Iraq/Come sparare ad un militare.

September 7th, 2008

La propaganda terroristica si serve sempre più spesso delle piattaforme di condivisione dei video. L’ultimo soldato ucciso, meglio se americano, è un motivo di vanto. L’ultimo attentato contro una carovana di mezzi delle “forze di occupazione”. Tutto fa propaganda. E questo nonostante Google collabori “attivamente” con le autorità internazionali per fornire indicazioni utili a rintracciare chi ha postato determinati video (niente si cancella per sempre, tutto è tracciato in quel di Mountain View). Le più attive, in assoluto, sono le “Islam Brigades”, che amano documentare l’uccisione (o il ferimento, nella migliore delle ipotesi) di soldati – americani o iracheni. I video hanno tutti una sigla.

Si trova a pochi minuti d’auto dalla capitale dell’Arabia Saudita, Riyad, la “Care Rehabilitation Centre” ed è già stata soprannominata la clinica per jihadisti. Un piccolo complesso, dove il governo dell’Arabia Saudita sta sperimentando nuovi metodi per “convertire” chi ha sposato le mentalità più radicali. Ma non si tratta di un carcere, quanto piuttosto di una sorta di “clinic” di lusso, con piscina, tennis, e postazioni per le playstation. La sera, secondini e prigionieri si riuniscono per giocare a calcetto. I carcerati – quasi tutti estremisti islamici, alcuni anche condannati per omicidio – in cambio di questi benefit, accettano di prendere parte a lezioni teoriche sulle leggi islamiche, oltre che ad incontri con psicologi. Questi ultimi insegnano agli estremisti a “controllare” le loro emozioni.