Quando l’educazione è tutto.
September 26th, 2008

Porno-cartoon.
September 26th, 2008
Un nuovo modo di vedere i porno.
Quando ho lavorato per un santone (pedofilo).
September 26th, 2008
Arrivo al lavoro, e mi ritrovo una mail di un’amica losangelesina. Mi linka un articolo della Cnn. Documenta l’arresto di un predicatore americano, Tony Alamo, per pedofilia. L’uomo, 74 anni, fondatore del “Tony Alamo Christian Ministries”, è accusato dall’Fbi di aver abusato di un minore. La polizia ha preso in custodia 6 bambini ospitati nella sua struttura. Alamo, però, smentisce tutto: “Stanno solo cercando di mettere la nostra chiesa in una cattiva luce. Io amo i bambini, e non farei mai loro del male”.

Ho conosciuto Tony Alamo quando ho vissuto a Los Angeles. Ho lavorato per lui. In quel periodo, facevo traduzioni e davo lezioni di italiano agli studenti della Ucla. Avevo attaccato in giro per l’università i classici volantini di “offerta” traduzioni. Un lavoro simpatico, e molto ben pagato. Mi ricordo di un attore, non famoso, che si doveva preparare per un provino per una parte, in cui doveva anche parlare italiano. Abbiamo fatto delle prove insieme. Penso sia stata l’unica volta in vita mia in cui abbia recitato. Quanto al predicatore, non mi contattò lui, ma la moglie. Non vivevano a Los Angeles, ma stavano spesso in giro. Avevano bisogno che traducessi loro alcuni testi religiosi, dall’inglese all’italiano. Tutti i nostri contatti sono avvenuti al telefono. Ci siamo incontrati solo all’inizio del lavoro. Mi diedero alcuni documenti, e concordammo la cifra. Parlava soprattutto la moglie. I prezzi erano ottimi. I testi erano il credo della loro “setta”. Non ricordo granché, solo moltissime citazioni della Bibbia (le più difficili da tradurre). Fortunatamente questo rapporto non durò molto. Erano ossessionati dalla correttezza di quello che traducevo e avevano ammesso che ogni testo, dopo la traduzione, veniva sottoposto alla verifica di due traduttori diversi. “Non vogliamo che qualche impostore ci inganni”, mi diceva la signora Alamo. Perché avevano bisogno di quelle traduzioni? Volevano venire in Italia o, al limite, iniziare a pubblicare materiale nella nostra lingua. Il marito era taciturno. Non hanno mai cercato di “convicermi” a interessarmi al loro culto. Lui sosteneva di essersi reincarnato attraverso Cristo. Finito il lavoro mi spedirono un assegno. “Abbiamo altri lavori, poi ci risentiamo”. Non li ho più rivisti.
Presa dal panico.
September 26th, 2008
Sono alla fermata della metro, solita posizione d’attesa. Piegato in terra, col sedere e la schiena appoggiate alla parete. Finita la palestra, sto rientrando a casa. Prima sono passato al solito drusgtore a comprare la cena. Anche se cena è una parola grossa, quando cucino io. Salsicce di pollo riscaldate in padella e annaffiata da ketchup. That’s it. In ginocchio si ha una prospettiva diversa. Ci si concentra di più sulle scarpe, sul movimento delle gambe, sulle narici, oppure sulla pancia che straripa fuori dalla cinta del signore che mi fisserà per tutto il tempo del viaggio. Il display annuncia che il prossimo treno passa in 4 minuti. Me ne era passato uno davanti appena scese le scale mobili. Sto sgranocchiando i miei croccantini al sesamo, un toccasana per il dopo-palestra/pre-cena, quando a un certo punto mi si avvicina una ragazza. E’ nella mia stessa posizione, semi-seduta. “Mi scusi, ha un secondo”?, mi chiede timidamente. I capelli neri, lisci, è molto esile. Non ha un accento romano, penso sia del sud. Per quella brutta tendenza che si ha di diffidare delle richieste in strada fatte da sconosciuti, penso subito che mi stia per chiedere dei soldi. E invece no. “Mi sono sentita poco bene, e ho paura di sentirmi di nuovo male. Posso stare con lei?”. E’ una richiesta di aiuto, cui do subito un nome: attacchi di panico. La lascio parlare. Continuiamo a stare nella solita posizione appoggiata al muro. Un signore - quello con la ciccia strabordante - ci fissa in maniera insistenemente fastidiosa. Troverà strano che frughi nella busta della spesa alla ricerca di qualcosa di dolce da darle (ma mi rendo conto che oltre alla pappa per il cane, i croccantini al sesamo sopracitati, l’insalata, una salsa per l’insalata, e le salsicce, non ho molto da dispensare). La ragazza mi racconta di come si sia sentita girare la testa, tutto d’un tratto. Siccome le faccio domande sul suo stato di salute, mi chiede se sia un medico. Quando dico di no è palesemente dispiaciuta. Arriva il treno, e una volta saliti ci sediamo uno accanto all’altra. Continuiamo a parlare. Le nomino gli attacchi di panico. Lei li conosce, ma mi dice di essere solo stanca e stressata. Sta andando al lavoro, in un bar nella zona di via Sicilia. Fa la notte. Le suggerisco di prendersela con calma. La voce è molto debole, e anche gli occhi sono stanchi. Ogni tanto con le mani si aggiusta i capelli che le cadono sul viso. Le dico che gli attacchi di panico, quasi sempre, si confondono con malesseri fisici reali. Che si ha paura di rimanere soli. E, soprattutto, di sentirsi male di nuovo. Lei mi ascolta, ma è ancora nervosa. Arriva la sua fermata. La incoraggio. Per un attimo ho pensato di uscire con lei. Ma poi mi sono ricordato di quando mia madre, ormai 7 anni fa, per assecondare il mio malessere, mi accompagnasse alle conferenze stampa (aspettandomi fuori in auto). Sono solo palliativi. Gli attacchi di panico sono subdoli, e pretendono tanti micro-contentini. E però non si accontentano mai, bastardi. Fino a quando non ti costringono a non uscire più di casa.
Saluto la ragazza dai capelli scuri. La osservo mentre si infila nel corridoio delle scale mobili. Chissà se sta ancora lavorando.
L’angolo di Coco/2.
September 25th, 2008

