Omofobe equazioni su Youtube.
October 10th, 2008

Un ragazzo sta chattando con un altro ragazzo. Il contesto è quello del rimorchio. Uno dei due, però, non sa che l’altro lo sta riprendendo con una telecamera, per poi pubblicare quella loro conversazione su Youtube. Aggiungendo il sottotitolo: “Frocio e pedofilo su msn”. Un’associazione tutt’altro che rara. Per la cronaca, chi lo ha pubblicato ha 23 anni.
Ovviamente ho flaggato il video, nella speranza che venga presto rimosso. Anche perché chi è stato ripreso, non sa di essere stato sbattuto su Youtube.
Prete inglese: “Tatuaggi sui gay, come su pacchetti sigarette”.
October 7th, 2008

Il reverendo Peter Mullen, cappellano della Borsa di Londra, ha avuto nei giorni scorsi l’uscita omofoba più “originale” del 2008. Il sessantaseienne ha, infatti, scritto sul suo blog che è necessario “scoraggiare le pratiche omosessuali, facendo ricorso agli stessi avvisi posizionati sui pacchetti di sigarette”. Secondo Mullen dovrebbe essere obbligatorio, per tutti i gay, ricevere un tatuaggio che recita: “La sodomia può seriamente compromettere la tua salute” ma anche “La fellatio uccide”. Nel suo delirio omofobo, sosteneva che i “gay osceni dovrebbero essere dichiarati fuorilegge”, e che i “gay pride sono come il fumo passivo: corrompono chi li osserva, in particolare i giovani”. Immediata la reazione del movimento omosessuale anglosassone, che è arrivato a chiedere le dimissioni del prete. Il quale, cuor di coniglio, cosa fa? Dichiara: “La mia era satira, e rispetto i gay. Ho persino degli amici omosessuali”. Ha comunque ribadito di essere contrario a chi “va in giro a predicare l’omosessualità”. Persino l’arcivescovo di Londra si è risentito, arrivando a diramare una nota ufficiale di biasimo: “Se è vero che i preti possono avere le loro opinioni, questo testo è altamente offensivo, e non rispecchia in nessun modo il punto di vista della diocesi di Londra”.
Aggiornamento/ Dopo le pressioni arrivate ormai anche al di fuori del Regno Unito, il prete ha diramato una ulteriore nota di giustificazione: “Non volevo irritare nessuno, ma mi rendo conto che i miei giudizi sono stati poco cauti e hanno offeso le persone. Voglio scusarmene. Le mie erano considerazioni scherzose sugli omosessuali, con le quali non volevo offendere nessuno. Non volevo criticare i gay, ma i promotori della cultura gay. In ogni caso, le mie frasi sono state offensive, e per questo chiedo scusa”.
Ragazzi si baciano sul treno. Controllore li invita a smettere.
October 3rd, 2008

La storia me la racconta via email A. un ragazzo quasi diciottenne del sud barese. Sabato scorso si trovava su un treno partito da Bari, in compagnia del fidanzato. “Il treno - scrive A. - era di due vagoni. Quello in cui stavamo noi era completamente vuoto, nell’altro c’erano un controllore ed un paio di persone. Quando il controllore ha visto che io e il mio ragazzo ci stavamo abbracciando e dando qualche normalissimo bacio, è venuto da noi, e ci ha detto, con la massima maleducazione, di smetterla perchè non stavamo a casa nostra e quindi dovevamo rispettare gli altri”. A., ovviamente, è rimasto di stucco: “Sono rimasto impietrito. Il mio ragazzo ha tagliato corto ed ha detto che non stavamo facendo niente. Non mi era mai capitato niente del genere”.
Non mi viene difficile credere a questa storia e penso che le grandi aziende italiane, impegnate nel delicato settore dei servizi pubblici, debbano promuovere dei corsi di formazione sulle tematiche Glbt.
“Via i froci da San Giovanni”, tornano scritte omofobe.
September 15th, 2008


