L’etero (wrestler) che si batte per i diritti dei gay.
February 24th, 2010

Hudson Taylor incarna un etero più unico che raro. Quello che, non avendo alcun problema a livello di sessualità (gli piace la topina, senza se e senza ma), non corre il rischio di avere rirgurgiti omofobi o simili devianze. Ma Hudson, un campione del wrestling, fa di più. Lui si batte per i diritti dei gay, al punto che in molti lo considerano un paladino della causa. Per capire chi è il personaggio: Hudson, che studia all’università del Maryland ed è terzo classificato a livello nazionale nella sua categoria di wrestling, ha chiesto alla ragazza di fidanzarsi con lui dopo aver visto “Milk”. Già. Nelle gare, sul suo casco, campeggia un adesivo di una campagna per i diritti umani. “Per me e la mia generazione – ha detto il 23enne, intervistato da Outsports – i diritti GLBT sono pressanti. Se ritengo che qualcosa sia ingiusto, sento di essere responsabile e di dover fare qualcosa per cambiare questa cosa”. Il giovane, poi, sottolinea di non avere amici o parenti gay. “La mia passione per i diritti GLBT nasce come desiderio di lotta contro qualcosa di ingiusto”, ammette, facendo crollare con ciò la solita solfa che ci propina chi dice “di avere tanti amici gay”, e di “capire cosa si provi”. Buffonate.
10, 100, 1000 Hudson Taylor.
Antonella Clerici: “Sì a coppie di fatto, no ad adozioni”.
February 22nd, 2010
“Trovo che sia giusto legalizzare la convivenza tra due persone dello stesso sesso, perché uno può così vantare dei diritti sull’altro, qualsiasi cosa accada, bella o brutta, proprio come avviene per una coppia etero. Non sono d’accordo, invece, sul matrimonio canonico, istituzione che anche a me ha portato sfortuna”. Parola di Antonella Clerici, in un’intervista che sarà pubblicata su Diva e Donna il prossimo 24 febbraio. La Clerici si è detta anche contraria alla possibilità di consentire le adozioni alle coppie gay. “Per un proprio equilibrio personale e per una questione anche di natura, un figlio deve avere un padre e una madre. Su questo non transigo. E conosco tantissimi omosessuali che la pensano come me”.
Sì, brava. Io non la penso come te.
Sul concetto di famiglia.
February 10th, 2010

“Per me la famiglia è quella dove c’è un bambino. Sebbene non competa alle Regioni, credo che non ci sia bisogno di una famiglia di serie B. I diritti civili comunque devono essere esigibili con velocità da chi fa scelte diverse”.
Renata Polverini, candidata per il centro-destra alla presidenza della Regione Lazio, parlando poco fa durante la trasmissione Dossier56 di Teleroma 56.
Caspita, me lo scordo sempre di aver scelto di essere gay. Magari domani cambio idea.
P.s. Una nota di colore: Renata Polverini è sposata, ma non ha figli. Quindi non è famiglia.
Manifesti contro le unioni civili tra gay.
February 1st, 2010

Municipio XI, stamattina: il PDL si vanta di aver respinto il registro delle unioni civili. Grazie al cielo, fanno notare, “vince la famiglia, quella vera”. Dimenticando, che questo registro servirebbe anche alle coppie di fatto eterosessuali.
Magari sono pure abusivi. Chissà.
“L’amore merita rispetto”. A Vienna.
October 2nd, 2009

Campagna contro l’omofobia, fotografata da una river-lettrice a Vienna. “L’amore merita rispetto”, lo slogan (grazie Alessandra!)

