Gay street/Alemanno: “Servono telecamere”. Ma è subito polemica.
September 18th, 2008

Dopo le recenti aggressioni nei confronti di gay, e la richiesta del sindaco, Gianni Alemanno, di effettuare maggiori controlli, arriva una prima proposta. A farla è il primo cittadino: telecamere per “proteggere” gli avventori di via San Giovanni in Laterano, ormai ribattezzata Gay Street. Alemanno ha avuto stamattina un incontro con il prefetto di Roma, e proprio a lui ha suggerito questo provvedimento. “E’ importante aumentare la sorveglianza nelle zone simbolo - ha detto Alemanno - Penso anche a piazza Navona”. La proposta di Alemanno è stata accolta dalla prefettura con favore: a questo punto si dovrà studiare la loro collocazione. Il sindaco ha poi precisato che “concorderà con la comunità gay” gli interventi più opportuni contro il bullismo.
Agggiornamento/ A poche ore dalla diffusione di questa notizia, è già polemica da parte di alcune associazioni gay (Arcigay, Gaylib). Poco fa hanno diramato una nota in cui bocciano la proposta di Alemanno: ”Le telecamere non rappresentano una soluzione di fronte al fenomeno della discriminazione e verrebbero percepite come un problema per la privacy da parte di moltissime persone. Le aggressioni, inoltre, avvengono solitamente a qualche isolato di distanza, in luoghi bui. Ribadiamo che la sicurezza delle persone lesbiche, gay e trans deve essere garantita in tutta la città e che ciò è possibile solo attraverso un serio piano contro l’omofobia: campagne di comunicazione, formazione dirette alle stesse forze dell’ordine e anche nelle scuole (ricordiamo che spesso gli aggressori hanno meno di 18 anni), iniziative culturali, sostegno e implementazione dei servizi, maggiore presenza delle forze dell’ordine in borghese”. Enzo Foschi (Pd), vicepresidente della Commissione Cultura della Regione Lazio va oltre, parlando di “inaudita violenza”: “Non vorrei che, al contrario, con l’installazione delle telecamere si voglia raggiungere un altro intento, ovvero quello di riprendere tutti coloro che frequentano abitualmente la gay street e con lo scopo di scoraggiare, non i delinquenti omofobi (che si nasconodono e agiscono in altre strade, magari sotto al Colosseo), ma i ragazzi e le ragazze dal continuare a poter passare le serate in questo importante luogo d’incontro“. Diversa la posizione di DìGayproject che è sostanzialmente a favore (”non sono certo la panacea di tutti i nostri problemi, ma sono un supporto alle forze dell’ordine per prevenire le aggressioni”, dice Marco Belfiore, segretario dell’associazione di Imma Battaglia), ma che fa notare una cosa condivisibile: “La politica a favore dei gay e dei loro diritti non può passare ogni giorno attraverso la gay street. La cultura anti-omofobia è qualcosa di più ampio e complesso e non può riguardare sempre, tutti i giorni il dibattito sulla gay street di Roma. Esistono anche Napoli, Trieste, Bari, Milano e tutto il resto d’Italia. I gay sono ovunque e meritano di essere soggetto di diritti”.
Quanto alle critiche: le trovo fuffologiche. Roma è piena di telecamere che, in molti casi, hanno permesso di risolvere casi di violenza, e non solo. Non vorremo mica creare una zona franca intorno alla Gay Street?
“Via i froci da San Giovanni”, tornano scritte omofobe.
