Gay Pride/ Giorgia Meloni, “e’ una forma di privilegio”.
May 2nd, 2008
Giorgia Meloni mi sta simpatica, a pelle. Non l’ho mai intervistata, ma mi sembra una ragazza molto sveglia, e, da molti punti di vista, fuori dagli schemi aennini. Oggi è l’intervistata di turno per la trasmissione di Klaus Davi che sarà messa on-line su Youtube. Tra i tanti temi affrontati, questo è il suo pensiero circa il Gay Pride:
“Ho amici gay e non ho mai manifestato alcuna forma di repulsione o discriminazione verso il mondo omosessuale, mentre ho manifestato e continuo a manifestare una forma di disappunto verso il Gay Pride, una ostentazione che ho trovato fastidiosissima perché si sono viste scene sinceramente raccapriccianti, scene che fanno male anche ai gay. Le persone omosessuali di buon senso se ne rendono conto meglio di me. Inoltre mi sembra che siamo di fronte a forme di privilegio, altro che discriminazione, considerato che, ad esempio, a me nessuna amministrazione locale ha mai dato dei soldi per andare a manifestare i miei gusti sessuali”.
Everett e i Pride “pieni di drogati affamati di sesso”.
February 21st, 2008
Rupert Everett non è nuovo a provocazioni, soprattutto sul tema dei diritti gay. Sua la tesi che i gay non dovrebbero poter adottare i figli. Adesso, se la prende con il Gay Pride e fa un discorso che almeno, in parte, è condivisibile. Intervistato dalla rivista australiana Sxnews, sostiene che c’è una differenza abissale tra i Gay Pride all’inizio degli anni Ottanta e quelli di oggi. “Allora la comunità gay era davvero in crisi - dice l’attore - e con le spalle al muro. Eventi del genere erano carichi di significati ed erano soprattutto un’occasione per non essere sopraffatti e continuare a sopravvivere“. Una realtà che, però, è cambiata drasticamente: “Oggi, anche grazie a tutte le lotte fatte nel passato, c’è una generazione di drogati senza cervello, animali da feste che girano il mondo per drogarsi e scoparsi“. Poi puntualizza: “Non sto dicendo che questo sia un bene o un male. Dico solo che non c’è più niente di politico“. Insomma, i gay, più che pensare alla politica, sono più concentrati sul sesso e sulle droghe.
Me lo chiedo anche io se i Gay Pride servano ancora.
Milano/ Un Pride per pochi.
June 24th, 2007

Ieri i gay sono tornati a sfilare in strada, stavolta a Milano, nella Christopher Street Parade. Cinquantamila persone, secondo gli organizzatori, tremila per la Questura. So che questo giudizio potrà non piacere, ma sono contrario alla frammentazione delle sfilate. Ogni anno, in Italia, c’è una distinzione tra un Pride nazionale e uno locale, cittadino. Il risultato sono vari micro-cortei che nulla hanno a che vedere con quello accaduto a Roma il 16 giugno. Un movimento omosessuale che vuole lanciare messaggi forti, in grado di tenere testa a eventi come il Family Day, deve essere compatto, unitario. Perché in caso contrario, una sfilata con poche migliaia di persone si conquisterà solo un piccolo box sulle pagine dei giornali. E sarà un’occasione per far credere alla gente che le problematiche dei gay interessano quattro gatti in maschera.

Detto ciò, ringrazio Luigi e Fatima per il servizio fotografico realizzato. Avevo chiesto loro di concentrarsi soprattutto sui genitori aperti. Qui le loro foto.
Gay Pride/ Incontrandoti, ignorandomi.
June 17th, 2007

Ti incontro a piazzale Ostiense, mentre parli con la migliore amica di M. La parata la faremo insieme. Io, L., M. accompagnato dal fidanzato e mio amico e il croato D. Nei tuoi occhi imbarazzati e nervosi – un misto di timidezza e disagio - riconosco subito qualcosa di familiare. Sì, io e te abbiamo trescato. Niente di serio. Due uscite. Una serata di sesso, nella grigiaAlfa 73 di mio padre, quando ancora abitavo a Ostia. Tu vivevi – e vivi ancora – nel rione Monti. Eri all’ultimo anno di non so quale liceo, e non sapevi ancora che direzione far prendere alla tua sessualità. Infatti la cosa finì male. Sei sparito, il “non me la sento” che avrei sentito altre volte, la portiera che si chiude dietro di te in via Cavour, addio. Io ci rimasi male, solo per il modo. Sarà che credo ancora in una correttezza formale degli addii. Un po’ ipocrita, forse, ma del resto lo sciroppo amaro si ingoia meglio se accompagnato da un po’ di zuccero. Non sei cambiato molto. Fisicamente non sei cresciuto. Polo nera, pantaloncini corti chiari, All star nere, polpacci che sembrano depilati, attraversati da nervi che sembrano pulsare a ogni passo. Balli, parli poco. “E’ il mio primo pride”, confessi in una delle poche volte che mi avvicino per parlarti. Saprò da M. che gli hai confessato di aver perso la verginità due mesi fa. Quale verginità, penso fra me e me? Un mese fa ti sei rifatto il naso. In effetti è perfetto. Hai paura di prendere botte.
E’ triste che non ti ricordi di me. D. scherza: “Si vede che non sei stato bravo”. Forse. Ma alla luce di questo nostro incontro postumo, quella serata di sesso mi sembra ancora più squallida.
Gay Pride/5. Volti in strada.
June 17th, 2007


Giovani, felici di esserci, gay ma anche etero. Eccoli, i ragazzi del Pride.