Su omofobia, Carfagna d’accordo con la Concia.
September 10th, 2009

Dopo Alessandra Mussolini, che, l’altro ieri, ha inspiegabilmente aperto ai diritti per le coppie omosessuali, tocca a Mara Carfagna, la ministra che non ha mai incontrato, dal giorno del suo insediamento, le associazioni GLBT italiane. Parlando del progetto di legge di Paola Concia contro l’omofobia, ha detto di “condividerne l’impianto“. In un’intervista concessa al settimanale “Di tutto”, che sarà in edicola domani, a proposito della recente ondata di aggressioni nei confronti degli omosessuali, riconosce “che l’emergenza dei nostri tempi sta nel dover fermare questa emulazione di atti violenti con una presa di coscienza collettiva, che condanni l’intolleranza che sembra emergere nelle nostre città“. Per la Carfagna “tutte le forme di violenza sono da condannare duramente. Quando poi sono motivate da ragioni di discriminazione sessuale o per motivi razziali, si tratta di una vera e propria barbarie che non può essere giustificata in alcun modo“. E, relativamente alla proposta di legge Concia, dice di ritenere “giusta l’aggravante per i reati che prevedono una discriminazione per ogni forma di diversità“. Non solo: “aggiungerei l’aggravante anche per i casi di discriminazione legata al genere, all’età e alla disabilità“.
Noto che la ministra continua ad avere *seri* problemi a pronunciare la parola omosessuali/gay/lesbiche – mi ricorda il suo sito, dal quale sono stati epurati i riferimenti alle discriminazioni GLBT. Detto ciò, lo “sposare” il pdl Concia è un passo importante (e faccio finta di essermi dimenticato che da un ministro delle pari Opportunità è il minimo che ci si possa aspettare).
Aggiornamento/L’Arcigay, appresa la notizia (!) che la Carfagna è d’accordo con la Concia, commenta: “Bene. Allora, viste le tante parole al vento pronunciate in questo primo anno abbondante a capo del ministero delle Pari Opportunità, la Carfagna dimostri una volta tanto di essere conseguente. Se il Governo vuole, in accordo con il Parlamento, entro pochi giorni il provvedimento può esser legge. Attendiamo. Saremmo assai contenti di poterci finalmente ricredere rispetto al ruolo fin qui giocato dal ministro“.
La lotta alle discriminazioni dei gay sparisce dal sito del ministero della Carfagna.
May 26th, 2009

C’era una volta il sito del ministero delle Pari Opportunità. Non troppo tempo fa: qualche mese. Era la versione consegnata dall’ex ministro del governo Prodi, Barbara Pollastrini. Si parlava delle discriminazioni, e si citavano, ovviamente, quelle di natura omofobica. C’era un elenco, molto dettagliato, con relative statistiche, e cosa significasse concretamente l’omofobia. (come da screenshot sopra, qui l’immagine grande).
Da qualche giorno, quelle informazioni sono sparite. Clic. Le Pari Opportunità, oggi, si occupano di: violenza contro le donne; stalking; discriminazioni razziali; lotta alla tratta. Dei gay è sparita ogni traccia. Usando il motore di ricerca interno, si trova qualche intervista del ministro, e niente più. Non solo. Nel 2007 venne istituita una commissione per le pari opportunità per i gay e i trans gender. Oggi il link (era qui) a quella commissione è sparito: e teoricamente la commissione, da decreto, doveva rimanere in carica 3 anni. Resta la copia cache. Eppure, vengono riportati i collegamenti a varie commissioni: per il contrasto alla pedopornografia, contro le mutilazioni genitali femminili, per la tutela dei disabili. C’è persino un numero verde per i bambini contesi. Brava, bis.
La ministra Carfagna, pubblicamente, si è sempre detta pronta a combattere contro le discriminazioni verso i gay. Come? Dove? Quando?
Una giornata mano nella mano.
May 4th, 2009

La campagna si chiama “A day in Hand”, e la guida il candidato a sindaco della capitale britannica, Brian Paddick (ex-poliziotto, gay dichiarato, corre per i liberal-democratici). Sarà lanciata ufficialmente il prossimo 17 maggio, con una giornata “dedicata”, in cui tutte le coppie gay e lesbiche sono invitate a farsi vedere mano nella mano. Sul sito dedicato all’evento, ci sono fote di coppie che danno il “buon esempio”.
Quanti di noi se ne vanno tranquillamente in giro mano nella mano col proprio ragazzo/a?
Come eravamo/Contro il matrimonio gay.
January 13th, 2009
Video del 1930. Quindi non lo ha potuto scrivere la Binetti.
How dangerous is gay marriage to the fabric of our society? No matter how bad you think it would be for the country, it’s worse. Way worse. This little video will let you know that even though gay marriage is the worst thing that could ever happen ever, there are things you can do to keep gay marriages from happening. Watch and learn.
Membro conservatore governo-ombra inglese sposa il partner.
January 4th, 2009

