photo Flyer_dario4_rising.jpg

Ci siamo. Stavolta niente count-down e anticipazioni giornaliere: la nottata s’apparecchia tutta in un colpo, in un solo post. Anche perché hanno giàiniziato ad arrivare via mail (a seratariver@gmail.com) richieste di delucidazioni in merito. L’appuntamento da segnare sul calendario è per il 29 gennaio, sempre giovedì, ’cause Thursday is the new Saturday.

Dove. Rising Love, via delle Conce 14. Storico spazio all’Ostiense, “arena” eclettica e al passo con le città europee in fatto di cultura musicale e di clubbing. Il locale ha una vocazione naturale per tutto ciò che è underground, dall’elettronica al reggae, dall’indie-rock al dub, passando anche per il teatro. Lo spazio ospita sia dj set che live, ma anche performance e spettacoli teatrali.

Protagonisti. Alla consolle si alterneranno due dj: Mr Mads (che tutti hanno avuto modo di apprezzare lo scorso 18 dicembre) e dj Dive. Quest’ultimo è al suo debutto: è un tuffatore italiano che, per la prima volta, si cimenterà in un’esibizione di questo tipo. Sul palco salirà anche Giusva, sempre più di casa a Roma, che farà da animatore, vocalist e che contribuirà in maniera determinante, come solo lui sa fare, a scaldare il pubblico. Insieme a lui balleranno anche i River-boys, i ragazzi immagine che, insieme a Nicolò (uno dei Pr della serata), abbiamo reclutato (e stiamo ancora reclutando) sui social.

Costi e orari. L’appuntamento è dalle 23: l’ingresso sarà gratuito (con selezione a cura dei door selector, Andrea & Andrea) fino alle 23.30. Dopo quell’orario, 7 euro per chi si sarà iscritto in lista (tramite seratariver@gmail.com o usando il nome delle liste gestite dai Pr: “Allstar“, “Bionda” e “Lecca Lecca“), mentre chi si presenterà senza essere inserito in lista pagherà 10 euro.

 photo Flyer_dario4_back_rising.jpg

Ospiti. In pista scenderanno alcuni campioni italiani dei tuffi: uno, in particolare, è un olimpionico di 19 anni, una vera e propria stella, finita più volte sui giornali. Altri si aggiungeranno. Non verranno in costume: fa freddo, risparmiamoglielo :-)

Nei prossimi giorni alcune interviste ai protagonisti di questo secondo appuntamento che – ne siamo tutti certi – riuscirà ancora una volta a valicare i confini del river-mondo, grazie anche all’attività di Pr involontaria degli odiatori, che ringraziamo tutti di cuore!

Stay tuned!

La spazzola per i selfie.

January 16th, 2015

 photo 10931288_10204783020088657_6933076686204519428_n.jpg

Centro commerciale Europa. Ovviamente mai più senza.

 photo Tom_Daley_440.png

E, quindi, come s’era ampiamente capito e come già si vociferava (ché il web è una gran pettegola, adoro!), River! si ripeterà. Intendo quell’appuntamento blog-convocato di gggente che vuole vedersiparlareballare nel nome di River. Alla fine, la decisione è stata facilissima da prendere, non sto a fare qui la sceneggiata sui dubbi che mi frenavano: quello che mi ha spinto a ripetere l’appuntamento è, banalmente, quella sensazione di vuoto che ho avuto dentro di me nelle 48 ore successive la serata del 18 dicembre. Le idee sono già molto chiare, il team River! si è già messo al lavoro. Ci saranno delle conferme musicali, oltre a quella del luogo (il Seven non si tocca!), e un tema portante: quello dei tuffi. Perché diciamolo: dopo Tom Daley, il suo coming out, la sua storia d’amore, il mondo dei tuffi ha iniziato a piacerci un po’ di più. E così, si celebrerà la bellezza dei corpi dei tuffatori, i loro costumini aderenti e, in fondo, la loro apertura mentale sui temi Glbt (testata sul campo dal sottoscritto). Come? Non solo ospiti speciali, ma anche una scenografia a tema. E, alla consolle, per la prima volta, ci sarà un tuffatore italiano che aiuterà a fare dei salti molto speciali: una scommessa per lui e per noi, ma siamo certi che non deluderà il pubblico.

Stay tuned.

Questa è la storia di un uomo che si è strappato di dosso la pelle per la sua fidanzata. Una parabola, forse, sull’amore che tutto toglie, l’amore che ci spoglia, spesso, della nostra identità. L’amore per il quale siamo disposti a fare tutto. “He took his skin off for me” è un cortometraggio che lascia senza parole e che, sinceramente, ho avuto non poche difficoltà a guardare. E’ basato sulla storia scritta da Maria Hummer, ed è stato realizzato, in due anni, da Ben Aston, studente della London Film School.

Da vedere fino alla fine. Niente spoiler sul finale (che è multi-interpretativo).

 photo NlLMgno.jpg

L’ultima foto pubblicata da Justin Bieber su Instagram, oltre a numerose altre segnalazioni fotografiche passate, sollevano un dubbio, sulla prestanza del giovincello: il dubbio, vedendo la piega dell’asciugamano, è che dietro si celi un poderoso tre colonne. O, come minimo, un grosso… ombrello :-) Intanto, nel dubbio, un’azienda gli ha offerto due milioni di dollari per girare un film porno gay.

