Basta il colore” è un progetto della squadra di Basket di Bassano del Grappa, nato nel primo anniversario della morte del giovane Andrea, il ragazzo romano di 15 anni vittima di bullismo e omofobia perché indossava dei pantaloni rosa. E questo è il backstage del calendario 2015.

Le imprese di James Kingston (folle arrampicatore #gnocco) sono ormai note ai river-lettori. Nell’ultima impresa, il pazzo, arrivato in cima, ha dovuto fare la pipì. E siccome a quelle altezze non ci sono bagni, s’è dovuto arrangiare. Arrampicata con deriva fetish, quindi.

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Jonas Sulzbach, brasiliano e, quindi, bono, ex star del Grande Fratello (è stato Mr Brasile nel 2010), quando sfila, conquista tutti. E non per il look improbabile – slip/scarpe – ma soprattutto per la “presenza” e la consistenza del pacco (sul web è circolata una sua foto in erezione: voto 5 per la larghezza, 6,5 per la lunghezza).

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La sfilata tra i boschi.

November 13th, 2014

Il brand di intimo (e non solo) “Freedom Reigns” ha scelto di promuovere la sua ultima collezione in una foresta, facendo filare i modelli in slip.

La vita in città è stressante. A Roma come a New York. Il senso di questo esperimento è quello di offrire (gratuitamente) la possibilità a dei passanti randomici di rilassarsi. Come? Con delle cuffie e… degli adorabili gatti.

Un anno fa, il corridore professionista Toxa Avdeyev aveva portato il figlio, di 3 anni, a fare una corsa in pista. Un anno dopo, ecco un nuovo video – anche questo virale. <3 per entrambi.

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Ex terzino sinistro delle giovanili viola, Lorenzo Venuti, originario di Montevarchi, nella nazionale under 19, è solito pubblicare una serie di interessanti scatti in slip e a torso nudo e con pacco in vista. In una, in particolare, fa il bagno con un compagno di squadra. A chi gli chiedeva se fosse gay, lui ha risposto che gli piace il triangolino. In che senso? :-)

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Sotto, gli scatti migliori. Un po’ tutti, direi.

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Uno dei check più frequenti che faccio sul terminale delle agenzie è per vedere se sono entrate nuove foto di Claudio Marchisio. Queste due meritavano un post: il nostro mr. Pacco si allena con la nazionale a Coverciano. In una, aveva dei pruriti.

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Sotto, il dettaglio.

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Il mio primo concerto di Cesare Cremonini. Dall’ultimo di Morrissey, all’Auditorium., qualche anno fa. Strano salto, sicuramente molto pop. Concerto al Palalottomatica, visto con A. Inutile nascondere che il principale elemento trainante sia stato il significato e il peso che una canzone come Logico ha avuto per me prima dell’estate, con la nota vicenda di Coinquilinoetero. Una canzone splendida, dico io, al di là dei soggetti che la vivono, che la colorano, con le loro storie personali. La colonna sonora dell’amore perfetto, che perfetto non sarà mai. Una delle più belle canzoni che abbia sentito negli ultimi anni – Arisa e Annalisa incluse. Palalottomatica tutto esaurito, si parte a bomba: proprio con Logico. Non me l’aspettavo. Esibizione straordinaria, di un Cremonini che è un animale da palco. Si muove, sgambetta e saltella, sculetta, ancheggia, fa all’amore col pubblico, una carnalità imbarazzante. Se fa all’amore come sta sul palco, con la stessa energia e convinzione, allora il buon Cesare è un ottimo amante. Il pubblico lo adora, ovviamente, canta con lui, quando partono i suoi successi sembra voler venire giù il palazzetto: dalla Vespa special dei mitici Lunapop (il fido Ballo è sempre accanto a Cesare, bello anche dopo tanti anni passati insieme), a Mondo, a Grey Goose. Molte non le conoscevo, ho scoperto dei gioiellini che ora voglio riascoltare. Cesare ha anche suonato al pianoforte, ha giocato col pubblico, raccolto i suoi regali (un cappellino e uno striscione, non un reggiseno piombato in mezzo al palco), e sudato tanto, tantissimo. E, infatti, subito dopo il concerto si fila a docciare, prima di salutare amici e giornalisti.

