Vini nostalgici.

January 21st, 2008

Ne avevo già sentito parlare e, se non mi sbaglio, c’erano anche state delle polemiche a riguardo. Ma vederli esposti su uno scaffale, in un’enoteca davanti al teatro dell’opera, fa il suo effetto. Va detto che l’enoteca in questione ha rispettato la par condicio: Hitler, Mussolini e anche Che Guevara.

Buongiorno blog.

Vanity Fair ha il potere di tirare fuori il meglio e il peggio delle persone. Accade in questo numero con Alberto Ruggin. Di lui si è ormai scritto di tutto. Nessuno, però, era andato a casa sua, a curiosare per una giornata nella sua vita. Ne esce fuori il racconto di un ragazzo che conosce poco la politica italiana, parla per frasi fatte, e dice che da cattolico non sposerebbe mai un uomo. E, soprattutto, vota Forza Italia. La sorpresa più grande, però, arriva dalla sua cameretta. Mentre la sorella si accontenta dei poster di Brad Pitt, lui ha scelto un manifesto con Mussolini e la scritta “Salutate nel duce il fondatore dell’impero”, e una sciarpa con lo slogan “Boia chi molla”. Il ragazzo, confessa, faceva parte di un gruppo di estrema destra. Ora è referente dell’associazione dei gay di destra, Gaylib.

Tra i gay, spesso, domina la sindrome del tafazzismo.

A spasso per via delle Quattro Fontane. Negozio kitsch vende orrendi magneti. Si notano, vicini, quelli di Che Guevara, Mussolini, papa Ratzinger e Giovanni Paolo II; e, poco visibile in questa foto, quello con una bandiera italiana e un pene.

Buona domenica.