Chi è River.
February 8th, 2008
River nasce in territorio italiano nella prima metà degli anni Settanta (sigh), alle 8.30 di una mattina estiva. Una a caso.
Vive a Roma, dove giornalisteggia, con frequenti puntate in giro per il mondo. Secondo l’Ordine dei giornalisti della Lombardia, al quale è iscritto da sei anni e mezzo, è professionista. Da nove fa questo lavoro. Cerca di fare del suo meglio, raccontando la vita, in tutte le sue declinazioni. Secondo alcuni ha un’attenzione “morbosa” verso il sociale. Secondo lui, è affascinato da chi girovaga intorno ai limiti, fisici e mentali dettati dalla vita.
Prima della sua attuale storia con L. (iniziata nell’agosto del 2005, grazie a questo blog, dove è capitato per puro caso L.), è stato fidanzato: a Los Angeles, anno 1995, con B. (per un anno e mezzo), a Roma con A. (un anno e mezzo) e con M. (un anno).
L’8 maggio del 2003 ha iniziato a bloggare, sulla piattaforma del Cannocchiale (river.ilcannocchiale.it). Inizialmente il suo era un diario intimista (il sottotitolo di River, allora, era: Sesso, seroxat, star, sentimenti e settecento grammi di cazzate). Poi, le cose intime hanno iniziato ad annoiarlo come la serie infinita di Porta a Porta dedicata a Cogne, e si è dato alle cose più leggere, con un pizzico di serietà. Nell’aprile del 2006 si è creato il suo sito, www.river-blog.com (il sottotitolo è diventato: 700 grammi di cazzate riciclabili). Agli americani della “Dreamhost” versa una quota mensile di una quindicina di euro, in cambio di tanta pazienza e bravura nel tenere in piedi queste pagine (mica facile con punte di 14mila visitatori giornalieri). A volte si fa aiutare da contributi esterni, essenziali. Adesso River è un’entità del web, ben nota. Qualcuno, scherzando, lo ha definito il river-nazionale.
Vive con un cane Labrador (e con L.), in un attico nella zona di Prati/Balduina.
Navigatore compulsivo e bulimico di internet. Considera il suo computer una protesi delle mani (e della testa).
E’ un cultore del bello e gli piace fare il talent scout di perle anonime scovate in giro per la rete e la metropolitana di Roma.
Crede che il trash vada preso a piccole dosi. Insieme a dell’in-sano gossip.
Leggerezza è la sua parola preferita.
Ha un rapporto conflittuale con i commenti. A volte li trova indispensabili. Altre vorrebbe fare come Luca Sofri, che non ne ha.
Non ama il concetto di blogosfera.
Prima o poi smetterà di bloggare.
E’ lusingato da chi lo segue da 5 anni e si stupisce di cotanta tenacia