Alla fine, visita nel backstage, che è sempre emozionante. C’è la band che a dieci minuti dalla fine del concerto ha già pronte le valige e sta andando via. Cesare si fa la doccia, mentre è passato a salutarlo un Aldo Montano davvero super#gnocco.

Grazie, Cesare, per avermi regalato ancora tante emozioni.

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Gary “Gaz” Beadle è uno dei miei preferiti, in quella mandria di coatti protagonisti di “Geordie Shore”. Il ragazzo ha sempre vantato grandi capacità amatorie (è soprannominato “pannocchia”) e, in questa gif, lo vediamo per la prima volta nudo: mi pare più largo che lungo e mediamente cortino.

Aggiornamento/Un river-lettore mi segnala che una foto da eretto sarebbe stata pubblicata un anno fa (qui).

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Un coinquilino pizzicato mentre pulisce il pavimento sulle note di “Morning train”, di Sheena Easton. Eterissimo, eh.

Psg-Marsiglia, baci parigini.

November 10th, 2014

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Visto oggi, in campo.

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Che questa convivenza sarebbe stata radicalmente diversa da quella con il coinquilinoetero mi è stato chiaro fin dall’inizio. Le interazioni sessuali che subito sono capitate (o fatte capitare, poco importa) con il francese, hanno reso tutto molto più “piatto” e banale. Zero pathos, zero paranoie, assenza di profondità totale. Forse perché nessuno di noi due, in fondo, era alla ricerca di qualcosa di diverso. Abbiamo mangiato nel fast-food offerto dal nostro stare sotto lo stesso tetto, senza chiederci perché e senza voler navigare lontano. Due vite separate, così come deve essere (o no?) tra due coinquilini. Io fuori tutto il giorno, lui spesso fuori la sera, anche a dormire fuori. E ora che questa esperienza volge al termine, sento di aver capito molte cose importanti di me, su quello che voglio e, soprattutto, su quello che preferirei non avere. Dicevo: esperienza conclusa, perché il francese ha trovato un altro lavoro a Milano. Nel week-end è partito, ha lasciato le sue cose qui, ma sono già tutte impacchettate. Verrà a ritirarle prossima settimana. Siamo in ottimi rapporti, cordiali, ma non affettuosi. Una cordialità che, a volte, mi è sembrata di facciata. Tipo il bungiornobuonasera con sorriso che si offre ai vicini. Io, comunque, sono felice per lui, perché ha trovato un lavoro full time e ben retribuito, nel campo della moda. A dire il vero, pensavo, un paio di settimane fa, di parlargli. Ma non era facile, dirgli “mi sono sbagliato, in verità voglio stare solo”. Perché quello che ho imparato – e ringrazio questa vita, per darmi ancora la possibilità di capire cose su di me – è che non voglio un coinquilino. La parentesi pre-estiva, quei 44 giorni con coinquilinoetero, sono stati un’eccezione, irripetibile. Un caso fortuito e fortunato, che sbaglierei a ricercare di nuovo. Che è quello che, sostanzialmente, avevo fatto con il francese. E, invece, la nostra convivenza è stata fin da subito improntata all’assenza di “calore”. Quel mangiarsi, quel consumare tutto in fretta e on-demand, ha reso la storia, il rapporto, di una freddezza anche un po’ triste. Ripenso all’emozione che provavo nel ricevere un sms dal coinquilinoetero, le paranoie sulla risposta, l’attesa di rientrare a casa col dubbio se lo avrei trovato o meno (e quando lo trovavo era sempre così bello, il poterlo abbracciare). Il francese è stato molto rispettoso del mio stile di vita un po’ folle, mi ha cucinato un paio di torte, ma non abbiamo condiviso granché. Anche le uscite del sabato sera, sono state sempre separate. E la cosa non mi è dispiaciuta.

Ho capito che voglio stare da solo, in questa casa. Ospitare qualche amico o conoscente, per alcuni giorni. Ma nulla di più, fidanzati esclusi. Il piacere di poter girare nudo per casa ascoltando qualche trashata musicale pop non me lo toglierà nessuno.

Au revoir.