Nick Herbert ricopre il ruolo di Justice Secretary nel governo ombra guidato dal conservatore David Cameron. Ieri si è sposato col suo fidanzato storico, Jason Eades, nel corso di una cerimonia civile, a sud di Londra. A seguire ricevimento per pochi conoscenti in un hotel. Herbert, 45 anni, è il secondo membro del governo ombra a sposare una persona dello stesso sesso. Lo scorso anno fu la volta del 51enne Alan Duncan, primo deputato conservatore dichiaratamente gay a convolare a nozze. Alla coppia sono arrivati gli auguri dello stesso Cameron. Per quanto riguarda il governo del primo ministro (il laburista Gordon Brown), nessuno ha ancora preso una decisione analoga, nonostante Lord Mandelson (secretary of Justice) conviva col suo fidanzato brasiliano e sia dichiarato. Herbert dichiara ufficialmente sul suo sito di convivere col partner.
Per la cronaca: David Cameron è leader del Partito Conservatore.
Ogni civiltà ha il governo ombra che si merita.
In Australia il primo riconoscimento a vedovo di guerra gay.
January 3rd, 2009

Edward Young (in foto) è stato fidanzato col soldato Larry Cains per 38 anni. Dieci anni fa il compagno è morto. Adesso, grazie ad una legge passata lo scorso mese di novembre, Young può dirsi il primo vedovo di guerra gay, che potrà riscattare la pensione del compagno. Larry e Edward si sono conosciuti a Londra nel 1960. Uno modello, l’altro fotografo. “Mi innamorai subito di lui. Era magnifico – ricorda Young – Dopo due settimane trascorse insieme, gli dissi che non lo avrei più voluto lasciare”. A 10 anni dalla sua morte, la legge riconosce ufficialmente la relazione tra i due. E, ovviamente, i benefici di questa norma non si applicano solo al loro caso. Chi, infatti, ha vissuto una relazione con un soldato, potrà chiedere la reversibilità della pensione.
Commovente (la storia, e la legge).
L’America garante mondiale dei diritti gay?
September 8th, 2008
Un’associazione americana si candida a garante dei diritti dei gay, nel mondo. Il Council for Global Equality ha un obiettivo decisamente ambizioso: diventare un gruppo in grado di influenzare i governi nelle loro decisioni in materia di diritti dei gay, di lesbiche, bisessuali e transessuali. La gestione di questo progetto è stata affidata a Michael E. Guest, ex ambasciatore americano dichiaratamente gay. “Lo scopo della nostra associazione - si spiega sul sito dell’associazione – e di far sè che tutte le persone che rappresentino l’America, al Congresso, alla Casa Bianca, nelle aziende americane di tutto il mondo, e nelle ambasciate, utilizzino il loro potere per denunciare eventuali violazioni di diritti umani“. Michael E. Guest si è ritirato lo scorso mese di dicembre, dopo 26 anni di carriera, per protestare contro le limitazioni, a livello diplomatico, verso i partner dello stesso sesso. Il primo incontro di questa associazione è stato fissato il 23 settembre a Washington. Comunque non è la prima iniziativa di questo genere: il governo britannico, lo scorso mese di luglio, ha diramato a tutte le sue 261 ambasciate nel mondo una guida per i diritti Glbt.
Vorrei organizzare un bel faccia a faccia tra questo ambasciatore e Mara Carfagna.
Israele contro il professore anti-gay.
August 14th, 2008