Ormai le dedicherò una rubrica, “Pose da Coco”.
Qui è “comodamente” appoggiata in un hotel, a Las Vegas. Cosa è successo ai suoi occhi?
La madonna degli omosessuali.
September 25th, 2008

Raffaele Ciotola, artista napoletano 44enne, mi ha scritto alcuni giorni fa per segnalarmi questa sua opera. Si chiama “la madonna degli omosessuali” ed è dedicata alle vittime gay durante il periodo del nazismo. Vittime di cui, troppo spesso, si parla solo marginalmente. L’intento è tutt’altro che provocatorio, anche perché l’autore è credente. Come spiega l’artista sul suo sito, nasce dal collegamento di quello che è successo ai gay negli anni nazisti, e il dolore di tante madri, che hanno perso i loro figli, con quello della Madonna, “madre di tutti”. Anche degli omosessuali.
L’autore dell’opera, rispondendo ad alcuni commenti, ci tiene a spiegare qual è la differenza tra questa e le altre Madonne: ”Gesù porge alla madre 2 simboli maschili (di marte), e 2 femminili (di venere), e sono doppi per ogni cordoncino, per indicare appunto che sono gay”. E ancora: “Quest’opera vuole ricordare a chi non vuole, che queste vittime in un modo o in un altro, bisogna ricordarle”.
“Signorina, lei è licenziata”.
September 25th, 2008
Razzismi da controsenso.
September 25th, 2008

Che alla base del razzismo ci sia ignoranza è fin troppo scontato. Ma tra le ultime scritte comparse stanotte a Roma me ne ha colpita una. “Schifani l’ebreo sarai te”. Dov’è l’offesa?
La cosa più singolare è la solidarietà che viene espressa al presidente del Senato. Non sarebbe più giusto esprimerla verso gli ebrei?
Gli tagliano pene per errore, uomo fa causa a medici.
September 25th, 2008

Una storia difficile da credere, se non fosse che è tutto nero su bianco, con tanto di causa legale. Un americano si è rivolto alla giustizia, dopo che due medici gli avrebbero “amputato il pene senza il suo permesso”. Secondo la denuncia, Philip Seaton si era rivolto ai medici lo scorso mese di ottobre, per una circoncisione. Dopo l’intervento, l’amara sorpresa. Da allora, si sostiene nella causa, “ha perso la voglia di vivere”. La causa è stata depositata la scorsa settimana. Gli accusati sono il Dr. John Patterson, che ha fatto l’operazione e l’anestesista Oliver James. La rimozione dell’organo sarebbe avvenuta, in realtà, dopo che i medici hanno scoperto che l’uomo aveva un cancro. Al paziente, però, non è stato mai chiesto il permesso di tagliare l’organo. Qui la storia con il video.