Ancora scritte omofobe all’ingresso della gelateria della Gay Street di via di San Giovanni in Laterano. “Gay nei forni” e “Via i froci da San Giovanni”, con in calce una svastica. La denuncia arriva da Arci Gay. Scritte simili sono poi comparse anche su altri palazzi, diversi metri più avanti. “Scritte omofobe sono presenti lungo tutto il tratto della Gay Street di via di San Giovanni in Laterano - afferma Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma - più volte sono comparse pochi giorni dopo episodi di violenza e discriminazione: l’incendio del Coming Out, l’aggressione di una ragazza lesbica, o l’aggressione di Federico e Cristian, qualche giorno fa”. “Per questo - sottolinea Arci Gay - chiediamo in primo luogo un intervento urgente da parte dell’ufficio per il decoro urbano per cancellare le offese. Queste continue manifestazioni d’odio e di intolleranza ci preoccupano molto perché testimoniano un clima omofobico e di intimidazione ai danni degli imprenditori della Gay Street e quindi di tutta la nostra comunità. Abbiamo più volte sottolineato la necessità di valorizzare quello che è ormai diventato un luogo simbolico, affinché si possano costruire occasioni di dialogo con la città. Chiediamo che le Istituzioni ci sostengano con delle azioni concrete per contrastare l’omofobia e nella definizione di iniziative culturali”.
Ma io dico: ma non lo sanno che usando un pennarello indelebile, magari dal colore più acceso (tipo fucsia), si ottengono risultati migliori? E poi quella svastica storta? Dilettanti.
Omofobia, una campagna del Comune di Roma.
September 14th, 2008

Sull’omofobia il Comune di Roma, nella nuova gestione di Gianni Alemanno, non ha lasciato spazio a ambiguità di qualsivoglia natura, ed è sempre stato molto netto nell’esprimere la condanna a episodi di intolleranza. La conferma di questo trend arriva adesso da ArciGay Roma (proprio ieri è stato riconfermato alla sua presidenza Fabrizio Marrazzo), che anticipa le intenzioni del Campidoglio. Il 25 settembre partirà una vera e propria campagna di comunicazione, che interesserà autubus e linee metropolitane romane. Tre i temi principali: si parte con i manifesti a sostegno delle lesbiche; a novembre sarà la volta di gay e transessuali disabili; dopo le festività natalizie, invece, si affronterà il tema dell’omofobia in generale. Ma l’Arcigay ha anche un altro motivo per gioire: il Comune ha confermato la convenzione per la gestione della Gay Help Line, la “linea verde” alla quale ci si può rivolgere per chiedere aiuto o denunciare casi di omofobia. Attiva da tre anni, ha fatto registrare migliaia di telefonate.
Gay aggrediti, la voce degli omofobi.
September 10th, 2008

