Film/ “Penso che un sogno così”: la scommessa di Marco.
February 20th, 2008

Marco de Luca è uno dei tanti – ma forse sono troppo pochi – visionari coraggiosi e dotati di un pizzico di follia che credono nella forza di un progetto. Artisti che, pur lavorando in un settore – quello cinematografico – spesso troppo avaro e chiuso nei confronti dei giovani, puntano i piedi e vanno avanti per la loro strada. De Luca è il regista di “Penso che un sogno così”, il suo primo lungometraggio. Un film realizzato con tanta fatica e innumerevoli sacrifici: a cominciare dai 9000 euro che sono stati raccolti per finanziarlo. Ha messo insieme un gruppo di giovani attori volenterosi, disposti a contribuire alle spese di produzione. Le riprese sono durate due settimane, tra Roma e Firenze, mentre gli attori, che De luca definisce “votati al sacrificio, motivati e pieni di talenti”, hanno iniziato a confrontarsi sul testo un mese prima.
Marco ha studiato tra la Gran Bretagna, la Francia e gli Stati Uniti, ma la cosa più importante nella sua formazione è stata l’ammissione al corso di regia del The European Film College in Danimarca. Tornato a Roma ha collaborato come assistente alla regia su vari film e fiction (spesso americani) per poi approdare a Sky come regista di format televisivi sui giovani, continuando sempre a dirigere cortometraggi selezionati in vari festival (dal Fano film festival al Paris Tout Court al Philadelphia film festival).

La storia. La racconta de Luca stesso: “Una ragazza di 25 anni trascorre la sua vita
semplice e monotona tra gli studi, un ragazzo che l’adora e un rapporto difficile con la madre. Quando le viene diagnosticata una grave malattia, la ragazza decide di portare il suo fidanzato e i suoi amici, nella villa al mare dei suoi genitori. Un luogo pieno di ricordi dove non tornava dalla morte del padre. Durante il soggiorno in villa, Elisa scoprirà che i legami che uniscono i 4 ragazzi sono di natura malata e i continui scontri porteranno ad un terribile confronto finale”. La prima del film è prevista domenica 2 marzo, alle 21, da Bibili, in via dei Fienaroli 28. Prossimamente una river-intervista.






