Conduttore di Deegay.it picchiato e minacciato.
May 24th, 2008

Si chiama Christian Floris, ha 24 anni ed è un conduttore di punta del portale DeeGay.it. La notte scorsa è stato aggredito, a Roma, mentre rientrava nella sua abitazione. Erano le due di notte, e Christian aveva appena terminato la sua trasmissione. Due persone gli hanno sbattuto la testa contro il muro minacciandolo. La sua colpa? Occuparsi di tematiche legate al mondo dell’omosessualità e gli hanno intimato di smetterla. Il giovane, che è stato portato all’ospedale dove è stato giudicato guaribile in sette giorni, ha sporto denuncia contro ignoti. DeeGay.it è un portale che co-produce una trasmissione con Radio Città Futura, Eco tv e Nessuno tv; è anche la radio ufficiale del Gay Pride.
Per quanto possa valere, ti sono vicino.
Aggiornamenti/ Ecco le principali reazioni:
Gianni Alemanno: “Riguardo all’aggressione al conduttore di DeeGay.it, Christian Floris, esprimo grande preoccupazione: è necessario che in città venga ripristinata la legalità a 360 gradi”.
Nicola Zingaretti: “E’ evidente che occorre una reazione civile e morale perchè Roma non faccia un passo indietro in quei tempi bui che nessuno vuole che ritornino ancora. Occorre soprattutto eliminare l’odiosa percezione che atti come questi possono avere una giustificazione perchè colpiscono degli esponenti delle cosiddette minoranze, che qualcuno negli ultimi tempi, con troppa disinvoltura, confonde con problemi”.
Imma Battaglia (DìGayproject): “Abbiamo avuto importanti rassicurazioni da parte della Squadra Mobile di Roma del massimo impegno nelle indagini per individuare al più presto gli aggressori. Proprio per tutelare Christian e per non interferire con le indagini in corso si era deciso per il silenzio stampa, e ci rammarica il fatto che non sia stato rispettato. Questi gesti intimidatori, che non fermeranno la nostra battaglia, hanno lo scopo di far salire la tensione e di favorire un clima di caccia
al diverso, che giorno dopo giorno diventa sempre più insostenibile. Nella riunione di lunedì con il sindaco Alemanno chiederemo un serio impegno dell’amministrazione e delle forze dell’ordine per contrastare efficacemente questi atti inquietanti”.
Franco Grillini: “E’ evidente che oltre all’intimidazione e al pestaggio, che colpisce una persona e un lavoratore indifeso, si vuole mandare un messaggio di carattere più generale a chiunque sia impegnato sulle tematiche dei diritti civili delle persone omosessuali. Che si vorrebbe ridurre al silenzio. Credo proprio che non sia un caso che ciò avvenga nel bel mezzo di una fortissima polemica politica contro la celebrazione del gay pride che rappresenta la principale iniziativa di carattere politico culturale e rivendicativa del movimento lgbt in Italia e nel mondo”.
Arcigay Roma: “Quanto è successo a Christian e quanto sta avvenendo a molte altre persone che spesso non hanno il coraggio di denunciare o di rendere pubblico quanto avvenuto dimostra che il problema sicurezza riguarda da vicino anche le persone lesbiche, gay e trans”.
La giornata contro l’omofobia.
May 17th, 2008