September 15th, 2008


Ancora scritte omofobe all’ingresso della gelateria della Gay Street di via di San Giovanni in Laterano. “Gay nei forni” e “Via i froci da San Giovanni”, con in calce una svastica. La denuncia arriva da Arci Gay. Scritte simili sono poi comparse anche su altri palazzi, diversi metri più avanti. “Scritte omofobe sono presenti lungo tutto il tratto della Gay Street di via di San Giovanni in Laterano - afferma Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma - più volte sono comparse pochi giorni dopo episodi di violenza e discriminazione: l’incendio del Coming Out, l’aggressione di una ragazza lesbica, o l’aggressione di Federico e Cristian, qualche giorno fa”. “Per questo - sottolinea Arci Gay - chiediamo in primo luogo un intervento urgente da parte dell’ufficio per il decoro urbano per cancellare le offese. Queste continue manifestazioni d’odio e di intolleranza ci preoccupano molto perché testimoniano un clima omofobico e di intimidazione ai danni degli imprenditori della Gay Street e quindi di tutta la nostra comunità. Abbiamo più volte sottolineato la necessità di valorizzare quello che è ormai diventato un luogo simbolico, affinché si possano costruire occasioni di dialogo con la città. Chiediamo che le Istituzioni ci sostengano con delle azioni concrete per contrastare l’omofobia e nella definizione di iniziative culturali”.
Ma io dico: ma non lo sanno che usando un pennarello indelebile, magari dal colore più acceso (tipo fucsia), si ottengono risultati migliori? E poi quella svastica storta? Dilettanti.
Gay street, il sindaco ai carabinieri: “Più vigilanza”.
September 11th, 2008

Quando si verifica un’aggressione come quella di martedì sera, si scatena sempre la solita, prevedibile corsa alla solidarietà e alla condanna. Corsa fondamentale, perché è importante che le istituzioni facciano “formalmente” sentire la loro presenza. Più difficile “agire” in linea con quella solidarietà, attraverso gesti concreti. Stavolta il sindaco Gianni Alemanno ha cercato di dare un seguito alle parole di condanna verso l’ultimo episodio di omofobia, avvenuto poco distante dalla Gay Street, al Colosseo. E’ lui a comunicarlo:
“Ho avuto un colloquio con il comandante provinciale dei Carabinieri, al quale ho richiesto di intensificare i controlli e la vigilanza su tutta l’area circostante via di San Giovanni in Laterano, affinché venga garantita una migliore sicurezza e non si ripetano più episodi di intolleranza simili a quello di martedì sera”.
Arcigay Roma, da parte sua, accoglie con favore le parole di Alemanno, ma sottolinea la necessità di un piano contro l’omofobia in tutta la città: “Sensibilizzare le forze dell’ordine contro l’omofobia è un primo passo, ma bisogna fare di più. La sicurezza delle persone lesbiche, gay e trans va garantita in tutta la città. Per questo c’è la necessità di un piano organico contro l’omofobia, attraverso progetti culturali e di formazione, anche nelle scuole, in sinergia con le associazioni del territorio. In questo modo le Istituzioni possono rendere più incisiva la loro azione contro l’intolleranza”.
Roma/Camminano mano nella mano, aggrediti a calci e sputi.
September 9th, 2008

Ancora un’aggressione, sempre nella Gay street di via San Giovanni in Laterano. E’ successo stanotte e la notizia è stata appena comunicata da ArciGay. Federico e Cristian, entrambi di 28 anni, stavano camminando verso i Fori Imperiali mano nella mano, quando sono stati aggrediti da un gruppo di 8-10 giovanissimi ragazzi, che, lanciando pietre e bottiglie, urlavano ‘Froci, via dall’Italia’, ‘Fate Schifo’. I due sono stati anche colpiti da sputi. I ragazzi aggrediti hanno chiesto aiuto e hanno denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine. “Un’altra terribile testimonianza di intolleranza verso le persone gay - sottolinea Arcigay Roma - i due ragazzi aggrediti si tenevano per mano e questo è bastato a scatenare gli insulti e l’aggressione. Ci preoccupa molto il clima di violenza che si respira in città, per questo ci auguriamo che le Istituzioni collaborino con tutte le associazioni lesbiche, gay e trans per mettere a punto un serio piano per la sicurezza e contro l’omofobia”.
Che devo dire? Non mi stancherò mai di postare queste notizie, perché tutti devono ricordarsi che la sconfitta dell’omofoba inciviltà fascista è ancora molto lontana.