Che Israele sia, in fatto di diritti dei gay, molto più avanti dell’Italia, è un dato di fatto. E non solo perché molti palestinesi omosessuali vengano accolti nel Paese, o per via dei recenti provvedimenti pro-omosessuali (a cominciare dalla possibilità per i gay di adottare un figlio). Anche la vicenda del professor Hillel Weiss, però, è indicativa dell’attenzione prestata a ogni manifestazione omofoba. L’uomo, infatti, finirà davanti ad un giudice per aver incitato alla violenza. Come? Dichiarando, poco prima del Gay Pride di Gerusalemme, quanto segue: “Questo abominio deve essere allontanato dalla città santa, con ogni mezzo”. E appoggiando, a priori, ogni forma di condanna di quella parata. Durante quel Pride – era il 2005 – ci furono violenti scontri, e un manifestante finì con l’essere accoltellato. Il professore parla di persecuzione.
Formia/L’Udc cancella il registro delle unioni civili. La Carfagna una ricerca Istat.
June 26th, 2008
E’ resistito poco più di un anno il registro delle unioni civili a Formia, cittadina nel sud Lazio. Il neosindaco Michele Forte, ex senatore dell’Udc, reduce da una “bufera giudiziaria”, non ha invitato il Consiglio comunale a revocare il registro cittadino dove coppie di fatto gay e eterosessuali potevano iscriversi. Detto, fatto: lo scorso 18 giugno l’assise ha votato una delibera che ha incenerito lo strumento giuridico. Lo scorso anno il presidente nazionale di Arcigay Aurelio Mancuso aveva partecipato ad una conferenza stampa a Formia con i consiglieri comunali che avevano proposto la delibera per l’istituzione del Registro delle unioni civili, proprio per sottolineare l’importanza del provvedimento. Immediata, oggi, la reazione di Arci gay Roma: “Si tratta di una decisione molto grave. Il Registro delle unioni civili, quando unito a politiche inclusive, ha un altissimo valore simbolico e contribuisce a migliorare la qualità della vita e a dare dignità alle coppie lesbiche e gay, che in tutta l’area pontina vivono situazioni drammatiche: a Latina lo scorso anno fu incendiata l’auto di una coppia gay e sono molte le persone che ci segnalano episodi di disagio e violenza che si verificano in famiglia o nelle città del territorio. Come è possibile che un’Amministrazione che ha innumerevoli problemi da affrontare, come la dispersione scolastica, la riqualificazione del territorio, l’edilizia popolare, il problema della gestione dell’acqua pubblica, si impegni come primo atto del consiglio a cancellare i diritti delle persone omosessuali?”
I registri delle unioni civili sono ormai usciti dall’agenda politica del centrosinistra. Pardon, del Pd. Forse che il Pd di Veltroni è in altre faccende affaccendato? Sono cose da finocchi, dopo tutto.
Aggiornamento/Neanche la Carfagna, ministra delle non sempre Pari opportunità ha voluto mancare di regalare una carfagnata estiva. A due giorni dal Pride nazionale di Bologna ha infatti cancellato il finanziamento all’Istat per una ricerca nazionale sull’omofobia. La denuncia arriva sempre da ArciGay. “Tra l’altro colpisce il fatto che si ritiri il finanziamento ad un progetto avanzato non da un qualsiasi ente di ricerca, ma dall’Istat, ovvero l’istituzione più autorevole e presitiosa del paese – dice Arci Gay – Alla Carfagna, quindi, non interessa approfondire la materia e farsi finalmente guidare dai dati e dalla realtà sociale ma vuole invece proseguire nel dare di sé un’immagine ben precisa: la Crudelia Demon dei diritti civili italiani. Questa sua decisione è l’ulteriore offesa alla difficile condizione di vita di tante persone che vengono aggredite, insultate, discriminate in tutto il paese come dimostra il dossier sull’omofobia, redatto da Arcigay, acquisito persino dalla Commissione Europea”.
Gay e luoghi comuni, nel 1992 come nel 2008?
June 23rd, 2008

Lo zapping notturno, a volte, riserva piacevoli sorprese. Sociologicamente parlando. Ore 2.30, RaiSat, Blob d’annata. A un certo punto noto un Franco Grillini giovane, ma sempre con gli occhiali antiproiettile. Mi fermo. E’ una puntata del 28 ottobre 1992 di “A bocca aperta”, talk show condotto dall’esuberante Gianfranco Funari. Due opposte fazioni discutono un tema caldo: “Accettereste un gay come amico di famiglia?”, la domanda. Da una parte i “pro-gay”: ”gay si nasce”; “i gay sono persone sensibili, e quello che fanno nella loro alcova non mi importa”;”la gente è gente, siamo tutti uguali”. Una signora cerca di far capire agli anti-gay che “è scientificamente provato che fino ad una certa età tutti sono bisessuali”. Ma il fronte del “no”, quelli che un omosessuale non lo vorrebbero neanche vedere sull’uscio di casa, è irremovibile: “In alcune famiglie ci sono anche ragazzini di 13 anni, i gay non ce li voglio”. Una signora inglese nota: “Qui in Italia avete la mentalità ristretta”.
Direi che dal 1992 a oggi poco è cambiato.




