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Quando, stamattina, ho incrociato per caso delle foto di Tommaso Rinaldi, tuffatore, classe 1991, per poco non rimanevo folgorato sulla via dello slippino. Rigorosamente gonfio e molto abbondante. Tralascio le sue vittorie (da ultime quelle ai campionati italiani di categoria), e mi chiedo perché il giovine non siano stato arruolato per qualche pubblicità. Lo vorrei in formato 6×3 nelle principali strade della capitale e non solo.

Sospiro, di fronte a tale perfezione.

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Ho già documentato la passione di Mustang Wanted per le missioni impossibili in infradito. Adesso l’arrampicatore 27enne di Kiev ha messo a segno altre folli scalate, stavolta a piedi scalzi.

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Una collezione di cani imbranati, che sono finiti col rendere complicate delle situazioni apparentemente semplici. Adorabili.

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Il trasloco si avvicina, anche se non c’è ancora una data certa, visto che sulla carta ho perso il traslocatore. Intanto piovono rogne, anche nella nuova casa. Qualche amico già scherza: “Forse batti il record di resistenza in una casa, nel senso che te ne andrai tra 6 mesi”. Non penso, voglio stabilizzarmi, sul serio.

- Il traslocatore che avevo “prenotato” i primi di luglio – quello degli ultimi due traslochi – mi ha chiamato per dirmi che erano sopraggiunti nuovi impegni e che, quindi, mi dovevo arrangiare. Tramite dei colleghi ne ho trovato un altro: sono 5 ragazzi, tutti gay, traslocatori a tempo perso, ma molto efficienti. Peccato che siano tutti in vacanza, fuori Roma (Sicilia), e tornerebbero apposta per me. Oggi mi davano conferma della loro eventuale disponibilità.

- In salone e in camera da letto c’è un’infiltrazione: proviene dalla terrazza condominiale del piano di sopra. Un paio di macchie, negli angoli. I padroni di casa hanno già detto all’amministratore che se non interviene partiranno con la diffida. E io, dopo l’esperienza del soffitto del bagno che mi è crollato davanti agli occhi, inizio a rivivere quell’incubo. Ma speriamo che si risolva tutto in fretta.

- Capitolo volture casa entrante. Con Acea non ho avuto problemi, fatta al telefono in pochi minuti. Con Eni sì: il numero del contatore registrato risulta intestato ad un’altra persona. Ergo, prima di fare la voltura, un tecnico deve venire a registrare il nuovo numero. Quando? “Forse” entro un mese.

- Capitolo cessazioni utenze casa uscente. Per Acea la questione è facile: si chiama, anche mezz’ora prima, e il contatore viene disattivato in remoto, senza l’intervento del tecnico. Anche Eni pare semplice: abbiamo preso un appuntamento per il primo agosto (verranno a mettere un sigillo al contatore). Fastweb, invece, se la prende comoda: garantiscono la migrazione della linea in 40 giorni. Ergo, devo sperare che nella casa vecchia non usino il telefono a me intestato.

- Mobili: per adesso ho ordinato soltanto il letto. Arriverà la seconda settimana di agosto. Il materasso l’ho ordinato ieri (lattice, duro, altezza 24 centimetri, la misura perfetta per tutto…), arriva nella settimana del 28 luglio. Da quello dipenderà anche la data del trasloco. Gli altri mobili li prenderò una volta dentro, anche perché altrimenti il rosso del conto corrente diventa nero, incazzato nero come il direttore di banca.

- Con la padrona di casa uscente i rapporti sono pessimi. Più o meno siamo alle minacce di cause et similia. Ieri è arrivata a dire che mi fa “controllare” perché teme che mi possa portare via i suoi mobili. Risposta: “Forse è il caso che si faccia controllare il cervello”. Ma tant’è. La riconsegna della chiavi sarà con turbolenza, delegherò tutto all’avvocato e amen.

- Il pittore dovrebbe venire da sabato: mi ha detto che ci vogliono due, tre giorni per riverniciare tutta la casa. Colori scelti: giallo canarino all’ingresso, bianco camera ospiti, camera da letto una parete rossa e il resto bianco; bianco in salotto e in cucina; i bagni uno grigio e l’altro bianco. Sogno anche un graffito sul muro. Ma devo trovare un bravo graffitaro, esperto di lavori casalinghi.

- Pensieri su Trastevere. Mi mancherà, ovvio. Piazza San Cosimato è un gioiello senza uguali. Ma alla fine non vado a stare troppo lontano. Devo comprarmi una bicicletta. Giusto per non perdere l’abitudine degli Spaghettari, che sono già in allarme per la mia eventuale dipartita.

Fingers crossed.