Una sorpresa per il fattorino.

January 15th, 2015

Un balletto a sorpresa per un pizza-boy, da parte di un gruppo di ragazzi a torso nudo. E lui è stato al gioco. Invidia.

Il cane e il barbiere.

January 15th, 2015

No, ma la pazienza?

Il cavallo e i peti.

January 15th, 2015

Io me lo son sempre chiesto. Chissà come fanno i cavalli quando hanno la pancia gonfia. Ecco.

In fuga dagli zombie.

January 14th, 2015

Com’è fuggire da una mandria di zombie affamati? E’ la risposta che hanno cercato di dare gli autori di questo video, in cui il protagonista, telecamera montata sulla testa, cerca di scappare ad una serie di mostri che lo attendono tra un tetto e l’altro. Girato in stile “Dying Light” sui tetti di Cambridge dalla “Ampisound” (un gruppo di fanatici del parkour e del freerunning), contiene alcuni salti davvero mozzafiato.

Finale inaspettato a tutta adrenalina.

 photo a601a345e097f97f99c6a08ba0b83b8e.png

Dolce. E non solo.

Oggi in salone abbiamo montato delle nuove mensole (cioè: ha, l’operaio, ché io ho un rapporto conflittuale con il trapano, da lavoro)  e, quindi, ho spostato un po’ di libri, scartoffie, oggettistica. Ho scovato un modem Fastweb di non so quanti anni fa, che sicuramente avrò pagato come penale. Multe per cui Equitalia prima o poi mi chiederà il conto, pignorandomi il gatto, visto che altro non ho. Poi, tanto per farmi un po’ del male (sicuro?), giusto per passare sull’avambraccio tiepidino la lama sottile e gelida del coltello che non uso mai per tagliare la carne, sono andato ad aprire le scatole dei ricordi. Quelle con le lettere e le cartoline, di amici ed ex ma anche di conoscenti, che oggi non saprei neanche riconoscere. Ho ripreso a sfogliarle. Non è la prima volta che lo faccio. Accade, quasi sempre per caso, una volta ogni due anni. Ricorrenze biannuali, una sorta di timer dei ricordi passati, che tornano a galla come il rigurgito di un neonato. Le cartoline e i messaggi sono raccolti senza ordine cronologico, alla rinfusa, senza rispettare un ordine sentimentale. C’è l’amico, l’amica, il fidanzato, l’amante. Uno sopra l’altro. Ci sono pure le nonne, confuse in quel groviglio indistinto di sentimenti.

 photo Cattura-1.jpg

Rileggo quelle parole, me ne ero dimenticato, quasi del tutto. Non dei sentimenti, quelli no, restano dentro di me, in un posto che solo io sento. Sono nel cassetto chiusi a chiave, uno spazio che nessuno potrà mai cancellare, neanche il dolore o un nuovo amore. Ho deciso che ogni tanto, su questo blog, ne condividerò uno. Perché la condivisione dei sentimenti è quanto di più bello ci possano offrire ancora i blog – che, me ne sto rendendo conto in queste settimane – sembrano essere sempre più divorati dalla rapidità (a volte cieca e ottusa) dei social network, che offrono condivisioni fast e easy to consume, spesso con poche riflessioni annesse. Ed è paradossale quanto il blog mi sembri, in fondo, la carta di oggi. Certo, c’è l’elemento della condivisione pubblica, che arricchisce quei fogli di carta con i quali, un tempo, ci dicevamo “ti amo”. Io e te, senza altri. Ma è anche bello gridarlo al mondo, io e lui ci amiamo, ci siamo amati, ce lo ricordiamo, vero?

Questo è un messaggio di A., il mio secondo fidanzato. Eravamo due ragazzi che navigavano in un mare ancora tutto da esplorare. Alla sua prima storia lui, io reduce da una relazione complicata con l’America. Bimbi dentro, entrambi. Insieme prendemmo il cagnolone River. Ho trovato tanti sui biglietti. Questo è il primo che mi è capitato tra le mani. Un’estate d’amore, un luglio confuso, una tempesta all’orizzonte?

Sì, mi ricordo quel ti amo.

Amici ad alta quota.

January 13th, 2015

 photo 10885098_739672986127899_4427135886561762459_n.jpg

Che succede se due pazzi come James Kingston e Mustang si vedono in Ucraina? Mica vanno in discoteca…troppo scontato. Si arrampicano insieme nei posti più irraggiungibili. In alcuni casi, anche a piedi scalzi.

 photo 10898339_738523902909474_7505671959595562039_n.jpg

Happy Holidays, James and Mustang :)

 photo 10897957_742053949223136_7680436040984599049_n.jpg

Lo scherzo #uber.

January 12th, 2015

Se da noi Uber sta gradualmente prendendo in piede, in America è così popolare da aver ispirato i primi scherzi a tema. Come quello di Yousef, che si è infilato nelle auto di alcuni anonime persone, fingendo di scambiarli per il suo autista Uber. In alcuni casi ha anche rischiato di prenderle sul serio.