L’America garante mondiale dei diritti gay?
September 8th, 2008
Un’associazione americana si candida a garante dei diritti dei gay, nel mondo. Il Council for Global Equality ha un obiettivo decisamente ambizioso: diventare un gruppo in grado di influenzare i governi nelle loro decisioni in materia di diritti dei gay, di lesbiche, bisessuali e transessuali. La gestione di questo progetto è stata affidata a Michael E. Guest, ex ambasciatore americano dichiaratamente gay. “Lo scopo della nostra associazione - si spiega sul sito dell’associazione - e di far sè che tutte le persone che rappresentino l’America, al Congresso, alla Casa Bianca, nelle aziende americane di tutto il mondo, e nelle ambasciate, utilizzino il loro potere per denunciare eventuali violazioni di diritti umani“. Michael E. Guest si è ritirato lo scorso mese di dicembre, dopo 26 anni di carriera, per protestare contro le limitazioni, a livello diplomatico, verso i partner dello stesso sesso. Il primo incontro di questa associazione è stato fissato il 23 settembre a Washington. Comunque non è la prima iniziativa di questo genere: il governo britannico, lo scorso mese di luglio, ha diramato a tutte le sue 261 ambasciate nel mondo una guida per i diritti Glbt.
Vorrei organizzare un bel faccia a faccia tra questo ambasciatore e Mara Carfagna.
Israele contro il professore anti-gay.
August 14th, 2008

Che Israele sia, in fatto di diritti dei gay, molto più avanti dell’Italia, è un dato di fatto. E non solo perché molti palestinesi omosessuali vengano accolti nel Paese, o per via dei recenti provvedimenti pro-omosessuali (a cominciare dalla possibilità per i gay di adottare un figlio). Anche la vicenda del professor Hillel Weiss, però, è indicativa dell’attenzione prestata a ogni manifestazione omofoba. L’uomo, infatti, finirà davanti ad un giudice per aver incitato alla violenza. Come? Dichiarando, poco prima del Gay Pride di Gerusalemme, quanto segue: “Questo abominio deve essere allontanato dalla città santa, con ogni mezzo”. E appoggiando, a priori, ogni forma di condanna di quella parata. Durante quel Pride - era il 2005 - ci furono violenti scontri, e un manifestante finì con l’essere accoltellato. Il professore parla di persecuzione.
Formia/L’Udc cancella il registro delle unioni civili. La Carfagna una ricerca Istat.
June 26th, 2008
E’ resistito poco più di un anno il registro delle unioni civili a Formia, cittadina nel sud Lazio. Il neosindaco Michele Forte, ex senatore dell’Udc, reduce da una “bufera giudiziaria”, non ha invitato il Consiglio comunale a revocare il registro cittadino dove coppie di fatto gay e eterosessuali potevano iscriversi. Detto, fatto: lo scorso 18 giugno l’assise ha votato una delibera che ha incenerito lo strumento giuridico. Lo scorso anno il presidente nazionale di Arcigay Aurelio Mancuso aveva partecipato ad una conferenza stampa a Formia con i consiglieri comunali che avevano proposto la delibera per l’istituzione del Registro delle unioni civili, proprio per sottolineare l’importanza del provvedimento. Immediata, oggi, la reazione di Arci gay Roma: “Si tratta di una decisione molto grave. Il Registro delle unioni civili, quando unito a politiche inclusive, ha un altissimo valore simbolico e contribuisce a migliorare la qualità della vita e a dare dignità alle coppie lesbiche e gay, che in tutta l’area pontina vivono situazioni drammatiche: a Latina lo scorso anno fu incendiata l’auto di una coppia gay e sono molte le persone che ci segnalano episodi di disagio e violenza che si verificano in famiglia o nelle città del territorio. Come è possibile che un’Amministrazione che ha innumerevoli problemi da affrontare, come la dispersione scolastica, la riqualificazione del territorio, l’edilizia popolare, il problema della gestione dell’acqua pubblica, si impegni come primo atto del consiglio a cancellare i diritti delle persone omosessuali?”
I registri delle unioni civili sono ormai usciti dall’agenda politica del centrosinistra. Pardon, del Pd. Forse che il Pd di Veltroni è in altre faccende affaccendato? Sono cose da finocchi, dopo tutto.
