Uscita obbligatoria.
December 4th, 2008

Come picchiare una donna. Istruzioni (musulmane) per l’uso.
November 29th, 2008
Questo programma è una sorta di SuperQuark dei costumi, rivolto ai ragazzi. In questo puntata, tal dottor Muhammad Al-’Arifi parla ad un gruppo di giovani musulmani, spiegando loro come si picchia una donna.
1) Mai picchiarla in faccia. La stessa regola vale per gli animali. Se il vostro cammello o asino non vuole camminare, non colpitelo in volto. “E se una cosa del genere non si fa sugli animali, a maggior ragione è vietato farlo sulla sonna).
2) Le botte devono essere leggere. Il senso del messaggio deve essere: “Donna, sei andato oltre. Ora basta”.
3) Le botte non le devono rendere brutta in viso.
4) La deve colpire dove non lascerà dei segni e dove non provocherà danni. Ad esempio, deve evitare di colpirla sulle mani.
5) Non deve picchiarla come si farebbe con un animale o un bambino, schiaffeggiandola.
Un river-lettore musulmano, “l’Islam ha portato diritti alle donne”.
September 24th, 2008
L’anno scorso avevo scritto un post, in cui riportavo una frase tratta dal Corano. Frase in cui si ribadiva la superiorità degli uomini sulle donne. Oggi mi arrivano via email alcune considerazioni da un ragazzo musulmano. Confesso di essere rimasto colpito dalla relativa gentilezza con cui ha reagito al post (il titolo era forte: “Idiozie coraniche”). La sua mail contiene, secondo me, alcuni spunti di riflessione.
- L’ignoranza e l’immodestia nel giudicare cose che non si conoscono è il gioco più subdolo che sta alla base dell’odio e del razzismo. Grazie comunque a tutti per le vostre considerazioni. La Pace sia con voi. Permettetemi però allora di chiarire cosa insegna l’Islam, che non si scopre leggendo superficialmente un versetto. Intanto la traduzione è tendenziosa e fuorviante. Questa è più vicina al significato originario in arabo: “Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande.” Il termine usato può essere appunto tradotto con “preposti“, cioè l’uomo ha più responsabilità della donna perché Dio gli ha dato più forza e gli ha imposto di sostenerla economicamente. Questo gli dà l’autorità, che non è usata per capricci suoi, ma per guidare la famiglia a rispettare ciò che la fede impone.
- Prima dell’Islam (e ancora oggi) l’uomo appena vedeva un problema urlava se non alzava le mani, l’Islam ha insegnato la pazienza. Il termine usato poi per “battere” assolutamente è impossibile da tradurre come picchiare, se non si è faziosi, perché in arabo indica chiaramente il dare buffetti o colpi leggeri. Inoltre il Profeta (pbsl), la cui Sunna (insegnamenti, detti) chiarisce e completa il Corano ha esplicitato che non bisogna alzare le mani alle donne e se mai si arrivasse a quel punto: 1 è proibito colpire in qualsiasi maniera il viso 2 è permesso solo con oggetti come un fazzoletto o un siwak (una radice che si usa per pulire i denti). Il battere è quindi ovviamente simbolico.
- L’”insubordinazione” di cui si parla è verso la Legge di Allah e non certo le brame dell’uomo. Ci sono una marea di hadith (detti del profeta saws) in cui lui proibisce di far male alle donne, ad esempio disse: “come potete picchiare le vostre donne come i vostri cammelli e poi giacere con loro”?
- Se poi studiaste un minimo l’Islam sapreste che ha portato immensi diritti alle donne che oggi le occidentali neanche si sognano e per questo migliaia di loro entrano nell’Islam. Io sono italiano musulmano e posso testimoniare che 2 nuovi musulmani su 3 sono donne qui come in tutto l’Occidente. La parità dell’uomo e della donna è evidente nel Corano. Mentre il Cristianesimo dibatteva se la donna fosse un animale, un diavolo o un corpo senz’anima fino ancora al 1400.
