hollywood_highSpero davvero che quest’anno ci si riesca: Meryl Streep sarebbe un ottimo presidente di giuria al Festival di Venezia. Meryl è diligente, sempre puntuale e, quando parla, molto attenta. Lei non si sognerebbe mai di fare come Catherine Deneuve, presidente nel 2006, che al termine del metafisico film di Aronofsky chiese, intercettata da un cronista, “un petit café pour se reprendre“. Il regista ci rimase molto male. Anche se per Meryl saremmo disposti a fare qualsiasi cosa, non ha pretese e non fa mai capricci. E’ quasi un peccato. L’unica cosa che chiede, sempre gentilmente e quasi bisbigliando, sono ambienti freschi attorno ai 15 gradi o giù di lì. Di solito basta aggiungere due o tre condizionatori portatili in ogni stanza e mettersi poi addosso una maglia in più! Meryl adora l’Italia. Con la più bellina delle sue figlie, che là ha degli amici, qualche volta capita a Bologna dove al Diana ha scoperto di adorare i tortellini in brodo. Parla anche spesso della sua amica italiana Tiziana Rocca. E’ un’esperta di comunicazione e, come si dice da queste parti, una socialite che scrive anche tanti libri – dice Meryl. La descrive come una donna simpatica, affascinante e gentile. Io, per non offendere la diva, faccio sempre finta di sapere chi sia. Quando torno in Italia mi dovrò ricordare di comprare qualcuno di questi suoi libri.