Giusy dà buca al Gayvillage.
September 17th, 2008

Da Giusy Ferreri non se l’aspettavano. La cantante, che deve tutta la sua attuale fortuna discografica al programma XFactor (e all’aiuto, musicale e comunicativo, di Tiziano Ferro), ha deciso all’ultimo momento di non cantare più al GayVillage domani sera. Il suo concerto era molto atteso, e ci si aspettava un grosso afflusso di pubblico. Tra l’altro questa è l’ultima settimana del Gayvillage. Soltanto oggi, però, l’artista ha fatto spedire tramite la sua casa discografica (la Sony), un certificato medico con cui comunicava di non potersi più esibire. Un modo molto formale - ineccepibile dal punto di vista legale - per dare buca. Gli organizzatori sono abbastanza arrabbiati, fondamentalmente perché annunciare un nome e poi dover fare marcia indietro è quanto di più sgradevole possa esserci nel settore dei concerti.
Ho letto il certificato, firmato da un medico di fiducia di Abbiategrasso (il suo stesso Paese di nascita). Direi che è fin troppo generico:
“Si comunica che la sig. Ferreri Giuseppa necessita di tre giorni di riposo per malattia (dal 17/9 al 19/9)”.
Piccolo particolare: il 19 settembre è in programma una serata a Mantova. Serata confermata dal suo Myspace ufficiale e da una radio locale. Strane dimenticanze.
Aggiornamento/La data di Mantova del 19 è stata ufficialmente cancellata (oggi).
Gayvillage, considerazioni sparse.
July 5th, 2008

Sì: La location (addio auto che sfrecciano sulla via Colombo, davanti all’ingresso, col rischio di investire qualcuno); il prato con sedie, lontano dalla musica, per chi vuole chiacchierare o limonare; lo spazio, ridotto rispetto all’anno scorso, ma meno dispersivo; lo stand con i dolci (mangiato cannolo alla crema); l’entrata spaziosa (anche se non c’è gusto a entrare con l’accredito quando non c’è la fila :O); la security, davvero accurata, piazzata in ogni uscita, e nelle zone strategiche (è uno dei capitoli di spesa più rilevanti del Village); l’alto tasso di coppie eterosessuali, segno che quello non è il solito “ghetto”; Vincenzo Mingolla dal vivo rende meglio.