Aggiornamento/ Alle 19.30 vari esponenti politici romani, incluso il sindaco, hanno espresso la loro solidarietà e condannato il gesto. Giulia Rodano, capogruppo regionale di Sinistra Democratica chiede ad Alemanno di intervenire e sostiene che “a Roma la convivenza civile sta diventando una vera emergenza”. “C’è bisogno di un riscatto da parte della cittadinanza che non può più tollerare queste forme di violenza e questa cappa repressiva che aleggia sulla città - dice invece Gianluca Peciola, consigliere provinciale della Sinistra l’Arcobaleno - E’ necessario un osservatorio indipendente che denunci episodi simili e che tenga alta l’attenzione su questi fenomeni di estrema gravità, proprio mentre il sindaco Alemanno assolve il fascismo”. Da Forza Italia arrivano le parole del presidente del consiglio comunale di Roma, Marco Pomarici: “L’aggressione è un atto vigliacco e criminale. Roma è una città tollerante ed inclusiva e questa tradizione non può essere inficiata dal gesto isolato di pochi delinquenti, che spero vengano prontamente identificati”. “L’episodio è tanto più grave - osserva l’assessore provinciale alle Politiche culturali, Cecilia D’Elia proprio perché ha visto protagonisti giovani coetanei, segno che dobbiamo diffondere tra i giovanissimi cittadini un’educazione che tenga conto del valore di ogni differenza, sia essa culturale o di orientamento sessuale”. Luca Liguoro, Presidente della Rosa Arcobaleno, fa riferimento alle recenti parole di Alemanno sul fascismo: “Lo sdoganamento di una cultura totalitaria e omicida come quella fascista non tarda, evidentemente, a dare i suoi frutti”. Anche il sindaco Gianni Alemanno ha condannato l’aggressione: “Apprendiamo con sconcerto che purtroppo ancora una volta a Roma si è ripetuto un atto di aggressione ai danni di giovani gay. Nell’esprimere la nostra solidarietà alle vittime di questa assurda violenza, vogliamo ribadire, come dichiarato più volte, la piena condanna da parte dell’amministrazione capitolina e di tutta la città di Roma a ogni tipo di discriminazione. Mi auguro che gli inquirenti facciano al più presto luce su questo grave fatto e che i responsabili dell’aggressione siano consegnati alla giustizia in tempi brevi”. Dal Comune parla anche l’Assessore alle Politiche Sociale Sveva Belviso: “L’aggressione subita da due ragazzi gay in via dei Fori Imperiale è un atto discriminatorio ed intollerabile che lede pesantemente la dignità delle persone. Il buon nome di Roma non può essere infangato da simili atti criminali, ai due giovani aggrediti va la mia vicinanza e solidarietà.”
P.s. Cari Cristian e Federico, un abbraccio.
Scritte omofobe su panchine gay street.
August 18th, 2008

Scritte omofobe sono state notate oggi nella gay street romana di via San Giovanni in Laterano. Mani ignote hanno colpito due panchine davanti al civico 120, dove si trova una gelateria gay: “Gay nei forni subito” e “via i froci dal quartiere”, con una croce celtica. Da quel che si vede nelle foto non devono essere recentissime, ma poco cambia. Delusi i proprietari di “Icea Cream Bears“, questo il nome di un locale che si trova davanti alle panchine: “Restiamo perplessi dalle scritte che abbiamo trovato al di fuori della nostra gelateria. Noi siamo una coppia gay e ci rivolgiamo prevalentemente ad un pubblico gay, ma abbiamo sempre avuto ottimi rapporti con i residenti, queste scritte sono un chiaro attacco alla nostra attività, e speriamo che le istituzioni ci sostengano attuando un cambiamentio culturale nel quartiere, tramite eventi nella strada, in modo da evitare altri spiacevoli episodi come l’incendio del Coming Out o le aggressioni“. Questo episodio si va ad aggiungere ad altri casi abbastanza spiacevoli: prima un incendio sulla serranda del locale Coming Out, poi una ragazza picchiata dopo essere stata seguita dalla gay street. “Le scritte ‘Gay nei Forni Subito’ e ‘Via i Froci dal quartiere’ indicano come la strumentalizzazione politica della strada alimenti l’odio verso lesbiche, gay e trans, che non proviene dai residenti, che si sono anche espressi favorevoli alla pedonalizzazione e ci hanno inviato le foto dichiarandosi contrari a tali forme di discriminazione - dichiara Fabrizio Marrazzo, presidente Arcigay Roma - infatti, la pedonalizzazione della strada avrebbe migliorato la vivibilità per i residenti e la comunità gay che ogni sera affolla la strada. Invece, la negazione comporta solo una contrapposizione ideologica senza dare di fatto nessun vantaggio né ai residenti che vedono la strada affollata e con il pieno caos creato dalle macchine che cercano di passare e né alla comunità gay costretta a destreggiarsi tra le macchine”.