Aggiornamento/Neanche la Carfagna, ministra delle non sempre Pari opportunità ha voluto mancare di regalare una carfagnata estiva. A due giorni dal Pride nazionale di Bologna ha infatti cancellato il finanziamento all’Istat per una ricerca nazionale sull’omofobia. La denuncia arriva sempre da ArciGay. “Tra l’altro colpisce il fatto che si ritiri il finanziamento ad un progetto avanzato non da un qualsiasi ente di ricerca, ma dall’Istat, ovvero l’istituzione più autorevole e presitiosa del paese - dice Arci Gay - Alla Carfagna, quindi, non interessa approfondire la materia e farsi finalmente guidare dai dati e dalla realtà sociale ma vuole invece proseguire nel dare di sé un’immagine ben precisa: la Crudelia Demon dei diritti civili italiani. Questa sua decisione è l’ulteriore offesa alla difficile condizione di vita di tante persone che vengono aggredite, insultate, discriminate in tutto il paese come dimostra il dossier sull’omofobia, redatto da Arcigay, acquisito persino dalla Commissione Europea”.
Gay e luoghi comuni, nel 1992 come nel 2008?
June 23rd, 2008

Lo zapping notturno, a volte, riserva piacevoli sorprese. Sociologicamente parlando. Ore 2.30, RaiSat, Blob d’annata. A un certo punto noto un Franco Grillini giovane, ma sempre con gli occhiali antiproiettile. Mi fermo. E’ una puntata del 28 ottobre 1992 di “A bocca aperta”, talk show condotto dall’esuberante Gianfranco Funari. Due opposte fazioni discutono un tema caldo: “Accettereste un gay come amico di famiglia?”, la domanda. Da una parte i “pro-gay”: ”gay si nasce”; “i gay sono persone sensibili, e quello che fanno nella loro alcova non mi importa”;”la gente è gente, siamo tutti uguali”. Una signora cerca di far capire agli anti-gay che “è scientificamente provato che fino ad una certa età tutti sono bisessuali”. Ma il fronte del “no”, quelli che un omosessuale non lo vorrebbero neanche vedere sull’uscio di casa, è irremovibile: “In alcune famiglie ci sono anche ragazzini di 13 anni, i gay non ce li voglio”. Una signora inglese nota: “Qui in Italia avete la mentalità ristretta”.
Direi che dal 1992 a oggi poco è cambiato.
Gay/ Paola Concia: dialogare con An e Forza Italia.
June 19th, 2008
Paola Concia, unica deputata lesbica (dichiarata, aggiungo io), ha rilasciato un’intervista al mensile Babilonia. “Sono esponente del Partito Democratico, non del Movimento omosessuale. Ciò non toglie che conduco la battaglia per i diritti civili da tanti anni nel partito e continuo a farlo oggi alla Camera”, dice la parlamentare. A Babilonia che le chiede se da sola riuscirà a portare avanti le battaglie civili omosessuali, la neodeputata risponde: “Ho alleati nel PD, ma poso contare sull’appoggio dei Radicali”. E nella maggioranza? “Il clima non è tra i più favorevoli, tuttavia ci sono alcune personalità dentro Forza Italia e AN più sensibili alle nostre istanze. Dobbiamo aprire un confronto, costruire dialogo e consenso“. Anche sulla ministra delle Pari Opportunità Mara Carfagna, a proposito della gaffe sui gay che non sono discriminati, la Concia dice: «”ietro le sue parole c’è una strategia, che è quella di ridimensionare le nostre richieste e il fenomeno omofobo accusandoci di essere “eccessivi” nelle nostre manifestazioni, ad esempio il Pride”. Con Babilonia, Paola Concia parla del movimento omosessuale, delle coppie di fatto e di cosa intenderà fare in questa legislatura: “La legge contro l’omofobia è un risultato ottenibile. Non dispero neppure che si possa arrivare a una legge sulle coppie di fatto”.
Anche io conosco varie persone in Forza Italia che sono molto aperte sulle tematiche gay. Il punto è capire quanto questa linea individuale possa incidere in maniera significativa sull’orientamento del Pdl.
Gay Village/Una manifestazione da 1.600.000 euro.
June 18th, 2008
Conferenza stampa di presentazione della VII edizione del GayVillage, la cui serata inaugurale è prevista per il 26 giugno. Imma Battaglia emozionata, anche perché, secondo indiscrezioni, all’inaugurazione dovrebbe partecipare l’assessore comunale alla Cultura, Umberto Croppi: per lei sarebbe un piccolo riconoscimento rispetto alle neanche velate manovre di avvicinamento al centrodestra. E, intanto, la presidente dell’associazione DìGayproject, ha anche lanciato un appello al sindaco, Gianni Alemanno, e a Walter Veltroni: “Mi farebbe piacere che prendessero parte, il 26 giugno, ad un dibattito, qui al Village”. L’idea è quella di un talk show su diritti dei gay. Presente alla conferenza anche la deputata del Pd, Paola Concia, che recapiterà a Veltroni l’invito della fondatrice del GayVillage. Per la Battaglia, la giunta guidata da Alemanno, ha dato “un segnale positivo facendo di questa manifestazione uno dei capisaldi dell’Estate Romana”. L’invito a partecipare al dibattito è stato recapitato anche al presidente della Regione, Piero Marrazzo, e quello della Provincia, Nicola Zingaretti.
