Massimo Consoli è stato uno dei fondatori del movimento omosessuale italiano. L’ho conosciuto quando lavoravo in un giornale on-line, per un parere su non ricordo cosa. Dal 2001 lottava contro un tumore al colon e, via e-mail, oltre ai comunicati stampa e alle notiziole, mandava anche aggiornamenti sull’avanzameno della malattia. Leggevo quelle e-mail con ammirazione, perché mi chiedevo come una persona potesse essere così forte, da voler condividere questo dolore con dei perfetti sconosciuti. Parlava delle notti insonni, del dolore, della debolezza, dell’impossibilità di andare avanti nei progetti in cui credeva. La mailing list, in fondo, era il suo blog. E nonostante tutto continuava a scrivere, a rispondere ai giornalisti stranieri che spesso lo interpellavano.

Massimo è morto, all’1.50 di stanotte, nell’ospedale di Velletri. A partire da domani sarà allestita la camera ardente, presso il circolo di cultura omosessuale mario Mieli, in via Efeso 2/A, a partire dalle 13 e fino alle 10 di martedì. Martedì il feretro lascerà il Circolo e raggiungerà l’istituto buddista Soka Gakkai in via della Marcigliana 532 (traversa di via della Bufalotta) dove alle 11 si svolgerà una cerimonia laica. Poi sarà trasferito presso il cimitero di Marino.