Diversi lettori mi hanno indirizzato alla pagina di Tgcom che tratta la notizia dell’ennesima aggressione gay avvenuta ieri a Roma. A fronte di moltissime persone - la stragrande maggioranza - che difendono (ma c’è da “difendere” una manifestazione d’affetto?) la coppia gay, altri commentatori regalano una campionario di solita omofobia. Niente di nuovo, i soliti luoghi comuni della propaganda antigay. Non ho editato “k” ed errori ortografici.
simon: gli sta bene sono contro natura…
fred: mannaggia, peccato che non c’ero. incredibile questi finocchi in giro in atti osceni…
Alex: Che vadano a farle a casa loro queste indecenze, VERGOGNA!!! Se Adamo ed Eva erano maschio e femmina.
Luigi: Non si puo’ tollerare tutto , se vogliono fare ste cose che vadano a fale a casa loro dove non siamo obbligati a vederli ne noi ne i nostri bimbi.
massimiliano: è uno schifo vedere coppie gay baciarsi in pubblico ed è un trauma per i bambini.
Flavio: secondo me il gesto dei ragazzi è da criticare ma anke l’azione della coppia gay ke ha voluto in pubblico offendere il pudore delle persone etero k hanno dovuto assistere al bacio quindi non condanniamo solo i ragazzi (anke il loro comportamento è stato sbagliato)ma deploriamo anke la coppia gay ke poteva risparmiarsi il gesto pubblico.
Aleksandar: Secondo me anno fatto bene a insultarli. Io non sono Razzista ma questo mi sembra una stupidaggine, se sono gay vabbene ma non facciamoci vedere il pubblico, che si spaventano i bambini anche. Io consiglio di non farli andare da tutte le parti come con il fumo, niente gay in certi ristoranti.
marco: I gay se si voglione baciare lo devono fare in casa loro, è una cosa innaturale ed è giusto che non lo facciano in pubblico.
luna: E’ vero che siamo tutti liberi, ma è anche vero che bisogna rispettare anche gli altri e oggi mi sembra che queste persone facciano di tutto per sbandierare la loro sessualità, magari evitando di andare per strada a provocare si eviterebbero episodi spiacevoli. Con questo bisogna punire però tutti coloro che non rispettano la libertà altrui. Però cerchiamo di evitare provocazioni inutili.
max: Rispetto assolutamente le tendenze sessuali di chiunque, purché ci sia un pochino di pudore. qualche tempo fa, passeggiando per Verona con mio figlio di 3 anni, abbiamo incontrato 2 uomini in piazza Brà che si baciavano e si abbracciavano… uno “spettacolo” che non ho saputo spiegare a mio figlio. forse l’italia non è ancora pronta.. o forse non lo sono io… dovrebbero avere anche loro un po’ di rispetto per le persone etero.
Paolo: “Ma scherziamo? ma che cosa insegnamo ai nostri figli! far circolare per strada due omosessuali non fa altro che confondere gli ideali dei più piccoli. L’omossesualità vista a mio parere come una “una malattia”(non mi viene adesso il termine giusti), va curata o quanto meno non pubblicata per le strade nei locali pubblici…etc… Io non li condanno personalmente…..ma perlomeno manifestino il loro “stato” in privato e non dinanzi”.
Filippo: Io dico solo una cosa….se fossimo tutti gay e non esistesse l’inseminazione artificiale…cosa succederebbe? Saremmo estinti…
Mi chiedo dove inizi l’istigazione all’odio. L’omofobia è un cancro contro il quale tutti, etero e omo, devono battersi. Nel nome della civiltà.
Roma/Camminano mano nella mano, aggrediti a calci e sputi.
September 9th, 2008

