Per chi pensa che l’atto masturbatorio non duri mai abbastanza (!), questi pantaloncini promettono di farlo durare tanto quanto li indosserete. Prodotto da un’azienda cinese, il Wonderful Massage Equipment Co (questo il loro nome) massaggia la zona pubica (in verità penso che si debba infilare lui in una specie di sacca). Si puo’ scegliere la frequenza, il tipo di massaggio, la temperatura. Funziona a batterie. Si ordinano qui, ma per una spedizione si richiede un acquisto di almeno 500 pantaloncini.

Sulla masturbazione, nel 1970.

February 8th, 2008

Questa pubblicità trasmessa dal canale pubblico americano è splendida. E’ del 1970. Una mamma scopre il figlio mentre si masturba in camera, sotto le coperte. “Ho visto quello che stavi facendo. E’ normale - dice - Mi fa piacere che hai scelto la riservatezza della tua stanza. Prima o poi, comunque, dovremo parlare di questi tuoi bisogni. Ti chiedo scusa se ho violato la tua privacy”. Il viso della mamma, con quel primo piano, è da film horror.

Non mi dimenticherò mai quando me ne stavo tranquillo tranquillo in salotto a fare le mie cosine, ed è entrata mia madre. Gulp.

Davanti/ Anti-masturbazione.

February 1st, 2008

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Questo era uno strumento contro la masturbazione. Risale al 1880, ed è stato messo in vendita su e-bay (ma costa 1500 dollari).

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Il manifesto dei segaioli.

June 19th, 2007

Esiste, nel mondo degli incontri virtuali, una categoria di persone che non ho mai potuto sopportare. Quella dei segaioli. Non perché abbia qualcosa contro la masturbazione, per carità. Ma, nella mia vita ante-L., la chattata non era un fine, ma il mezzo per incontrare. Per queste persone, invece, internet era un mezzo per venire, senza alcuna interazione nel reale. Li riconoscevi subito per tre motivi: intanto spediscono solo le foto del loro membro, sempre maestoso e over 18cm; quando chiedi di ricevere una foto del viso, come è legittimo che sia, ti arriva o lo gnocco modello americano (ovviamente non è lui) o una banale scusa del tipo “sono in un internet point, ho solo questa”; infine, terzo indizio del segaiolo, le domande del tipo: “come sei vestito ora?”, “cosa ti piace fare?” e, soprattutto, “cosa mi faresti”.

Scopro oggi che esiste una web-community per soli segaioli. Si chiama Il circolo delle seghe e ha persino un “manifesto”: “Lo scopo fondamentale è quello di promuovere un dialogo tra le persone che amano la masturbazione, fornire spunti di discussione, dare un’opportunità reale per confrontare idee, fantasie e tecniche su un argomento che per sua natura è spesso riservato al solitario e all’autodidatta. L’obiettivo è quello di sdoganare la sega come atto da sfigato e attribuirle il giusto valore di pratica fantasiosa, eccitante e coinvolgente”. E ancora: “Non ci sono discriminazioni di orientamento sessuale: i segaioli DOC sono indifferentemente etero puri, gay puri (???????), bisex e appartenenti a tutte le sfumature tra queste categorie standard sia essi single, sposati o fidanzati. Sono ammessi sia segaioli solitari, sia segaioli di gruppo nelle varianti ‘ognuno si fa la sua’ oppure ‘aiutiamoci reciprocamente’. L’aspetto fisico non conta: ci congratuleremo con i belli senza schernire i meno belli, il gruppo deve essere unito per lo spirito e non per l’aspetto estetico. Sono pero’ fondamentali un aspetto sano, la cura dell’igiene e il rispetto delle consuete norme di sicurezza (ma è un cantiere di lavoro o cosa?)”. Si può anche organizzare, tramite un’apposita sezione, un “sega party”.

Noioso.

Come masturbare un elefante.

April 21st, 2007

Dopo la masturbazione del tricheco, è la volta dell’elefante.

Masturbazione.

December 9th, 2006

Mi sono sempre chiesto dove potessero espletare le loro funzioni corporali prettamente sessuali i concorrenti del Grande Fratello. Nella versione britannica del Big Brother sono stati very smart: dopo aver svuotato un contenitore utilizzato per contenere gli attrezzi da giardino, lo hanno utilizzato per nascondersi dalle telecamere. E per soddisfare le esigenze delle parti basse. In questi due video - da ascoltare - le immagini e i rumori rubati dalle telecamere.

La storia dei vibratori.

April 6th, 2006

I vibratori non sono un’invenzione del nostro secolo. I primi “massaggi della vulva” erano praticati all’inizio del 1800 per la cura dell’isteria, soprattutto nel Regno Unito. In un primo momento, non si pensava ad un trattamento di natura sessuale, anche se i medici si resero conto che le donne, dopo qualche mese, ritornavano per chiedere una ripetizione di quella cura così piacevole. In una prima fase, un’alleata dei medici era l’idroterapia: in pratica veniva spruzzato un getto d’acqua nella zona riproduttiva femminile. Nel 1880 un medico inglese inventò il primo vibratore elettrico, di dimensioni ridotte e facilmente trasportabile: l’orgasmo era garantito in una decina di minuti. Il primo vibratore per uomini, invece, venne inventato nel 1899 da tale John Muir. All’inizio del 1900, ci si cominciò a rendere conto delle potenzialità commerciali dei vibratori. Nel 1902, così, Hamilton Beach produsse il primo vibratore per uso domestico: uno strumento inventato, dunque, prima del ferro da stiro.Nel 1917, nelle case degli americani c’erano più vibratori che toaster. Tra il 1900 e il 1940 vennero brevettati decine di vibratori: alcuni sono così resistenti che qualche collezionista, di tanto in tanto, i mette in vendita su e-bay.

Tra il 1950 e il 1970 vennero immessi sul mercato vibratori che potevano essere facilmente piazzati sui cataloghi, senza creare particolari imbarazzi. Avevano forme innocue: c’era quello che assomigliava alla prolunga dell’aspirapolvere o quello che, invece, sembrava un pettine.Nel 1973, Betty Dodson (in foto sotto) avviò dei “gruppi di masturbazione” rivolti alle donne, che potevano usare la “mano magica” della Hitachi. Il libro della Dodson, “Sex for One”, venne tradotto in otto lingue. Quello stesso anno, proprio quando River venne partorito, aprì il primo sex shop per donne, a New York. L’anno successivo arrivò Good Vibrations a San Francisco. Negli anni 90 i vibratori ebbero un nuovo boom, grazie all’amministrazione Reagan. L’amministrazione, infatti, di fronte al dilagare dell’epidemia dell’Aids, inviò una nota a tutte le famiglie, con un elenco di pratiche sessuali “sicure”: tra queste c’erano anche i vibratori.