No: I parcheggiatori abusivi che infestano la zona, un vero cancro per questa città; il parco che circonda il village, trasformato in luogo di acchiappo e di accoppiamento carnale (oltre alla rinomata area intorno a Palombini); l’allestimento, preparato in fretta e con minore cura rispetto agli anni scorsi (i grossi cubi luminosi sembrano sparati là a casaccio); lo stand con le slot machine, di una tristezza unica, anche perché era sempre deserto; in alcuni punti l’illuminazione era pari a quella di una dark room.
La visita di Umberto Croppi, assessore capitolino alla cultura, era nell’aria da giorni. Ma al Gay Village, che ha aperto i battenti circa un’ora fa, non si dava niente per scontato. L’assessore di Alemanno, infatti, aveva preannunciato un primo sopralluogo, in via delle Tre Fontane, intorno alle 21, a Village ancora chiuso. Un modo, dicono le malelingue, per capire che aria tirasse (e, soprattutto, se ci fossero manifesti o “cose” strane). Poco fa, mi informano due valenti river-collaboratori, Croppi è salito sul palco allestito nella nuova location. Un intervento, il suo, per spiegare che il Comune non ha niente contri i gay, ecc. ecc. Insieme a lui la deputata del Pd, Paola Concia (che è l’unica rappresentante del mondo Glbt in Parlamento), i vertici dei Eur Spa (che ha affittato l’area), il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti (storicamente vicino alla comunità omosessuale romana), e l’assessore provinciale alla Cultura, Cecilia d’Elia.
Imma Battaglia, leader di DìGayproject e organizzatrice del Village, è contenta e non fa niente per nasconderlo. Anzi: a tutti sottolinea quella presenza politica sul “suo” palco. La visita di Croppi è una sorta di “legittimazione” della sua associazione da parte della nuova giunta guidata da Alemanno. Con l’Arci Gay di Roma, apertamento schierato per Rutelli in campagna elettorale - e ora in posizione d’angolo - la Battaglia potrà essere un interlocutore privilegiato con il Campidoglio. Finché, prevedo io, non si tornerà a parlare in maniera coraggiosa di diritti gay.
Gay Village/Una manifestazione da 1.600.000 euro.
June 18th, 2008
Conferenza stampa di presentazione della VII edizione del GayVillage, la cui serata inaugurale è prevista per il 26 giugno. Imma Battaglia emozionata, anche perché, secondo indiscrezioni, all’inaugurazione dovrebbe partecipare l’assessore comunale alla Cultura, Umberto Croppi: per lei sarebbe un piccolo riconoscimento rispetto alle neanche velate manovre di avvicinamento al centrodestra. E, intanto, la presidente dell’associazione DìGayproject, ha anche lanciato un appello al sindaco, Gianni Alemanno, e a Walter Veltroni: “Mi farebbe piacere che prendessero parte, il 26 giugno, ad un dibattito, qui al Village”. L’idea è quella di un talk show su diritti dei gay. Presente alla conferenza anche la deputata del Pd, Paola Concia, che recapiterà a Veltroni l’invito della fondatrice del GayVillage. Per la Battaglia, la giunta guidata da Alemanno, ha dato “un segnale positivo facendo di questa manifestazione uno dei capisaldi dell’Estate Romana”. L’invito a partecipare al dibattito è stato recapitato anche al presidente della Regione, Piero Marrazzo, e quello della Provincia, Nicola Zingaretti.
Nella rinnovata cornice del Parco del Ninfeo - lo spazio è di 6000 metri quadrati - ci sarà spazio per cinema, teatro e musica. La manifestazione si svolgera’ su tre giornate: giovedì (7 euro con consumazione); venerdì e sabato (13 euro con consumazione). L’ingresso sarà gratuito dalle 20 alle 21.30. Una novita’ della stagione è il “Drag King Festival” uno spettacolo-concorso in cartellone per 3 giorni (10-12 luglio) e che vedra’ esibirsi donne travestite da uomini nelle più svariate declinazioni del maschile: rockettari; rappers; gigolo’. Unico nel suo genere e per la prima volta in Italia il festival sara’ presentato da Dodi Conti e Lucrezia Lante Della Rovere. Special guest, Sabrina Impacciatore. Quanto al trasferimento dal Parco delle Cascate al parco del Ninfeo, la Battaglia ha tenuto a precisare “che non è stato uno sfratto, ma un cambiamento voluto, sperando che anche il prossimo anno si possa svolgere qui”. Sabato 21 giugno
pre-official party allo Spazio Novecento (piazza Marconi). Al Village ci sarà anche teatro: Alessandro Fullin, Katia Beni; Cinzia Leone, Gennaro Cosmo Parlato, Vladimir Luxuria, le Sorelle Marinetti. La nuova programmazione cinematografica a cura di Armilla Eventi proporrà un repertorio di film introvabili nel circuito delle sale.
Capitolo spese: per la prima volta la Battaglia le ha elencate una ad una. Tutta la manifestazione costa 1.600.000 euro. Ecco il dettaglio delle spese: 250 mila euro per la sicurezza, affidata ad un servizio privato; 600mila il costo per la costruzione del villaggio, 250 mila euro quello delle maestranze ed altrettanti per il contenuto artistico; i fondi restanti servono per la campagna di comunicazione e per l’area privata dove si svolgera’ la manifestazione. Quanto ai contributi esterni: 60 mila euro dovrebbero arrivare dalle istituzioni ma “al momento - dice Battaglia - non e’ nemmeno sicuro che arrivi il contributo dell’Estate Romana, che fino all’anno scorso era di 50 mila euro. 10 mila euro e’ invece il contributo che dovrebbe arrivare dall’assessorato allo Sport del Comune per la parte ‘Benessere’”. 200 mila euro, infine, sono coperti dai contributi degli sponsor (Heineken con il brand Budweiser, Martini con il brand Bacardi e Citroen); gli altri saranno recuperati dai costi dei biglietti di ingresso e dagli incassi di bar e ristoranti.
Straordinaria normalità.
June 11th, 2008

