L'assassino dell'architetto. by you.

L’assassino dell’architetto romano, trovato cadavere nel suo appartamento nel quartiere Aurelio, si chiama Iulian M. (sopra, la foto segnaletica della polizia). Ha 26 anni, ed ha conosciuto la sua vittima nei pressi della stazione Termini. Una zona frequentata da molti ragazzi di vita. I due si erano incontrati domenica sera. Un approccio finalizzato certamente al sesso. L’architetto 59enne lo ha invitato a casa sua (sotto, la foto dell’appartamento sequestrato su disposizione della Procura di Roma). Tra i due sarebbe quindi scoppiata una lite. Lo straniero ha colpito l’uomo con calci e pugni, anche se non pensava di averlo ucciso. Dalla casa ha rubato soldi, un computer e macchine fotografiche. Quella refurtiva è stata poi venduta ad una moldava, per 550 euro. La polizia è arrivata a lui grazie alle impronte digitali lasciate su una bottiglia di birra, trovata in casa della vittima. Gli agenti della Polfer lo hanno bloccato a Civitavecchia, dove stava per fuggire in Spagna. Insieme a lui c’era un altro rumeno, la cui posizione è ora al vaglio degli inquirenti.

Appartamento sequestrato. by you.

Sul tema “media e omosessualità” è da segnalare questo pezzo della Stampa. In particolare questo passaggio: “Si sa che molti gay, specialmente non più giovanissimi, si servono di siti specializzati per reclutare escort da contattare poi per telefono e invitare a casa a fronte di una cospicua remunerazione”. E, ancora, l’AdnKronos di oggi: “L’uomo è stato ucciso probabilmente al termine di un festino gay”. Quando è etero è festa; quando è gay festino?

Il giorno dopo il rinvenimento del cadavere di Alberto Falchetti, l’architetto 59enne trovato
morto ieri sera nella sala da pranzo della sua abitazione di via Agostino Valiero, all’Aurelio, la polizia ha disposto il sequestro della sua auto e dell’appartamento. Stamattina sono stati prelevati vari oggetti dall’abitazione, che saranno analizzati alla ricerca di eventuali impronte.

Intanto emergono nuovi dettagli sull’omicidio. Se la salma è stata trovata ieri dalla governante, il delitto, secondo un primo esame del medico legale, sarebbe avvenuto tra le 22 di domenica sera e lunedì mattina. Come anticipato ieri, oltre ad una ferita alla testa, la vittima presentava anche dei segni sul collo. Ma c’è un altro particolare: secondo quanto risulta a river-blog, intorno ad un solo polso aveva del nastro adesivo, lo stesso che viene utilizzato per imballare i pacchi. La casa, inoltre, era sottosopra, come se l’assassino avesse frugato in cassetti e armadi. Bisognerà chiarire se sia stato ucciso dopo essere stato legato o se, magari, il tutto sia avvenuto durante un gioco finito male: l’uomo, comunque, era vestito. Oggi è partita anche l’acquisizione dei tabulati telefonici del cellulare della vittima.

Il palazzo in cui viveva la vittima

E’ stato trovato dalla sua badante in un lago di sangue, nella sua abitazione, con una evidente ferita alla testa, segno che era stato colpito con un corpo contundente. Mi bastano questi pochi elementi per intuire che si possa trattare di un “omocidio“, termine che va ad indicare quella particolarissima categoria di omicidi ai danni degli omosessuali. Ne ho visti diversi, di casi così. Lui aveva 59 anni, era un architetto, e recentemente aveva iniziato un’attività di editore. Il suo cadavere è stato trovato stasera alle 20 in via Agostino Valerio, nel quartiere Aurelio, dalla sua badante (nella foto la polizia davanti al portone del palazzo). Oltre al cranio fracassato, aveva dei lividi sul collo. Secondo alcuni vicini aveva da poco iniziato una relazione. Come si fa a dire, in questo caso, che si trattava di un gay? In due modi:

Ansa: “La vittima, secondo indiscrezioni, era un omosessuale”
SkyTg24 e Corsera: “L’omicidio potrebbe essere maturato negli ambienti omosessuali”

titolocadavere by you.

Già. Questi squallidi e torbidi ambienti omosessuali… Peccato che spesso a uccidere siano marchette eterosessuali, frustrate e arrabbiate con quel corpo che si trovano davanti, e che hanno appena dovuto soddisfare. Gli omocidi - suggerisco la lettura di questo libro - vengono quasi sempre commessi dai ragazzi che battono i marciapiedi. Spesso ragazzi dell’Est, rimorchiati nei viali di valle Giulia, disposti a tutto per rubare qualche euro in più. Sono omicidi dettati da un raptus (i casi di cadaveri col cranio fracassato da un corpo contundente sono moltissimi). E protetti, spesso, dall’omertà che circonda questo genere di incontri, di cui non si parla neanche agli amici più stretti.

Aggiornamento/ Già domani dovrebbe essere eseguita l’autopsia sul corpo dell’uomo. Terminati i rilievi della polizia scientifica nell’appartamento dell’uomo, si saprà (difficile che lo sappiano i giornalisti in questa prima fase di indagini) se ci sono delle impronte “buone” o se sono stati lasciati altri segni. Saranno anche sentiti gli amici della vittima e si controlleranno i tabulati del suo cellulare, per vedere le chiamate in entrata e uscita le ore prima del delitto. La polizia ha anche sequestrato l’auto dell’uomo, una Lancia, alla ricerca di eventuali indizi (foto sotto).

Aggiornamento/2 La vittima si chiama Alberto Falchetti. Era stato, tra le altre cose, art director della rivista “Grand Hotel”. Sulla porta non sono stati trovati segni di effrazione: segno che conosceva il suo assassino. I vicini hanno riferito di non aver sentito nessun rumore strano.

L'auto della vittima.