Per la giornata mondiale contro l’omofobia - oggi - scelgo questa locandina francese. “L’omosessualità non è una malattia”.
Da noi se ne parla sempre di meno in chiave di diritti.
In memoria di Justin, calciatore coraggioso.
April 28th, 2008
Una campagna contro l’omofobia nel mondo del calcio, ne Regno Unito. Il via è previsto il 4 maggio, due giorni dopo il decimo anniversario della morte (per suicidio) di Justin Fashanu. Chi era costui? Justin, che dà anche il nome alla campagna, è stato il primo calciatore professionista dichiaratamente gay (l’anno era il 1990). L’appuntamento è a Brighton, alle 17, con un dibattito pubblico. “Dieci anni dopo la morte di Justin - ha spiegato uno dei portavoce della campagna - non c’è ancora un giocatore o un manager di una squadra che abbia avuto il coraggio di dichiarare la sua omosessualità”. I siti inglesi che hanno lanciato l’appuntamento, riportano anche le farneticanti dichiarazioni di Luciano Moggi (”I gay? Non sono adatti al mondo del calcio”). Secondo un sondaggio del 2006, il 57% dei calciatori ritiene che il calcio sia uno sport omofobo. I leader della campagna Justin chiederanno alle squadre della Premier League di osservare un minuto di silenzio e di indossare una fascia nera al braccio, con il nome del giocatore scomparso.
I gay, nell’ordine: malati, innaturali, deviati, da curare, ecc. ecc.
February 27th, 2008
Faccio una premessa indispensabile: La differenza di opinioni è il sale della web-democrazia. Bisogna però sempre chiedersi dove inizi la prevaricazione di un’opinione sull’altra e quali opinioni si basino sull’annientamento dei pareri discordi.
Arrivo subito alla questione, che mi è stata segnalata da un lettore. Un sito di medicina naturale (che di “naturale” ha poco), curato da un medico (laureato negli Usa e quindi, secondo la legge italiana, non dottore), ha un’interessante pagina dedicata all’omosessualità. Confesso che non sono riuscito a leggerla tutta, vuoi per la contorta costruzione sintattica, vuoi per gli errori concettuali e formali di cui è infarcito. Ma tant’è. La prima perla è quella relativa alla definizione di omosessualità. Paola Binetti, a confronto, è una Radicale oltranzista.
Vabbè, pazienza. Si ritorna indietro negli anni, a quando secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità eravamo malati. Ma il “medico” in questione si sforza anche di dare un senso al suo ragionamento:
La pianto qui, risparmiando la parte relativa alla famiglia naturale e ad “alcuni gay che sono pedofili” (gli eterosessuali, invece, non lo sono mai). La domanda è: quand’è che le opinioni iniziano a diventare insulti razzisti che qualcuno, nelle stanze dei bottoni, dovrebbe condannare?
Razzismi/L’omosessualità fuori dalle scuole.
February 13th, 2008
Premessa: Arci Gay e Mario Mieli stanno promuovendo una serie di incontri informativi nelle scuole romane. Un pretesto per parlare di omosessualità, e, soprattutto, omofobia. Qui di seguito due dichiarazioni sul tema:
“Oggi Veltroni si è dimesso da Sindaco di questa città. Tra le ultime proposte curate e promosse dal Comune, ci preme evidenziarlo, c’è questa drammatica iniziativa che permette, tra le altre cose oscene, all’Arci Gay (partner solo di voti del Comune di Roma?) di entrare direttamente nelle scuole a parlare di omosessualità. Vi rendete conto? L’Arci Gay dentro le scuole! Questa è la nuova legge romana di educazione sessuale per i più giovani?” (papaboys).
“Ribadendo il fatto che siamo contro ogni forma di discriminazione nei riguardi della popolazione Glbt, intendo precisare che non condivido l’iniziativa messa in campo dall’ associazione ArciGay di entrare nelle scuole ed affrontare tematiche legate all’omosessualità con un pubblico di minori che necessiterebbe di essere formato in primis sull’educazione sessuale responsabile. La nostra città, capitale della cristianità, sta perdendo di vista quelle che sono le priorità riguardanti la tutela dei minori.” (esponente locale An).
Razzismi/Chiama il taxi e “viene insultato perché gay”.
February 13th, 2008
Stanotte, poco dopo la mezzanotte, Salvatore Cannavò, 26 anni, chiama il 3570 per un taxi. Il ragazzo si trova nella Gay Street, in via San Giovanni in Laterano. Quando arriva il taxi, la brutta sorpresa: il tassista, infatti, inizia ad insultarlo, in quanto gay. Non solo. Dopo aver fornito una grande prova di servizio pubblico, si è allontanato, spegnendo i fari della sua auto, per nascondere il numero della targa. La vicenda, davvero grave, viene denunciata dall’Arcigay di Roma. “Siamo sconvolti – spiega un comunicato stampa diffuso poco fa dall’associazione – Questo episodio è reso più grave dal fatto che i taxi sono un servizio pubblico della nostra città. Chiediamo al più presto un incontro con i responsabili del servizio 3570 e con l’assessore alla mobilità del Comune di Roma per chiarire la vicenda e per affrontare la questione della sicurezza per le persone lesbiche, gay e trans che troppe volte, anche quando si servono dei servizi pubblici, non solo di sera, corrono il rischio di subire insulti e violenze“.
Aggiornamento/ Poco fa è arrivata la replica del presidente del 3570. Ovviamente la colpa è dei gay. Ecco quello che dice: “Da una prima analisi si evince che una delle due persone gay, che hanno richiesto il taxi, si è rivolta alla centrale operativa in maniera ‘arrogante’ minacciando la centralinista che, data la loro appartenenza all’Arcigay, avrebbero all’indomani fatto uscire su tutti i giornali la notizia di essere stati lasciati a piedi da un tassista del 3570. Il tassista, contattato telefonicamente, sostiene di essere stato intimorito da una delle due persone, in quanto uno di loro era mascherato e in palese stato di ebrezza. Nessun socio del 3570 ha mai pensato minimamente di mettere in discussione le tendenze sessuali dei propri passeggeri. Ma anche i tassisti, ultimamente vittime di continue aggressioni e rapine hanno il sacrosanto diritto di salvaguardare la loro incolumità da persone che pretendono di salire camuffati e con arroganza a bordo delle loro autovetture“.
Insomma: il tassista aveva paura del gay “mascherato”, anzi “cammuffato”. E per questo, già che c’era, si è allontanato e ha spento le luci dell’auto.
“Gay al rogo”, viva la libertà di parola.
February 7th, 2008
Un lettore mi segnala un caso che mi ha fatto riflettere. Su Tivutibi, community frequentata soprattutto da adolescenti prevalentemente eterosessuali, è nata una polemica, sollevata da un utente che si definisce candidamente ”razzista”. Il problema, secondo lui, è la presenza di transessuali e gay. Ecco le motivazioni:
“Torno dopo anni nel sito e ke trovo? una miriade de trans messi proni…ho voglia di…faccia questo…faccio quell’altro…vabbè ke io so razista è li brucerei tutti….ma cmq sia non è volgare? è soprattutto in una chatt de 14-15-16 anni per la maggior parte degli utenti ke messaggio gli arriva da sti depravati….sicuramente ho sbagliato sessione devi scrivere, cmq dopo anni ke sono iscritto tornare e vedere tutto c’ho è na vera delusione…”
Nella sua pagina personale - che non linko deliberatamente - il ventenne è fiero di scrivere: “non mi contattare se: se sei frocio, perke ti uccido! se sei un trans, perke fai la fine del frocio!”. Il webmaster ha dato una risposta chiara, definendo “razzista” la questione sollevata dall’utente.
Alcune considerazioni: Intanto se in Italia venisse realmente introdotto il reato di omofobia (perché dire “ebrei al rogo” è una frase da denuncia e “froci al rogo” no?), certe questioni non sarebbero più sollevate con questa virulenza. E poi: è difficile creare una community in cui gay e eterosessuali possano serenamente convivere, in cui ognuno specifica il suo orientamento e amen?
Aggiornamento/ Proprio ieri, un utente ha lasciato un commento su un post, abbastanza vecchio, sullo sterminio degli ebrei. Eccolo:
“Non paragonimo l’uccisione di qualche diverso con lo sterminio degli ebrei. premettendo che gli ebrei nn avevano nessuna colpa, mi sembra assolutamente sbagliato mettere sullo stesso piano perversioni mentali, malattie che vanno contronatura come l’omosessualità (che non è normale ed è da condannare) con una religione diversa. Lo sterminio degli ebrei era basato sull’ignoranza, il fraintendimento e la malattia mentale del Fuhrer, l’uccisione degli omosessuali non è del tutto da condannare, è una questione di debellare malattie inutili e pericolose”.
Iran, lo sterminio gay continua (in segreto).
December 6th, 2007
Makvan Moloudzadeh non ce l’ha fatta. Dopo uno squallido tira e molla intorno alla sua vita, l’Iran ha deciso che non doveva più vivere. Poco fa, il ragazzo - secondo quanto riferisce un’associazione internazionale per i diritti dei gay - sarebbe stato impiccato nel carcere in cui era detenuto, alle 5 di mattina, ora iraniana. La famiglia e l’avvocato sono stati informati dell’esecuzione solo una volta che questa è stata portata a termine.
Intorno alla sua vicenda si erano mobilitati molti Paesi, dopo che il ministro della giustizia iraniano aveva deciso di sospendere la pena. Petizioni, appelli, richieste al governo iraniano, che però è rimasto sordo. Stamattina il verdetto finale. Makvan era accusato del reato di sodomia, commesso quando aveva 13 anni. Tuttavia, in sede processuale, tutti i testimoni avevano ritirato le loro accuse, sostenendo che al momento della denuncia erano ubriachi, e che avevano ricevuto forti pressioni.
E il mondo resta a guardare.
Iran/ 80 frustate al gay.
June 18th, 2007