Fino a prova contraria (i grafici sono ancora al lavoro sugli ultimi dettagli), questa dovrebbe essere la locandina, in stile cartone animato, del GayVillage. Lo slogan sarà “straordinaria normalità”.
Il Gayvillage si sposta al parco del Ninfeo.
June 6th, 2008
Il Gayvillage cambia location. Resta sempre all’Eur, ma dal parco delle Cascate, si sposta al parco del Ninfeo, andando ad occupare lo spazio che era della manifestazione “All’ombra del Colosseo quadrato”.

Dietro a questa decisione, che viene salutata con favore dagli organizzatori dell’evento - l’associazione Dìgayproject, di Imma Battaglia - c’è una richiesta del Partito delle libertà: la manifestazione, infatti, era troppo vicina alle case abitate. Adesso si va a collocare in una zona in cui non ci sono grossi problemi acustici. La nuova location, inoltre, ha altri vantaggi: intanto l’ingresso/uscita non è sulla Cristoforo Colombo: l’anno scorso i vigili urbani dovevano far rallentare le auto che sopraggiungevano a velocità sostenuta. A differenza del parco delle Cascate, dove c’erano più livelli, qui c’è un unico piano. La presentazione ufficiale dell’evento avverrà il 17 giugno. Il Pdl, che aveva richiesto lo spostamento ci tiene a precisare: “Nessuna discriminazione. Vogliamo solo tutelare i residenti dal traffico e dal rumore”.
Gayvillage, col fiato sospeso.
May 31st, 2008
L’anno scorso, di questi tempi, il GayVillage era già stato preannunciato ai media, con data di inizio e programma ufficiale. Ma quest’anno le cose per il villaggio che sorgerà, come gli altri anni, all’Eur, sotto al Palalottomatica, si stanno facendo più complicate.
Primo punto: lo spazio. Dìgayproject, l’associazione di Imma Battaglia, che organizza l’evento, aveva firmato con il proprietario dello spazio un accordo. Dipendere dai privati, e non dal Comune, è la soluzione migliore, per evitare eventuali “ritorsioni” dovute al cambio di colore politico. E’ anche l’escamotage adottato a Roma da Moira Orfei: essendoci un regolamento comunale che vieta i circhi, basta affittare uno spazio da un privato, e il gioco è fatto. Lo svantaggio è uno solo: i costi maggiori di affitto. L’anno scorso, però, è successo qualcosa di inaspettato: il terreno è passato dal privato all’Eur spa. Da qui una serie di ritardi nella messa a punto del nuovo contratto di locazione.
Punto secondo: Il ruolo del Comune è tutt’altro che marginale. L’amministrazione, infatti, fornisce, tramite i vigili, una serie di permessi e nulla osta. Se non ci sono, non si può aprire. O, peggio ancora, si deve chiudere a evento iniziato. Già negli anni passati, i vigili ispezionavano spesso la struttura del Village, alla ricerca di eventuali irregolarità. Il tavolo tecnico col Comune, in questo senso, deve ancora partire.
Insomma, il Gayvillage è appeso ad un filo. Non è un caso che Imma Battaglia, nell’unico incontro avuto con Alemanno, piuttosto che parlare di Gay pride, abbia perorato la sua causa. Il Village è, comunque, un investimento economico, con un costo che supera il milione di euro. Partire tardi, o partire male può avere delle gravi ripercussioni. Forse se ne riparlerà il 7 giugno, in occasione del Pride romano.
Andrea Rivera conquista il Gayvillage.
July 28th, 2007