Ancora un’aggressione, sempre nella Gay street di via San Giovanni in Laterano. E’ successo stanotte e la notizia è stata appena comunicata da ArciGay. Federico e Cristian, entrambi di 28 anni, stavano camminando verso i Fori Imperiali mano nella mano, quando sono stati aggrediti da un gruppo di 8-10 giovanissimi ragazzi, che, lanciando pietre e bottiglie, urlavano ‘Froci, via dall’Italia’, ‘Fate Schifo’. I due sono stati anche colpiti da sputi. I ragazzi aggrediti hanno chiesto aiuto e hanno denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine. “Un’altra terribile testimonianza di intolleranza verso le persone gay - sottolinea Arcigay Roma - i due ragazzi aggrediti si tenevano per mano e questo è bastato a scatenare gli insulti e l’aggressione. Ci preoccupa molto il clima di violenza che si respira in città, per questo ci auguriamo che le Istituzioni collaborino con tutte le associazioni lesbiche, gay e trans per mettere a punto un serio piano per la sicurezza e contro l’omofobia”.
Che devo dire? Non mi stancherò mai di postare queste notizie, perché tutti devono ricordarsi che la sconfitta dell’omofoba inciviltà fascista è ancora molto lontana.
Aggiornamento/ Alle 19.30 vari esponenti politici romani, incluso il sindaco, hanno espresso la loro solidarietà e condannato il gesto. Giulia Rodano, capogruppo regionale di Sinistra Democratica chiede ad Alemanno di intervenire e sostiene che “a Roma la convivenza civile sta diventando una vera emergenza”. “C’è bisogno di un riscatto da parte della cittadinanza che non può più tollerare queste forme di violenza e questa cappa repressiva che aleggia sulla città - dice invece Gianluca Peciola, consigliere provinciale della Sinistra l’Arcobaleno - E’ necessario un osservatorio indipendente che denunci episodi simili e che tenga alta l’attenzione su questi fenomeni di estrema gravità, proprio mentre il sindaco Alemanno assolve il fascismo”. Da Forza Italia arrivano le parole del presidente del consiglio comunale di Roma, Marco Pomarici: “L’aggressione è un atto vigliacco e criminale. Roma è una città tollerante ed inclusiva e questa tradizione non può essere inficiata dal gesto isolato di pochi delinquenti, che spero vengano prontamente identificati”. “L’episodio è tanto più grave - osserva l’assessore provinciale alle Politiche culturali, Cecilia D’Elia proprio perché ha visto protagonisti giovani coetanei, segno che dobbiamo diffondere tra i giovanissimi cittadini un’educazione che tenga conto del valore di ogni differenza, sia essa culturale o di orientamento sessuale”. Luca Liguoro, Presidente della Rosa Arcobaleno, fa riferimento alle recenti parole di Alemanno sul fascismo: “Lo sdoganamento di una cultura totalitaria e omicida come quella fascista non tarda, evidentemente, a dare i suoi frutti”. Anche il sindaco Gianni Alemanno ha condannato l’aggressione: “Apprendiamo con sconcerto che purtroppo ancora una volta a Roma si è ripetuto un atto di aggressione ai danni di giovani gay. Nell’esprimere la nostra solidarietà alle vittime di questa assurda violenza, vogliamo ribadire, come dichiarato più volte, la piena condanna da parte dell’amministrazione capitolina e di tutta la città di Roma a ogni tipo di discriminazione. Mi auguro che gli inquirenti facciano al più presto luce su questo grave fatto e che i responsabili dell’aggressione siano consegnati alla giustizia in tempi brevi”. Dal Comune parla anche l’Assessore alle Politiche Sociale Sveva Belviso: “L’aggressione subita da due ragazzi gay in via dei Fori Imperiale è un atto discriminatorio ed intollerabile che lede pesantemente la dignità delle persone. Il buon nome di Roma non può essere infangato da simili atti criminali, ai due giovani aggrediti va la mia vicinanza e solidarietà.”
P.s. Cari Cristian e Federico, un abbraccio.
Se la polizia (americana) lotta contro l’omofobia.
September 5th, 2008

Nella città di Missoula, nel Montana, la polizia ha lanciato questa campagna contro l’omofobia. C’è anche un sito, che accompagna la diffusione di poster e spot radiofonici. Il messaggio è semplice e diretto: “Se pensi di essere in pericolo o se ti hanno fatto male, chiama subito la polizia”. E’ anche possibile spedire un’email per denunciare di essere stati vittime di omofobia. “Stop Bias”, questo il nome della campagna, non è pensata solo per i gay, ma per tutte le persone “che hanno subito una discriminazione sulla base della loro razza, credo, religione, colore, nazionalità, o impegno in battaglie per i diritti civili”.
Si allunga la lista degli “omocidi” romani.
August 19th, 2008