Che ci sia parità tra gli uomini e le donne, nei Paesi musulmani, è un’affermazione non veritiera. Comunque apprezzo la pazienza e la civiltà della sua mail. Altri che hanno criticato il Corano sono stati trattati in modo “diverso”.
Gerusalemme/”Only muslims”.
August 26th, 2008

Il monte del Tempio si trova a poche decine di metri dal muro del pianto. Traduco: uno dei luoghi più sacri al mondo per i musulmani (è il terzo, dopo la Mecca e Medina) è praticamente attaccato al più importante santuario religioso del popolo ebraico. E non è un caso che la stessa area del monte del Tempio sia, senza ombra di dubbio, quella più carica di contrasti dell’intera città vecchia, dove in passato ci sono stati durissimi scontri. L’edificio Cupola della Roccia, infatti, sorge sulla lastra di pietra considerata sacra sia dall’islam che dall’ebraismo. Secondo l’ebraismo, questa roccia era la pietra su cui fu fondato il mondo. Qui Abramo stava per sacrificare il figlio per dimostrare la sua fede a Dio; e, sempre da qui, secondo la tradizione islamica, Maometto salì al cielo per prendere il suo posto accanto ad Allah. Prima di questa moschea c’era un tempio, prima che venisse distrutto; ne venne costuito un secondo, ma anche questo ebbe vita breve. Per intenderci: è come se buttassero giù San Pietro e ci costruissero sopra una moschea (tanto per rendere l’idea). Gli ebrei – soprattutto gli estremisti - hanno da sempre contestato il controllo di quest’area da parte dei musulmani. All’ingresso, appoggiati ad una parete, una decina di scudi della polizia (quelli usati per contenere le folle).

Gli ebrei non posso accedere all’area. All’ingresso c’è un cartello che ricorda che, secondo quanto stabilito dal rabbinato di Gerusalemme, essendo quella un’area sacra, gli ebrei non possono calpestarla. La struttura si presenta come una spianata rettangolare, lastricata di pietre antiche chiare, con vari accessi ai lati. I non-musulmani hanno un solo ingresso, l’unico con metal detector. I controlli sono blandissimi: appoggio il cellulare su un tavolino, ed entro. Neanche una perquisizione. I turisti sono pochi, ovviamente ci sono solo musulmani. C’è chi si protegge dal sole battente sedendosi sotto gli alberi. Chi prega in moschea. Un signore di Singapore mi fa i complimenti - mi sta prendendo in giro? - per la kippah legata in vita. Nella moschea i turisti non possono entrare (un vero peccato; tra l’altro la Lonely Planet non fa riferimento a questo divieto: si vede che le cose sono cambiate). Il tizio all’ingresso è lapidario: “Only muslims”.
Una clinica per “riabilitare” i terroristi.
July 9th, 2008

Si trova a pochi minuti d’auto dalla capitale dell’Arabia Saudita, Riyad, la “Care Rehabilitation Centre” ed è già stata soprannominata la clinica per jihadisti. Un piccolo complesso, dove il governo dell’Arabia Saudita sta sperimentando nuovi metodi per “convertire” chi ha sposato le mentalità più radicali. Ma non si tratta di un carcere, quanto piuttosto di una sorta di “clinic” di lusso, con piscina, tennis, e postazioni per le playstation. La sera, secondini e prigionieri si riuniscono per giocare a calcetto. I carcerati – quasi tutti estremisti islamici, alcuni anche condannati per omicidio – in cambio di questi benefit, accettano di prendere parte a lezioni teoriche sulle leggi islamiche, oltre che ad incontri con psicologi. Questi ultimi insegnano agli estremisti a “controllare” le loro emozioni.
Allah+pipì=fatwa.
