Milano/ Un Pride per pochi.
June 24th, 2007

Ieri i gay sono tornati a sfilare in strada, stavolta a Milano, nella Christopher Street Parade. Cinquantamila persone, secondo gli organizzatori, tremila per la Questura. So che questo giudizio potrà non piacere, ma sono contrario alla frammentazione delle sfilate. Ogni anno, in Italia, c’è una distinzione tra un Pride nazionale e uno locale, cittadino. Il risultato sono vari micro-cortei che nulla hanno a che vedere con quello accaduto a Roma il 16 giugno. Un movimento omosessuale che vuole lanciare messaggi forti, in grado di tenere testa a eventi come il Family Day, deve essere compatto, unitario. Perché in caso contrario, una sfilata con poche migliaia di persone si conquisterà solo un piccolo box sulle pagine dei giornali. E sarà un’occasione per far credere alla gente che le problematiche dei gay interessano quattro gatti in maschera.

Detto ciò, ringrazio Luigi e Fatima per il servizio fotografico realizzato. Avevo chiesto loro di concentrarsi soprattutto sui genitori aperti. Qui le loro foto.
Easyjet sfila accanto ai gay.
June 23rd, 2007

Quante aziende sono pronte a mettere il loro nome accanto ad un evento gay? Poche, soprattutto in Italia. Un lettore mi segnala, però, un’iniziativa unica (forse senza precedenti). La EasyJet ha mandato 10 assistenti di volo, vestiti in bianco con una cravatta arancione, capitanati da un Drag Queen, alla Christopher street Parade milanese di oggi. Straordinario. “EasyJet - spiega il sito della compagnia low cost - condivide con il popolo LGBT lo spirito gaudente e irriverente e vuole essere al suo fianco in un momento così importante per la vita della comunità, in cui risata e ricordo si fondono in un colorato carnevale, inno alla gioia”. Non solo: venerdì 29 giugno ci sarà un volo, Milano-Madrid, dedicato all’europride spagnolo. A bordo, bandiere arcobaleno e una colorata animazione a cura dell’equipaggio. “Vogliamo festeggiare – spiega Elisa Ravella, Marketing Manager per l’Italia - con la comunità LGBT quest’importante occasione. In Italia purtroppo ancora troppe aziende sono legate a pregiudizi anacronistici e si rifiutano, contro il proprio interesse, a rivolgersi direttamente a quella porzione della società che più è attenta all’innovazione e al cambiamento come il mondo LGBT”.

Se non mi ricordo male, diversi anni fa, Virgin Express sponzorizzò diversi eventi, a Roma. Ma non si è mai arrivati a mandare una truppa di assistenti di volo di bianco vestiti ad un Pride.
Coraggiosi.
P.s. Ringrazio Giacomo per le foto scattate al Pride.