E’ stato trovato dalla sua badante in un lago di sangue, nella sua abitazione, con una evidente ferita alla testa, segno che era stato colpito con un corpo contundente. Mi bastano questi pochi elementi per intuire che si possa trattare di un “omocidio“, termine che va ad indicare quella particolarissima categoria di omicidi ai danni degli omosessuali. Ne ho visti diversi, di casi così. Lui aveva 59 anni, era un architetto, e recentemente aveva iniziato un’attività di editore. Il suo cadavere è stato trovato stasera alle 20 in via Agostino Valerio, nel quartiere Aurelio, dalla sua badante (nella foto la polizia davanti al portone del palazzo). Oltre al cranio fracassato, aveva dei lividi sul collo. Secondo alcuni vicini aveva da poco iniziato una relazione. Come si fa a dire, in questo caso, che si trattava di un gay? In due modi:
Ansa: “La vittima, secondo indiscrezioni, era un omosessuale”
SkyTg24 e Corsera: “L’omicidio potrebbe essere maturato negli ambienti omosessuali”

Già. Questi squallidi e torbidi ambienti omosessuali… Peccato che spesso a uccidere siano marchette eterosessuali, frustrate e arrabbiate con quel corpo che si trovano davanti, e che hanno appena dovuto soddisfare. Gli omocidi - suggerisco la lettura di questo libro - vengono quasi sempre commessi dai ragazzi che battono i marciapiedi. Spesso ragazzi dell’Est, rimorchiati nei viali di valle Giulia, disposti a tutto per rubare qualche euro in più. Sono omicidi dettati da un raptus (i casi di cadaveri col cranio fracassato da un corpo contundente sono moltissimi). E protetti, spesso, dall’omertà che circonda questo genere di incontri, di cui non si parla neanche agli amici più stretti.
Aggiornamento/ Già domani dovrebbe essere eseguita l’autopsia sul corpo dell’uomo. Terminati i rilievi della polizia scientifica nell’appartamento dell’uomo, si saprà (difficile che lo sappiano i giornalisti in questa prima fase di indagini) se ci sono delle impronte “buone” o se sono stati lasciati altri segni. Saranno anche sentiti gli amici della vittima e si controlleranno i tabulati del suo cellulare, per vedere le chiamate in entrata e uscita le ore prima del delitto. La polizia ha anche sequestrato l’auto dell’uomo, una Lancia, alla ricerca di eventuali indizi (foto sotto).
Aggiornamento/2 La vittima si chiama Alberto Falchetti. Era stato, tra le altre cose, art director della rivista “Grand Hotel”. Sulla porta non sono stati trovati segni di effrazione: segno che conosceva il suo assassino. I vicini hanno riferito di non aver sentito nessun rumore strano.

Scritte omofobe su panchine gay street.
August 18th, 2008

Scritte omofobe sono state notate oggi nella gay street romana di via San Giovanni in Laterano. Mani ignote hanno colpito due panchine davanti al civico 120, dove si trova una gelateria gay: “Gay nei forni subito” e “via i froci dal quartiere”, con una croce celtica. Da quel che si vede nelle foto non devono essere recentissime, ma poco cambia. Delusi i proprietari di “Icea Cream Bears“, questo il nome di un locale che si trova davanti alle panchine: “Restiamo perplessi dalle scritte che abbiamo trovato al di fuori della nostra gelateria. Noi siamo una coppia gay e ci rivolgiamo prevalentemente ad un pubblico gay, ma abbiamo sempre avuto ottimi rapporti con i residenti, queste scritte sono un chiaro attacco alla nostra attività, e speriamo che le istituzioni ci sostengano attuando un cambiamentio culturale nel quartiere, tramite eventi nella strada, in modo da evitare altri spiacevoli episodi come l’incendio del Coming Out o le aggressioni“. Questo episodio si va ad aggiungere ad altri casi abbastanza spiacevoli: prima un incendio sulla serranda del locale Coming Out, poi una ragazza picchiata dopo essere stata seguita dalla gay street. “Le scritte ‘Gay nei Forni Subito’ e ‘Via i Froci dal quartiere’ indicano come la strumentalizzazione politica della strada alimenti l’odio verso lesbiche, gay e trans, che non proviene dai residenti, che si sono anche espressi favorevoli alla pedonalizzazione e ci hanno inviato le foto dichiarandosi contrari a tali forme di discriminazione - dichiara Fabrizio Marrazzo, presidente Arcigay Roma - infatti, la pedonalizzazione della strada avrebbe migliorato la vivibilità per i residenti e la comunità gay che ogni sera affolla la strada. Invece, la negazione comporta solo una contrapposizione ideologica senza dare di fatto nessun vantaggio né ai residenti che vedono la strada affollata e con il pieno caos creato dalle macchine che cercano di passare e né alla comunità gay costretta a destreggiarsi tra le macchine”.
Non voglio minimizzare o ingigantire niente. Però mi chiedo una cosa: non è che a denunciare con tanta enfasi uno scribacchino da panchina, che certo non brilla per brillantezza culturale, si finisce per fare il gioco di quanti vogliono un po’ di visibilità? Mi ricordo il caso del piromane, che a Roma, per mesi, ha bruciato motorini, finendo ogni giorno sui giornali. Non so.
“La stretta di mano ad un gay è contagiosa”.
August 16th, 2008

