No pants day, senza pantaloni in metro. by you.No pants day, senza pantaloni in metro. by you.

Il 10 gennaio la gente s’è divertita ad andare in giro in metro senza pantaloni. Il fulcro è stata la città di New York, ma il popolo dei senza-pantaloni s’è visto un po’ ovunque: da Adelaide a Stoccolma passando per San Diego e Madrid. Mancava Roma, of course. Il bilancio è stato di 2500 partecipanti, di cui 1200 a New York. Clap, clap a tutti, visto anche il clima rigido newyorchese.

No pants day, senza pantaloni in metro. by you.No pants day, senza pantaloni in metro. by you.

Qui una personale selezione di scatti (su Youtube vari video), anche se, data la viralità dell’evento, foto e video hanno invaso il web.

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Il musical della pausa pranzo.

November 6th, 2009

Non mi stancherò mai di questi simpatici pazzi riuniti nella sigla di “Improv Everywhere”. Per questo loro nuovo esperimento “sociale” hanno inscenato un musicale, nell’atrio della Trump Tower, a New York. Sette di loro, confusi tra la gente di un ristorante, ha iniziato a cantare un’ode al pranzo.

Ecco, una pausa pranzo così e tornerei matematicamente di buon umore.

Progetto-fake, una foto a ogni utente della metro. by you.Progetto-fake, una foto a ogni utente della metro. by you.

Quei simpatici pazzi di “Improv everywhere” (gli stessi che organizzarono una finta-inaugurazione di una mostra nella metropolitana), si sono inventati un nuovo one-day-project. Hanno installato un telo blu, all’interno di un vagone della metropolitana di New York, e hanno finto di lavorare per la MTA (l’azienda che gestisce i trasporti underground): agli utenti dicevano che dovevano scattare una foto a tutti gli utenti della metro, per pubblicare un libro. Molti si sono prestati, simpaticamente. Qui altre foto.

Si può organizzare una mostra d’arte in/con una stazione della metropolitana? Sì, secondo il gruppo “Improv Everywhere”, che l’ha allestita nella fermata della 23esima strada, a Manhattan. Con tanto di bar, violoncellista, e guardarobieri. E l’arte? Era negli oggetti già presenti nella fermata. Graffiti, persone, e cose (inclusi i telefoni). Stupiti i pendolari, che hanno faticato non poco per capire il senso del tutto.

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