La battaglia di Bella.
February 18th, 2010

Trovo la tua foto nel mio quotidiano peregrinare per i blog cazzeggioni americani. L’occhio mi cade immediatamente sugli occhi blu, e sul tuo cappellino. Cazzuto. “Fuck cancer”. Sintetizza il tuo mood, l’approccio che hai contro la Bestia bastarda che cerca di trascinarti via con sé. Il blogger che ospita la tua foto è un amico. Hai scoperto di avere il cancro a settembre, e da allora ti sei sottoposta a due cicli di chemio. Una lotta che ti ha stremata. Immagino quelle tue mani, i segni degli aghi sul dorso, lividi blu, la presa debole.
In quel cappellino c’è tutta la voglia di vivere di Bella. Grazie della lacrima. In bocca al lupo, sei un esempio per tanti frignoni. Me incluso.
Il messaggio di Sharon alle donne: “fate i check up”.
May 29th, 2009

Sharon Adams voleva lanciare un messaggio. Un invito alle donne che, come lei, hanno dovuto far fronte ad una diagnosi di cancro al seno. La donna ha così pubblicato una foto molto forte – quella che mostro qui – sul suo profilo di Facebook. In verità, è un pezzo di vita, il racconto di un dramma. E di qualcosa che poteva essere evitato, con gli opportuni check up. Sharon, 45 anni, 4 figli, voleva spingere le altre donne a capire l’importanza dei controlli regolari. Peccato che, dopo appena un giorno, Facebook abbia rimosso le foto, perché di contenuto “sessuale”. Ne è nato un movimento di protesta, che, fortunatamente, ha permesso di ritirare il provvedimento. Facebook si è dovuto scusare, e le foto sono tornate al loro posto.
Grazie Sharon.
La battaglia di Farrah contro il cancro.
May 14th, 2009
Si chiama “La Storia di Farrah“, il video-documentario che sarà trasmesso domani, in America, sulla lotta dell’ex Charlie’s Angels contro il cancro. La donna, 62 anni, soffre, dal 2006, di una forma di cancro che ha colpito il tratto finale dell’intestino. “Per quanto in passato volessi mantenere privata la mia malattia, oggi realizzo di avere una sorta di responsabilità verso chi sta combattendo la propria battaglia e potrebbe trarre dei benefici dal racconto di come io ho combattuto la mia”, dice l’attrice. “Anche dopo due anni, ancora non riesco a capire perché non posso volere che il mio corpo guarisca. Ci sto provando, ma piango. Non mi arrenderò. Voglio vivere”.

Ecco, se dovessi scegliere una foto, un momento che sintetizzi il dramma della lotta contro questo Male, scelgo proprio questo scatto. I suoi occhi mi hanno fatto venire i brividi, e il suo sguardo, tra il preoccupato e il vigile, mi ha catturato.
Malata terminale si fa tatuare suoi 20 animali.
May 8th, 2009

Jayne Jubb, 47 anni, vive con 20 animali. Piranha, un serpente, una volpe, quelli più curiosi. Da tempo ha iniziato a farsi tatuare un loro “ritratto” sul corpo: è arrivata a dieci tatuaggi, ma vuole completarli al più presto, prima di morire. Jayne è malata di cancro ai polmoni, e i medici le hanno detto che non le resta molto da vivere. “Mio marito ha pensato che fossi un po’ matta, ma alla fine ha capito. E’ un modo per portare i miei animali nella tomba”, racconta la donna.
“Allatto mio padre per aiutarlo a sconfiggere il cancro”.
April 20th, 2009