E’ stato il protagonista assoluto della serata che ha visto salire in scena alcuni attori della prossima stagione del teatro Eliseo. E, nei quindici minuti sul palco, ha preso in giro tutti. Dalla chiesa ai politici. Ma ha scherzato anche sul caso dei due ragazzi gay denunciati a Roma dopo un bacio (o qualcosa di più): “Ma se Andreotti ha baciato Totò Riina, cosa gli devono fare? Dargli l’ergastolo?”. Ha ironizzato sulla figura di padre Georg, il segretario del santo Padre: “Suvvia, morto un papa se ne farà un altro”. Sull’uso dei profilattici: “La chiesa sta preparando un dossier sui preservativi. E’ perché vogliono usarli anche loro”. E ha scherzato sui preti pedofili e i soldi pagati dalla chiesa per stendere un velo sui casi denunciati dalle famiglie.
Coinvolgente, spontaneo, scherza anche dietro le quinte. “Stasera sono venuto qui col mio fidanzato - dice, indicando un uomo sui 50 anni, bassetto - . Siamo una coppia di fatti (leggi: fattoni)”. Il ragazzo è un talento (unica delusione: è un po’ basso).

Placebo da Gayvillage.
July 3rd, 2007

Concerto romano dei Placebo, ieri sera, all’ippodromo delle Capannelle. Con un Brian Molko in gran forma che ha continuato a giocare sulla sua bi/omo-sessualità. “Siamo tornati - ha detto l’androgino cantante - perchè avevamo dovuto annullare l’ultimo concerto in Italia, e poi perchè qui avete il Gay Village e io e Stefan (il bassista) volevamo andarci. Solo che di lunedì è chiuso, vaffanculo, allora sapete cosa? Che stasera è qui il Gay Village!”
C’è chi si nasconde. E chi ci scherza su.
(Ringrazio per le foto “Dean Martin”. Qui altri scatti della serata).
Gayvillage 2007, si parte.
June 29th, 2007

Arrivo con L. troppo presto per godere appieno dell’accredito stampa. C’è ancora poca gente. Per una volta snobbo il buttafuori-pitonato: manco un saluto. Tiè, tiratela di meno la prossima volta, Mr.SicuroDiMe. Sul palco si esibiscono gli sconosciuti Tienneti, seguiti da quattro gatti. Al primo impatto, il Gayvillage di quest’anno è buio. Gli organizzatori, per la prima volta, hanno tenuto spenti i grossi lampioni, ripiegando su luci colorate, facendo risultare il tutto come una dark room poco illuminata. Ma ci sono piacevoli novità. A cominciare dal mangiare: uno spazio per il sushi, un ristorante economico, e uno con cibi biologici. E poi i negozi (che, tradotto, significa soldi per il Village): la Sisley, un’agenzia di viaggi e altri che non conosco. Spiccano le auto Citroen parcheggiate ovunque (main sponsor da anni) e qualche cartellone pubblicitario dell’azienda romana per l’illuminazione pubblica. Meglio di niente. Imma Battaglia è contenta. Gioca col nipotino, sorride e scherza, e sottolinea le novità di questa location. C’è anche uno spazio “arabo”, con cabine chiuse da tendine; volendo ci si può anche sedede in terra. Intorno alle 23 parte uno spettacolo di un gruppo di trampolieri francesi (video sotto), poco capito dai presenti: “Ma che stanno a fà?”, “ma che sò?”, “aò, annamo a beve”, e altri commenti ameni.
Giovani, tanti giovanissimi. Alcuni anche sotto i 18 anni. Contenti di essere là, chi sculettante e chi parlottante. Alcuni un po’ spaesati. Poco prima di mezzanotte parte la musica stunf-stunf, e i corpi iniziano ad agitarsi, a sfiorarsi, a confondersi in un’onda di libertà collettiva. Durerà poco, ma è meglio di niente.
Inaugurazioni.
June 28th, 2007