Nella rinnovata cornice del Parco del Ninfeo - lo spazio è di 6000 metri quadrati - ci sarà spazio per cinema, teatro e musica. La manifestazione si svolgera’ su tre giornate: giovedì (7 euro con consumazione); venerdì e sabato (13 euro con consumazione). L’ingresso sarà gratuito dalle 20 alle 21.30. Una novita’ della stagione è il “Drag King Festival” uno spettacolo-concorso in cartellone per 3 giorni (10-12 luglio) e che vedra’ esibirsi donne travestite da uomini nelle più svariate declinazioni del maschile: rockettari; rappers; gigolo’. Unico nel suo genere e per la prima volta in Italia il festival sara’ presentato da Dodi Conti e Lucrezia Lante Della Rovere. Special guest, Sabrina Impacciatore. Quanto al trasferimento dal Parco delle Cascate al parco del Ninfeo, la Battaglia ha tenuto a precisare “che non è stato uno sfratto, ma un cambiamento voluto, sperando che anche il prossimo anno si possa svolgere qui”. Sabato 21 giugno
pre-official party allo Spazio Novecento (piazza Marconi). Al Village ci sarà anche teatro: Alessandro Fullin, Katia Beni; Cinzia Leone, Gennaro Cosmo Parlato, Vladimir Luxuria, le Sorelle Marinetti. La nuova programmazione cinematografica a cura di Armilla Eventi proporrà un repertorio di film introvabili nel circuito delle sale.
Capitolo spese: per la prima volta la Battaglia le ha elencate una ad una. Tutta la manifestazione costa 1.600.000 euro. Ecco il dettaglio delle spese: 250 mila euro per la sicurezza, affidata ad un servizio privato; 600mila il costo per la costruzione del villaggio, 250 mila euro quello delle maestranze ed altrettanti per il contenuto artistico; i fondi restanti servono per la campagna di comunicazione e per l’area privata dove si svolgera’ la manifestazione. Quanto ai contributi esterni: 60 mila euro dovrebbero arrivare dalle istituzioni ma “al momento - dice Battaglia - non e’ nemmeno sicuro che arrivi il contributo dell’Estate Romana, che fino all’anno scorso era di 50 mila euro. 10 mila euro e’ invece il contributo che dovrebbe arrivare dall’assessorato allo Sport del Comune per la parte ‘Benessere’”. 200 mila euro, infine, sono coperti dai contributi degli sponsor (Heineken con il brand Budweiser, Martini con il brand Bacardi e Citroen); gli altri saranno recuperati dai costi dei biglietti di ingresso e dagli incassi di bar e ristoranti.
L’ArciGay lancia “registro autogestito” matrimoni.
June 17th, 2008

Mentre in California si sfornano matrimoni su matrimoni (tra gay), l’ArciGay italiano promuove una nuova iniziativa, per “dare un ulteriore slancio alla battaglia per il riconoscimento di pari diritti e doveri per le coppie omosessuali in Italia”. Da oggi, infatti, viene lanciata ufficialmente la campagna per l’istituzione del primo “Registro Autogestito” dei matrimoni gay e lesbici che sarà inaugurato il 18 – 19 ottobre con la celebrazione, in contemporanea in almeno 80 città, di nozze gay. “Arcigay - spiega il presidente dell’associazione, Aurelio Mancuso - porterà alla luce l’esistenza delle coppie omosessuali che non si è mai voluto censire da alcun istituto di statistica, escludendole anche dalle griglie di risposte del Censimento”. “Da sole e da soli - dice Mancuso - ci assumiamo la responsabilità di fare ciò che la politica italiana ci ha, per ora, negato. Le coppie che si uniranno in matrimonio s’impegneranno a farsi promotrici di un’azione sociale e culturale, sia in ambito nazionale che locale, al fine di aprire un confronto e ampliare la conoscenza sulle nostre vite, relazioni, doveri e diritti e negati”.
Gay/Carfagna, “no alle discriminazioni normative”. E’ apertura?
June 17th, 2008
Stamattina mi capita tra le mani l’inserto allegato all’edizione odierna de Il Giornale: “Dossier Campania”. Lo apro solo perché in copertina c’è Mara Carfagna, che, all’interno, rilascia lunga intervista. Mi interessa una sola domanda: quella sui diritti sui gay. La risposta che il ministro delle Pari Opportunità dà mi stupisce.