Georgia Browne ha scelto di allattare il padre, insieme al figlio Monty. Ma il fine è diverso: nel caso del padre, infatti, la ragazza 27enne lo vuole aiutare a sconfiggere il cancro. Secondo gli esperti, infatti, il latte materno può migliorare il suo sistema immunitario. L’idea è venuta alla figlia, che ha visto un documentario sul tema, e ha fatto poi delle ricerche sul web. Da allora, destina una parte del suo latte al padre 67enne, che lo beve la mattina, con i cornflakes. E’ da circa sei mesi che se ne nutre, e si sente molto meglio.
Con un tumore, ma senza soldi per curarlo.
March 20th, 2009
Ebubekir Keles soffre, da otto anni, di un tumore, che ha attaccato la sua testa. L’uomo, che vive in Turcihia, non ha un lavoro e non ha più l’assicurazione sanitaria. Fino a qualche tempo fa aveva un documento che gli garantiva cure gratis negli ospedali pubblici. L’anno scorso, però, glielo hanno ritirato. E da allora il suo tumore sta peggiorando. E’ sposato, da 19 anni e ha 5 figli, che non possono frequentare la scuola, per via dei suoi problemi economici. L’uomo ha un debito di circa 12mila dollari.
Jade Goody, verso l’addio
March 11th, 2009
Ho seguito la sua vicenda perché mi sono sempre chiesto come si viva a poche ore/giorni dalla morte. Me lo chiedo, e non troverò mai una risposta. Come si vive sapendo che la medicina ha alzato bandiera bianca? “Ci spiace, non c’è più niente che possiamo fare”. Arrivederci. Leggo dei suoi dolori, atroci. Leggo che, in questa fase, l’obiettivo dei medici è unicamente quello di contenere le sofferenze. Di “accompagnarla” verso la morte.
Jade è uscita oggi dall’ospedale. Trascorrerà i suoi ultimi giorni in casa col neo-marito e i due figli. Di lei si è scritto di tutto. Che ha voluto sfruttare economicamente il suo dolore. Che sta spettacolarizzando il suo cancro.
Non lo so. Ma aprendo stamattina il sito del Daily Mail, con l’aggiornamento sulle sue condizioni, di fronte a questa foto, ho visto nei suoi occhi la morte.
Malata terminale, spende 45mila euro per assomigliare a Demi Moore.
February 23rd, 2009

Lisa Connell ha 29 anni. Il suo destino è segnato, avendo un tumore al cervello che non può essere operato. La donna ha deciso di spendere 45mila euro in una serie di interventi di chirurgia plastica, che la faranno assomigliare al suo idolo: Demi Moore. I soldi erano stati messi da parte dalla madre, in vista di un suo eventuale matrimonio. “Essere come Demi Moore è sempre stato il mio sogno – dice Lisa – e sono determinata a morire col suo aspetto. La gente pensa che sia matta, ma voglio vivere i miei ultimi mesi o anni con gioia. Voglio morire bella”.
Non mi sento di condannarla o di giudicarla. Non sono neanche in grado di immaginarmi come si possa vivere quando i medici alzano bandiera bianca, e ti dicono che non c’è più niente da fare.
Per ricordare i bambini morti di cancro.
September 27th, 2008
Settembre è, in America, il “Childhood Cancer Awareness Month”. Un’occasione per portare all’attenzione dei più il dramma che vive una famiglia con un bambino/ragazzo cui viene diagnosticato il cancro. Solo in America, ogni anno, si ammalano 12mila giovani sotto i 21 anni di età. Tremila di loro muoiono. Il sito Boston.com pubblica un lacerante servizio fotografico che è una pugnalata negli occhi. E non solo. Scelgo quattro storie. Quattro scatti. Quattro drammi.

Nathan Gentry, 6 anni. E’ affacciato alla finestra della sua stanza di ospedale, a New York. La foto è stata scattata l’8 settembre del 2006. “Eravamo là per una serie di consultazioni con i medici. Si era già sottoposto ad un ciclo di chemio. Amava quella città. Il motivo per cui ho scelto questa foto – racconta la mamma – è che si vedono i piedi. Quando lo sottoponevano alla chemio, ho speso ore ad accarezzargliele”. Nathan è morto 10 mesi dopo.

Caroline Bridges, 21 anni, studentessa dell’università di Boston. Qui si sottopone ad un trattamento, contro la leucemia, tra un corso e l’altro.

Diana, 5 anni, è sotto anestesia. I medici le devono rimuovere un dispositivo usato nei cicli chemioterapici.

Julian Avery, 4 anni, è seduto in un’area giochi. La foto è stata scattata nel novembre dello scorso anno. Julian era stato colpito da un tumore al cervello. E’ morto il 19 gennaio.
Scrivo questo post, e le lacrime scendono sul viso.
Oggi non mi va di dire, scrivere, altro. A loro, e a tutti quelli che hanno conosciuto questo mostro, va questo mio – inutile - pensiero.
Se il tumore non viene attaccato.
March 28th, 2008

Chen Zongtao ha 29 anni e vive in un villaggio cinese. L’uomo ha un grave tumore alla gamba – un neurofibroma – che ha iniziato ad attaccarlo all’età di 2 anni. Chen non ha i soldi per pagarsi le cure mediche. Adesso il tumore pesa circa 70 chili.
Chantal ha trovato la pace.
March 19th, 2008