April 11th, 2008
Il dipartimento degli affari islamici di Dubai ha emanato una fatwa di condanna a morte nei confronti di chiunque scriva, stampi e affigga sui campioni di urine uno dei nomi di Allah. La fatwa si estende anche ai nomi dei profeti e dei santi. Per il dipartimento non si vuole associare il sommo dio a qualcosa di così “basso”. Il problema è che Allah ha 99 nomi, tutti “tutelati” dalla fatwa. Eccoli:
Ar-Rahman, Ar-Rahim, Al-Malik, Al-Quddus, As-Salaam, Al-Mu’min, Al-Muhaymin, Al-Aziz, Al-Jabbar, Al-Mutakabbir, Al-Khaliq, Al-Bari’, Al-Musawwir, Al-Ghaffar, Al-Qahhar, Al-Wahhab, Ar-Razzaq, Al-Fattah, Al-Alim, Al-Qabid, Al-Basit, Al-Khafid, Ar-RafiǑe, Al-Muezz, Al-Mudhell, As-Samiёe, Al-Basir, Al-Hakam, Al-`Adl, Al-Latif, Al-Khabir, Al-Halim, Al-Azeem, Al-Ghafur, Ash-Shakur, Al-Aliyy, Al-Kabir, Al-Hafiz, Al-Muqit, Al-Hasib, Al-Jalil, Al-Karim, Ar-Raqib, Al-Mujib, Al-Wassee, Al-Hakim, Al-Wadud, Al-Majid, Al-Ba’ith, Ash-Shaheed, Al-Haqq, Al-Wakil, Al-Qawaie, Al-Matin, Al-Walaie, Al-Hamid, Al-Muhsi, Al-Mubdi’, Al-Muёid, Al-Muhyi, Al-Mumit, Al-Hayy, Al-Qayyum, Al-Wajid, Al-Majid, Al-Wahid, Al-Ahad, As-Samad, Al-Qadir, Al-Muqtadir, Al-Muqaddim, Al-Mu’akhir, Al-Awwal, Al-Akhir, Az-Zahir, Al-Batin, Al-Wali, Al-Muta’ali, Al-Barr, At-Tawwab, Al-Muntaqim, Al-Afuww, Ar-Ra’uf, Malik-al-Mulk, Al-Muqsit, Al-Jamiёe, Al-Ghanaie, Al-Mughni, Al-Mani’e, Ad-Darr, An-Nafie, An-Nur, Al-Hadi, Al-Badi, Al-Baqi, Al-Warith, Ar-Rashid, and As-Sabur.
Quando i musulmani fanno paura.
March 31st, 2008
Geert Wilders è uno dei deputati xenofobi e filonazisti che vagano per la scena politica europea in cerca di anime da conquistare alla causa destrorsa. Il signore in questione, olandese, avrebbe probabilmente continuato ad essere uno sconosciuto se non fosse stato per un filmato che racconta, dal suo punto di vista, l’Islam. Si tratta di un video di circa 15 minuti, dal titolo “Fitna”. In questi giorni, Wilders si è conquistato grandi titoli sui giornali di tutto il mondo, perché quel film è stato rimosso dai server di “Live Leak” (una sorta di Youtube olandese). Il motivo? Anonimi (ergo: vigliacchi) musulmani avevano iniziato a far arrivare minacce alla piattaforma di condivisione video. Da qui la decisione di rimuovere quel film. C’è chi ancora lo mostra: è il caso di Google video e di Youtube. E, da adesso, su questo blog. La sua visione è indicata ad un pubblico maggiorenne.
Iran/Arrestato e picchiato dalla polizia per i capelli lunghi.
March 12th, 2008
Questo video è un esempio, l’ennesimo, del ruolo che il presidente dell’Iran ha assegnato alla polizia: quello di garanti della morale e del rispetto delle tradizioni dell’Islam. I bracci armati del Corano, cui si perdonano violenze e soprusi. Nel nome della religione, questo e altro. In questo video - girato in una caserma - due poliziotti infieriscono su di un ragazzo, arrestato perché i suoi capelli erano troppo lunghi. Gli danno due schiaffi, gli tagliano una ciocca e poi, per fare prima, danno fuoco ad altri capelli. Poi il video finisce.
Come vorrei sapere cosa gli è successo.
Su Maometto c’è il copyright?