Non voglio minimizzare o ingigantire niente. Però mi chiedo una cosa: non è che a denunciare con tanta enfasi uno scribacchino da panchina, che certo non brilla per brillantezza culturale, si finisce per fare il gioco di quanti vogliono un po’ di visibilità? Mi ricordo il caso del piromane, che a Roma, per mesi, ha bruciato motorini, finendo ogni giorno sui giornali. Non so.
Ieri riferivo del probabile rifiuto del presidente del I municipio, Orlando Corsetti, di concedere la pedonalizzazione della Gay Street romana. In serata l’assessore capitolino alla Cultura, Umberto Croppi - braccio destro del sindaco Gianni Alemanno - era stato possibilista: “Nessuna chiusura culturale verso quella strada. Valuteremo la situazione, anche se le pedonalizzazioni non competono all’assessorato alla Cultura”. Oggi una nuova presa di posizione, da parte di Sandro Medici, presidente del Municipio X, ed esponente della sinistra del Prc. “Quello che mi da particolarmente fastidio, quasi mi indigna è l’atteggiamento del mio collega Corsetti - ha detto ai microfono di Radio Popolare - Abbiamo perso le elezioni per una serie di ragioni e perseveriamo con questa linea bacchettona e perbenista che chiude la porta e il dialogo alle realtà associative”. “Non scherziamo”, ha continuato, “ci prenderemmo la responsabilità di interrompere un’iniziativa serena e tranquilla? E non il sindaco Alemanno, esponente della destra, ma un presidente eletto dal centrosinistra. Io“, ha concluso Medici, “sarei disponibile a ragionare col movimento omosessuale, ma mi rendo conto che arrivare a Cinecittà non è molto agevole e poi il posto lo hanno già scelto loro”. Da segnalare anche una piccata presa di posizione della Rosa Arcobaleno, verso l’Arci Gay Roma, che ieri ha diramato il comunicato stampa, senza aver sentito le altre associazioni romane. “Arcigay Roma ha voluto muoversi autonomamente senza interpellare le associazioni glbt e neppure i consiglieri comunali, come ad esempio Gianluca Quadrana, che l’anno scorso hanno reso possibile la prima Gay street a Roma. Una azione politica solitaria come quella di Arcigay è doppiamente lesiva perchè determina una sconfitta per tutti i gay, le lesbiche e i trans di roma, che si trovarenno senza gay street, e continua ad alimentare un clima non collaborativo tra associazioni gay“.
Aggiornamento/ La notizia è di pochi minuti fa: il Comune potrebbe concedere la pedonalizzazione della strada, scavalcando di fatto il Municipio I (guidato da un presidente di centrosinistra). Al momento si studia però la possibilità di pedonalizzare la strada solo nel mese di agosto. Sarà pure una vittoria di Pirro, ma che il Comune venga incontro all’ArciGay, dopo il rifiuto del municipio, è un minuscolo segnale politico da non sottovalutare.
Gay street, il municipio (di sinistra) dice “no”.