Gay Pride/4. Genitori con le palle.
June 16th, 2007

A loro, ai genitori con le palle, va tutta la mia stima e ammirazione. Genitori che sono pronti a spiegare ai loro figli chi siano quelle persone. Perché manifestino. Perché, alcune di loro, sono così “colorate”. Guardavo queste mamme e papà, con passeggini e pupi al seguito, ed ero più felice e sereno. Contento di sapere che esistono anche persone così.
Qui altri scatti “familiari”. Domani, invece, i “Gay Pride Boys”. I ragazzi “incontrati” dal mio cellulare. Sono stanco, si va a nanna.

Gay Pride/3. Curiose, serpenti e carri.
June 16th, 2007

Divertenti le signore anziane - una, mancata icona gay, esibirà dei bigodini - che fissavano il corteo dalle loro finestre. Avrei pagato per sentire un minuto di loro conversazione. Spesso venivano invitate dalla folla a scendere in strada (come il ragazzo piacente affacciato in via Labicana). Alcune rispondevano sorridendo. Non erano contenti, invece, i cani. Quasi tutti stremati dal caldo. Era a pezzi persino un serpente - un pitone - che, per la prima volta nella mia vita, ho preso in mano. Con mia grossa sorpresa ho scoperto che non è viscido, ma morbido e caldo. A un certo punto la padrona mi fa: “E’ meglio che me lo ridai, perché è un po’ nervoso”. Come si fa a vedere se un serpente è nervoso?

Gay Pride/2. Provocazioni, politici e colore.
June 16th, 2007


I trans c’erano, in tutto il loro essere estremo, fatto di plastiche e colori. C’erano a loro modo. Quel modo che li vuole costretti - quasi sempre - a battere per guadagnarsi da vivere. Qualcuno lo ricorda, su un cartello, altri prendono in giro Sircana, presunto amante del genere. A me non hanno fatto nessun effetto. Certo, sarebbe sbagliato se i media parlassero SOLO delle loro tette finte. Ci sono le coppie di sposi (veri) e di uomini (finti). I cartelli più duri sono quelli contro il papa. Ma non vengono risparmiati neanche Fassino e, in toto, il governo.
Ho incontrato solo due politici. Nichi Vendola e Marco Pannella (magrissimo e con una polo un po’ zozza).
Qui gli altri scatti di “provocazione”.


Gay Pride/1. Verso piazzale Ostiense.
June 16th, 2007


Si esce di casa alle 15.40. Il cane non viene. Fa davvero troppo caldo. In stazione si compra un Gatorade. Che nell’aria di Roma ci sia qualcosa di diverso me lo dice la composizione dei passeggeri in metro: non esagero dicendo che un buon 50% era gay. Vagoni pieni di colori, di bandiere, di cazzeggio, di mani nelle mani. Alcuni guardano storti, stupiti da quella “ostentazione” di una diversità che, per loro, andrebbe chiusa nel cassetto. Incontro un ragazzo rasta che ho conosciuto due mesi fa in un contesto lavorativo.
La piazza è bollente. Poca polizia - è sempre un buon segno - meno trans del solito - i più fotografati in assoluto - tanta gente. Proprio come ed L.



Gay Pride/ Razzisti di serie B.
June 16th, 2007

Altre scritte, stavolta nella zona Tiburtina, a Roma, nei pressi del villaggio che ospiterà, stasera, la festa del dopo-Pride.
Perché un “froci ai forni” fa indignare molto di meno che un “ebrei ai forni”?