Avevo scritto di Chantal Sebire un po’ di tempo fa. 52 anni, mamma di tre figli, aveva il volto completamente sfigurato da un tumore. La donnna si era appellata a Sarkozy chiedendo di poter morire. Niente da fare. La legge non lo permette. La vita va mandata giù, anche quando ha il sapore di un veleno. Ora, grazie anche alla segnalazione di due lettori, vengo a sapere che è morta. Il suo corpo, privo di vita, è stato trovato all’interno del suo appartamento.
Chantal, voglio credere che in questo gesto estremo sia riuscita a trovare quella serenità che andavi cercando da tanto tempo.
Donna si appella a Sarkozy, “voglio poter morire”.
February 28th, 2008

“Neanche un animale sarebbe costretto a vivere come me”. Chantal Sebire, 52 anni, tre figli, vuole poter morire liberamente. In una lettera, indirizzata al presidente francese Nicolas Sarkozy, chiede di poterla finita (in Francia l’eutanasia è reato). Un passato da insegnante, la donna soffre di un tumore che interessa la cavità nasale e che le ha completamente sfigurato il volto, oltre a renderla cieca. “Nel 2000 – ricorda – ho smesso di sentire sapori e odori. Poi il tumore ha attaccato la vista. Il dolore, a volte, è fortissimo e soffro di fitte che durano anche ore”. Negli ultimi venti anni ci sarebbero stati solo altri 200 casi di malattia del genere.
A una donna che lotta contro il cancro.
January 25th, 2008

Ciao Heather. Ti ho scoperta ieri sera, facendo quelle ricerche che si fanno per vedere fino a che punto può arrivare il dolore umano dei vivi. Trovo una foto della risonanza magnetica che fotografa impietosamente il tuo tumore, al cervello. Una maledetta macchia, che tu hai cerchiato in rosso, indicandola con una freccia verde. “Tumor”, scrivi. Leggo la tua storia. I primi sintomi ma, soprattutto, la chemioterapia.
I tuoi capelli si diradano, fino a scomparire. La debolezza, il corpo che inizia a cedere. E, allo stesso tempo, l’affetto di tua figlia, le foto insieme, sorridenti. Sì, sorridi e vedo il sole. E’ un sorriso speciale, che mi dà forza. E, cara Heather, non voglio egoisticamente pensare: “guarda chi sta peggio di te”, oppure “i mali del mondo sono altri”. No. Io voglio guardare la tua forza, e cercare di imparare da quella. Perché, in fondo, sono un vigliacco. Un mollaccione, che se la prende ancora se qualcuno va gettando fango in giro su di lui. Heather, non ti conosco, e non credo neanche che ti scriverò una mail. Tutto quello che vorrei dirti è banale e, di fronte alla tua condizione, inutile. Però. C’è un però. L’affetto che ho provato verso di te è stato così grande da farmi piangere. Un pianto incontrollato, davanti al mio pc. Immaginando il giorno della diagnosi. E mi sono ricordato quando ho fatto anche io una risonanza magnetica alla testa, sette anni fa. C’era una cisti, c’è ancora: dovevano capire cosa fosse. ”Niente di maligno, si è formata alla nascita”, la diagnosi, la mia. Poi immagino tu che scatti quella foto, così cruda, al tumore, a quella cosa che ti vuole portare via la vita. Che scrivi e racconti. Che, pochi giorni fa, sul tuo blog, ci aggiorni sul nuovo ciclo di chemio che ti aspetta, e il pianto in cui sei scoppiata quando il medico ti ha detto che il tumore non era regredito. Chiedi alla gente di versare quello che possono per mantenere le tue costose cure, perché per vivere servono i soldi, tanti soldi (qui il sito).


Heather, coraggio.
La vita mi fa paura.
Huang, l’uomo senza volto.
January 8th, 2008

Di lui si era parlato nella blogosfera l’anno scorso, a ottobre, in occasione di un primo intervento chirurgico. Adesso, grazie alla segnalazione di Sonoindeciso, scopro che il cinese Huang Chuncai si è sottoposto ad una seconda operazione, per rimuovere circa quattro chili e mezzo dei 10 chili di tumori, che hanno completamente invaso il suo volto. Il 32enne è stato operato lo scorso 3 gennaio: inizialmente il tumore pesava oltre 23 chili.
