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Nathen Steffel ha perso la figlia all’età di sei settimane. La piccola Sophia aveva un male incurabile al fegato. Subito dopo la morte, Nathen ha pubblicato su Reddit una singolare richiesta: ottenere un’immagine fotoscioppata della figlia senza quei brutti tubi ai quali l’avevano attaccata subito dopo la nascita. La risposta è stata straordinaria, tantissime le foto ritoccate da parte di chi ha raccolto l’appello dell’uomo (qui le risposte degli utenti del social network).

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Elysium” è il nuovo singolo del gruppo “Bear’s Den“, basato sul cortometraggio girato a giugno dal regista Marcus Haney. Un cortometraggio particolare, con un epilogo inaspettato. Il video avrebbe dovuto raccontare la storia del fratello di Haney, Turner, e dei suoi amici universitari. La storia di un gruppo di ragazzi come tanti, studenti alla Seattle Pacific University, cazzeggioni come tutti alla loro età, spensieratamente ventenni. Tra bevute e falò, tatuaggi e canne, il film doveva essere una celebrazione della giovinezza. “Volevo catturare gli ultimi frammenti di giovinezza di mio fratello, nei suoi primi anni di università”, ha spiegato il regista.

Durante i quattro giorni di riprese, però, succede qualcosa di inaspettato. Un folle entra nell’università e ferisce quattro persone. Una di queste muore. E’ un amico del protagonista. In quei giorni difficili, Turner trova sollievo nella canzone “Elysium”, sentita a ripetizione con i suoi amici più stretti, tra pianti e abbracci. Il regista, d’accordo con i protagonisti del cortometraggio, ha deciso di continuare con le riprese, per realizzare un tributo alla vittima, Paul Lee.

Tutte le reazioni catturate dalla telecamera, dalla gioia e spensieratezza iniziale al dolore finale, sono vere. E struggenti.

Le ultime 24 ore di vita di Dukey. photo original-1779-1405009092-13.jpg

Il fotografo Robyn Arouty ha voluto raccontare le ultime ore di vita di Dukey, un cane che da tempo soffriva di un tumore che lo stava divorando. Tumore incurabile, che faceva soffrire lui e chi gli voleva bene. E di fronte al quale non c’era più nulla da fare. Così, il padrone, consigliato dal veterinario, non ha avuto scelta, e lo ha fatto addormentare. Ma prima della puntura finale, Dukey ha festeggiato: gli hanno dato un piatto di hamburger, solo per lui. E lo hanno portato in un parco acquatico, per l’ultimo bagnetto. Lui si è divertito e, per un momento, è sembrato dimenticarsi di quel brutto Male.

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Alla fine se ne è andato circondato dall’amore delle persone che gli sono state vicine, da quando, tre anni fa, lo avevano adottato (qui il video che ricorda quel momento).

E quanto ho pianto.

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Prendi un poliziotto gnocco, fai girare un suo scatto sul web (sopra) e in pochi click diventerà una piccola star. Il protagonista dell’ascesa ora ha anche un nome: si chiama Chris Kohrs, e sul web è conosciuto come il “bono di Castro”, il quartiere di San Francisco in cui è stato fotografato per la prima volta. L’agente, 36 anni, è stato anche al centro di una rubrica su The Daily Beast, che ha raccontato la sua ascesa. E, soprattutto, ha riferito che Chris è contento di piacere così tanto ai gay. Persino i suoi capi hanno apprezzato questa ondata di popolarità virtuale. Qualcuno ha anche trovato delle sue foto non in divisa. E che dire? Un 36enne che merita.

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Una cosa è certa: nulla sarà più come prima per i soggetti di queste gif.

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Giuro che l’occhio mi è caduto prima sui fantasmini.

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Joseph Pleban soffriva di una malattia che gli aveva procurato una serie di tumori (ricorrenti) alla caviglia. L’unico modo per curarla era quello di amputare la gamba. Il 23enne, così, ha deciso di documentare le ultime giornate prima dell’intervento con una foto-cronaca dolceamara. I medici gli avevano anche detto che, con quella malattia, non avrebbe più potuto praticare sport estremi. Se, invece, si fosse fatto operare, avrebbe potuto continuare a vivere una vita normale. Per quanto possa sembrare paradossale, quella di Joseph è stata una scelta di guarigione. Tre mesi prima dell’operazione, insieme alla fidanzata 26enne, ha iniziato a scattare la serie di foto. “Non mi sono pentito. Quella è stata la scelta giusta”, ha detto dopo l’operazione.

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Basta poco per far uscire il lato meno sexy di una persona. Anche una posa un po’ appecoronata e, soprattutto, uno slip sporco. Ashton, da te mi aspetto di più.

L’australiano Josh Mansour, classe 1990, è un giocatore di rugby che milita nella squadra dei “Penrith Panthers“. In questi giorni ha pubblicato due video in cui una mandria di gnocchi come lui (anche se non è propriamente un river-tipo), gli versa addosso dell’acqua gelida.