Alle 21.30, stasera, all’inaugurazione del Gayvillage. Troverò anche lui/lei? ![]()
Gayvillage/ An copre la pubblicità con la scritta “Vergogna”.
June 22nd, 2007

Alla fine sono passati al contrattacco. Due esponenti di An, che già avevano criticato nei giorni scorsi la campagna del Gayvillage, hanno comunicato di aver coperto a Roma gli orsacchiotti “simbolo” della pubblicità, con la scritta “vergogna”. Perché, dicono loro, “i manifesti sono ben visibili nelle strade d’accesso a villa Borghese e intorno al Bioparco, luoghi per eccellenza frequentati dai più piccoli, alla faccia dei diritti dei minori”.
Forse si sarà capito, ma la vicenda degli orsacchiotti mi appassiona tantissimo (bravi comunque i pubblicitari, che, magari, non immaginavano queste polemiche).
Una domanda: “Vergogna” de che?
Gayvillage/ Se l’orsacchiotto non sta in piedi.
June 21st, 2007

Per trovare il barcone “Marevivo” mi tocca andare a tentativi, imboccando due volte le scale sbagliate. Non ricordavo di aver mai visto una scalinata ricoperta da così tanta cacca (umana). E poi dicono che gli argini del Tevere devono essere rivalutati. Intanto puliamoli. Imma Battaglia è seduta su un divanetto, all’ingresso del barcone una bacheca con le foto dei vip che hanno mangiato lì: noto subito due scatti di Maria de’ Filippi con bomber dorato e aperitivo in mano. Un cagnetto bianco scorrazza su e giù: sarà il mio passatempo preferito. La parte più divertente di questa conferenza stampa di presentazione della sesta edizione del Gayvillage, però, è quando i creativi che hanno ideato la famosa campagna degli orsacchiotti (tre ragazzi, tutti molto giovani, e riuniti nella sigla Cut- creative urban team), devono sistemare su un pianoforte le loro 4 creature. Difficile farli stare diritti. Così li appoggiano l’uno contro l’altro. Qualcuno del Gayvillage, però, se ne accorge e interviene: “No, no, non possono essere attaccati. Sembra che si bacino”. Ovviamente offrirerebbero una sponda ad Alleanza Nazionale che in quegli orsacchiotti aveva visto un messaggio ambiguo.
Si parte il 28 giugno. Previsti, nel corso dell’estate, Vladimir Luxuria con un recital, Momo, Stefania Orlando e altri. La novità di questa edizione è l’ingresso gratuito dalle 20 alle 21.30.
Auguri.
Gay village/ Se la destra se la prende con la spilletta.
June 18th, 2007

Pensavo di non dovermi più occupare delle polemiche sui manifesti pubblicitari della sesta edizione del Gay Village. E, invece, la destra torna alla carica. Dopo aver sottolineato che due orsacchiotti potrebbero richiamare l’attenzione dei bambini (embè? ce l’hanno due genitori accanto, no?), adesso a finire sotto accusa è una spilletta. In particolare quella con la scritta: “Porn star”. Si è scomodato persino un’europarlamentare. Alla fine, Imma Battaglia, leader di Dìgayproject (suo uno degli interventi più belli da piazza San Giovanni al termine del Gay Pride), su forte sollecitazione del Comune, che patrocina il village, è costretta a chiedere scusa: “Ci siamo sbagliati. C’è stato un errore: volevamo scrivere ‘Pop star’”.
Io non credo alla versione dell’errore. Penso che si volesse scherzare, come è legittimo fare nella pubblicità di un villaggio gay, colorato e animato. Tutto ho pensato, meno che quel poster fosse un invito ai pedofili e un tentativo di “corrompere” i bambini, innocenti creature.
Me ne vado a letto sconsolato - e accaldato.