Questa perla di saggezza arriva da una rivista araba, “Al-Salam”, diffusa nei ristoranti e nei locali pubblici di Berlino. In un articolo, dal titolo “Il batterio che mangia la carne”, si sostiene che chi dà la mano ad un gay, rischia di prendersi qualche brutta malattia. Per sostenere tale tesi, vengono anche pubblicate foto di malattie alla pelle. Di fatto, tutti i gay sarebbero portatori di un batterio: ai musulmani, quindi, viene consigliato di non dar loro la mano. L’articolo non è passato inosservato, e l’associazione Lsvd, che si batte per i diritti dei gay, si è rivolta alla polizia. “Abbiamo presentato una denuncia, perché si tratta di un crimine”, ha detto il portavoce dell’associazione. La polizia, adesso, dovrà valutare se procedere per diffamazione o istigazione all’odio.
I culattoni di Bossi.
June 29th, 2008
Anche Umberto Bossi - la cui disabilità fisica, evidentemente, ha iniziato ad aver ripercussioni sulla già compromessa attività neuronale - ha voluto dare il suo parere sull’argomento “caldo” dell’estate, quello delle intercettazioni Berlusconi/Saccà. Avvicinato dai cronisti a Trecate - amena località nordica dove si svolgeva un’amena festa della Lega - ha commentato:
“Meglio uno di destra che va con le donne, di quelli di sinistra che vanno coi culattoni”.
Viva il maschio. Viva chi ce l’ha duro.
In Bielorussia, gay come criminali.
June 25th, 2008

Edward Tarletski è un attivista omosessuale, impegnato nella difficile e, aggiungo io, rischiosa lotta per i diritti dei gay in Bielorussia. Un Paese in cui i gay sono oggetto, sempre più spesso, di aggressioni, anche feroci. Anche Edward è stato recentemente picchiato da un gruppo di omofobi. Rientrando nella sua abitazione di Minsk, Edward è stato circondato da 3 persone, di età compresa tra i 20 e i 25 anni: “Stavo per entrare nel portone, quando uno di loro mi ha chiamato per cognome. A quel punto un altro mi ha sferrato un pugno in faccia, facendomi cadere in terra”. Calci e altri pugni hanno completato l’”opera”. L’uomo non presenterà denuncia alla polizia: “Sarebbe una perdita di tempo. La polizia ha un atteggiamento sprezzante verso noi gay. E’ la terza aggressione che subisco in cinque anni”. Edward è il fondatore di Lambda Belarus, la prima organizzazione gay del Paese. Pochi giorni prima quell’episodio, un altro ragazzo lo aveva affrontato, in un parco, prendendolo a cazzotti e spezzandogli un dente. L’elenco di casi di questo genere è lungo. La scorsa settimana, due giovanissimi sono stati picchiati da 4 skinhead, che hanno urlato frasi contro i gay. Domenica scorsa, il 24 enne Slava è stato malmenato dal proprietario del locale in cui si trovava: “Mi ha chiuso dentro, e mi ha picchiato”: la polizia è venuta, ma non ha fatto niente. “Ci hanno portato in commissariato, anche il proprietario del locale: la cosa assurda, è che lo hanno fatto andare via, senza neanche identificarlo. E’ assurdo che ci trattino sempre come dei criminali”. L’ultimo caso è avvenuto ieri: due signori, sui 40 anni di età, sono stati presi a pugni nei pressi di una spiaggia.
La foto di Edward vale più di ogni eventuale considerazione sull’omofobia.
Conduttore di Deegay.it picchiato e minacciato.
May 24th, 2008

