina dell’andata che ciancicava una gomma).
- Volo di ritorno: seduto in fila 2, grazie al web checkin. Il resto delle persone erano sistemate dalla fila 10 in poi. Mi ha fatto un certo effetto volare “solo”. Meno male che non ci sono state turbolenze, altrimenti non avrei saputo con chi parlare.
- I piloti con cui ho parlato, mi hanno sempre detto che l’atterraggio a Genova è tra i più difficili - insieme a Palermo e Reggio Calabria. Però va detto che col cielo chiaro la vista è molto bella.
- Incontrato in aeroporto una squadra di non so cosa: tuta societaria blu Arena. Erano tutti alti: direi pallavolo.
- A Genova sono state sistemate due poltrone che fanno un massaggio ad un euro.

- Il genovese medio è più gentile del romano medio. La regola si applica anche ai tassisti.
- Viaggio in treno Savona-Genova. E’ troppo facile parlare male dei treni regionali: passo. Al ritorno, siccome due persone hanno quasi aggredito i controllori, il treno si è fermato in stazione, in attesa dei carabinieri. Fermi per 20 minuti.
- Fatto la pupù in aeroporto. Ho scelto apposta l’unico bagno con la luce fuori uso: è stato complicato, ma almeno era pulito.
- Avendo finito da due giorni la schiuma da barba (farla a secco è un’esperienza…) l’ho comprata in aeroporto alla modica cifra di 5 euro. Perché solo i profumi costano *teoricamente* meno?
- I vicoletti della zona del porto mi ricordano molto Napoli. Bellissimi i negozi di antiquariato. Delizie grastronomiche: la gelateria profumo (il cioccolato sa di cioccolato) e una bottega antica di cioccolatini e dolcetti vari (Pietro Romanengo).
Qui altre foto (sono poche, perché il tempo a disposizione non è stato molto).
Genova/ L’acquario, tra cartelli e bimbi.
February 17th, 2008


Per chi come me è incuriosito dal mondo animale, la visita all’acquario non poteva non essere interessante. Lo spazio è bene organizzato, anche se ieri ho dovuto fare i conti con un’invasione di bambini urlanti (e giuro di non aver appositamente colpito sulla fronte col mio cellulare un ragazzino che avevo ad altezza gamba).
Le star incontrastate - quelle che avevano di fronte alle loro vasche il maggior numero di persone - erano i delfini, le foche e i pinguini. Un coccodrillo - lungo appena un metro - non riscuoteva molto successo (indecenti le monetine che qualcuno aveva gettato nella sua vasca). La cosa più divertente erano i cartelli con gli avvisi. Alla vasca dei delfini: “Gli animali scelgono volontariamente dove nuotare. Essendoci tre vasche, è possibile che in questo momento non li vediate”. Insomma: non reclamate. Alcuni giocavano a palla, altri facevano le capriole. Dagli squali: “In questo periodo si possono verificare delle aggressioni alle ricciole. Gli animali, comunque, si riprendono in quattro settimane”. Sono pur sempre squali.
Scopro poi che le razze si lasciano accarezzare (a me facevano troppo senso). Un cartello invitava i visitatori a non toccarle negli occhi (?!), nelle branchi, a non prenderle per la coda e tirarle fuori dall’acqua. Avrei aggiunto, a questo punto: a non cucinarle. La domanda che mi faccio in questi posti è sempre la stessa: come si sentono quegli animali?
Genova/ Il tronista in aereo.
February 16th, 2008

Rientrato dalla trasferta genovese, a pezzettini. Cammina di qui, vedi di là, vola su e giù. Domani le foto dell’acquario (s-p-l-e-n-d-i-d-o). Intanto non potevo non raccontare, prima delle necessarie ninne, dell’incontro con quello che, solo ora che sono arrivato al mio pc, scopro essere un tronista di Uomini e Donne. Si chiama Jack Vanore, ha 25 anni ed è appunto genovese. Lo noto nella saletta d’attesa dell’aeroporto Colombo di Genova. Il look è sportivo: direi da palestra. Pantaloni di una tuta nera, scarpe da ginnastica, bomber chiaro, cappellino. Viaggia solo con una piccola borsa nera da palestra dell’Adidas. Capelli rasatissimi, alto almeno 1.90, bellissime mani e occhi penetranti. Inizialmente mi sembra un personal trainer. Poi, però, mi accorgo che le ragazze lo osservano con insistenza (anche io? gulp! sono gay? gulp!). Atterriamo a Fiumicino, e sul pulmino che ci viene a prendere all’aereo capitiamo vicini. Non capisco se: mi osserva per vedere se l’ho riconosciuto (risposta: no); se gli fa piacere essere guardato; se si chiede “cacchio si guarda questo?”. Sguardi che si fanno più insistenti quando, due volte (ripeto: due volte), si gratta il pacco. A dire il vero lo sistema. La tuta è leggermente calata. Scendiamo dal pulmino e gli si avvicina un ragazzo: “Scusa, possiamo farci una foto insieme”. Il tronista non si scompone. “Sai, è per la mia fidanzata”, puntualizza subito il ragazzo. Foto, clic, ciao e complimenti. Complimenti? Purtroppo, avendo capito troppo tardi chi fosse, non sono riuscito a immortalarlo.
Buona notte blog.
Scatti da una tragedia (simulata).
February 15th, 2008


Siccome da queste parti si ha paura di volare (e domani si risale su un Airbus 320 di Air One), è bello guardare questo servizio realizzato dal fotografo Richard Mosse, in uno di quei centri dove si simulano sciagure aeree. Il problema è sempre lo stesso: quando c’è un incendio, riuscire ad atterrare sani e salvi - senza morire soffocati dal fumo.



Dove si dorme meglio in aeroporto.
February 12th, 2008
Mica facile dormire in aeroporto. Tutt’altro. Per chi non ha la chiave d’accesso alle sempre più inflazionate salette vip (biglietto business o carta frequent traveller di livello alto), i sedili “convenzionali” sono, nel caso di ritardi di diversi ore, l’unica ancora di salvezza. Un sito ha stilato la classifica degli aeroporti, nel mondo, dove si dorme peggio o meglio.

Aggiungo io: A Fiumicino e Milano si dorme malissimo, perché i braccioli in metallo impediscono di sdraiarsi su più poltroncine.