July 13th, 2008


La Gay Street è una striscia di strada, davanti al Colosseo, luogo di ritrovo ormai “storico” della comunità Glbt romana. La zona non mi fa impazzire, forse perché non amo l’unico locale ufficiale della strada, il Coming Out. L’Arci Gay aveva chiesto, da tempo, che la via fosse pedonalizzata. La ragione è presto spiegata: nelle serate più affollate, le auto devono riuscire a infilarsi tra la carne in vetrina. La richiesta era stata presentata al Municipio I, guidato da Orlando Corsetti, centrosinistra, ex presidente del rossissimo municipio I. Ieri Corsetti ha lasciato intendere il suo orientamento: la pedonalizzazione non ci sarà. A renderlo noto con un comunicato è l’Arci Gay, che spiega: “Abbiamo presentato le richieste ormai da diversi mesi e sulla questione attendiamo un parere definitivo e formale, per il quale cercheremo di incontrare Corsetti già nei prossimi giorni. La Gay Street è un patrimonio per la città e per quell’area di Roma da cui non può essere spostata, proprio perché non si tratta un business, ma di un luogo che ha un forte potere simbolico e identitario: migliaia di lesbiche, gay e trans hanno trovato la forza, grazie alla Gay Street, di non nascondersi più. Il silenzio e l’invisibilità, anche in famiglia o sul lavoro, sono il vero grande problema per i cittadini omosessuali“. Ma perché l’associazione chiede che la strada venga pedonalizzata? “La pedonalizzazione dell’ultimo tratto di via di San Giovanni in Laterano - si sostiene -migliora, prima di tutto, la vivibilità della zona, perché salvaguarda l’incolumità di migliaia di cittadini che affollano la strada e che rischiamo di essere colpiti dalle auto. In secondo luogo consente di realizzare iniziative culturali (mostre, presentazioni di libri e fotografie, etc) e di valorizzare una delle aree più belle di Roma. Adesso chiederemo anche al Comune di Roma di esprimersi sulla questione, perché vogliamo capire se la cultura ha diritto di cittadinanza nella nostra città e se questo vale anche per la cultura gay, come avviene nelle grandi capitali europee, dove produce innovazione e ricchezza. Se non riceveremo risposte valuteremo anche l’ipotesi di promuovere una raccolta di firme per la richiesta di un referendum popolare nel Municipio“.
Sono perplesso. La Gay Street è davvero un “patrimonio per la città”? E, soprattutto, lo è per i gay?
Le richieste dell’Arcigay ad Alemanno.
May 25th, 2008
L’incontro tra il sindaco e le associazioni gay della capitale era in programma da tempo, ma adesso, dopo l’aggressione di un conduttore di Deegay.it, è da vedere sotto una luce diversa. Non è un caso che, tra le richieste che l’Arcigay presenterà al sindaco, ce ne saranno alcune direttamente legate al tema dell’omofobia. Qui di seguito, il documento in sei punti che, domani, l’Arcigay sottoporrà ad Alemanno, nel corso dell’incontro in Campidoglio. Dai sei punti è escluso volutamente il Gay pride che, dicono le associazioni, “non si tocca”. Anzi, al sindaco chiederanno “il riconoscimento del valore sociale e culturale del Pride: un momento di visibilità e valorizzazione per tutte le differenze e minoranze che rappresenta un patrimonio della nostra città e per il nostro Paese”.
1) Per l’asilo politico di gay lesbiche e trans perseguitati o condannati a morte in altri Paesi: molti sono clandestini e con le nuove leggi rischiano il rimpatrio immediato nella propria nazione. Roma si attivi per far abolire le condanne a morte e per sostenere progetti di accoglienza e di cittadinanza.
2) Nuove tutele e servizi per le coppie di fatto, eterosessuali e omosessuali, secondo le competenze dell’amministrazione, per rafforzare e incrementare i servizi e le opportunità offerte a tutte le forme familiari, a prescindere dal tipo di riconoscimento giuridico, come ad esempio per quanto riguarda l’assegnazione delle case popolari e il sostegno economico alle giovani coppie.
3) Analisi sulle condizioni di vita delle persone lesbiche, gay e trans finalizzate a individuarne le problematiche e la percezione sociale dell’omosessualità e della transessualità, per elaborare e incrementare i servizi rivolti alle persone lesbiche, gay e trans sul territorio.