Gay Pride/ Idiozie del giorno prima.
June 15th, 2007

- A destra ci si lamenta del fatto che il Comune di Roma abbia patrocinato il Gay Pride e non il Family Day. Invidiose.
- Alcuni esponenti di An hanno chiesto il ritiro dei manifesti del Gayvillage (in foto). Gli orsacchiotti possono trarre in inganno i bambini. Contorti.
- La destra romana dice che quella di domani è una carnevalata e che l’omosessualità è “una scelta” che attiene “alla vita privata”. Ghettizzattori.
- Un’emittente privata, Eco-Tv, si è vista negare da una ditta romana il noleggio di un furgone: “Non ve lo do, perché non voglio appoggiare in nessun modo il Gay Pride”, si è giustificato il titolare. Illegale.
- Nessuna denuncia. Nessuna indagine. Nessun fascicolo in procura. Chi ha attaccato i manifesti razzisti di Forza Nuova - ieri - per adesso resta impunito. Incomprensibile.
- La Conferenza episcopale italiana non rilascia dichiarazioni sul Pride. Imbarazzate.
- Un comitato di residenti legati all’Udc e a Militia Christi domani si incatenerà a piazza Vittorio. Pittoreschi.
Gay Pride/ River-anticipazioni: Cosa ci sarà domani.
June 15th, 2007
I carri sono tutti pronti. Anche gli striscioni. Da quello che risulta a River, domani si vedranno:
1) Una macchina che fa delle bolle di sapone giganti (la motivazione? Sarà dedicata ad alcuni politici che hanno fatto grandi promesse alla comunita Lesbica, Gay e Trans Italiana, ma che come le bolle di sapone si sono dissolte dopo poco);
2) Per la prima volta marceranno insieme tutti i gruppi sportivi gay che saranno distinti da un dirigibile di 3 metri sistemato in piazzale Ostiense e ci sarà anche il carro di Arcigay sport, contro la discriminazione dei gay e delle lesbiche negli ambienti sportivi;
3) Un telefono di 3 metri con il numero 800 713 713 per ricordare la Help Line;
4) Bandiere russe con su scritto : “No omofobia, sì gay pride” in gesto di slidarietà con gli amici russi agrediti perchè volevano organizzare il gay pride a Mosca;
5) Striscioni con lo slogan “Dico matrimonio“;
6) Carte d’identità distribuite ai manifestanti, con la scritta “Stato Civile Nessuno” (per lo stato Italiano le coppie gay e lesbiche non esistono ed il loro stato civile è sempre celibe);
7) Saranno distribuiti 3000 preservativi.
Ah, e poi,
River con L. e il cane.
Auguri!
Gay Pride/ E Tiziano Ferro si decise.
June 14th, 2007
Questa proprio non me l’aspettavo. Tiziano Ferro ha aderito ufficialmente al Gay pride.
Nella lista delle associazioni e delle testate giornalistiche che aderiscono alla sfilata c’è anche river-blog. Ma (anche) questo era ovvio.

Omofobia/ Fascisti lituani.
June 14th, 2007

Ricevo da un simpatico lettore pavese trapiantato a Vilnius, in Lituana, un succulento volantino contro il Gay Pride locale. Alla fine i manifestanti si sono ridotti a manifestare in un locale, perché il sindaco aveva vietato ogni corteo. Il volantino è interessante perché contiene gergo e principi da manuale sociologico (oltre che psichiatrico):
“Opponiti alla propaganda omosessuale”; e poi, sul retro, “l’associazione Glbt lituana ha ottenuto fondi dal governo, mentre niente è stato dato all’associazione delle famiglie” (toh, come da noi…); chi firma il volantino puntualizza di non essere nè omofobo e nè neofascista. Ancora: “i gay sono inutili, perché non possono avere figli”, e “chiedendo diritti vogliono imporsi in modo anarchico e perilocoso per lo Stato”.
Tristemente divertente.
Russia, gay al rogo.
May 27th, 2007

Non c’è mai fine al peggio. E’ vero. Peggio della Binetti. Peggio del Family Day. Peggio del Papa. In Russia si impedisce ai gay di manifestare. Si autorizzano i pestaggi da parte dei fascisti, benedetti dai preti. Si arresta Marco Cappato, radicale (in foto), e si malmena Vladimir Luxuria. A loro va il mio inutile e umile grazie. Per essersi presi la briga di salire su un aereo. Di sfidare la poco democratica polizia russa. Per aver passato del tempo nelle celle di un Paese il cui leader, fino a qualche tempo fa, cazzeggiava nella villa estiva del nostro premier.
Singolare il racconto che la principale agenzia di stampa russa, la Itar-Tass, esempio dell’emancipazione dei giornalisti dal potere, fa degli scontri. Senza mai citare la parola “gay”, sostiene, per bocca della polizia, che si è intervenuti per impedire ad un gruppo di manifestanti di “violare la legge” (la manifestazione, infatti, non era autorizzata). Nessuna parola sugli scontri, sui fermi dei parlamentari, sulla presenza dei religiosi che hanno benedetto i neo-nazisti, e sulle altre schifezze.

Bisogna ricordarlo, che essere gay, a volte, è reato.
Los Angeles Gay Pride.
June 13th, 2006




Due giorni di festa e sfilate. Si è concluso domenica il Gay Pride 2006 di Los Angeles. Per le strade anche il sindaco di L.A., con tanto di bandierina rainbow. A Roma si sfilerà il 24 giugno. E, come ogni anno, ci sarà tanto rumore per nulla.











Il Gay Pride di Los Angeles.
May 31st, 2006
Questo è lo spot (molto musical) per il Gay Pride previsto a Los Angeles dal 9 all’11 giugno prossimo.