February 6th, 2008

Quasi 85mila musulmani hanno già firmato una petizione (si trova qui) per chiedere a Wikipedia di rimuovere le immagini di Maometto. Secondo alcuni seguaci dell’Islam, infatti, le immagini del profeta non sarebbero consentite. Wikipedia non ne vuole sapere e, tra l’altro, ha “bloccato” la voce relativa a Maometto, impedendone ulteriori modifiche (e, soprattutto, eventuali cancellazioni).
Al supermarket (online) degli islamici.
December 19th, 2007
Mi sono sempre chiesto a chi si rivolgessero le donne musulmane che vivono all’estero (leggi: in Paesi non musulmani) quando devono comprare i loro capi di abbigliamento. Al Hannah è un sito che viene incontro alle loro esigenze, mettendo in vendita ogni genere di abito, incluse tutte le varianti del burqa. Oltre al colore nero, il burqa si vende in bianco e marrone: i prezzi sono molto bassi, si parte da 9 dollari. Il pezzo forte è “l’ultimo burqa, in stile tradizionale saudita, con tre strati di tessuto, per garantire il massimo della privacy: vengono coperti anche gli occhi”. Si vendono anche dei guanti islamici (a me ricordano Jessica Rabbit), che arrivano fino al gomito.
Magdi Allam, vita sotto scorta.
September 10th, 2007
Nutro massimo rispetto per chi è impegnato nei servizi di scorta. Si tratta, quasi sempre, di persone che guadagnano poco, costrette a lavorare in condizioni spesso precarie (con auto blindate sgangherate o quasi), e, ovviamente, a mettere a rischio la propria vita. Non sempre: a volte, e cito il caso di Silvio Berlusconi, esistono le scorte private, con stipendi decisamente superiori. Altre volte proteggono qualcuno per non si sa quale ragione.

Fatta questa doverosa premessa, non nascondo il mio stupore di fronte alla scorta che accompagna Magdi Allam, vice direttore del Corsera, impegnato sul delicato ed esplosivo fronte dell’Islam. Mi ha stupito, perché ero ad una festa, con tanto di vip politici (a livello di ministri) e fior fiore di rappresentanti delle forze dell’ordine. Allam, arrivato su un’auto seguita da un’altra di scorta, si è presentato con quattro energumeni, tutti auricolare-dotati (ma ascoltano la musica?), che lo circondavano, rivolti verso gli invitati. I tizi erano così su di giri, che non facevano nemmeno avvicinare i camerieri che giravano per la sala per offrire le bevande. Se qualcuno voleva parlare con sua signoria Allam, doveva chiedere il permesso ad un agente, che faceva da tramite. Tra l’altro, quasi ogni giorno, gli agenti lo devono scortare da Fabrica di Roma (provincia di Viterbo), dove abita, a Roma.
Detto ciò, fonti attendibili mi dicono che Allam sia stato minacciato più volte di morte, e che la scorta sia più che ”meritata”. Va bene: ma non sarà il caso di optare per una modalità più low profile?
Idiozie coraniche.
July 24th, 2007
“Gli uomini comandano le donne perché Dio li ha resi superiori, e perché spendono la loro ricchezza per mantenerle. Una donna brava è obbediente. Chi dovesse temere la loro disobbedienza, deve ammonirle, farle dormire in un altro letto e picchiarle. Se a quel punto obbediranno, non fare altro contro di loro”. Il Corano 4:34.
Indottrinamenti/ Quando Topolino è musulmano.
May 14th, 2007
Capita. Capita che sul canale Al-Aqsa TV, ispirato ad Hamas, vada in onda una trasmissione per bambini sui generis. Mickey Mouse, neo convertito all’Islam, insegna ai giovanissimi come resistere alla tirannia degli ebrei, seguendo i comandamenti di Allah. Non solo: spalleggiato da una baby-conduttrice, enuncia i punti cardine dell’Islam.
Da brividi.
P.s. Youtube, al solito, sta facendo le bizze. Quindi pazienza.