Ha fatto discutere il suo rifiuto della richiesta ufficiale di patrocinio per il Gay Pride. Alla stampa lei si è detta convinta che manifestazioni del genere siano legittime, ma non rappresentino la strumento più adatto a sostenere i diritti degli omosessuali. Quali iniziative ritiene vadano intraprese? Credo sia necessario intervenire a livello legislativo per eliminare ogni eventuale discriminazione normativa. Bisogna, inoltre, colpire duramente chi commette violenze, di matrice omofobica e non. La condanna deve essere rivolta a ogni tipo di sopruso.
Ora: sarà che mi accontento di poco (!). Sarà che una frase del genere (”eliminare ogni discriminazione normativa), un deputato/senatore dell’ex Margherita non l’avrebbe mai pronunciata. Ma dalla Carfagna non me l’aspettavo.
Le richieste dell’Arcigay ad Alemanno.
May 25th, 2008
L’incontro tra il sindaco e le associazioni gay della capitale era in programma da tempo, ma adesso, dopo l’aggressione di un conduttore di Deegay.it, è da vedere sotto una luce diversa. Non è un caso che, tra le richieste che l’Arcigay presenterà al sindaco, ce ne saranno alcune direttamente legate al tema dell’omofobia. Qui di seguito, il documento in sei punti che, domani, l’Arcigay sottoporrà ad Alemanno, nel corso dell’incontro in Campidoglio. Dai sei punti è escluso volutamente il Gay pride che, dicono le associazioni, “non si tocca”. Anzi, al sindaco chiederanno “il riconoscimento del valore sociale e culturale del Pride: un momento di visibilità e valorizzazione per tutte le differenze e minoranze che rappresenta un patrimonio della nostra città e per il nostro Paese”.
1) Per l’asilo politico di gay lesbiche e trans perseguitati o condannati a morte in altri Paesi: molti sono clandestini e con le nuove leggi rischiano il rimpatrio immediato nella propria nazione. Roma si attivi per far abolire le condanne a morte e per sostenere progetti di accoglienza e di cittadinanza.
2) Nuove tutele e servizi per le coppie di fatto, eterosessuali e omosessuali, secondo le competenze dell’amministrazione, per rafforzare e incrementare i servizi e le opportunità offerte a tutte le forme familiari, a prescindere dal tipo di riconoscimento giuridico, come ad esempio per quanto riguarda l’assegnazione delle case popolari e il sostegno economico alle giovani coppie.
3) Analisi sulle condizioni di vita delle persone lesbiche, gay e trans finalizzate a individuarne le problematiche e la percezione sociale dell’omosessualità e della transessualità, per elaborare e incrementare i servizi rivolti alle persone lesbiche, gay e trans sul territorio.
4) Sostegno e riconoscimento delle iniziative culturali della comunità lesbica, gay, e trans, riconoscendo le iniziative della Gay Street di via di San Giovanni in Laterano come luogo di aggregazione, visibilità e dialogo.
5) Azioni formative nelle scuole, nella pubblica amministrazione, nelle aziende municipalizzate per il contrasto del bullismo, dell’omofobia e della transfobia; incrementare l’inserimento professionale anche attraverso specifici programmi di formazione specie per le persone trans.
6) Azioni mirate a supportare gli eventi sportivi contro la discriminazione per le persone lesbiche gay e trans, come avviene in molte città europee.
Diritti ai conviventi. Tiè.
June 27th, 2007
“Anche in Italia è giusto riconoscere diritti alle persone che si amano e convivono”.
Walter Veltroni, Lingotto, Torino.
Mercoledì 26 giugno, ore 18.16.
Diritti/ Nasce un nuovo gruppo pro-gay.
May 11th, 2007
La notizia, per adesso, è coperta dal massimo riserbo. Ma domani mattina, chi acquisterà i principali quotidiani italiani, troverà una novità. Una grossa pubblicità pro-gay, nel giorno del Family Day. E’ la nascità di un nuovo soggetto che, per ora, non ha nulla a che vedere con la politica. Lo spazio pubblicitario è stato pagato (un bel po’ di soldi) da un gruppo di imprenditori gay. Esatto. Gay che fanno soldi. E, tanto per puntualizzare, che pagano le tasse come tanti altri (e, sicuramente, più di certi destrorsi evasori). Del gruppo farebbe parte anche Imma Battaglia, leader dell’associazione DìGayProject, oltre che organizzatrice del Pride del 2000.
Una nota di costume. La pubblicità non si vedrà sul quotidiano Libero. Il motivo è presto spiegato. I signori della direzione, infatti, si erano detti disposti ad accettarla, ma ad un’unica condizione: che lo spazio venisse pagato il doppio del prezzo di listino. Proposta indecente, ovviamente rifiutata.
Auguri.







