Obama e i dubbi del movimento GLBT americano.
August 5th, 2009

La storica rivista The Advocate dedica la sua copertina del numero di settembre ad Obama e alle promesse che il presidente aveva fatto alla comunità GLBT. Promesse che, oggi, non hanno avuto alcun seguito. L’articolo, a tratti duro, si apre con una certezza e un dubbio: “Da candidato Obama ci ha promesso molto. Come presidente ha fatto molto poco, e molti gay stanno diventando impaziente. E se questa riprovazione smascherasse in realtà l’indifferenza del presidente o l’impotenza del movimento omosessuale americano?”. Qui il pezzo.
Ad avercelo un decimo di Obama dalle nostre parti.
Foto ricordo con Obama.
April 9th, 2009

Affettuosità presidenziali.
March 27th, 2009

Obama con la scimmia.
March 5th, 2009

Questa è la vetrina di una libreria Barnes & Noble, in Florida. In America ha fatto arrabbiare un bel po’ di persone, anche perché l’associazione Obama-scimmia non è cosa nuova. I titolari del negozio sostengono che sia stata opera di un cliente in vena di scherzi.
Depilazione politica.
January 22nd, 2009

La collocazione di una pubblicità, nei quotidiani o nelle riviste, è fondamentale. A volte si fanno errori (agenzia di viaggi accanto a notizia sciagura aerea, il caso classico), altre si va a segno. Questa è la pubblicità della Veet. Bush avrà apprezzato.
Ho usato le strisce Veet in un’unica occasione: quando ho deciso di togliere dei peli sulla schiena. Lo fece una mia amica. Urlai così tanto che le concessi un solo strappo.
Cambia il sito della casa Bianca. Nei contenuti.
January 21st, 2009
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Già ieri, era stata caricata la nuova versione del sito della Casa Bianca. Una svolta, a livello grafico. Ma, soprattutto nei contenuti. Nella sezione Civil Rights ci sono gli impegni di Obama per i gay. Si parte da una sua frase, del 2007.
“While we have come a long way since the Stonewall riots in 1969, we still have a lot of work to do. Too often, the issue of LGBT rights is exploited by those seeking to divide us. But at its core, this issue is about who we are as Americans. It’s about whether this nation is going to live up to its founding promise of equality by treating all its citizens with dignity and respect”.
E poi gli obiettivi da perseguire: Expand Hate Crimes Statutes; Fight Workplace Discrimination; Support Full Civil Unions and Federal Rights for LGBT Couples; Oppose a Constitutional Ban on Same-Sex Marriage; Repeal Don’t Ask-Don’t Tell; Expand Adoption Rights; Promote AIDS Prevention; Empower Women to Prevent HIV/AIDS.
In estrema sintesi: sì alle unioni civili; no ad ogni legge costituzionale che vada contro queste unioni; sì alle adozioni per coppie glbt (“Obama thinks that a child will benefit from a healthy and loving home, whether the parents are gay or not”).
Nero su bianco.
P.s. Qualcuno avvisi il papa, grazie.
Obama, una speranza.
January 20th, 2009

Ascolto il discorso di Obama. Guardo la gente che lo acclama. Sento le promesse. L’esitazione nel giuramento, l’emozione. Vedo la gioia nei suoi occhi. La voglia di fare. Di cambiare. L’America. Mai avrei immaginato, ormai tre anni fa, stringendogli la mano nel suo ufficio di Washington – giacca, camicia senza la cravatta -, che oggi mi avrebbe fatto persino commuovere. Eppure, già allora qualcuno diceva: “Quell’uomo è destinato a fare molta strada”.

Mi sono emozionato come se Obama fosse il mio presidente. Ma non è così.
Preservativi presidenziali americani.
January 13th, 2009

In vendita a New York.
Posizione di sicurezza.
January 2nd, 2009

Guardando alcune foto degli uomini dei servizi segreti che si occupano della sicurezza dei presidenti americani, mi aveva incuriosito la posizione delle loro braccia: ad altezza stomaco. All’inizio pensavo ad una coincidenza. Poi ho fatto qualche ricerca, e ho scoperto che è la posizione obbligatoria da assumere per ragioni di sicurezza: così facendo, si è pronti a intervenire e bloccare eventuali pazzi. Rispetto alle braccia lungo il corpo, in questo caso i tempi di reazione sono dimezzati.


Foto scattate ieri, mentre Obama saluta i suoi supporter, dopo una seduta di jogging.
Obama alla seicentesima potenza.
November 15th, 2008

Il volto di Obama ricostruito usando 600 copertine di giornali del 5 novembre. Qui in formato gigante.
Il cane che dice Obama.
November 6th, 2008
Ormai è Obama-mania.
I modelli che hanno fatto il tifo per Obama.
November 5th, 2008

I modelli dell’agenzia newyorchese Major Models hanno fatto il tifo per Obama. Organizzando anche una festa, durante l’election night. Ora sono tutti felici e sorridenti.

Il musical nel quartiere generale di Obama.
November 5th, 2008
Vista la ventata di freschezza portata l’altro giorno col video in 4 del ragazzo canadese, oggi – nel giorno di Obama – propongo questo musical, girato nel quartier generale di Obama, lo scorso 3 novembre. Il protagonista ha una carriera di riserva garantita.
A rivederlo oggi è da brividi. E verrebbe voglia di farsi un bel visto e dire “adieu” a Binetti and company.
Quando la maschera incontra l’originale.
November 4th, 2008

Un bambino, vestito da Obama, incontra il vero Obama, mentre accompagna la figlia a scuola. E’ successo il giorno di Halloween a Chicago.
Black and white, al contrario.
November 3rd, 2008

Se Obama fosse stato bianco, e McCain di colore, la campagna elettorale sarebbe stata diversa?
(Pubblicità di un sito, che ha photoshoppato – sì, è un fake stavolta – i volti dei due candidati).
Comunque vince Obama.