4) Sostegno e riconoscimento delle iniziative culturali della comunità lesbica, gay, e trans, riconoscendo le iniziative della Gay Street di via di San Giovanni in Laterano come luogo di aggregazione, visibilità e dialogo.
5) Azioni formative nelle scuole, nella pubblica amministrazione, nelle aziende municipalizzate per il contrasto del bullismo, dell’omofobia e della transfobia; incrementare l’inserimento professionale anche attraverso specifici programmi di formazione specie per le persone trans.
6) Azioni mirate a supportare gli eventi sportivi contro la discriminazione per le persone lesbiche gay e trans, come avviene in molte città europee.
Incendio al Coming Out.
February 18th, 2008

Stanotte è stato incendiato il Coming Out, locale gay in via San Giovanni in Laterano, nei pressi del Colosseo. Il danno è stato notato stamattina dai proprietari. Non tutto il locale è stato danneggiato, ma solamente una parte (da quello che ho capito, si tratta dell’area a ridosso delle serrande). Indagini sono in corso da parte delle forze dell’ordine. L’ArciGay ipotizza la matrice dolosa, e preannuncia per venerdì alle 22.30 un sit-in. “È un gesto orribile che ci sconvolge ma non ci spaventa - dice Arcigay Roma - colpire il Coming Out, che è tra i luoghi simbolo per la comunità gay romana e cuore della Gay Street di via di San Giovanni in Laterano, vuol dire ostacolare la visibilità delle persone lesbiche, gay e trans, costringendoci all’anonimato e al silenzio. Da tempo abbiamo denunciato azioni omofobe contro la gaystreet”.
Gli incendi ai locali sono sempre un bruttissimo segnale.
Razzismi/Chiama il taxi e “viene insultato perché gay”.
February 13th, 2008
Stanotte, poco dopo la mezzanotte, Salvatore Cannavò, 26 anni, chiama il 3570 per un taxi. Il ragazzo si trova nella Gay Street, in via San Giovanni in Laterano. Quando arriva il taxi, la brutta sorpresa: il tassista, infatti, inizia ad insultarlo, in quanto gay. Non solo. Dopo aver fornito una grande prova di servizio pubblico, si è allontanato, spegnendo i fari della sua auto, per nascondere il numero della targa. La vicenda, davvero grave, viene denunciata dall’Arcigay di Roma. “Siamo sconvolti – spiega un comunicato stampa diffuso poco fa dall’associazione – Questo episodio è reso più grave dal fatto che i taxi sono un servizio pubblico della nostra città. Chiediamo al più presto un incontro con i responsabili del servizio 3570 e con l’assessore alla mobilità del Comune di Roma per chiarire la vicenda e per affrontare la questione della sicurezza per le persone lesbiche, gay e trans che troppe volte, anche quando si servono dei servizi pubblici, non solo di sera, corrono il rischio di subire insulti e violenze“.
Aggiornamento/ Poco fa è arrivata la replica del presidente del 3570. Ovviamente la colpa è dei gay. Ecco quello che dice: “Da una prima analisi si evince che una delle due persone gay, che hanno richiesto il taxi, si è rivolta alla centrale operativa in maniera ‘arrogante’ minacciando la centralinista che, data la loro appartenenza all’Arcigay, avrebbero all’indomani fatto uscire su tutti i giornali la notizia di essere stati lasciati a piedi da un tassista del 3570. Il tassista, contattato telefonicamente, sostiene di essere stato intimorito da una delle due persone, in quanto uno di loro era mascherato e in palese stato di ebrezza. Nessun socio del 3570 ha mai pensato minimamente di mettere in discussione le tendenze sessuali dei propri passeggeri. Ma anche i tassisti, ultimamente vittime di continue aggressioni e rapine hanno il sacrosanto diritto di salvaguardare la loro incolumità da persone che pretendono di salire camuffati e con arroganza a bordo delle loro autovetture“.
Insomma: il tassista aveva paura del gay “mascherato”, anzi “cammuffato”. E per questo, già che c’era, si è allontanato e ha spento le luci dell’auto.
La Gay street sceglie il suo Mr. (tra 20).