Testa di gomma.
September 25th, 2008

Ally Rosenberg, il ragazzo nella foto, ha riunito 50 amici, chiedendo loro di masticare mille gomme. Terminata l’operazione, le ha raccolte e ha realizzato questa scultura.
Io non sopporto chi attacca le gomme sotto ai tavoli e alle sedie.
Roma città sicura?
September 24th, 2008

Se c’è una cosa che ho imparato, è che le cifre, in materia di sicurezza, sono quanto di più incerto vi possa essere. Tra l’altro, quello che conta è la sicurezza “percepita” da parte dei cittadini. Detto ciò questo manifesto, fotografato vicino al liceo Mamiani, mi sembra un po’ campato in aria.
Un river-lettore musulmano, “l’Islam ha portato diritti alle donne”.
September 24th, 2008
L’anno scorso avevo scritto un post, in cui riportavo una frase tratta dal Corano. Frase in cui si ribadiva la superiorità degli uomini sulle donne. Oggi mi arrivano via email alcune considerazioni da un ragazzo musulmano. Confesso di essere rimasto colpito dalla relativa gentilezza con cui ha reagito al post (il titolo era forte: “Idiozie coraniche”). La sua mail contiene, secondo me, alcuni spunti di riflessione.
- L’ignoranza e l’immodestia nel giudicare cose che non si conoscono è il gioco più subdolo che sta alla base dell’odio e del razzismo. Grazie comunque a tutti per le vostre considerazioni. La Pace sia con voi. Permettetemi però allora di chiarire cosa insegna l’Islam, che non si scopre leggendo superficialmente un versetto. Intanto la traduzione è tendenziosa e fuorviante. Questa è più vicina al significato originario in arabo: “Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande.” Il termine usato può essere appunto tradotto con “preposti“, cioè l’uomo ha più responsabilità della donna perché Dio gli ha dato più forza e gli ha imposto di sostenerla economicamente. Questo gli dà l’autorità, che non è usata per capricci suoi, ma per guidare la famiglia a rispettare ciò che la fede impone.
- Prima dell’Islam (e ancora oggi) l’uomo appena vedeva un problema urlava se non alzava le mani, l’Islam ha insegnato la pazienza. Il termine usato poi per “battere” assolutamente è impossibile da tradurre come picchiare, se non si è faziosi, perché in arabo indica chiaramente il dare buffetti o colpi leggeri. Inoltre il Profeta (pbsl), la cui Sunna (insegnamenti, detti) chiarisce e completa il Corano ha esplicitato che non bisogna alzare le mani alle donne e se mai si arrivasse a quel punto: 1 è proibito colpire in qualsiasi maniera il viso 2 è permesso solo con oggetti come un fazzoletto o un siwak (una radice che si usa per pulire i denti). Il battere è quindi ovviamente simbolico.
- L’”insubordinazione” di cui si parla è verso la Legge di Allah e non certo le brame dell’uomo. Ci sono una marea di hadith (detti del profeta saws) in cui lui proibisce di far male alle donne, ad esempio disse: “come potete picchiare le vostre donne come i vostri cammelli e poi giacere con loro”?
- Se poi studiaste un minimo l’Islam sapreste che ha portato immensi diritti alle donne che oggi le occidentali neanche si sognano e per questo migliaia di loro entrano nell’Islam. Io sono italiano musulmano e posso testimoniare che 2 nuovi musulmani su 3 sono donne qui come in tutto l’Occidente. La parità dell’uomo e della donna è evidente nel Corano. Mentre il Cristianesimo dibatteva se la donna fosse un animale, un diavolo o un corpo senz’anima fino ancora al 1400.
Che ci sia parità tra gli uomini e le donne, nei Paesi musulmani, è un’affermazione non veritiera. Comunque apprezzo la pazienza e la civiltà della sua mail. Altri che hanno criticato il Corano sono stati trattati in modo “diverso”.
Gay black is beautiful.
September 24th, 2008

Manifesto di una campagna promossa da due associazioni, a New York. I manifesti sono affissi ad Harlem, quartiere con un’alta concentrazione di persone di colore.
“Alla mia età”, tutti i titoli delle canzoni dell’album di Tiziano Ferro.
September 23rd, 2008

A Tiziano Ferro piacciono gli indovinelli. E così erano mesi che aveva indirettamente invitato i suoi fan a indovinare il titolo del suo prossimo album, in uscita il 7 novembre, concedendo solo le tre iniziali: A.M.E. Oggi l’arcano è stato svelato: “Alla mia età”, è il titolo. Stesse iniziali pure per lo spagnolo (non è un caso): “A mi edad” E (grazie a Claudia per la segnalazione). Mi fa piacere che il 26 maggio, tra i commenti di questo blog, qualcuno lo avesse già indovinato. D’accordo con la casa discografica, sono stati caricati sul web 30 secondi del primo singolo. E’ stato anche reso noto che il singolo uscirà il 3 ottobre.
“Sono un grande falso mentre fingo l’allegria
sei il gran diffidente mentre fingi simpatia
come un terremoto in un deserto che
che crolla tutto ed io sono morto
e nessuno se n’e’ accorto
lo sanno tutti che in caso di pericolo si salva”
“io mi sento come chi sa piangere ancora alla mia età
e ringrazio sempre chi sa piangere di notte alla mia età
E vita mia che mi hai dato tanto
Amore gioia dolore tutto
ma grazie a chi sa sempre perdonare sulla porta alla mia età
e che la vita ti riservi ciò che serve”
Aggiornamento/ Ecco i titoli di tutte le canzoni del prossimo album:
1 – La tua vita non passerà
2 – Alla mia età
3 – Il sole esiste per tutti
4 – Indietro
5 – Il regalo più grande
6 – Il tempo stesso
7 – La paura non esiste
8 – La traversata dell’estate
9 – Scivoli di nuovo
10- Assurdo pensare
11- Per un po’ sparirò
12- Fotografie della tua assenza
Bonus track: Brathe gentle
In attesa, all’angolo.
September 23rd, 2008