Si chiama Christian Floris, ha 24 anni ed è un conduttore di punta del portale DeeGay.it. La notte scorsa è stato aggredito, a Roma, mentre rientrava nella sua abitazione. Erano le due di notte, e Christian aveva appena terminato la sua trasmissione. Due persone gli hanno sbattuto la testa contro il muro minacciandolo. La sua colpa? Occuparsi di tematiche legate al mondo dell’omosessualità e gli hanno intimato di smetterla. Il giovane, che è stato portato all’ospedale dove è stato giudicato guaribile in sette giorni, ha sporto denuncia contro ignoti. DeeGay.it è un portale che co-produce una trasmissione con Radio Città Futura, Eco tv e Nessuno tv; è anche la radio ufficiale del Gay Pride.
Per quanto possa valere, ti sono vicino.
Aggiornamenti/ Ecco le principali reazioni:
Gianni Alemanno: “Riguardo all’aggressione al conduttore di DeeGay.it, Christian Floris, esprimo grande preoccupazione: è necessario che in città venga ripristinata la legalità a 360 gradi”.
Nicola Zingaretti: “E’ evidente che occorre una reazione civile e morale perchè Roma non faccia un passo indietro in quei tempi bui che nessuno vuole che ritornino ancora. Occorre soprattutto eliminare l’odiosa percezione che atti come questi possono avere una giustificazione perchè colpiscono degli esponenti delle cosiddette minoranze, che qualcuno negli ultimi tempi, con troppa disinvoltura, confonde con problemi”.
Imma Battaglia (DìGayproject): “Abbiamo avuto importanti rassicurazioni da parte della Squadra Mobile di Roma del massimo impegno nelle indagini per individuare al più presto gli aggressori. Proprio per tutelare Christian e per non interferire con le indagini in corso si era deciso per il silenzio stampa, e ci rammarica il fatto che non sia stato rispettato. Questi gesti intimidatori, che non fermeranno la nostra battaglia, hanno lo scopo di far salire la tensione e di favorire un clima di caccia
al diverso, che giorno dopo giorno diventa sempre più insostenibile. Nella riunione di lunedì con il sindaco Alemanno chiederemo un serio impegno dell’amministrazione e delle forze dell’ordine per contrastare efficacemente questi atti inquietanti”.
Franco Grillini: “E’ evidente che oltre all’intimidazione e al pestaggio, che colpisce una persona e un lavoratore indifeso, si vuole mandare un messaggio di carattere più generale a chiunque sia impegnato sulle tematiche dei diritti civili delle persone omosessuali. Che si vorrebbe ridurre al silenzio. Credo proprio che non sia un caso che ciò avvenga nel bel mezzo di una fortissima polemica politica contro la celebrazione del gay pride che rappresenta la principale iniziativa di carattere politico culturale e rivendicativa del movimento lgbt in Italia e nel mondo”.
Arcigay Roma: “Quanto è successo a Christian e quanto sta avvenendo a molte altre persone che spesso non hanno il coraggio di denunciare o di rendere pubblico quanto avvenuto dimostra che il problema sicurezza riguarda da vicino anche le persone lesbiche, gay e trans”.






