In principio fu l’Arci Gay di Roma: la prima associazione gay a mollare ufficialmente il candidato sindaco dell’Arci Gay, Franco Grillini, e a sostenere Francesco Rutelli. Una mossa inaspettata, soprattutto perché Rutelli ha chiaramente lasciato intendere che non ha nessuna intenzione di appoggiare la creazione di un registro delle unioni civili a Roma. Il Mario Mieli, invece, non ci ha pensato per niente: “Noi appoggiamo Grillini”. Non hanno potuto mandare giù il fatto che Rutelli, da sindaco, ritirò il patrocinio al Gay Pride del 2000. L’ultima sortita è di pochi minuti fa: arriva da Imma Battaglia, leader dell’associazione DìGayproject. Anche lei sosterrà Rutelli. La motivazione? Eccola:

“C’è un dato clamoroso che salta agli occhi: su 66 dichiarazioni di Franco Grillini, 61 sono contro Francesco Rutelli, solo 5 contro Alemanno e ben zero contro Storace. Questo mi ha definitivamente convinta a sostenere Rutelli al primo turno per non consegnare la città di Roma ad una destra razzista, omofoba e nemica dei diritti civili”.

Aggiornamento/ Anche Cecchi Paone, ex candidato di Forza Italia, si è schierato con Rutelli: “Nei giorni scorsi ho avuto un colloquio telefonico con Francesco Rutelli, candidato sindaco di Roma per la coalizione di centrosinistra. Un colloquio cordiale durante il quale ho ribadito la richiesta di un impegno sui temi della laicità e dei diritti civili delle persone gay, lesbiche e trans. Ho trovato interessante il programma specie per quanto riguarda le proposte che tutta la coalizione ha fatto per garantire i bisogni delle coppie di fatto e per l’istituzione di un centro di cultura lgbt, cosa alla quale tengo particolarmente. Da gay e da uomo di cultura ho scelto di impegnarmi in questa campagna elettorale perché a Roma sia garantita un’amministrazione laica, moderna ed europea che garantisca i diritti di tutti. Per questo, pur essendo amico di Franco Grillini, sosterrò alle prossime amministrative Francesco Rutelli fin dal primo turno ed invito la comunità gay a fare altrettanto. In questo modo evitiamo di consegnare la città nelle mani di una destra omofoba e arretrata e consentiamo al centrosinistra di proseguire una stagione di riforme. Prometto ai cittadini romani che se Rutelli sarà eletto mi farò garante in prima persona del rispetto degli accordi presi nel programma e della promozione dei diritti delle persone lesbiche, gay e trans”.

Grillini scaricato da tutti?

Ancora uno scontro nella comunità omosessuale. Oggetto del contendere, le dichiarazioni rese da Fabrizio Marrazzo, presidente ArciGay Roma, a proposito del suicidio, avvenuto lunedì sera, di un ragazzo, che si era lanciato sotto la metro. Il ragazzo, come raccontato dagli amici, era gay. Tuttavia il collegamento tra il gesto e la condizione di omosessuale non è stato provato da nessuno. Marrazzo, invece, ha subito attaccato l’omofobia dilagante, ecc. ecc. Ieri ha dovuto fare marcia indietro: “Voglio porgere pubbliche scuse alla famiglia e a tutti i congiunti - ha detto - Non avevamo alcun elemento diretto che potesse suffragare la tesi secondo cui il drammatico gesto del ragazzo fosse da attribuire ad una sua supposta omosessualità se non le affermazioni di alcuni suoi amici“. Una marcia indietro che però non è bastata alla battagliera Imma Battaglia, dell’associazione “concorrente”, DìgayProject. “Sparare a zero sulla presunta omosessualità di qualcuno è un atto che non condividiamo, perché lede la dignità e la privacy dell’individuo, specialmente di un ragazzo che ha compiuto un gesto estremo“, ha affermato. E ancora: “ E’ doveroso un atteggiamento meno spregiudicato e disinvolto e di un maggior senso di responsabilità che un rappresentante come Fabrizio Marrazzo dovrebbe avere“.