Scopro oggi “Homan”, un’organizzazione iraniana di gay, lesbiche e transex. Nell’homepage del loro sito ci sono le foto di due ragazzi puniti con 80 frustate, perché gay. L’associazione ha sede a Los Angeles ed è aperta, soprattutto, agli iraniani che sono stati costretti a fuggire dal loro Paese.

E hanno anche il coraggio di chiamarla civiltà.
Gay Pride/ Razzisti di serie B.
June 16th, 2007

Altre scritte, stavolta nella zona Tiburtina, a Roma, nei pressi del villaggio che ospiterà, stasera, la festa del dopo-Pride.
Perché un “froci ai forni” fa indignare molto di meno che un “ebrei ai forni”?

Il gay? A bastonate.
June 10th, 2007
Stavolta non c’entra la violenza dei fascistelli con le teste rasate e il cranio vuoto dopo la defecazione del cervello. No. Stavolta è un papà a prendere a bastonate il figlio 18enne. Sorpreso, ahilui, a parlare al telefono col fidanzato. La notizia viene denunciata oggi dall’ArciGay di Roma. Da un anno il ragazzo frequentava un gruppo di Arci Gay. Quando il padre ha origliato la telefonata, ha reagito con minacce fisiche e verbali. Alla fine ha fatto quello che, ancora oggi, molti genitori ottusi fanno: portarlo da puno psicologo per guarirlo. Ma, per fortuna, è capitato da uno psicologo illuminato: “Di omosessualità non si guarisce, perché non è na malattia”. A quel punto, tornati a casa, le bastonate e la minaccia di cacciarlo di casa.
Poi ci si chiede perché un ragazzo si tolga la vita.
Anche mia madre origliava alla porta della mia stanza.