September 8th, 2007

Si chiama Federico del Vecchio, è di Anzio, professione cartolaio: è lui, da ieri sera, Mr. gay Roma 2007. Ha vinto un viaggio a San Francisco per due persone. Alla presenza di 10mila spettatori (la fonte è Arcigay), la giuria ha dovuto scegliere tra appena 20 concorrenti uomini e 20 donne (Erica Falco, 19 anni di Ariccia, è Miss Lesbica). Al terzo posto si è classificato un concorrente che merita la mia personale solidarietà: si chiama Elio Finocchio. In verità, il titolo di Mr. Gay Street è andato anche al secondo classificato (ex aequo?): il 23enne Roberto Croce, votato con oltre 1000 sms. Ha portato il suo saluto una scoppiettante Sandra Milo, in compagnia di due canotti rossi.

Inutilità/ Mr. Gay e Miss Lesbica.
September 6th, 2007
Mr. Gay è una di quelle invenzioni di cui farei volentieri a meno. Almeno fino a quando non si istituisce un Mr. Etero. Peccato che, tra l’altro, ci sia pure una inutile competizione tra varie manifestazioni: chi la fa a Roma, chi la fa in giro per l’Italia, ognuno sostenendo di essere quella “ufficiale”. In ogni caso, domani sera, alle 22, nella Gay Street romana, ci sarà una serata che vedrà come madrina Sandra Milo (ma perché è un’icona gaia?) e che eleggerà Mr. Gay e Miss Lesbica. Il vincitore si porterà a casa due voli per San Francisco, mentre la lesbica più bella (?) si aggiudicherà un soggiorno per due persone a Londra. I vincitori saranno anche i testimonial della prossima campagna di comunicazione di Gay Help Line 800 713 713 , il numero verde antiomofobia, insieme a Stefano Campagna, il giornalista e conduttore del Tg1 che qualche giorno fa ha fatto il suo coming out. A premiare i vincitori, Mr. Gay e Miss Lesbica 2006 (in foto).
Insulti sulla gay street, a Roma.
August 31st, 2007

Scrivo questo post al volo dal mio cellulare. Un mio amico mi ha appena segnalato che stanotte qualche cerebroleso ha firmato una serie di scritte omofobe in via di San Giovanni in Laterano. Era già successo due settimane fa. Per chi non è di Roma, si tratta della strada punto di ritrovo della comunità omosessuale, con numerosi locali.
Vergognatevi.
Aggiornamento: Sopra una delle scritte.
River-news/ Due gay denunciati perché si baciavano.
July 27th, 2007
Mi arriva or ora una segnalazione che mi lascia allibito. Un giorno dopo la notizia dello studente di Gela alle prese con i compagni e i professori omofobi, è la volta di una coppia di Roma. Roberto L. e Michele M., di 27 e 28 anni, ieri notte stavano passeggiando tra i bar della “Gay street” di Roma, nella zona del Colosseo. A un certo punto i due si sono baciati. Peccato che li abbiano notati due carabinieri di passaggio, che li hanno immediatamente fermati. Inutile protestare. La coppia gay, che si era macchiata di quel reato, è stata portata nella caserma del Celio. Qui sono stati denunciati, per “atti osceni in luogo pubblico”.
La storia si complica. Per i carabinieri i due erano impegnati in un “lavoretto” di bocca. Loro, però, smentiscono in maniera categorica. Franco Grillini, deputato Ds, presenterà un’interrogazione parlamentare, ma, soprattutto, chiederà al ministro Amato di diramare una nota in cui invita le forze dell’ordine a considerare il bacio tra gay tanto “normale” quanto quello tra etero. Sono perplesso.
Aggiornamento/1: Un’ora dopo River la notizia arriva sui siti di informazione “convenzionali”. Meglio tardi che mai.
Aggiornamento/2: L’Arcigay, con un suo avvocato, seguirà i due ragazzi.
Aggiornamento/3: Stasera al Gayvillage, Imma Battaglia inviterà il pubblico a baciarsi. L’appello sarà rivolto anche ad Andrea Rivera. Vedremo.