Fotografati durante la pausa succo d’arancia, a francese. Erano turisti - olandesi, penso.
Processo per “bacio-gay”. Ora l’Arcigay vuole le telecamere.
September 23rd, 2008
Michele e Roberto, i due gay che vennero sorpresi dai carabinieri nei pressi del Colosseo, intenti a “compiere atti osceni”, saranno processati. Nei confronti dei due giovani, infatti, il pubblico ministero Pietro Pollidori ha emesso un decreto di citazione a giudizio, fissando la prima udienza per il 24 febbraio prossimo. La vicenda è fin troppo nota, e risale allo scorso 26 luglio. I legali dei due ragazzi speravano in una archiviazione: evidentemente la Procura non ha creduto alla loro versione. Quello che, però, mi ha colpito - in negativo - è l’ultima presa di posizione dell’Arci Gay di Roma, da sempre molto “innocentista”. La linea degli avvocati dell’associazione è sempre stata che i due ragazzi si stessero solo baciando e che i carabinieri li abbiano “perseguiti” in quanto gay. Versione che, francamente, non mi ha mai convinto: la linea di carabinieri/polizia su questi temi è sempre di estrema cautela. Poco fa, Arcigay ha fatto appello alle telecamere presenti nella zona del Colosseo: “Non comprendiamo per quale motivo non siano state acquisite le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza posizionate nella zona come richiesto espressamente dell’avvocato difensore, legale di Arcigay Roma, associazione alla quale si sono rivolti i due ragazzi. Le immagini avrebbe consentito, infatti, di fare luce sull’intera vicenda”.
La stessa Arcigay, pochi giorni fa, aveva criticato la proposta del sindaco Alemanno di collocare telecamere nella zona della gay street. Due pesi, due misure?
Prestiti facili?
September 23rd, 2008

Per avere la percezione che gli italiani se la passino male, economicamente, basta vedere il proliferare di offerte di prestiti (e di pagamenti rateali, da Unieuro e analoghi). Le pubblicità sono sempre “simpatiche”, e vogliono veicolare un messaggio: che i prestiti sono facili da ottenere. La cosa non è così e, quasi sempre, si viene sottoposti a controlli su controlli. Per non parlare dei tassi di interesse. Stamattina ho osservato una delle tante pubblicità, nella metropolitana (foto sopra). Vado a leggere le mini-clausole (davvero mini, e scritte in basso, ad altezza piedi), e vedo che quelle condizioni sono riservate a: persone con 35 anni di età; dipendente pubblici; e con un’anzianità lavorativa di 15 anni. Insomma, un caso raro. Secondo me le associazioni dei consumatori dovrebbero buttarci un occhio sulle promesse di questi tizi.
Bambini comparse televisive. Interviene l’Adoc.
September 23rd, 2008

Solo io ho trovato assurdo che Bruno Vespa abbia arredato lo studio della puntata dedica all’istruzione con tanti bambini in divisa? E i poverini, con lo sguardo perso, cercano di capire cosa si dicono la ministra Gelmini e i sindacalisti (che poi devo ancora capirlo pure io).

I bambini, la prossima volta, lasciamoli a casa.
Aggiornamento/ Anche l’Adoc, l’associazione per la difesa dei consumatori, ha notato questa presenza anomala: “L’Adoc ha inviato una lettera all’Agcom per segnalare l’anomalia e una possibile violazione della normativa sulla tutela dei minori - spiega un comunicato stampa, che continua: “Riteniamo che l’utilizzo di bambini come scenografia sia in contrasto con il comune senso morale – dice Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – e costituisca una strumentalizzazione degli stessi. Un’anomalia, considerando che “Porta a Porta” si è sempre caratterizzata come trasmissione attenta al rispetto dei valori e principi etici. Abbiamo inviato una lettera all’Agcom, chiedendo all’Autorità di valutare la presenza di eventuali violazioni delle norme in merito alla tutela dei minori”.





